Bobtail: un “peluche” con un’inesauribile riserva d’affetto

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Bobtail: un “peluche” con un’inesauribile riserva d’affetto BEST5.IT 2016-12-11 13:07:17
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Forte, compatto e abbondantemente ricoperto di pelo, il Bobtail ha un mantello caratteristico e resistente alle intemperie.

Fondamentalmente un cane di campagna, intelligente e amichevole; ha una voce particolarmente risonante, sufficiente a far fuggire qualsiasi intruso. Adora i bambini e può essere un buon compagno per i più piccoli.

Segue passo dopo passo le persone con cui vive e non perde occasione per manifestare loro il proprio affetto. E' di natura sensibile, e ciò spesso spinge i suoi padroni a viziarlo eccessivamente e a farlo diventare un po' capriccioso.

Ciò non toglie nulla all'equilibrio del suo carattere, una qualità che gli permette di adattarsi a tutti i tipi di padroni. Un vero cane di famiglia, ma attenzione: l'adorabile peluche cresce in fretta, compreso il suo pelo, e non bisogna aspettare troppo a fargli capire qual'è il suo ruolo, perché in caso contrario avrà già fatto le proprie scelte.

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1. Origine

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La denominazione ufficiale del Bobtail è Old English Sheepdog, che si può tradurre con "antico cane da pastore inglese". Le sue origini, infatti, molto remote e, malgrado il suo nome, gli specialisti britannici della razza non riescono a tracciarne la storia, se non dalla fine del secolo XVIII, riconoscendo di non sapere nulla di ciò che era il Bobtail 200 anni fa.

Alcuni cinologi francesi ritengono che sia sbarcato sulle coste inglesi fin dalla conquista romana, nel I secolo a.C. Si sa che le legioni erano accompagnate da numerose greggi, destinate a fornire l'approvvigionamento e governate da grossi Mastini discendenti da enormi Bulldog del Tibet. Questi cani sembrano essere all'origine dei cani da montagna europei (come il San Bernardo) e di numerose razze di Bovari (come il Bovaro Svizzero e il Rottweiler). Non potrebbero essere anche gli antenati del Bobtail?

C'è tuttavia un ostacolo notevole a questa ipotesi: i Molossi celtici, che, secondo la testimonianza dello stesso Cesare, lanciati all'assalto delle legioni vi seminavano il panico. Grattius Faliscus scrive d'altronde che nell'anno 8 a.C., i Romani si avvalsero dell'aiuto dei loro Molossi d'Epiro contro quelli della Cornovaglia, che risultarono vincitori. Nelle isole britanniche vi erano dunque grossi cani prima della civilizzazione latina.

Tali cani, antenati del Mastino, erano enormi, e il Bobtail deve forse a loro la sua costituzione forte e compatta, ma non l'abbondanza del suo pelo. Forse il pelo del Bobtail potrebbe provenire da cani da pastore francesi che gli Inglesi avrebbero importato al tempo delle loro scorrerie. Secondo questa ipotesi si pensa che il Pastore della Brie, introdotto in Gran Bretagna in seguito alla guerra dei Cento Anni, sarebbe il vero antenato del Bobtail. Ciò nonostante, non abbiamo alcuna prova dell'esistenza del Briard a quell'epoca, fatta eccezione per la leggenda del "cane di Montargis", che risale senza dubbio ai tempi di Carlo Magno.

Narra la storia che questo cane, probabilmente un Levriero, vendicò il suo padrone, il Signore Aubry de Montdidier, nel corso di un singolare combattimento con il presunto assassino. La prima menzione ufficiale di un Pastore della Brie figura nel "Cours d'agriculture" dell'abate Rozier, pubblicato nel 1809.

Il famoso cinofilo francese J. Oberthur, da parte sua, basandosi sul fatto che l'Aquitania fu per lungo tempo sotto la dominazione inglese, sostiene che gli antenati del Bobtail siano stati cani del tipo Labrit o Pastore dei Pirenei. Non possiamo dire se questi cani esistessero a quell'epoca: i cani da pastore, misconosciuti collaboratori dell'uomo, hanno cominciato ad attirare l'attenzione degli storici e degli artisti da poco più di 200 anni.

