Alla scoperta della Palermo arabo-normanna, Patrimonio dell’Umanità UNESCO

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Alla scoperta della Palermo arabo-normanna, Patrimonio dell’Umanità UNESCO BEST5.IT 2016-12-04 16:18:31
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Ormai è ufficiale: il patrimonio arabo normanno della città di Palermo è entrato a far parte della prestigiosa lista dei beni dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il capoluogo siciliano non è solo: insieme a Palermo, anche Cefalù e Monreale, con le rispettive gemme, entrano a pieno titolo nel catalogo dell’agenzia ONU.

Quali sono nello specifico i beni inclusi nel prestigioso catalogo? Vediamoli insieme.

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1. Palermo, Monreale e Cefalù dichiarati patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO

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Ormai è ufficiale: il patrimonio arabo normanno della città di Palermo è entrato a far parte della prestigiosa lista dei beni dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.

Il capoluogo siciliano non è solo: insieme a Palermo, anche Cefalù (nella foto accanto) e Monreale, con le rispettive gemme, entrano a pieno titolo nel catalogo dell’agenzia ONU.

Il filo conduttore è chiaro: queste località sulla la costa settentrionale della Sicilia furono testimoni di un esperimento culturale e artistico senza eguali, poiché dopo secoli di dominio arabo, i Normanni che presero il potere si fecero promotori di un insolito sincretismo culturale, sprigionatosi dall’incontro della cultura occidentale con quella islamica e bizantina.

Si diede così vita a nuove concezioni di spazio, struttura e decorazione, in un esempio di convivenza tra persone di diversa origine e credo religioso – non solo latini, bizantini e musulmani, ma anche ebrei e genti di origine lombarda e francese.

In sintesi, quello che viene chiamato stile arabo-normanno è qualcosa di davvero unico, che si trova solamente in questa parte della Sicilia.

Infatti, da un lato il passaggio al regno normanno, alla fine dell’XI secolo, segnò la fine dell’epoca di ricchezza e splendore che aveva caratterizzato il dominio arabo, quando erano state costruite splendide moschee, palazzi, minareti, giardini e fontane, di cui purtroppo non è rimasta traccia.

Dall’altro lato, tuttavia, i re normanni seppero riconoscere la bravura delle maestranze arabe, coinvolgendole nella realizzazione e decorazione di chiese, basiliche e palazzi civili: da qui ebbe appunto origine lo stile unico “arabo-normanno”, riconoscibile, ad esempio, nei motivi arabizzanti dei mosaici e nei tipici muqarnas.

2. I beni inclusi nel prestigioso catalogo

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Quali sono nello specifico i beni inclusi nel prestigioso catalogo?

Eccovi la lista completa: a Palermo, il Palazzo Reale con la superba Cappella Palatina, la Cattedrale, la Chiesa di San Giovanni deli Eremiti, la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, la Chiesa di San Cataldo, il Castello della Zisa e il Ponte dell’Ammiraglio.

Un elenco di questo genere rende poco l’idea: se non avete mai visitato la Sicilia e il suo splendido capoluogo, vi posso assicurare che rimarrete incantati di fronte alla maestosità della sua celeberrima Cappella Palatina.

