CIA: 5 operazioni segrete

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CIA: 5 operazioni segrete BEST5.IT 2016-12-08 00:07:14
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La CIA, sigla che definisce con le sue iniziali la Central Intelligence Agency, ovvero l'Agenzia Centrale di Informazioni, è l'organizzazione più segreta che esista per antonomasia e l'agenzia di spionaggio e di controspionaggio, preposta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti d'America con poteri pressochè illimitati e un teatro operativo esteso in ogni parte del mondo. Quest'organismo raccoglie le informazioni necessarie per compiere scelte politiche, economiche e militari e, soprattutto, per organizzare le "operazioni clandestine" (spesso all'insaputa delle autorità costituite e della classe politica, presidente compreso) con cui alterare la situazione politica di un qualsiasi paese, in un qualsiasi angolo del mondo.

La sua sede centrale si trova a Langley, nei dintorni di Washington, ospite di un immenso edificio protetto da garitte e da un esercito di guardie che ne assicurano la totale  inaccessibilità. L'organizzazione venne costituita dal presidente americano Harry Truman nel 1947 riformando l'OSSOffice of Strategic Services (ritenuto il progenitore della CIA) creato dal generale americano William Donovan durante la seconda guerra mondiale. La CIA, ideata da Allen Dulles, che ne rimase a capo per lungo tempo, sostanzialmente è sorta dalle radici dei due più efficienti modelli spionistici del mondo, quello inglese e quello tedesco.

L'agenzia è suddivisa in 4 settori base, comunicanti fra di loro ma al tempo stesso rigidamente e scrupolosamente dipendenti: Intelligence ossia Informazione (la divisione cuore della CIA che ha il compito di raccogliere, valutare e analizzare le notizie provenienti da qualsiasi fonte con l'aiuto di migliaia di economisti, giuristi, sociologi, psichiatri, analisti ecc.), Plans (la divisione che costituisce il centro delle operazioni segrete), Research (la divisione scientifica e tecnologica) e Support (la divisione che ha il compito di rintracciare i mezzi e  gli equipaggiamenti necessari a ciascuna missione, garantendo le comunicazioni e la segretezza).

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Spesso l'operato della CIA viene visto come sinonimo di invasione del campo della privacy, soprattutto ai tempi del comunismo, quando venivano sistematicamente spiati a tappeto uomini politici e religiosi, persone comuni ecc. per scovare i sostenitori di tale regime. Ma il misfatto più celebre, tutt'oggi irrisolto, che pesa sulla buona reputazione della CIA, resta quello collegato all'assassinio del presidente Kennedy, in quanto sia Ruby (l'uomo che eliminò il sicario in diretta tv) che Oswald (il presunto autore) sarebbero appartenuti entrambi alla CIA. Durante il suo lungo, ambiguo e contorto cammino si è anche macchiata spesso di inesprimibili atrocità, crimini, omicidi politici, tentativi di assassinio in nome degli interessi Americani e  pesanti ingerenze sulla politica di molti Paesi.

Oggi parleremo proprio di queste nefandezze commesse dalla CIA ed in particolare analizzeremo 5 operazioni segretissime, ignorate del tutto dalla maggior parte della gente. Vediamole insieme.

1. Colpi di Stato ad Haiti

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Nel 1988 la CIA, , nelle elezioni di Haiti, cercò di ostacolare e danneggiare con un "programma d'azione segreto", la campagna di colui che risultò il vincitore, Jean Bertrand Aristide. La Casa Bianca ha messo in dubbio che il Presidente haitiano Aristide "sia la persona più appropriata per governare il paese" in quanto lo voleva sostituire con una figura più mite e remissiva. Tre anni più tardi (nel 1991), Aristide veniva rovesciato da un sanguinoso colpo di Stato che causò la morte di oltre 4.000 civili. Molti dei responsabili lavoravano per la CIA dalla metà degli anni Ottanta.

Uno di loro lo ammise apertamente. Si trattava di Emmanuel "Toto" Constant, a capo del "Fronte per l'avanzamento e il progresso di Haiti" (FRAPH), gli squadroni della morte, una crudele banda di violenti delinquenti impegnata a omicidi, torture e pestaggi. Anche il servizio di Intelligence nazionale Haitiano (NIS), istituito dalla CIA con l'apparente obiettivo di combattere il traffico di droga, agì durante il colpo di Stato come "squadrone della morte con funzioni di intimidazione politica". Nel 1994 Emmanuel Constant guidò gli squadroni della morte del FRAPH nel villaggio di Raboteau. Questo triste evento verrà poi ricordato come "Il massacro di Raboteau" nel quale persero la vita circa 30 persone, mentre sono centinaia coloro che sono scappati dalla città spaventati da altre possibili rappresaglie.

Durante il governo militare (1991-1994) il FRAPH era (non ufficialmente) sotto la giurisdizione delle Forze Armate, prendeva ordini dal Comandante in capo Generale Raul Cedras. Secondo un comunicato del 1993 della Commissione per i Diritti Umani il FRAPH godeva della protezione della CIA. Durante la dittatura militare la Giunta Militare proteggeva il narcotraffico. Questa, a sua volta, era sotto le ali protettive della CIA. Nel libro paga della CIA comparivano, inoltre, i nomi dei leader del colpo di stato del 1991, fra cui i commanders paramilitari del FRAPH.

Sempre nel 2004, gli Stati Uniti intervennero nuovamente, mandando ad Haiti 20.000 truppe d'occupazione e "peace - keepers", per consentire il rimpatrio di Aristide. Questo non ha messo nessun freno alla CIA nel continuare a lavorare con il FRAPH e con il NIS. Nel 2004, quando fu nuovamente rovesciato, