10 scoperte casuali che hanno cambiato il mondo

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10 scoperte casuali che hanno cambiato il mondo BEST5.IT 2019-11-12 06:56:49
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Alcune scoperte nascono da complessi ragionamenti, altre per “folgorazione”.

Come quella che, si dice, ebbe Archimede immergendosi nella vasca da bagno quando intuì il principio della spinta idrostatica.

Altre scoperte, invece, avvengono per puro caso. O addirittura, per errore. E non sono poche quelle nate in questo modo: basti pensare che Cristoforo Colombo arrivò nelle Americhe pensando di aver raggiunto le Indie, o che la penicillina è stata scoperta grazie a una piastra di coltura mal pulita.

Gli anglosassoni hanno addirittura coniato una parola per indicare il ruolo giocato dal caso nelle scoperte scientifiche: serendipity (tradotto “serendipità”).

Il termine ha antiche origini: fu coniato in pieno Illuminismo, nel 1754, da uno scrittore inglese, Horace Walpole, per indicare quel misto di genio e fortuna con il quale si fanno scoperte felici.

La serendipità, lungi dall’essere dimenticata, è tornata di moda dalla metà del secolo scorso, quando l’errore è diventato anche sinonimo di fantasia e di potere creativo e immaginifico.

Ecco 10 scoperte casuali che hanno cambiato il mondo, nate per caso, per distrazione, o per errore: dalla famosa Coca-Cola, ai corn flakes, al microonde fino ai raggi X..

 

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1. Nitroglicerina & dinamite ed anestesia

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1. NITROGLICERINA & DINAMITE

Perse il suo laboratorio – saltato in aria durante l’esperimento – ma scoprì i poteri esplosivi della nitroglicerina. L’impresa fu di un italiano, o meglio un piemontese: Ascanio Sobrero (1812-1888), nella foto accanto, a sinistra.
Quando, nel 1847, il chimico di Casale Monferrato (Alessandria) provò a sintetizzare la nitrocellulosa, l’Italia infatti non era ancora nata.
Sobrero un giorno riscaldò 2 gocce di glicerina in provetta, ci fu subito un boato e parte del suo studio andò in fumo. Il pericoloso esperimento gli permise tuttavia di sintetizzare, nel giro di 2 anni, un esplosivo: la “glicerina fulminante” o “piroglicerina”, meglio conosciuta come nitroglicerina.
L’innovativo composto, però, era molto sensibile alle scosse e alle variazioni termiche, a 13,5 °C esplodeva.
Ma fu un altro chimico, lo svedese Alfred Nobel (1833-1896), ideatore del prestigioso premio che prende il suo nome, a dare la svolta decisiva alla scoperta. E lo fece per caso.
Si accorse un giorno che la nitroglicerina mescolata con materiale inerte assorbente, diventava più stabile e i rischi di esplosioni accidentali si riducevano.
La nitroglicerina, per evitare gli urti, era solitamente trasportata in bottiglie poste dentro cassette di legno, piene di farina fossile. Durante uno di questi trasporti lo scienziato svedese notò che una bottiglia aveva perso parte del suo contenuto che era stato assorbito dalla farina fossile.
Tornò allora di corsa nel laboratorio e provò a mischiare la nitroglicerina con la farina fossile e con la segatura. Ottenne così una pasta più stabile della nitroglicerina: la dinamite, che brevettò nel 1867, a distanza di 20 anni dalla scoperta di Sobrero.
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2. ANESTESIA (1844)

Horace Wells, medico e dentista americano, si accorse che il protossido di azoto è un gas capace di indurre una specie di ebbrezza alcolica in chi lo aspira (nel 1844 sperimentò su se stesso l’efficacia del protossido come analgesico, cavandosi due denti).
E una volta provato su un ferito ebbe la conferma che poteva servire da anestetico: lo somministrò a un volontario ferito a una gamba, e vide che l’uomo non sentiva più il dolore provocato dalla ferita.
Il 16 ottobre 1846 un amico e apprendista di Well, William Thomas Green Morton, si presentò al Massachussets General Hospital di Boston per una prova pubblica, portando con sé una sfera di vetro, munita di una via di ingresso e una di uscita, con dentro una spugna imbevuta di etere.
Sotto la supervisione del chirurgo in carica, John Collins Warren, e alla presenza di numerosi colleghi, fece respirare al paziente Gilbert Abbott i vapori provenienti dalla sfera.
Il dottor Warren asportò al paziente un grosso tumore del collo rapidamente in modo indolore. Era nata l’anestesia moderna.
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2. Corn flakes e walkman