  • La cattedrale di Palermo è un grandioso edificio dedicato alla Vergine Maria ed è il risultato della stratificazione di quasi due millenni di storia; infatti, essa è composto da vari stili che sono emersi nelle varie fasi di costruzione.
    Eretta nel 1185 sull’ area della prima basilica che i saraceni avevano trasformato in moschea, ha subito nel corso del tempo vari rimaneggiamenti: l’ultimo è stato alla fine del Settecento, quando si rifece radicalmente l’ interno sul progetto di Ferdinando Fuga, uno degli architetti più in voga del tempo.
    Egli trasformò la pianta dell’ edificio da basilicale a croce latina, aggiunse le cappelle e anche la grande cupola. L’ interno della cattedrale ha subito una ristrutturazione neoclassica: gli originari gruppi di quattro colonne sono stati sostituiti con massici pilastri.
  • San Giovanni degli Eremiti (nella foto) è un chiesa che pare sia sorta sul luogo di un monastero fondato alla fine del VI secolo, distrutto dagli arabi e sostituito da una moschea di cui ancora non sono state scoperte le tracce.
    Durante la dominazione normanna la moschea fu demolita ed in seguito, Ruggero II fece costruire l’attuale chiesa, affidata ai monaci di una comunità ascetica; da ciò deriva il nome con cui è nota.
    E’ una chiesa semplice, priva di qualunque elemento decorativo ma con il particolare contrasto delle due cupole maggiori rosse. E’ evidente il richiamo all’architettura islamica nella parte esterna. L’ interno è invece a croce latina. In epoca normanna la moschea fu utilizzata come cimitero per personaggi di alto rango.
  • La chiesa di San Cataldo è situata vicino alla Chiesa della Martorana. Fu costruita nel XII secolo. Le sue cupole rosse, insieme a quelle della Chiesa di San Giovanni degli Eremiti, sono uno dei simboli della città.
  • La chiesa della Martorana (o Santa Maria dell’Ammiraglio) è d’origine Greco-ortodossa. Durante il periodo Normanno, fu convertita in chiesa Cattolica. E’ ora chiamata “la Martorana” perché - nel 1435 - fu ceduta da Alfonso V d’Aragona al vicino convento della Martorana, fondato da Goffredo Martorana.
    Nel 1143 iniziò la costruzione. Prima era chiamata con il nome di Santa Maria dell’Ammiraglio. L’edificio subì modifiche, anche sostanziali, soprattutto per le diverse esigenze liturgiche legate al passaggio dal rito greco al latino.
  • La chiesa di San Cataldo è un tempio eretto nell’XII secolo e situato nei pressi di piazza Bellini. Fondata tra il 1154 e il 1160. La chiesa fu anche trasformata in ufficio postale. In alto s’impongono i profili solenni di tre cupole rosse poste in felice contrasto cromatico con la severa monocromia delle pareti. L’interno presenta tre corte navate, di cui quella centrale è scandita dalla sequenza ritmica delle tre cupolette, separate da colonne.

3. Altri splendidi monumenti

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  • Il Palazzo dei Normanni o Palazzo Reale (nella foto accanto) è da sempre sede del potere politico, l’imponente edificio, che ospita l’Assemblea Regionale Siciliana, e sorge sul sito dell’antica residenza degli emiri, collegata al mare dal Càssaro.
    Nel XII sec. vi risiede la corte normanna: di questo periodo rimangono la parte centrale del palazzo e la Torre Pisana, sormontata dalla cupola dell’osservatorio astronomico installato nel 1791.
    Dopo un periodo di abbandono e degrado, l’edificio viene restaurato nel XVII sec. dai viceré spagnoli: di quest’epoca sono l’imponente facciata sud e la bella corte interna. L’ingresso con lo scalone monumentale è del Settecento.
  • La celebre Cappella della Palatina, invece, fatta costruire da Ruggero II intorno al 1130, colpisce per la straordinaria armonia tra architettura e decorazione. Capolavoro assoluto sono i mosaici, realizzati in foglie d’oro incollate a tessere di vetro, accorgimento che li rende particolarmente brillanti.
    Raccontano la storia dell’Antico Testamento (navata centrale) e alcuni momenti della vita di Cristo (presbiterio) e dei santi Paolo e Pietro (navate laterali).
    Una parte dei mosaici della navata centrale e della zona absidale sono rifacimenti setteottocenteschi. Lo straordinario soffitto ligneo della navata centrale, opera di artisti nordafricani, presenta varie raffigurazioni di vita quotidiana: scene di corte e di caccia, bevitori, danzatrici, giocatori di scacchi, animali.
  • Il Castello della Zisa sorgeva fuori le mura della città, all’interno del parco reale normanno. L’ edificio, concepito come dimora estiva dei re, nasce da un progetto unitario, realizzato da un architetto di matrice culturale islamica ben consapevole di tutta una serie di espedienti per rendere più confortevole questa struttura durante i mesi più caldi dell’anno. Facevano parte del complesso anche un edificio termale ed una cappella palatina.
  • Il Ponte dell’Ammiraglio è un ponte a dodici arcate di epoca normanna visibile dall’attuale Corso dei Mille. Nel 1860, nel corso della Spedizione dei mille, Garibaldi proprio su questo ponte e nella vicina via di porta Termini si scontrò con le truppe dei Borboni.
    Oggi sotto gli archi del ponte normanno non scorre più il fiume ma si trova un curato giardino, con attorno viali alberati, agave e altre varietà di piante grasse.

