5 donne che rivoluzionarono il modo di vestire

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5 donne che rivoluzionarono il modo di vestire BEST5.IT 2016-12-11 09:56:52
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Osservare e studiare  il modo di vestire delle persone nel corso dei secoli costituisce un'attività  molto importante, perchè rispecchia le caratteristiche socio economiche e culturali di ogni periodo storico. 

Nell' abito, infatti, si sommano 3 funzioni basilari: quella pratica, legata alla vestibilità, quella estetica, legata al gusto della perona e dell' epoca di cui ci si fa riferimento ed, infine,  quella simbolica, in quanto l' abito può specificare la partecipazione dell'individuo ad una specifica collettività e definire lo status sociale, civile, religioso.

Fino al XX secolo il modo di vestire era caratterizzato da una rigidità espressiva, da una maggiore uniformità stilistica accompagnata da una varietà relativamente limitata.
Nei giorni nostri l'industria dell' abbigliamento fornisce capi per le più diverse situazioni e occasioni, gusti personali e per tutte le tasche.
E questa evoluzione sia di stile che di scelte, è dovuta soprattutto, a 5 donne le quali hanno avuto il merito di cambiare radicalmente il modo di vestire convenzionale delle persone.
Vediamo quali sono.

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1. Madeleine Vionnet (1876 – 1975)

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Madeleine Vionnet, stilista francese, apre il suo atelier di alta moda nel 1912, ma conosce la fama solo dopo la grande guerra. Tutte le donne del mondo le devono la libertà, in quanto è stata l'inventrice del taglio di sbiecco.

Fu la prima stilista ad abolire la rigida corsetteria e ha ridisegnato gli abiti sulle naturali curve del corpo, servandosi di camicie ampie e morbide come dei drappeggi a peplo, che nessun sarto dopo di lei ha saputo padroneggiare con altrettanta maestria e molte delle sue creazioni risultano irriproducibili anche per il più abile degli stilisti. Muore povera a quasi 100 anni!

2. Coco Chanel (1883 – 1971)

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La mitica Coco Chanel è stata la pioniera di un nuovo modo di vestire, riuscendo perfettamente ad abbinare eleganza e praticità.

Impone concetti nuovi destinati a diventare intramontabili classici, come il tubino nero o il tailleur, con gonna dritta o pantaloni.
La sua donna veste in modo pratico e disinvolto, si taglia i capelli alla maschietta e osa abbinare gioelli autentici ad altri falsi. Eh sì, anche la bigiotteria l'ha inventata Mademoiselle.

3. Varvara Stepanova (1894 - 1958)

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Varvara Stepanova è stata la moglie del pittore Aleksandr Rodtcenko, esponente dell'Avanguardia russa, e pittrice ella stessa.

Ha applicato le teorie costruttivistiche alla sua attività sartoriale  ed ha "inventato", nel 1923, una serie di abiti da lavoro e, anche, il prototipo della comoda, pratica e amatissima tuta sportiva.

4. Mary Quant (1934 - )

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Nonostante si era già osato parlare tanti anni prima di accorciare le gonne, Mary Quant sente che nel 1965 il momento giusto è arrivato. Dice "minigonna" e minigonna è. Zac! La rivoluzione con un paio di forbici.

Fu una brillante imprenditrice ed un mito degli anni 60.

5. Maria Taglioni (1804 - 1884 )

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Maria Taglioni viene considerata come la maggiore ballerina del XIX secolo. Nasce  a Stoccolma da Filippo Taglion, primo ballerino e maître de ballet al Teatro Reale di Stoccolma e da Sophie Karsten, pittrice e ballerina del Balletto Reale Svedese.

La sua "rivoluzione" l'ha portata in un ambito molto più ristretto, quello del balletto classico , ma dura dal 1832!!!

Questa dolcissima danzatrice ha avuto il coraggio di ribellarsi per prima alla cosuetudine che voleva la ballerina non solo prigioniera di abiti scomodi e pesanti, ma costretta a danzare con scarpe alto, se non a spillo. Viene attratta dalla particolare tecnica delle punte intuendo, insieme al padre, la forza dirompente rispetto alla tradizione e nel 1832 la pone alla base di un nuovo stile di danza, quello romantico, fondato su moduli innovativi.

Nello stesso anno, alla prima parigina della Sylphide, Maria affascina il pubblico, danzando con sublime leggerezza, sulle punte di un paio di scarpine rosa in tessuto. Sul corpo sottile indossa soltanto un diafano, candido tutù al ginocchio, disegnato per lei da Eugène Lamy. Bastano i suoi volteggi e qualcosa nel balletto cambia per sempre.



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