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3. CORN FLAKES

L’invenzione dei fiocchi di mais (corn flakes) fu di un medico, John Harvey Kellogg (1852-1943), impiegato presso il sanatorio di Battle Creek (in Michigan).
Era la fine dell’Ottocento e lui si dilettava a sperimentare ricette vegane nella convinzione che solo con una dieta povera di grassi animali i suoi pazienti potessero rimettersi in salute.
E non solo l’alimentazione: secondo la sua filosofia di vita, la dieta doveva andare di pari passo con una vita austera, meglio se priva anche... di sesso.
Fu in questo contesto “salutista” che nacquero i corn flakes: nella loro veste originaria, senza zucchero e aromi, erano decisamente meno “appetitosi” di oggi.
Eppure i sanissimi corn flakes nacquero per una dimenticanza: il dottor Kellogg e suo fratello, Will Keith, troppo presi dalle questioni del sanatorio, misero alcuni semi di grano cotto a raffreddare e poi li lasciarono lì per molto tempo.
Quando se ne ricordarono il grano era ormai raffermo. Tuttavia non potevano permettersi di buttarlo, così decisero di lavorarlo ugualmente. Provarono ad appiattirlo per ottenere delle sfoglie e fu così che si trovarono tra le mani dei curiosi fiocchi (flakes) serviti poi ai pazienti.
Era il 14 aprile del 1894: un mese e mezzo dopo, il prodotto fu brevettato con il nome di “granose”. I fiocchi, serviti con il latte, divennero un cibo popolare tra i loro pazienti e i fratelli Kellogg cominciarono a sperimentare la ricetta anche con altri cereali.
Nel 1906, Will Keith Kellogg (aggiungendo un po’ di zucchero) lanciò il prodotto sul mercato e fondò l’azienda che ancora oggi porta il suo nome.
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4. WALKMAN (1979)

A metà degli Anni ’70 l’azienda giapponese Sony stava sviluppando un mini registratore portatile destinato ai giornalisti per le interviste.
I presidenti Akio Morita e Masaru Ibuka trasformarono però il registratore in un riproduttore di cassette da ascoltare con le cuffie.
E riuscirono a venderlo con successo in tutto il mondo, anche se all'inizio, in pochi – tranne il fondatore Akio Morita – immaginavano che esistesse una domanda di massa di musica trasportabile.
Il walkman era l’Mp3 di oggi, era uno strumento poco più grande di una cassetta, che consentiva, per la prima volta, di ascoltare la musica fuori casa senza doversi portare appresso la radio dell’auto o uno dei giganteschi stereo portatili.
I modelli successivi avevano diverse funzioni aggiuntive come la possibilità di ascoltare la radio o di registrare le proprie cassette con un click.
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3. Raggi X e penicillina

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5. RAGGI X

Superman ha molti poteri. Ma di questi solo la vista a raggi X è stata sviluppata anche dai comuni mortali.

Oggi infatti grazie alle radiografie facciamo esami diagnostici, ci curiamo e, fuori dagli ospedali, sfruttiamo il potere dei raggi X per controllare pacchi sospetti negli aeroporti.

La rivoluzionaria scoperta avvenne mentre si cercava in realtà altro, e precisamente durante le ricerche sull’elettricità che il fisico tedesco Wilhelm Röntgen (1845-1923) stava compiendo nella seconda metà dell’800.
In una sera del 1895, lo studioso si accorse che a ogni scarica di raggi invisibili provenienti dal tubo a vuoto di Crookes, grazie a una soluzione di platinocianuro di bario, la lettera “A” scritta su un foglio di carta diventava fluorescente.
Era la prima volta che notava la capacità dei raggi catodici di eccitare materiale a distanza.
Capì in seguito che inserendo un oggetto tra l’emettitore dei raggi e una lastra fotografica era possibile anche fissare le immagini per poterle conservare. Realizzò così “foto” di vari oggetti.
Il 22 dicembre 1895 radiografò anche la struttura della mano della moglie. Lo scienziato non riuscì però a trovare l’esatta natura delle radiazioni e il loro meccanismo di propagazione: per questo le chiamò “raggi X” (non volle chiamarle raggi Röntgen), in quanto ancora sconosciuti.
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6. PENICILLINA (1929)

La scoperta della penicillina è attribuita allo scozzese Alexander Fleming (1929) il quale scoprì per caso che le sue colture batteriche di stafilococchi erano state distrutte da colonie fungine.
Era la prova che i microrganismi secernevano sostanze con attività antibiotica.
Dieci anni più tardi si riuscì a isolare dalla muffa la sostanza antibiotica penicillina (chiamata così poiché la muffa apparteneva al genere Penicillum), a concentrarla, a purificarla e a testarne l’utilità come farmaco..
Mise così a punto il primo antibiotico contro i batteri. La scoperta gli valse il premio Nobel per la medicina nel 1945.
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4. Patatine e Coca cola