Siamo dunque costretti a rimetterci al giudizio di Judy, Hubbard o Stonehenge, eminenti specialisti britannici che fanno risalire la storia del Bobtail non oltre il XVIII secolo. Certamente le analogie del Komondor, del Briard, del Bergamasco e del Nizinny con il Bobtail sono sconcertanti e a questo proposito sono state fatte tutte le ipotesi possibili e immaginabili. Forse, però, si tratta di una semplice convergenza.

Fin dal Medioevo la Gran Bretagna è stata il paese dell'allevamento degli ovini e, forse, anche la patria dei cani da pastore. E, a partire dal XIV secolo, sotto l'impulso del re Edoardo III, l'industria laniera britannica esportò i suoi prodotti verso le Fiandre, poi addirittura in Polonia e Russia. Se il clima inglese non permetteva la coltivazione del grano (che era necessario importare), le brughiere e i pascoli erano sterminati e permettevano agli ovini di prosperare.

Il solido Molosso difensore delle greggi, indispensabile ai contadini del continente fino al XVIII secolo a causa della continua minaccia rappresentata dai predatori, dovette dunque cedere il suo posto, nelle isole britanniche, al cane guida delle greggi assai prima di quell'epoca. In uno studio molto documentato, pubblicato nel 1970, il geografo Xavier de Planhol ha opposto i cani guardiani del bestiame del sudest dell'Europa ai cani guida delle greggi del nordest.

A suo parere l'evoluzione dell'agricoltura e la concomitante scomparsa dei predatori hanno condotto, fra il XV  e il XVII secolo a seconda delle regioni, alla selezione dei cani adatti ad aiutare efficacemente i pastori nelle grandi pianure, sull'esempio di quella che si praticava già in Inghilterra. 

Il Bobtail è dunque, forse, il lontano erede dei Mastini guardiani di pecore, da cui la presenza nel suo nome ufficiale dell'appellativo "antico". Sarebbe potuto scomparire da molto tempo se non fosse stato indirizzato ad altri compiti, diversi da quelli a cui lo predisponeva la sua robusta costituzione: la guida su strada delle greggi verso le grandi città. Lo stesso fenomeno si è potuto osservare in Francia con il Pastore della Beauce, anch'esso discendente dagli antichi Molossi e divenuto, alla scomparsa del Canis lupus, guida di greggi.

A partire dal XV secolo, le città inglesi conobbero un progressivo sviluppo - il fenomeno si amplificò ancor di più con la rivoluzione industriale -, il che rese necessari maggiori approvvigionamenti. Queste nuove esigenze spinsero gli allevatori di bestiame a utilizzare un cane dotato di una grande resistenza alla fatica e al tempo stesso di una "autorità" sufficiente a imporsi su grandi mandrie di animali, al bisogno anche un po' mordace, difetto ammissibile in questo caso, dato che le bestie erano comunque portate al macello.

Il Bobtail non ebbe alcuna difficoltà a svolgere questi compiti meglio del Collie, cane meno potente e, soprattutto, meno impressionante. Esistono poche raffigurazioni di Bobtail, e quelle esistenti sono discutibili. Il motivo è semplice. La nobiltà amava farsi ritrarre in questo modo: i signori con un cane da caccia, un Levriero o un Bulldog, le signore con un cane da compagnia, ma non certo con un cane da pastore, tanto più se irsuto come il Bobtail. Anche il ritratto del duca di Grafton bambino eseguito da Matthew Dixon (1640-1710) e, un po' più tardi, quello del duca di Buccleugh dipinto da Gainsborough (1727-1788) non rappresentano verosimilmente un Old English Sheepdog.

Secondo Davies, per esempio, il cane dipinto da Gainsborough non è un Bobtail, ma piuttosto un cane del tipo Dandie-Dinmont, come prova la sua modesta taglia. Sarà necessario attendere che gli artisti portino il loro cavalletto in campagna, piuttosto che nei salotti, per vedere apparire le prime rappresentazioni di razze rustiche, come i presunti Bobtail dei quadri di Philip Reinagle, nel 1803, e di Sidney Cooper, nel 1835.

