5 incidenti aerei misteriosi

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5 incidenti aerei misteriosi BEST5.IT 2016-12-11 09:53:20
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Fin dall'antichità l'uomo ha tante volte immaginato come sarebbe stata l'esperienza del volo, esaltandola come qualcosa di impossibile e sovrumano. Dal volo mortale di Icaro a Leonardo da Vinci, molti hanno cercato di interpretare questo fascino inspiegabile e materializzare questo magnifico miraggio. Il grande Leonardo per primo studiò a lungo la possibilità del volo "umano" e ha cercato anche di progettare delle macchine volanti primitive, per certi versi progenitrici dei moderni aerei.

Le due date storiche che hanno visto l'uomo volare e realizzare il suo sogno sono: il 15 giugno 1783, dove i fratelli Montgolfier fecero alzare in volo, ad Annonay, nella regione del Rodano-Alpi in Francia, il primo pallone ad aria calda, e il 17 dicembre del 1903, dove i fratelli Wright hanno fatto volare per la prima volta il primo aeroplano della storia (il primo velivolo più pesante dell'aria, spinto da un motore).

Al giorno d'oggi volare è sempre più sicuro. Pensate che secondo l’Associazione Internazionale di Trasporto Aereo (IATA), un passeggero per imbattersi in un incidente, dovrebbe effettuare una media di circa 5,3 milioni di voli commerciali. Le statistiche dicono anche che viaggiare in aereo è circa 12 volte più sicuro che andare in treno e 60 volte più dell’automobile. 

C'è da dire che negli ultimi anni la sicurezza aerea ha fatto passi da gigante, ma nonostante ciò, sia l'uomo che le macchine possono sempre fallire, e quando si tratta di volo, persino un piccolissimo errore può rivelarsi fatale. Da ogni errore si cerca sempre di imparare per migliore, perfezionare e rendere più sicuri i nostri velivoli.

Ma esistono, purtroppo, degli incidenti aerei senza risposta alcuna, dove nessuno può dire con certezza su cosa è andato storto. Vediamo 5 di questi.

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1. TWA Volo 800

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Il 17 Luglio del 1996, il Boeing 747, volo TWA (Trans World Airlines) 800, parte dall'aeroporto John F. Kennedy di New York per destinazione Roma (con scalo a Parigi). Dopo appena 12 minuti dal suo decollo, al largo dell’isola di Long Island, esplose in volo causando la morte di tutti i 230 occupanti.

Son passati ben 17 anni, ma ancora oggi gli esperti non riescono a mettersi d’accordo sulle vere cause e sulla dinamica che ne provocò l’inspiegabile dramma. Dopo un'indagine di quattro anni, il National Transportation Safety Board (NTSB) ha concluso presentando la sua tesi, secondo la quale l'incidente si era verificato per una scintilla che aveva provocato un incendio accidentale ai serbatoi di carburante.

Ma secondo il rendiconto presentato a suo tempo da F.I.R.O. (Flight Indipendent  Research Organization) sarebbero state occultate ed inspiegabilmente distrutte delle prove decisive, che smentirebbero tale verdetto e che secondo il loro convincimento, tale dramma fu provocato dal lancio di un missile della marina americana.

Sono stati fatti sparire parte dei tracciati radar e persino sarebbero stati intimiditi anche dei testimoni oculari (200) i quali giurarono che quella sera avrebbero avvistato la scia di un ordigno (una specie di lampo) che dal mare si dirigeva zigzagando verso il cielo e che avrebbe continuato verticalmente la sua traiettoria fino al tragico impatto finale.

Da una prima perizia condotta sui rottami, erano risultate tracce di esplosivo, ma quelle tracce vennero subito cancellate e giudicate come il frutto di un errore. Alcuni di loro, molto esperti nel campo aeronautico, hanno sostenuto che "l'aereo sarebbe stato abbattuto da fuoco amico durante una esercitazione segretissima".

Un altro aspetto molto strano riguarda i corpi dei passeggeri, sui quali sono state trovate presenze di sostanze metalliche dalla strana forma arrotondata non appartenenti all'aereo accompagnati da cambiamenti bio-morfologici sconcertanti, circostanze che possono insinuare che l'aereo fu colpito da un’arma avveniristica a raggi Mossbaur

Non molto tempo fa, alcuni ex investigatori aeronautici, sono riusciti, mediante una petizione presentata all’ente che indaga sugli incidenti dell’aviazione civile, il National Transportation Safety Board (Ntsb), a far riaprire il caso. In questo disastro, tra le altre numerose vittime, hanno perso la vita anche due coppie italiane in luna di miele.