4. Monreale e Cefalù

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E anche ben prima dell’ufficiale riconoscimento dell’UNESCO, Monreale è sempre stata una meta immancabile per chi visitava il capoluogo siciliano:
la Cattedrale, ma ancor di più il suo incantevole chiostro, meritano senza riserve una deviazione prima di raggiungere Palermo – ad esse dedicherete, senza pentimento, una mezza giornata del vostro tempo.

Infatti, Il chiostro porticato del monastero di Monreale è un vero e proprio capolavoro dell’arte medievale, luogo di pace e inno alla bellezza. Per informazioni specifiche sulla visita, consultate questa pagina.

Fuori Palermo, invece, si aggiungono il Duomo e il Chiostro di Monreale e, a Cefalù, la Cattedrale d'origine normanna con relativo chiostro.

Se Monreale sorge a solo una decina di chilometri dal capoluogo siciliano (circa mezz’ora di auto), più distante è Cefalù, che si trova a 76 chilometri (poco più di un’ora in macchina), ma risulta comunque facilmente raggiungibile in giornata, anche se avete prenotato il vostro hotel a Palermo.

Tuttavia, se preferite concedervi una visita con calma, date un’occhiata agli alloggi disponibili nella località sul database di Expedia: Cefalù può essere un’ottima tappa del vostro viaggio nella Sicilia settentrionale, grazie alle meravigliose spiagge che l’hanno resa una delle località turistiche più note e amate dell’isola.

5. Palermo, breve storia

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Le prime prove di insediamenti umani e la nascita della città, risalgono all’ VIII sec. a.C. e precisamente al Pleistocene (circa 8000 a.C.).

I primi popoli ad arrivare e a governare Palermo furono: i Fenici, i Cartaginesi e i Romani nel 254 a.C.

Ma la cultura più dominante sull'isola della Sicilia, era quella Greca, a causa del potente stato città di Siracusa a est. Palermo storicamente è l'antica Panormus, dal greco "tutto porto".

Anche in età romana, Palermo svolse il suo ruolo di porto strategico. In seguito, le invasioni barbariche, devastarono la città fino al 535, quando venne occupata dai Bizantini. Furono i Bizantini a portare in queste terre primi agrumeti, aprendo nuove possibilità di sviluppo economico. 

Successivamente, nel XI secolo, i Normanni conquistarono la città e, insieme agli Svevi, svilupparono le attività commerciali della città facendola diventare un nodo importante di collegamento fra Europa e Asia.

Inoltre, Federico II di Svevia, anche noto come "Stupor Mundi", fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 1220 al 1250.

Egli contribuì ad innovare la letteratura italiana ed in questo senso ebbe importanza fondamentale la Scuola Siciliana, che ingentilì il volgare siculo-pugliese con il provenzale, dando vita alla prima lingua nazionale, che, per quanto limitata all'ambito letterario, influenzò profondamente il fiorentino letterario, base della Divina Commedia.

Con l’arrivo degli Angioini (dinastie medievali francesi) nel XIII secolo, la sorte di Palermo cambiò. Il declino e il malgoverno finirono con la rivolta del 1282, conosciuta con il nome “Vespri Siciliani”, che spinse gli Aragonesi (comunità spagnola) a conquistare l’isola. Con loro Palermo conobbe un nuovo periodo di crescita.

Il governo spagnolo, durante i secoli XVI e XVIII, portò la città ad una situazione di ristagno economico.

Nel 1711 finì il dominio spagnolo e, dopo un breve periodo di controllo sabaudo, Palermo fu governata dai Borbone fino all’unità d’Italia. I Borbone realizzarono, soprattutto nella seconda metà del '700, importanti riforme economiche e politiche.

Nel 1860 Garibaldi entrò a Palermo e la Sicilia venne annessa al Regno d’Italia.



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