5 superstizioni italiane

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5 superstizioni italiane BEST5.IT 2016-12-11 13:52:31
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La storia della superstizione corre parallela a quella dell’uomo. Tutte le superstizioni sono nate principalmente dall’ignoranza.

Le origini delle superstizioni, infatti, sono sempre legate ad episodi di timore, di paura dell’uomo per i fenomeni rari, singolari e misteriosi o di prevalsa dell’ignoto sulla ragione.

Le principali credenze sono state alimentate soprattutto dalla chiesa e dagli stregoni, che vedevano nell’ignoranza del loro popolo un forte alleato per aumentare il proprio potere (“L'ignoranza dei popoli e il fanatismo religioso sono funzionali al mantenimento della tirannia” – Voltaire).

Tutto quello che non può essere spiegato o risolto in modo logico, turba l’animo umano, spingendolo a escogitare rimedi che, pur irrazionali, possano restituire sicurezza e speranza. 

È il timore, perciò, che ha generato, alimenta e conserva la superstizione. Non a caso la religione, coi suoi dogmi, i fenomeni naturali coi suoi misteri e le incertezze del ciclo della vita, sono sempre stati sorgente di credenze superstiziose.

Gatto nero, specchi rotti, amuleti e portafortuna costituiscono ancora oggi un forte retaggio medievale: "Sale versato alle spalle va buttato" il detto affonda le radici nell'antichità quando il sale veniva gettato sulle terre dei vinti e perché era così prezioso che farlo cadere equivaleva a perdere una risorsa importante.

"Specchio rotto sette anni di guai" è forse dovuto al fatto che lo specchio è uno dei principali oggetti magici, capace di duplicare cose e persone, per cui si può pensare che infrangere l’immagine riflessa abbia per conseguenza dolore e sciagura. Il passaggio di un carro funebre vuoto implica che dobbiamo toccare ferro o un cornetto rosso.

Il gatto nero è senz’altro il protagonista in questo ambito: era associato alla figura del demonio e quindi a quella della strega come suo fedele aiutante. In molti paesi, in particolare in quelli anglosassoni, il 13 porta sfortuna perché all’Ultima Cena erano presenti 13 persone.

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Molte invece sono le origini nel ritenere il 17 un numero maledetto: i Pitagorici lo odiavano perché era in mezzo a due numeri perfetti come 16 e 18, i Romani scrivevano sulle tombe VIXI, facile a confondersi col numero XVII. I Cristiani ritengono che porti sfortuna perché è il giorno della morte di Gesù.

La superstizione dunque rimane un fenomeno largamente diffuso e la verità è che tutti siamo un po' schiavi della scaramanzia, perché è innato in noi il timore che comunque possa accadere qualcosa, anche se razionalmente non se ne conosce il motivo.  

Oggi esamineremo 5 argomenti "classici" di superstizione all'italiana, ricordando sempre che, nonostante ci diverte fare gesti scaramantici, la fortuna e il futuro dipendono solo da noi e quindi: "chi è causa del suo mal pianga se stesso".

A chi, infine, è interessato all'argomento di oggi, consigliamo la lettura del libro “Superstizioni italiane” di Andrea Malossini, nel quale sono raccolte oltre mille superstizioni. Buona lettura!

1. Il gatto

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La superstizione più comune è quella del gatto nero: guai a incontrarlo, vederlo attraversare la strada o entrare in casa.

La triste fama dei gatti neri ha origini antiche: dal ‘500 in poi, infatti, a questo felino venne attribuita la colpa di essere servo del diavolo e dei demoni, nonché il più frequente travestimento delle streghe.

Sui gatti si dice pure che abbiano nove vite e muoiano solo se sbattono forte il muso, che sentirli miagolare sia di buon augurio e che mangiare la loro carne porti fortuna, ricchezza e felicità.

Guai, invece, ucciderli, chi lo fa patirà una lunga agonia, sette anni di guai o tredici disgrazie.

Altre superstizioni sul gatto sono: mai imprestare gatte ad amici e parenti, non tornerebbero più a casa; se a un gatto vengono tagliati i baffi, o la punta della coda, non diventerà mai un buon cacciatore di topi; per fare in modo che un gatto (anche rubato o trovato) non abbandoni mai il padrone, bisogna farlo girare intorno alla catena del camino per tre volte, attirandolo con un pezzo di lardo.

Quando si cambia casa, affinché il gatto non subisca traumi, si raccoglie una pietra della vecchia dimora e la si porta nella nuova, oppure, gli si lega un pezzetto di mattone della vecchia casa al collo.