2. Star Dust

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Star Dust era una versione civile del bombardiere Lancaster, un Avro Lancastrian delle linee aeree British South American Airways. Questo velivolo il 2 agosto 1947 effettuava un volo da Londra e dopo aver fatto scalo nell'isola dell'Ascensione e a Buenos Aires si stava dirigendo verso Santiago del Cile. A bordo c'erano 6 passeggeri, di cui 1 donna tedesca, 3 uomini britannici, 1 uomo svizzero e 1 uomo palestinese, e 5  membri dell'equipaggio tutti di nazionalità inglese.

Quel giorno le condizioni del tempo erano pessime e per questo motivo il comandante Reginald Cook, decise di effettuare un ulteriore scalo a Mendoza. Ma quando giunse al confine tra l'Argentina e il Cile, ad una quota quasi di 8 mila metri, la torre di controllo di Santiago perse il contatto per sempre. Nei suoi ultimi momenti, l'operatore radio del velivolo ha inviato il suo ultimo, sconcertante messaggio in codice Morse: "Stendec". Nessuno ha mai saputo su cosa è successo veramente allo "Stardust" durante il suo viaggio sulle Ande o su chi c'era su quell'aereo e cosa trasportava.

Un lungo periodo di 50 anni pieno di voci, leggende, racconti di ogni genere che hanno alimentato alla creazione di uno dei gialli più coinvolgente  della storia dell'aeronautica inglese. Due tesi hanno fatto subito strada su cosa trasportava questo aereo. La prima parlava decine di centinaia di lingotti d'oro trasportati in segreto per conto del governo britannico. E la seconda, invece, affermava che in quel volo lo Stardust trasportava  ex nazisti in fuga dall'Europa.

Poteva restare tutto così, avvolto nel mistero, ma il destino decise diversamente. Nel 1997, alcuni alpinisti trovarono dei pezzi di metallo, e li consegnarono alle autorità cilene. E così, 3 anni dopo, e precisamente il 19 gennaio del 2000, sono stati ritrovati e recuperati a 5.500 metri di altezza, i pezzi dello "Stardust" precipitato nel 1947 e diversi resti umani. Il ritrovamento ha smantellato le ipotesi dei lingotti d'oro e della presenza di nazisti a bordo.

Ma il significato dell’ultimo messaggio trasmesso "Stendec" rimane ancora un mistero.

3. La strage di Ustica

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La strage di Ustica è stato un incidente aereo che si è verificato venerdì 27 giugno 1980, quando l'aereo di linea Douglas DC-9 della compagnia aerea italiana Itavia, partito dall'Aeroporto di Bologna con destinazione all'Aeroporto di Palermo, si è spaccato in volo all'improvviso e si è inabissato in fondo al mar Tirreno, presso le isole di Ustica e Ponza ad una profondità di 3700 metri. Nell'incidente morirono tutti gli 81 occupanti dell'aereo.

Nessuno sa con certezza quale fu la reale causa dell'incidente. Si pensa che la vera causa del disastro fu l'abbattimento dell'aereo da un missile aria-aria sparato da un aereo militare statunitense (scambiato per un aereo libico a bordo del quale viaggiava Gheddafi) o la sua collisione con aereo militare o, ancora, da un cedimento strutturale.

Sui pochi resti disponibili i periti hanno scoperto tracce di esplosivi. La zona dove si è verificato l'incidente all'epoca era utilizzata per esercitazioni della NATO. Nello stesso periodo c'era anche in zona, secondo diverse testimonianze, un traffico aereo militare statunitense così intenso da preoccupare i piloti civili. Ma la cosa più anomala riguarda il codice di transponder (n. 1136) del DC-9 Itavia il quale, la sera dell'incidente, era identico ad altri 3 aerei che volavano in zona.

L'ipotesi più accreditata dell'epoca era che, si doveva trattare di un delitto compiuto dalle Forze Armate Italiane per fare attribuire la paternità agli uomini e ai mezzi del regime libico di Gheddafi, affinchè seguisse un'azione militare, eseguita dagli "amici" americani, per rimuovere politicamente, ed eventualmente uccidere, il dittatore libico dal potere, sostituendolo con uomini di fiducia “dell’Occidente” e  cioè degli USA.

