5 artisti assolutamente “orribili”

5 artisti assolutamente “orribili”
   
    

5 artisti assolutamente “orribili” BEST5.IT 2016-12-08 00:07:54
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Solitamente gli artisti conquistano il cuore dei fan non solo per il talento ma, spesso e volentieri, anche per il fascino che riescono a trasmettere attraverso l'aspetto fisico e le doti interpretative.

Soprattutto le ragazze, nella maggior parte dei casi, sono affascinate più dalla bravura e il talento del 'personaggio' che dall'artista.

Ma cosa succede se "l'artista" in questione non abbia i presupposti per essere chiamato tale oppure non ha nulla da offrire dal punto di vista estetico? 

Nella rete esistono tantissimi siti  che pubblicano spesso diverse liste molto divertenti,  contenenti i peggiori artisti  di tutti i tempi (musicisti solisti e band, attori/attrici, cantanti o aspiranti tali ecc. ), classifiche spietate con tanto di commenti e spiegazioni. 

Oggi vi proponiamo una lista con 5 di questi artisti assolutamente "orribili", come ad esempio Florence Foster Jenkins (proclamata universalmente la peggiore cantante lirica del mondo e di tutti i tempi), la signora Elva Miller ecc. 

Condivisibile o meno, non resta che dare un'occhiata.

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1. Florence Foster Jenkins

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In seguito a uno scontro su un taxi nel 1943, la sedicente diva Florence Foster Jenkins poté cantare un "fa" più acuto di prima.

Ne fu così felice che rinunciò a fare causa alla società dei taxi e donò invece al tassista una scatola di sigari d'importazione, un gesto giustamente grandioso da parte della donna proclamata universalmente la peggiore cantante lirica del mondo.

La carriera notevole di questa figlia della Pennsylvania è stata per molti anni una barzelletta fra appassionati e critici musicali. Questi ultimi scrivevano infatti recensioni volutamente ambigue sui concerti che lei teneva regolarmente nei salotti, da Filadelfia e Newport.

"Quando raggiunge il livello più alto, il suo canto fa pensare alla picchiata di qualche grande uccello", scrisse Robert Lawrence sul Saturday Review. Edward Tatnall Canby parlò di una "orrendezza sottile a cui nessuna descrizione può fare giustizia". Ma Newsweek fu il più icastico, osservando: "Nelle note acute, la signora Jenkins pare afflitta da un mal di schiena lieve ma fastidioso".

Il 25 ottobre 1944 la signora Jenkins architettò il colpo maestro più audace della sua carriera: un esibizione solista in una Carnegie Hall gremita di gente. In quel concerto, come negli altri, la corpulenta matrona, allora sulla settantina, cambiò abito parecchie volte.

Si presentò in scena sotto varie fogge: come l'"Angelo dell'Ispirazione" dalle ali di lamé; nelle vesti della Regina della Notte, da il Flauto Magico di  Wolfgang Amadeus Mozart; e come una civetta spagnola adorna di uno scialle pittoresco, con un pettine ornato di pietre preziose e una rosa rossa fra i capelli. Inevitabilmente condì la sua interpretazione della "civetta" lanciando al pubblico petali di rosa presi da una cesta di vimini.

Almeno una volta lanciò involontariamente anche la cesta. Ma faceva sempre in modo di recuperare i petali per lo spettacolo successivo.

2. La signora Elva Miller (Mrs Elva Miller)

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Quand'era ragazzina, nel Kansas, Elva immaginava che con la pratica e l'esercizio avrebbe potuto tentare di intraprendere  la carriera della cantante.

I suoi amici e famigliari la pensavano diversamente, tuttavia fu accettata nella società di canto corale delle superiori e nel coro della chiesa, e studiò perfino impostazione della voce al Pomona College di Claremont, in California.

Ciò nonostante la sua voce faceva pensare agli scarafaggi che frusciano all'alba nei bidoni della spazzatura.

Negli anni Sessanta, ancora convinta di saper cantare, la signora Miller - ormai una casalinga californiana sulla cinquantina - registrò per conto proprio alcune delle sue melodie preferite, "tanto per divertirsi". Persuase un disc jockey del posto a trasmettere le sue canzoni alla radio e infine incise un terrificante 45 giri della canzone di successo Downtown.

Ne furono vendute 250.000 copie in appena tre settimane e il "Kansas Rocking Bird (uccello dondolante del Kansas o Uccello del Kansas che canta il rock)", come fu soprannominata, divenne la beniamina degli spettacoli di varietà televisivi.

"I suoi tempi, per dirla in termini caritatevoli, sono liberi", scrisse la rivista Time. "Ha l'inspiegabile capacità di cadere esattamente in battere fra i movimenti, producendo un nuovo effetto di rimbalzo che, se non altro, è assolutamente inimitabile [...] Inoltre inserisce alcuni ritornelli di fischi per cambiare ritmo".