Queste usanze sono legate alla credenza che i gatti si affezionino più al luogo che alle persone con cui abitano. Uccidere un gatto soriano, specie se grigio e tigrato, è un atto sacrilego e di cattivo auspicio, dato che la tradizione narra che di questa razza fosse il gatto della Madonna a Nazareth.

Nel Senese, si crede che i gatti avvertano la morte in anticipo e scappino di casa prima di spirare. Si dice che quelli nati in marzo siano grandi cacciatori di topi, mentre quelli nati prima dell’Ascensione, no.

Sognarli è presagio di tradimento. Se un gatto dorme con il sedere rivolto al fuoco, la neve cadrà presto, mentre se fa passare ripetutamente la zampa dietro l’orecchio, il tempo volge al peggio e farà freddo. I gatti rossi pare siano i migliori per tenere lontani da casa stregonerie e malefici.

2. La notte di San Giovanni Battista - 24 giugno

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Nel mondo della superstizione questa ricorrenza è la giornata più importante dell’anno.

Festa cristiana nella quale si celebra la nascita del Battista, san Giovanni deve la sua straordinaria popolarità alla coincidenza calendariale con il solstizio d’estate.

Prima ancora che la Chiesa stabilisse il 24, quale probabile data di nascita del Precursore di Cristo, questa ricorrenza era già popolarissima in tutte le civiltà pagane.

L’origine appare evidente analizzando le principali superstizioni connesse alla festa, chiaramente ispirate al sole solstiziale.

Coi fuochi accesi sui poggi si cerca di evocare questa forza, l’energia del sole giunto al massimo splendore. Ai falò sono attribuiti poteri straordinari: garantiscono la protezione dal malocchio e dalle streghe, sanano gli animali, proteggono dal mal di testa e da numerose altre malattie.

Ancora più grandi virtù sono attribuite alla rugiada e alle piante che da essa vengono sfiorate durante questa magica notte. Bagnarsi con la rugiada protegge dalle principali malattie della pelle, dalla scabbia, dalle emorroidi, dalla lebbra, dalle malattie veneree, dalle infezioni, dalla rogna, dalle rughe precoci, dalla caduta dei capelli e dai dolori addominali.

Portentosa, inoltre, per gli occhi: sia per renderli belli, sia per curare infiammazioni e lesioni. Sempre la rugiada si dice sia in grado di preservare i panni dalle tignole, di mantenere in salute gli animali, di far sparire le lentiggini, di rendere biondi e ricci i capelli dei bambini, di facilitare la lievitazione del pane, di dar forza ai bambini anemici e di conservare a lungo il burro.

Le stesse virtù taumaturgiche della rugiada sono attribuite anche all’acqua raccolta in questa notte, a quella dei fiumi, dei laghi e del mare. È tradizione fare il bagno in mare per restare in buona salute e, con l’acqua attinta a mezzanotte, si possono curare le malattie cutanee dei bambini e restare immuni dal male di testa.

Il potere taumaturgico della rugiada e dell’acqua raccolta nella notte di san Giovanni, è strettamente connesso al racconto evangelico del battezzatore di Gesù Cristo. Alcuni sostengono, invece, che tali poteri siano dovuti alla particolare posizione del sole, che dona alla rugiada e alle erbe effetti benefici e salutari.

Diffuso in tutta Italia il sistema delle tre fave per prevedere il futuro in amore. Alla vigilia di san Giovanni, si mettono tre fave sotto il guanciale: una intera, una sbucciata per metà e una sbucciata completamente. Alla mattina se ne prende una senza guardare: se è pelata, presagio di una vita felice; se pelata a metà, gioie e dolori; se integra, unione infelice e sfortunata.

Sempre riguardo a questa festa, si credeva che nascervi rendesse immuni dal malocchio. Altre credenze sono: la camomilla bagnata di rugiada ha la capacità di calmare gli attacchi nervosi e, se bruciata in vista dei temporali, il potere di scongiurare il pericolo della grandine. Le foglie di alloro raccolte in questa notte hanno il potere di tenere lontani i rapaci e le formiche dalle case.

3. Il neonato

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In base al mese di nascita si fanno previsioni sulle future caratteristiche dei neonati.

  • I nati in gennaio saranno collerici, forti, tenaci e avranno vita lunga, seppur poco felice.
  • I nati in febbraio avranno vita breve, saranno volubili e assillati da sciagure e malattie; saranno pericolosi gli anni dodici, ventotto, trentasei e quarantuno della loro vita.
  • I nati in marzo saranno superbi, amanti della musica e del denaro e, se studieranno, avranno grandi successi; sono per loro pericolosi il quattordicesimo, il ventiduesimo, il trentesimo e il cinquantasettesimo anno d’età.
  • Chi nasce in aprile sarà debole, dal carattere mutabile e crudele; avrà nemici ma sarà ricco e girerà il mondo. Sono pericolosi per lui i dodici, i ventidue, i trentatré, i quarantuno e i settantaquattro anni.
  • Chi nasce in maggio sarà fortunato, allegro e ben disposto verso il prossimo; correrà pericoli a uno, a sei, a dieci, a quindici, a venticinque, a trentadue, a quaranta o a sessantotto anni.
  • I nati in giugno saranno taciturni, dissipatori e di buona salute; ameranno molto e avranno guai all’età di ventiquattro, trenta e settantadue anni.
  • I nati in luglio saranno forti e arditi, volubili e voluttuosi; gli anni pericolosi saranno il diciannovesimo, il trentaquattresimo e il settantunesimo.
  • I nati in agosto avranno una vita mediocre, costellata di malattie e pericoli; affabili e di poche parole, dovranno guardarsi dagli anni quindici, ventotto, quarantadue e ottantasei.
  • I nati in settembre avranno vita lunga e fortunata, carattere allegro e saranno acuti d’ingegno; certamente il mese più propizio per nascere.
  • I nati in ottobre saranno falsi, gelosi e vendicativi, e anche se avranno successo, non ne potranno godere.
  • I nati in novembre saranno tristi e sfortunati e, benché amati dalla famiglia, proveranno molti dispiaceri.
  • I nati in dicembre saranno amabili, allegri e ben disposti alla religione; se traditi, sapranno essere vendicativi.

 

Oltre al mese di nascita, per il futuro è importante anche il giorno. Nascere di sabato è generalmente di cattivo augurio, in quanto giorno dedicato al sabba delle streghe. Di buon augurio nascere di mercoledì.

Di buon auspicio anche nascere settimini o con la camicia (con la placenta avvolta intorno al corpicino). È invece di cattivo auspicio tagliare ai neonati le unghie e i capelli (diventerebbero ladri, miopi o balbuzienti), nonché pesarli, misurarli o fotografarli, perché altrimenti non crescono, stentano a parlare o muoiono presto.

Chi nasce dopo un brevissimo travaglio, andrà di fretta tutta la vita. I nati di venerdì, hanno la virtù di guarire la febbre, i maschi nati dopo sei sorelle possiedono la grande virtù di sanare le malattie e chi nasce con la camicia avrà una vita avventurosa.

Per evitare il malocchio, è consigliabile, quando una vecchia ne chiede l’età, rispondere sempre dicendo un mese in più o in meno a quelli giusti. I bambini nati con la camicia sono ritenuti invincibili, tanto che nelle risse, spesso, gli avversari scappano senza colpo ferire. La camicia viene anche detta "camicia della Madonna", perché le pieghe del sacco amniotico formano una caratteristica M sul corpicino del neonato.

4. La Luna

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Le superstizioni su questo astro sono innumerevoli e riguardano soprattutto la presunta influenza che esercita sugli esseri viventi.

Il folclore è ricchissimo di ubbie, pregiudizi e credenze sulla luna: il variare del suo ciclo può determinare il bello e il cattivo tempo, stabilire il sesso dei nascituri, fare crescere i capelli, le unghie, le piante e i frutti.

Durante plenilunio, la fase nella quale la luna raggiunge l’intensità massima e tutta la faccia visibile dalla terra appare illuminata, si dice che tagliare i capelli crescano poi belli e abbondanti.

Altre credenze sulla luna nuova sono: i granchi e le aragoste sono più pieni e polposi; i meloni e i cocomeri seminati in quella di marzo crescono più dolci; si imbottiglia il vino; è più facile sognare che in altre fasi ed è possibile curare verruche, calli, ernia e gozzo toccandosi la parte malata con la mano.

Durante il novilunio, momento nel quale la luna è invisibile, perché volge alla Terra la faccia non illuminata dal Sole, si dice che i capelli ricrescano molto più rapidamente; che i parti siano più frequenti e facili; che il tempo atmosferico che lo caratterizza non muti per tutto il mese lunare; che le macchie ostinate sulla biancheria non resistano al bucato fatto in quello di marzo e che sia il momento propizio per tosare le pecore, lavorare e lavare la lana, affinché non si riempia di tignole. In luna mancante è consigliato eseguire la pulizia dei campi, il taglio del legname e la raccolta della paglia.