Qualunque ne sia l'origine, l'esistenza dei Bobtail è accertata all'inizio del XIX secolo. Li si trova sia nel nord dell'Inghilterra e in Scozia, sia nel Devon, sia nelle contee del sud. Si tagliava loro la coda, si dice, per sottolineare la vocazione di cani da lovoro, cosa che permetteva ai loro padroni di essere esentati dalla tassa sui cani. Non sappiamo quale credito accordare a questa giustificazione di ordine fiscale, dato che i Collie, anch'essi cani da lavoro, non hanno mai subìto tale amputazione, forse perché non lasciavano mai cortili delle fattorie e le colline del Galles, dei Borders o delle Highlands.

Più verosimile è l'ipotesi secondo la quale si tagliava la coda del Bobtail per ragioni pratiche: come guida delle greggi, era destinato a incontrare sul cammino suoi simili che potevano avere il morso facile. Gli si tagliava la coda, dunque, per evitare che fosse ferito in questo punto debole, laddove il suo spesso manto proteggeva perfettamente il resto del corpo.

2. Storia

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Alcuni autori danno ancora per antenato del Bobtail un cane del Baltico importato in Inghilterra verso il 1800, grazie agli scambi commerciali. Secondo Watson, si sarebbe trattato di un Ovtcharka. Ma non si comprende come questa razza avrebbe potuto moltiplicarsi in qualche anno al punto da essere presente in tutta la campagna inglese. Tale tesi, che attribuisce al Bobtail un'origine esotica, più lusinghiera di quella di un cane di campagna, è più seducente che fondata. 

Stonehenge, da parte sua, spiega la potente costituzione del vecchio Pastore Inglese con un apporto del Bulldog, precisando comunque che nessun elemento suffraga questa ipotesi. Il Bulldog del secolo scorso aveva una costituzione molto diversa da quella di oggi, dato che assomigliava a un Boxer. Sembra dunque difficile considerare che possa  rientrare nella stirpe del Bobtail, il quale ha un treno posteriore rialzato e potente, contrariamente agli antichi Bulldog, dotati di un treno anteriore molto più forte e largo di quello posteriore.

Per Hubbard il lignaggio del Bobtail sarebbe stato affinato da un apporto del Bearded Collie, verso la metà del XIX secolo. Poiché il Bearded ha ricevuto, fra le 2 guerre, l'apporto del Bobtail per acquistare maggiore omogeneità, è fuori dubbio che le 2 razze siano imparentate. Esiste, d'altronde, una vecchia descrizione del Bearded che potrebbe benissimo adattarsi al Bobtail: "Grande cane arruffato somigliante a uno stuoino per i l suo manto dal pelo duro e fibroso, con le orecchie penzoloni, vicino al muso".

Tutte queste ipotesi si applicano, infatti, alla seconda fase della storia dell'Old English Sheepdog: quella in cui si cerca di migliorare il suo aspetto, affinché possa rientrare tra i cani oggetto della considerazione dei cinologi. Era il momento giusto, dato che l'avvento della ferrovia non avrebbe tardato a rendere disoccupati i cani guida delle greggi. Si tratta ancora di un periodo oscuro, non avendo gli allevatori inglesi l'abitudine di rivelare i propri segreti per la selezione.

Così, oltre al Bearded Collie precedentemente citato, si citano anche, come parenti prossimi del Bobtail, il Deerhound (o Levriero Scozzese dal pelo ruvido, sovente grigio-blu) e il Barbone, per la straordinaria abbondanza del suo pelo. Watson suggerisce lo Spitz e un altro cane da pastore "non identificato", avanzando una volta di più il nome dell'Ovtcharka. 

Ovtcharka è il nome generico dei grossi cani da pastore russi; antichi documenti ci mostrano esemplari di grossa taglia dalla pelliccia estremamente irsuta, feltrata e cordata. E' possibile che questi cani, o alcuni di essi, abbiano contribuito al miglioramento del Bobtail, ma questo miscuglio, tanto esotico quanto eterogeneo, potrebbe non essere altro che una facciata dietro la quale si nasconde una paziente e oscura selezione condotta fra le diverse razze di antichi cani da pastore inglesi dell'epoca.

La prima apparizione del Bobtail in cinofilia risale al 1873: tre esemplari furono presentati nella Curson Hall di Birmingham, nel corso della prima esposizione canina e agricola organizzata in quella città. Qualche anno più tardi si contavano 46 iscrizioni in un'altra manifestazione, cifra notevole per l'epoca: ciò prova che l'allevamento cominciava a imporsi, dato questo confermato dalla creazione, nel 1880, del Club dell'Old English Sheepdog e dal riconoscimento della razza da parte del Kennel Club.

Quattro esemplari sono generalmente considerati come gli antenati diretti del moderno Bobtail: si tratta di Bentinck Bob, Champion Boy, Champion Dayrimaid e, soprattutto, Walleyed Bob, quest'ultimo senza dubbio all'origine della maggior parte degli attuali Bobtail. Il suo nome rivela 2 delle sue essenziali caratteristiche: la coda corta (bob) e gli occhi gazzuoli (walleyed). E' indubbiamente grazie a lui che si è diffusa la leggenda del Bobtail anuro, termine con il quale si indicano gli animali senza coda.

Gli occhi gazzuoli del Walleyed Bob si accompagnavano a un manto blu merlo, identico a quello di certi Collie, in cui il fondo grigio è "spruzzato" da macchie nere dai bordi frastagliati. Un cane che possiede in doppio il gene blu merlo è soggetto a diversi problemi, talvolta gravi, alla vista, all'udito e alla pelle. Se si trova ancora questo tipo di manto di certi Bobtail, è a causa di un pregiudizio diffuso fra i vecchi pastori, i quali ritenevano che i cani dagli occhi blu avessero una vista più acuta, qualità particolarmente importante per un cane dalle sopracciglia molto folte.

Il successo del Bobtail è cominciato nel corso del secolo scorso. Questa razza divenne davvero importante dopo la seconda guerra mondiale, non senza aver reso leali servigi all'esercito britannico, che non esitò a utilizzare i suoi rappresentanti come animali da traino. Il Bobtail era, infatti, tra le razze nazionali, il solo cane che possedesse al tempo stesso robustezza ed energia, unite a una grande intelligenza e a una naturale predisposizione all'addestramento. Questi "cani soldati" venivano comunque tosati, in quanto le autorità temevano che l'abbondante pelo nuocesse alla loro vista. 

L'originalità ha reso il Bobtail il cane prediletto dalla pubblicità e ciò ha contribuito non poco alla sua diffusione. Gli Americani l'hanno largamente impiegato negli sceneggiati televisivi degli anni Sessanta e Settanta e alcuni film hollywoodiani di Walt Disney l'hanno definitivamente consacrato come vedette. Per lungo tempo è stato anche uno dei cani più facilmente reperibile presso i commercianti di animali d'oltre oceano; tuttavia, il suo successo è molto diminuito negli ultimi tempi, sia nel Regno Unito sia in America.

Curiosamente in Francia il Bobtail è conosciuto da meno di 40 anni. Senza dubbio qualche esemplare era stato importato dall'Inghilterra da parte di privati anche prima del 1973, ma soltanto in questa data un Bobtail è stato iscritto nel Libro delle Origini Francese e i primi cani per la riproduzione sono giunti l'anno successivo. Grazie a una fulminea diffusione, l'Old English Sheepdog ha rapidamente recuperato il tempo perduto, e nel giro di 10 anni è stato compreso fra le 10 razze con il maggior numero di nascite.

In Italia, il Bobtail ha avuto un successo persino superiore a quello ottenuto negli altri paesi europei. Questo è dovuto alla razza stessa, che ha saputo rendersi simpatica e farsi apprezzare da un buon numero di italiani, ma anche alla società specializzata, la SAPI (Società Amatori Pastori Inglesi, oggi "Bobtail Italiano"), che tanto ha fatto per migliorare l'allevamento di questa razza in Italia. L'incremento di questo cane non è soltanto numerico, ma anche qualitativo; infatti, i soggetti migliori, i campioni, non sono più cani di importazione, ma il prodotto dell'allevamento italiano.