3. William Hung

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Hung, uno studente di ingegneria ventunenne della University of California di Berkeley, sostenne un'audizione per la stagione 2004 dello spettacolo televisivo American Idol.

Dopo che ebbe cantato un'interpretazione disarmonica ma appassionata della canzone di Richy Martin She Bangs, il giurato Simon Cowell osservò: "Non sai cantare, non sai ballare,e io che ci posso fare?"

Malgrado la bocciatura, la proiezione reiterata dello spezzone del provino di American Idol ha trasformato Hung in una star di culto.

Ben presto "il vero idolo americano" si è esibito in performance stonate nei talk show, da Today Show a Tonight, ha cantato a una partita della NBA trasmessa in televisione a livello nazionale ed è salito sul palcoscenico insieme a personaggi  quali Janet Jackson, Outkast e Lenny Kravitz al Wango Tango Music Festival, tenutosi al Rose Bowl di Pasadena, in California.

Ha firmato un contratto con la Koch Entertainment e ha registrato un album, "Inspiration", di cui sono state vendute più di 200.000 copie.

4. The Cherry Sisters (Le sorelle Ciliegia)

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Quando l'impresario Oscar Hammerstein si ritrovò nei pasticci dal punto di vista finanziario, decise di tentare un nuovo approccio. "Ho mandato in scena gli artisti migliori e non sono piaciuti", disse ai giornalisti, "proverò con quelli peggiori".

Il 16 novembre 1896 presentò Elisabeth, Effie, Jessie e Addie Cherry al pubblico newyorchese nel suo Olympic Theater. Le sorelle, che con il loro numero calcavano le scene nei teatri di vaudeville del Midwest da alcuni anni, avanzarono impettite sul palcoscenico dell'Olympic indossando sgargianti abiti rossi, capelli e muffole di lana. Jessie teneva il tempo su una grancassa, mentre le sue tre compagne nei loro numeri.

Gli spettatori newyorchesi restarono di sasso, fissandole increduli con gli occhi sbranati, ma si dimostrarono più clementi del pubblico del Midwest.

In un primo tempo si astennero dal bersagliare le ragazze con pomodori marci e porcherie varie. Infine però le Cherry Sisters dovettero innalzare un paravento di fili metallico per proteggersi dall'inevitabile gragnola di oggetti lanciati contro di loro dagli spettatori indignati.

Negli anni successivi negarono di essere state il bersaglio di simili lanci. Scrisse un commentatore sul New York Times dell'epoca: "Si spera sinceramente di non vedere mai più nulla di simile".

Un altro critico scrisse: "Un fabbro con una lima robusta potrebbe guadagnarsi un salario fisso rimuovendo i nodi dalla voce di Lizzie".

Anche se il loro spettacolo aveva fama di essere il peggiore del mondo, facevano registrare costantemente il tutto esaurito, entusiasmando i loro fan con numeri come "The Modern Young Man (una recita)", "I'm out upon the Mash", "Boys", "Curfew Must Not Ring Tonight" e "Don't You Remember Sweet Alice/Ben Bolt"

5. Ronald Coates

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Questo eccentrico britannico del XIX secolo è stato forse l'attore peggiore nella storia del teatro regolare.

A Coates, shakespeariano per inclinazione, non dispiaceva riscrivere le grandi tragedie del bardo di Avon per soddisfare i propri gusti.

In un indimenticabile rimaneggiamento di Giulietta e Romeo, in cui interpretava la parte del protagonista maschile, cercò di forzare la bara della sua sposa con un piede di porco. Con addosso un cappello piumato, un mantello ornato di lustrini e pantaloni svolazzanti - un costume che indossava anche in pubblico - aveva un aspetto singolarmente assurdo.

Coates veniva fischiato e deriso di frequente  dietro le quinte per le sue interpretazioni sciocche e pompose.

Piuttosto spesso doveva corrompere gli impresari teatrali per ottenere una parte nelle loro produzioni; e gli altri attori, temendo violenze da parte del pubblico, gli chiedevano di assicurare loro la protezione della polizia prima di acconsentire a comparire in scena con lui.

Lo calunniarono e lo beffeggiarono in tutte le isole britanniche, minacciandolo spesso di linciaggio, ma lui perseverò nei suoi sforzi come attore. Durante un'interpretazione drammatica, parecchi spettatori si tolsero dalle risa in modo così violento che dovettero essere curati da un medico.

Nel 1848, all'età di 74 anni, fu investito e ucciso da una carrozza (morì 6 giorni dopo l'incidente). Ma nel suo rapporto, il medico legale scrisse che non è stato un semplice incidente bensì di "omicidio colposo da persona o persone sconosciute".

Fu sepolto nel cimitero di Kensal Green.



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