La maggior parte delle superstizioni riguarda la fase crescente della luna, il momento compreso tra il novilunio e il plenilunio. Questo periodo pare sia propizio a tutte le azioni che riguardano ciò che deve crescere e prosperare. La semina e l’accoppiamento degli animali domestici sono positivamente influenzati in questa fase.

Con la luna crescente si dice pure che i capelli e le unghie crescano più in fretta, si seminano i foraggi, si potano le piante e si mostrano i denari appena è visibile in cielo, credendo così di raddoppiarli. Vietato travasare il vino altrimenti diventa acido o si guasta. Si raccolgono con buoni profitti i funghi e gli asparagi. Male invece per le malattie della pelle, che con la luna crescente peggiorano.

Con la luna calante (vecchia), la fase compresa tra il plenilunio e il novilunio, si compiono le azioni che riguardano tutto ciò che deve morire ed essere distrutto.

Si miete il grano, si raccoglie il granoturco, si potano la vite e gli alberi da frutto, si raccoglie la frutta, gli ortaggi, si mettono sotto conserva peperoni, pomodori e zucchine. Si tagliano le unghie e i capelli per fare in modo che non crescano rapidamente.

Guai invece a fare il bucato. Si vendemmia per avere vino leggero e poco corposo, si taglia la legna da ardere e quella da lavoro, si seminano gli ortaggi perché vengano gustosi, i fiori perché vengano doppi, si innestano gli alberi perché attecchiscano e si seminano le patate.

Indicato anche eseguire la vendemmia, la pigiatura e la svinatura, affinché il vino si conservi in estate senza fermentare. Si raccolgono le erbe per preparare filtri amorosi e medicinali; si mettono a covare le uova e si tosano le pecore perché la lana si conservi nel tempo.

Sulla luna esistono anche credenze slegate alle fasi. Si crede, ad esempio, che piccoli gingilli in metallo pregiato (argento e oro), raffiguranti la luna falcata, portino fortuna, o che dormire al chiaro di luna sia nocivo (le conseguenze: reumatismi, pazzia, sonnambulismo, malattie o perdita delle forze).

In quasi tutta Italia si crede che la luce lunare causi la putrefazione della carne. Un altro pregiudizio molto comune, è che le lune che iniziano di mercoledì o sabato siano foriere di rovina e disgrazie.

5. Il Malocchio

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Questa forza malefica, attribuita dalla superstizione a una forma di ostilità malvagia e subdola, è temutissima, e ha generato innumerevoli sistemi per contrastarla.

L’amuleto più efficace contro il malocchio è il corallo grezzo. Il suo colore rosso smagliante è in grado di spezzare e rendere inattivo il raggio malefico dell’occhio iettatore e per questo va sempre portato in vista.

Altri validi amuleti sono: il ferro di cavallo, le corna (con infilato sulla punta uno spicchio d’aglio), la doppia mandorla e la chiave maschia.

Per proteggere i bambini, si usano pezze di panno di colore rosso. Per scoprire se un bambino malato è stato colpito dal malocchio, si fanno cadere alcune gocce d’olio in un piatto colmo d’acqua: se l’olio si spande, il male è causato dal malocchio; se invece l’olio resta ben distinto dall’acqua, la fattura non c’entra, ed è meglio chiamare il medico.

Per allontanare il malocchio, altri sistemi utili sono: invocare i numeri 8 e 9 (che rappresentano una raffigurazione simbolica del fallo), facendo nel contempo le corna; indossare le mutande rovesciate, per gli uomini, e la gonna rovesciata, per le donne.

Gli scongiuri più caratteristici sono invece: toccarsi i testicoli; far battere la mano sinistra sull’avambraccio destro, facendolo scattare in avanti con significato fallico; toccare ferro; fare le corna con la mano; tenere in tasca un dente di maiale, una noce a tre canti o una castagna d’India.

Altri sistemi sono: fare l’atto di rigirare il cappello in testa; tenere i pantaloni a mezza gamba; portare un braccialetto di perline rosse; una collanina di corallo; tenere in tasca del lievito; indossare mazzetti di oggetti d’oro in numero di 16, 24 o 32 pezzi, appesi a una catenina.

Tra questi, i più frequenti sono: la scarpina, il cornetto, la calamita, l’elefante, la leonessa, il gallo, il gobbino, il n.13, la mano, il mandolino, il pesce, il teschio, il binocolo, le forbici, il cane, il panierino, la rivoltella, la pipa, la chitarra, il porco, la rete, le campanelle, il granchio e la lucertola.



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