3. Comportamento

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Grazie alla sua silhouette da simpatico orsacchiotto, il Bobtail è considerato il cane ideale per condividere le gioie della vita familiare ed essere l'abituale compagno di gioco dei bambini.

Non si deve comunque dimenticare che questo "peluche" è innanzitutto un cane robusto che ha bisogno di moto, che la sua pelliccia necessita di cure regolari, che il suo carattere è fondamentalmente quello di un cane da pastore e che conviene dunque impartirgli un minimo di educazione.

Robusto, rustico, il Bobtail è fatto per camminare, andare al trotto e correre per lunghe ore, come i suoi antenati che guidavano le greggi e che percorrevano decine di chilometri ogni giorno, con qualsiasi tempo. E' uno dei pochi cani che camminano regolarmente d'ambio, un'andatura bilanciata tipica degli orsidi, un po' strana ma efficace: non è troppo stancante e può essere mantenuta per lungo tempo. Nelle esposizioni i giudici prestano alla capacità che soggetti prestano di mantenere un'andatura sostenuta al trotto o all'ambio altrettanta attenzione che all'aspetto del loro mantello.

L'ossatura solida e tozza del Bobtail, la sua muscolatura ben sviluppata, il suo treno posteriore particolarmente forte (è più alto e più rotondo dietro che davanti) e, infine, la sua cassa toracica sviluppata ne fanno un animale estremamente resistente. Un'ora o due di passeggiata quotidiana non lo stancano si tratta anzi per lui del minimo indispensabile. Il suo pelo irsuto, denso, non riccio, si aggroviglia rapidamente se non è curato con attenzione. Il proprietario di un Bobtail deve poter dedicare almeno un'ora alla settimana a sbrogliare, spazzolare e pettinare coscienziosamente il proprio cane.

Se questa toelettatura di base non necessita  di una particolare esperienza, ciò non vale per la toelettatura da esposizione, che richiede invece competenze specifiche e alla quale il cane si presta volentieri, a patto che sia stato abituato fin da cucciolo. Gli specialisti consigliano sedute settimanali a partire dai 6 mesi; si eviterà in questo modo di recarsi spesso nei saloni di toelettatura, assai onerosi per il padrone e dolorosi o fastidiosi per il cane, così come di sottoporre l'animale a una tosatura completa nel caso estremo in cui il pelo, troppo trascurato, non possa più essere sbrogliato.

I bagni frequenti non sono consigliati, specialmente per i cani da esposizione, perché tendono a far perdere al pelo la sua "ruvidità" naturale; è comunque necessario fare un regolare bagno - ogni 2 mesi circa - ai Bobtail che vivono in appartamento, soprattutto se vi sono dei bambini. 

Il Bobtail è un vero cane da pastore, dal temperamento sicuro; non è particolarmente dominatore, né testardo, ciò nonostante ha bisogno di essere educato con fermezza. Bisogna trattarlo, a partire dall'età di 4 mesi, con decisione, in modo da renderlo un cane piacevole, obbediente e degno di fiducia in qualunque circostanza.

Questa raccomandazione vale in particolar modo per il maschio, più portato ad essere indipendente. Il Bobtail possiede un innato senso di protezione molto sviluppato, che lo spingeva non molto tempo fa a prendersi cura delle pecore e che si riversa oggigiorno sui bambini che gli vengono affidati. E' dunque un "orsacchiotto" attento e paziente che veglia gelosamente sui più piccoli, così come è un piacevole e instancabile compagno di giochi per i più grandi.

E' un cane che dimostra un innato senso della guardia, a meno che la casa non sia constantemente aperta a molti ospiti: non esita ad abbaiare con forza e a mettersi davanti agli estranei con atteggiamento molto deciso, ma non c'è da temere che si avventi sul viaggiatore di commercio o sul fattorino, perché non è aggressivo e non tende a mordere. La sua corporatura imponente non è comunque  del tutto convincente, poiché la sua aria simpatica mitiga la diffidenza che si potrebbe provare nei confronti della sua forza.

Il Bobtail è tendenzialmente molto obbediente, ma non sempre questa predisposizione viene sfruttata al meglio; docile di carattere, dotato di un acuto senso di osservazione, si presta volentieri a collaborare con il suo padrone e non chiede altro che di poterlo accontentare. Quando gli viene accordata fiducia può eseguire i compiti più elaborati.

