5 album musicali “indispensabili” per le vostre vacanze

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5 album musicali “indispensabili” per le vostre vacanze BEST5.IT 2016-12-08 00:12:16
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Vi state preparando per le vacanze e non avete ancora deciso quale sarà la musica che vi accompagnerà durante le vostre vacanze estive che si stanno avvicinando? 

Nello scenario immenso e senza confini della musica, non si percepisce nulla di più meraviglioso e stuzzicante, del fenomeno di condivisione che si replica puntualmente ogni anno durante l’estate (due volte se consideriamo l’emisfero australe). 

Come un flagello sfrenato e scatenato, le canzoni estive si contagiano e  si diffondono alla velocità del suono. 

Come soffiate e spifferate dai venti caldi estivi del Mediterraneo, si appropriano e si impadroniscono dei nostri batticuori, di tutte le nostre emozioni e ricordi, intrufolandosi, infine, sotto le nostre lenzuola, intrise di sabbia, sudore e sogni. 

In un periodo dell’anno in cui la sensazione del tempo diventa un accessorio quasi inutile e superfluo, le canzoni dell’estate segnano, scandiscono ed accompagnano le nostre giornate interminabili.

Alcune di loro potrebbero essere perfette per sfogare la tensione e si impossessano dei nostri corpi facendoci ballare nelle serate in discoteca come mai era successo prima. Altre potrebbero contribuire a farci rilassare mentre ammiriamo splendidi panorami, altre ancora diventano un inno alla vita e all’amicizia.

Tale magia si riproduce e si replica ogni anno puntualmente in questo periodo che coincide con l'inizio delle vacanze estive, e per questo, dopo aver ascoltato tutte le novità musicali del momento, e per non farvi cogliere impreparati al grande appuntamento, vi consigliamo 5 cd da portare con voi nei vostri bagagli, fedeli compagni delle nostre giornate calde, luminose e spensierate.

Buon ascolto!

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1. La Roux - Trouble In Paradise

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Una locandina anni 80 dai contorni disegnati, con un'accozzaglia di colori - un tempo alla moda - ormai sbiadita da una patina vintage.

Il duo britannico La Roux è tornato con il loro secondo album che non ha nulla a che vedere con lo stile elettronico, austero e robusto, del loro disco d'esordio che fu un successo planetario.

Innanzi tutto, tanto per essere precisi, La Roux non è più un duo. Causa divergenze artistiche, Ben Langmaid ha abbandonato il progetto verso metà lavorazione. Elly Jackson, invece, "la nuova voce ritrovata" (considerata una vera professionista) suona matura e più sinuosa.

Musicalmente pure le atmosfere si sono distese. Le sessioni di registrazione sono durate dalle 14 alle 16 ore l'una, 6 giorni a settimana, per due anni. 

Questo secondo album synth-pop luminoso e solare (tastiere come ventate d'aria calda e languori assortiti), pieno di ritmi italo-disco e funk, non poteva arrivare in un momento più opportuno.

E' un album dai sapori estivi, molto curato nei minimi dettagli ("è senza un pelo fuori posto"), che riflette la mentalità vacanziera, desideroso di vivere a cuor leggero.

2. Future Islands - Singles

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Con Singles, i Future Islands, un gruppo statunitense, di Baltimora, sono giunti alla loro quarta fatica studio.

Il disco presenta all’apertura un singolone di quelli che ti porti dietro per tutta l’estate. “Seasons (Waiting for You)” è la canzone che arriverà nei posti di mare ed è qui che farà la differenza in mezzo a tutta la roba indefinita e inqualificabile che uscirà nei mesi a venire. 

Il filo conduttore di tutto “Singles” è sicuramente la malinconia, la percezione di qualcosa che non c’è più.

Ascoltando Singles, si ha l’impressione che il trio abbia capito le motivazioni per le quali fino ad oggi non fossero riusciti a compiere il grande passo.

Singles, infatti, è un ottimo album ambizioso, colorato e positivo rispetto a In Evening Air e On The Water, con una verve compositiva mai così nitidamente pop, uscito dal cuore, ricco di canzoni pop dai colori sgargianti e che contiene (come dicevamo prima), una delle migliori canzoni che avete sentito ultimamente "Seasons".

L'anno 2014 è l'anno, indubbiamente, dei Future Islands.  La verità è che non si è mai sazi di sentire la voce carismatica, contagiosa e avvolgente come di rado avviene nel pop contemporaneo. di Samuel T. Herring. 

3. Todd Terje – It’s Album

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Di giorno potrete gustarvi il vostro cocktail su una spiaggia dorata, di sera farvi un aperitivo da assaporare in una palafitta sul mare e di notte scatenare i vostri corpi on the dancefloor con un mix di sonorità che vi farà letteralmente impazzire: no, non è la descrizione di un villaggio vacanza di Ibiza ma ciò che troverete nel disco d’esordio di Todd Terje.