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7. PATATINE

Le patate sono giunte in Europa al seguito dei conquistadores, dopo la scoperta delle Americhe, e si sono poi diffuse per scopi ornamentali, finché non sono state portate in tavola dai cuochi francesi.
Ma le chips, le tonde e sottili patatine fritte in busta, furono invece inventate a metà dell’800 da un cuoco americano di origini indiane, George Crum (1824-1914). E per dispetto.
Si narra infatti che quando Crum lavorava al Moon’s Lake House, sul lago di Saratoga nello Stato di New York, un giorno un cliente troppo esigente mandò indietro per ben tre volte un piatto di patatine fritte (in inglese french fries) perché a suo dire erano immangiabili.
Crum, per vendicarsi tagliò le patate a fettine sottilissime in modo che una volta fritte fossero così dure da non poter essere infilzate con la forchetta, e le servì all’uomo aggiungendovi tanto sale.
Ma a sorpresa il cliente invece di mandarle indietro per la quarta volta, le apprezzò molto e le divorò. Così il cuoco provò a riproporle, questa volta non per scherzo, ad altri clienti e in breve il ristorante divenne famoso.
Decise allora di aprirne uno tutto suo, dove le sue chips erano servite su un apposito piattino. Dal 1920 le patatine furono vendute in busta.
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8. COCA-COLA

Una volta per curare il mal di testa non si prendevano analgesici ma si beveva un bel bicchiere di Coca-Cola.
La famosa bibita nacque infatti come antidoto contro l’emicrania, e fu inventata da un farmacista statunitense, John Stith Pemberton (1831-1888), ad Atlanta (Georgia) nel 1886.
La chiamò “Pemberton’s French Wine Coca”. Si trattava infatti di una variazione del cosiddetto “vino di coca” (o vin Mariani), una miscela di vino e foglie di coca, conosciuta in Europa, a sua volta creata dal farmacista còrso Angelo Mariani.
Pochi anni dopo al posto dell’alcol nella Pemberton’s French Wine Coca fu messo un estratto delle noci di cola, una pianta tropicale.
Dai due ingredienti, la coca e la cola, nacque il nome, Coca-Cola, rimasto tale anche dopo l’eliminazione della coca dalla miscela. Nonostante la scoperta, Pemberton non riuscì però a diventare ricco.
Distribuì la Coca-Cola nelle farmacie ma accumulò molti debiti, finché fu costretto a vendere formula e diritti a un uomo d’affari, Asa Candler (1851-1929), che ne intuì il potenziale.
Con Candler la bevanda divenne un business, uscì dalle farmacie e dagli Anni ’20 iniziò a essere commercializzata come bevanda rinfrescante.
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5. Ghiacciolo e microonde

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9. GHIACCIOLO

lo un ragazzino avrebbe potuto inventare un ghiacciolo.
E infatti il merito fu di un undicenne, Frank Epperson (1894-1983), che nel 1905, in una notte incredibilmente gelida, a San Francisco, lasciò sul davanzale della finestra un bicchiere di acqua e soda con dentro il bastoncino che aveva usato per mescolare il tutto.
ll giorno dopo, si accorse che il freddo aveva fatto ghiacciare il composto. Lo staccò e lo assaggiò: aveva inventato il ghiacciolo che come manico aveva un bastoncino, o quello che oggi si chiama stecco.
Nel 1924, ormai cresciuto, brevettò la sua invenzione promuovendola come “ghiacciolo leccalecca con il bastoncino” e lo chiamò Epsicle (da Epperson-icicle).
Poco tempo dopo, Epperson e i suoi partner fecero un accordo con la Popsicle Corporation e poi nel 1929 vendette il suo brevetto.
In Italia, i ghiaccioli arrivarono solo un ventennio più tardi, nel secondo dopoguerra, portati dagli americani insieme al chewing gum e ad altri dolci di produzione industriale.
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10. MICROONDE

La possibilità di cuocere i cibi con le microonde fu scoperta negli Stati Uniti da un ingegnere: Percy Spencer (1894-1970).
Rimasto orfano da piccolo, trascorse l’infanzia con gli zii e, diventato grande, entrò nella Marina militare statunitense dove si appassionò alle trasmissioni via radio.
A 26 anni entrò nella Raytheon Company, importante azienda statunitense che qualche anno dopo iniziò a specializzarsi nella produzione di magnetron: valvole termoioniche in grado di generare microonde per far funzionare i radar.
Un giorno Spencer, mentre lavorava su un radar acceso, si accorse per caso che una tavoletta di cioccolato che aveva in tasca si era sciolta. Lo studioso intuì immediatamente l’importanza di ciò che era accaduto: le onde avevano scaldato la cioccolata fino a farla sciogliere.
Allora provò a cuocere alcuni pop corn, in seguito poi ci riprovò con un uovo, che però esplose in faccia a uno dei presenti.
La strada tuttavia era tracciata, tanto che nel 1946 la Raytheon brevettò il processo di cottura a microonde e l’anno successivo mise in commercio il “Radarange”.
Il primo modello di Radarange destinato alla commercializzazione non era molto maneggevole, era alto 1,8 metri e pesava ben 340 chilogrammi.
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