E' inoltre un provetto saltatore e un buon segugio. Estroverso, entusiasta, con un'inesauribile riserva d'affetto, segue passo dopo passo le persone con cui vive e non perde occasione per manifestare loro il proprio affetto.

E' di natura sensibile, e ciò spesso spinge i suoi padroni a viziarlo eccessivamente e a farlo diventare un po' capriccioso. Ciò non toglie nulla all'equilibrio del suo carattere, una qualità che gli permette di adattarsi a tutti i tipi di padroni. Un vero cane di famiglia, ma attenzione: l'adorabile peluche cresce in fretta, compreso il suo pelo, e non bisogna aspettare troppo a fargli capire qual'è il suo ruolo, perché in caso contrario avrà già fatto le proprie scelte.

4. Brizzolato, screziato, ma non blu

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Per curare il mantello del Bobtail, una spazzola di pelo di cinghiale e un pettine metallico sono sufficienti, così come un tavolo ben stabile, dal piano d'appoggio non scivoloso.

Fin dall'età di 4 mesi si deve abituare il cucciolo a sedute di toelettatura che non durano più di una decina di minuti ciascuna (al massimo), ma che consentono di avere col tempo un cane più docile. A partire dai 6 mesi - o un po' più tardi, secondo di soggetti - il cucciolo comincia a mutare, vale a dire a perdere il suo pelo da cane giovane. E' in questo momento che, se è nato nero, il suo mantello diventa grigio.

Bisogna far sdraiare il cucciolo sul tavolo e rimuovere con dolcezza il pelo morto, preferibilmente ciocca per ciocca. La toelettatura dell'adulto necessita ovviamente di un tempo maggiore: un'ora o più, secondo la sua attività e il suo tipo di pelo (la pelliccia del Bobtail ha la tendenza ad aggrovigliarsi). Si procede come per il cane giovane: mentre l'animale è sdraiato, si interviene sul suo pelo ciocca a ciocca.

Un trucco per facilitare il districamento e la spazzolatura consiste nell'inumidire il pelo con l'aiuto di un vaporizzatore. E' necessario prestare una particolare attenzione alla toelettatura dell'interno delle cosce, delle ascelle, del ventre, delle spalle, così come della zona intorno all'ano (e al sesso del maschio), in cui si forma spesso della lanugine.

Non si deve mai tagliare il pelo che cade davanti agli occhi: ciò avrebbe come effetto quello di alterare l'espressione propria della razza. Per dare al Bobtail il suo tipico aspetto, si spazzola contropelo la parte posteriore del cane, così come i suoi arti, per far divenire più gonfia la pelliccia di queste zone del corpo.

La toelettatura per le esposizioni tende a mettere in luce i punti essenziali della morfologia della razza: una testa più rotonda e massiccia possibile, un treno posteriore molto voluminoso (visto dall'alto il Bobtail ha la forma di una pera, con la parte posteriore più larga). La spazzolatura del pelo da dietro in avanti si chiama "top-line". Gli arti devono avere l'aspetto di prosciutti. Al contrario, il pelo dell'incollatura e del torace è schiacciato.

Il Club della razza è in grado di fornire informazioni molto dettagliate sul modo di curare il Bobtail, o di toelettarlo in vista dei concorsi, e di dare indirizzi di specialisti in materia. Lo standard inglese del Bobtail, l'unico riconosciuto dalla Federazione Cinologica Internazionale e dall'Ente Nazionale della Cinofilia italiana, è stato stilato nell'Ottocento e, nonostante presenti delle lacune molto evidenti e si presti a interpretazioni personali o difformi, non i è mai parlato di una eventuale revisione o modifica.

Per quanto riguarda il colore, tale standard indica che il Bobtail può presentare: "Qualsiasi sfumatura di grigio, brizzolato, blu o blu merlo con o senza pezzature bianche". In effetti soltanto alcuni di questi colori sono presenti nella razza, se si fa riferimento alla nomenclatura dei colori dei manti canini stabilita dal professor Bernard Denis e adottata nel 1982 dalla FCI.