Terje Olsen, alias Todd Terje appunto, è un Dj norvegese all’esordio (nonostante sia sulle scene da circa un decennio, remixando di tutto.

Ha pubblicato nel 2012 il suo primo EP (che è quasi del tutto inglobato nel suo ultimo lavoro), seguito l'anno successivo dai due singoli 'Strandbar' e 'Spiral'.

Sempre nello stesso anno (2012) ha scritto a quattro mani con Robbie Williams il noto singolo 'Candy' ed ha prodotto alcune tracce del quarto album dei Franz Ferdinand.

Ascoltando il suo ultimo lavoro "It’s Album" emergono le due anime del norvegese: una più rilassata e distesa, e una dove dare libero sfogo a una velocità incalzante e irrequieta che proietta e fa decollare l'ascoltatore.

C'è anche un intimo spazio per un duetto con Brian Ferry che presta la sua voce nella cover di Robert Palmer, ricambiando il favore a Todd che l'aveva remixato in passato.

Negli ultimi cinque anni, Olsen ha utilizzato diversi pseudonimi, quali Chuck Norris, Pittbullterje, Tangoterje e Wade Nichols. It's Album è articolato in 12 tracks tra le quali Strandbar e Inspector Norse.

Il norvegese è riuscito a mantenere ciò che aveva promesso e cioè che il presente album  ci avrebbe fatto ballare, e che sarebbe stato un disco ricco di buon umore, intelligente e strano. Da notare assolutamente la ripresa del classico “Johnny & Mary” di Robert Palmer con l’instancabile Brian Ferry al canto.

Un'altra chicca è la copertina dell’album, disegnata dall’illustratore Bendik Kaltenborn, che ci rimanda già ad un’atmosfera da aperitivo latino, tanto cara a Terje. 

4. Lana Del Rey – Ultraviolence

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Anticipato dal singolo West Coast, Ultraviolence è il terzo album in studio della cantautrice statunitense Elizabeth Grant e il secondo sotto lo pseudonimo di Lana Del Rey.

Lana, nel giro di pochi anni è riuscita a distinguersi dalle altre “popparole”, con uno stile unico, vintage e malinconico. 

Abbandonato  la pubblicità aggressiva, Lana del Rey in questo album tira fuori gli artigli e mostra al mondo il suo lato “Norma Jeane”, appassionata di Musica, quella a cui qualsiasi musicista del genere fa riferimento.

Il suo cantato in slow-motion ci costringe a concentrare tutti i nostri sensi per carpirne fino in fondo il senso. A coadiuvare questi presupposti, c’è la scelta di allontanarsi dai beat elettronici a vantaggio di una linea melodica più autentica e verace.

Affascinante come riesca a descrivere poeticamente (infatti affermò di aver voluto diventare una poetessa) la sua visione assolutamente realistica del mondo, passando da varie citazioni cinematografiche (Arancia Meccanica,
l’epoca d’oro di hollywood), letterarie (come la poesia Beat o Walt Whitman) e musicali (Pink Floyd, Johnny Cash, Nina Simone, Beatles, Lou Reed…).

Grazie all’ottima e ricercata scelta di stile/sound, Ultraviolence non può essere considerato se non la più affascinante e inaspettata rivelazione di questo 2014.

Con quest’album Lana ha dimostrato di non essere solo una bambola di plastica e mise a tacere tutti coloro che l’hanno accusata di essere un “prodotto” creato per vendere.

Lana del Rey sarà, magari, una sirena che soffre delle proprie esperienze tumultuose, ma questa creazione ha trovato un modo nuovo di esprimere la professione della diva della musica, laddove il modello Madonna non è più l'unico possibile.

5. How To Dress Well - What Is This Heart?

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Tom Krell/How to Dress Well nella sua opera terza "What Is This Heart?" non è più un musicista anonimo ed ha conquistato la critica e il pubblico con un suono malizioso che più sorseggi, e più vuoi assaporare.

Si guarda indietro ripercorrendo alcuni aspetti che, direttamente o indirettamente, hanno segnato la sua vita, e contemporaneamente guarda al futuro solidificando le basi stilistiche del proprio suono.

Il netto scarto che c’è tra "What Is This Heart?" e i precedenti lavori è rappresentato dal fatto che stavolta Tom Krell ci si presenta nudo, senza i filtri degli effetti vocali e del riverbero. 

La musica scava sul serio dentro la vita e la psicologia del suo autore, mentre la sua voce si fa più pulita e mostra la volontà di smussare gradatamente gli angoli dei primi tempi in favore di sonorità a più ampia fruibilità.

Così la sua lirica trova un impatto più diretto, le sue parole un significato più chiaro, molto meno edulcorato.

Tom Krell è un ragazzo (che va verso i 30 anni)  e che, nonostante il successo, non ha mai perso i contatti con la realtà (sta portando avanti un dottorato in filosofia alla DePaul University di Chicago).



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