Il relitto è stato recuperato in due date diverse, nel 1987 e nel 1991, e riuscendo così a riportare in superficie il 96% circa del relitto. Chi e perchè ha fatto la strage di Ustica resta fino a oggi un mistero e chissà ancora per quanto tempo è destinato a restare in sospeso. Noi auspichiamo che la reale ricostruzione dei fatti venga svelata al più presto, per dare verità e giustizia alle vittime e ai loro familiari.

Tuttavia, da tutto il materiale probatorio svelato e discusso durante tutti i gradi dei giudizi, è emerso chiaramente ed inconfutabilmente che la strage di Ustica non sia stata una tragedia casuale e ineluttabile.

4. Pan Am volo 7

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L'8 novembre 1957, un Boeing 377 della Pan Am aveva appena iniziato un lussuoso viaggio intorno al mondo, quando si è inabissato nell'Oceano Pacifico, causando la morte di tutti i suoi 44 occupanti. Doveva essere un giro intorno al mondo, con partenza da San Francisco, che volando con diverse fermate verso ovest, si concludeva a Philadelphia. La sua prima tappa era per Honolulu, ma il volo non è mai arrivato a destinazione.

Il relitto è stato individuato una settimana più tardi, quando l'equipaggio di una portaerei della Marina degli Stati Uniti ha avvistato 15 corpi galleggianti, molti dei quali con i giubbotti di salvataggio ancora indossati, 955 miglia a nord-est di Honolulu. Tutti i corpi erano senza scarpe con ferite esterne e fratture multiple. Le autorità del tempo, intervenute nel luogo della tragedia, non sono state in grado di individuare la causa del incidente, avvolto da diverse curiosità circa il suo avverarsi. 

In primo luogo nessuna chiamata di soccorso è stata ricevuta prima dello schianto. In secondo luogo i risultati degli esami tossicologici, effettuati dal medico legale incaricato dall'Ufficio della contea di Los Angeles, hanno rilevato sui cadaveri, livelli di monossido di carbonio superiori al normale, ma dalla perizia non risulta in nessun modo che la morte sia avvenuta per avvelenamento causato da monossido di carbonio.

Sono passati 50 anni da allora ma i parenti delle vittime dell'incidente stanno ancora aspettando delle risposte. La causa definitiva che ha provocato l'incidente non è mai stata individuata. Alcune delle ipotesi attuali parlano di malfunzionamento o rottura del motore dell'aereo oppure di un ordigno esplosivo collocato a bordo del velivolo per frode assicurativa.

5. Air France volo 447

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Il 1 giugno del 2009, un Airbus 320 F-GZCP dell'Air France, con 228 persone a bordo è scomparso dai radar mentre volava da Rio de Janeiro a Parigi. Il volo AF 447,con a bordo 216 passeggeri più 12 membri di equipaggio, era partito alle 19.00 ora locale da Rio de Janeiro e doveva arrivare a Parigi intorno alle 11.15. Alle 3.30 si sono perse le tracce sui radar.

L’equipaggio stava volando con velivolo altamente sofisticato e automatizzato, un Airbus 320. Il ritrovamento dei registratori di volo sono stati localizzati in data 3 aprile 2011, quindi circa due anni dopo l’incidente, ad una profondità marina di 3900 metri, ed erano ancora decifrabili. Si trovavano ad appena 6,5 miglia nautiche dall’ultima posizione trasmessa dal velivolo.

Restano ancora oggi molti dubbi su questa tragedia e su come si sia potuta verificare. Secondo il rapporto della BEA (Bureau d’Enquètes et d’Analyses), responsabile di questo incidente fu il troppo automatismo. Cosa succede nel momento in cui, essendo tutte le prestazioni computerizzate e costruite in modo da alleviare i piloti dalla continua tensione della conduzione manuale, dovessero andare in tilt? L’equipaggio sarà pronto per gestire la situazione e guidare l’aereo manualmente? Secondo la BEA, questo inconveniente e cioè la non preparazione dell’equipaggio a fronteggiare l’emergenza, è stata la causa principale dell'incidente

Ma l'Air France, in una nota emessa dopo l’uscita del rapporto, ha avvertito come "L'equipaggio si e' impegnato fino all'ultimo nel gestire le operazioni di volo L'allarme che segnala la perdita di altitudine si e' attivato e disattivato diverse volte, innescando informazioni contraddittorie sul reale stato dell'aeromobile, che ha contribuito fortemente alla difficoltà' dell'equipaggio di analizzare la situazione".

Anche se il più grande mistero è stato finalmente risolto, molti ancora si chiedono come mai piloti esperti (erano tre a bordo) hanno perso il controllo del velivolo in una situazione apparentemente gestibile.



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