Lo standard ci fornisce una precisazione importante per quanto riguarda  la presenza di questo o quel gene di colore nel Bobtail, dato che precisa che "il tartufo è sempre nero". Ciò significa che questo cane non può essere in alcun caso blu.

Infatti, "i veri" cani blu, come il Bulldog Tedesco blu, nascono con un tartufo color ardesia. Per lo più il Bobtail da parte dei "brizzolati", come il Barbone grigio e certi Bedlington-Terrier. In effetti, il cucciolo di Bobtail nasce nero (e bianco), e le due parti tosate assumono progressivamente una tinta più chiara verso i 6-10 mesi di età. L'ingrigirsi del pelo non significa  che il cane stia invecchiando precocemente. 

Certi cani, che hanno per lo più occhi vaiati (termine che indica la differenza di colore dell'iride dei due occhi di uno stesso individuo)- caratteristica ammessa dallo standard -, vengono detti "screziati". Presentano un manto blu merlo, le parti colorate sono cioè grigie (dalla nascita) e spruzzate di macchie nere, di dimensioni molto variabili, dai contorni frastagliati. Il gene blu merlo agisce anche sulla proporzione di bianco presente nel manto e sul colore di un occhio o di entrambi gli occhi, blu in parte o completamente. 

L'allevamento ragionato del Bobtail screziato tende a produrre cani che non possiedano 2 di questi geni (si dice che sono eterozigoti per questa caratteristica): un soggetto blu merlo viene sempre accoppiato con un soggetto brizzolato il cui patrimonio genetico è esente dal gene blu merlo; viceversa, i cuccioli potrebbero presentare anomalie della vista, dell'udito, della pelle.

Il Bobtail, infine, è per lo più "variegato", presenta cioè parti bianche, specialmente la base degli arti, il ventre, il torace e, talvolta, il collo. E' consigliabile, secondo i criteri della razza, che tali zone bianche non siano troppo estese. I cani completamente grigi, previsti dallo standard, sono rari.

5. Lo standard del Bobtail

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FCI Standard N° 16 del 05.01.2011
BOBTAIL (Old English Sheepdog)
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 13.10.2010 
UTILIZZAZIONE: Cane da pastore
CLASSIFICAZIONE FC.I.: Gruppo 1 Cani da pastori e bovari (esclusi i Bovari Svizzeri)
Sezione 1 Cani da pastore
Senza prova di lavoro

BREVE CENNO STORICO: anche se l’Old English Sheepdog è stato registrato come Britannico, si pensa che i suoi antenati effettivi provengano da Pastori Europei di tipo Owtcharka e Bergamasco, incrociati con pastori locali. La razza è ora considerata autoctona, spesso chiamata Bob-Tail. Forte, compatto e abbondantemente ricoperto di pelo, il Bobtail ha un mantello caratteristico e resistente alle intemperie. Fondamentalmente un cane di campagna, intelligente e amichevole; ha una voce particolarmente risonante, sufficiente a far fuggire qualsiasi intruso.

ASPETTO GENERALE
Cane forte, inscrivibile nel quadrato, di grande simmetria e generale robustezza. Non è assolutamente mai alto sugli arti, ed è copiosamente coperto di pelo in ogni sua parte. E’ un cane dalla muscolatura resistente, dalla costruzione robusta con espressione di grande intelligenza. Il profilo naturale non dovrebbe essere alterato artificialmente da lavoro di forbice o tosatura. Di forte fibra, mostra una linea superiore che risale dolcemente e un corpo dalla forma di pera se lo si guarda dal di sopra. L’andatura presenta un tipico dondolio quando ambia o cammina. L’abbaio ha un caratteristico tono del tutto particolare.

PROPORZIONI IMPORTANTI
Il cane in stazione è più basso al garrese che al rene. La testa è proporzionata alla taglia del corpo. Il muso misura circa la metà della lunghezza totale della testa.

COMPORTAMENTO –CARATTERE
Un cane docile dall’ umore sempre uguale. Coraggioso, fedele e degno di fiducia, senza alcun segno di paura o aggressività non provocata.

TESTA 
REGIONE DEL CRANIO

Cranio voluminoso, piuttosto quadrato. Zona sopra gli occhi ben arcuata.
Stop ben definito
REGIONE DEL MUSO 
Tartufo forte e nero. Le narici sono ampie
Muso forte, quadrato e tronco
Mascelle/Denti Denti forti, larghi, e regolarmente allineati. Mascella forte, con una chiusura a forbice perfetta, regolare e completa, e cioè i denti superiori sono strettamente sovrapposti a quelli inferiori e inseriti perpendicolarmente nella mascella La chiusura a tenaglia è tollerata ma non desiderabile.
Occhi ben distanziati. Scuri o gazzuoli. Sono accettati i due occhi blu. Occhi chiari sono indesiderabili. È preferita la pigmentazione alle rime palpebrali. Orecchi piccoli e portati piatti ai lati del capo.

COLLO: piuttosto lungo, forte, elegantemente arcuato.

CORPO: piuttosto corto e compatto. 
Rene molto vigoroso,ampio e leggermente arcuato
Torace regione sternale ben discesa e ampia. Costole ben cerchiate.

CODA: antecedentemente tagliata secondo l’usanza, o coda naturalmente corta
Tagliata: di solito si procede al taglio totale
Non tagliata: portamento naturale.. Ben fornita di frange di abbondante pelo dalla tessitura forte.

ARTI
ANTERIORI:

Spalla le scapole devono essere ben oblique, più ravvicinate al garrese che alla punta della spalla. Le spalle pesanti sono un difetto
Gomiti ben aderenti al torace.
Avambraccio arti perfettamente diritti, con forte ossatura; tengono bene il tronco distante dal terreno.
Piedi anteriori: Piccoli, rotondi e compatti. Dita ben arcuate, cuscinetti spessi e duri. Non sono deviati né in dentro né in fuori
POSTERIORI :
Aspetto generale: posteriore ben ricoperto di pelo , rotondo e muscoloso
Ginocchio ben angolato, ma non esageratamente
Gamba lunga e ben sviluppata
Tarsi: ben discesi
Metatarsi Visti dal dietro devono essere paralleli
Piedi posteriori: Piccoli, rotondi e compatti. Dita ben arcuate, cuscinetti spessi e duri. Non sono deviati né in dentro né in fuori

ANDATURA: Nel passo, esibisce un dondolio da orso nel posteriore. Nel trotto, mostra un allungo senza sforzo e una forte spinta del posteriore, con arti che si muovono su piani paralleli all’asse del corpo. Al galoppo l’andatura è molto elastica. Ad una andatura lenta qualche cane può tendere all’ambio. In movimento il portamento della testa può adottare una naturale posizione più bassa. 

MANTELLO
PELO:
abbondante, di buona ruvida tessitura, non diritto, ma irsuto e senza riccioli. Il sottopelo è una feltratura impermeabile. Testa e cranio ben ricoperti di pelo, moderatamente gli orecchi. Il collo è ben ricoperto, come gli anteriori che lo sono tutto attorno. Il posteriore è più riccamente ricoperto di pelo di tutto il resto del corpo. Bisogna tenere in conto la qualità e la tessitura del pelo più della lunghezza e abbondanza
COLORE: qualsiasi sfumatura di grigio, grizzle (grigiastro) o blu. Corpo e posteriore di colore uniforme con o senza calzini bianchi. Da scoraggiare macchie bianche nell’area uniforme. Testa, collo, arti anteriori e zona sotto il ventre devono essere bianchi con o senza macchie. Qualsiasi sfumatura di marrone è indesiderabile

TAGLIA 
Altezza al garrese: Maschi: 61 cm. e più
Femmine: 56 cm e più
Tipo e simmetria sono dalla massima importanza e non devono essere sacrificati in considerazione solo della taglia.

DIFETTI: qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata difetto e la severità con cui va penalizzata deve essere proporzionata alla sua gravità e alle sue conseguenze sulla salute e il benessere del cane, e sulla capacità di svolgere il suo tradizionale lavoro.

DIFETTI ELIMINATORI:

  •  Cane aggressivo o eccessivamente timido
  •  Qualsiasi cane che presenti anormalità fisiche o comportamentali sarà squalificato.

 

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto



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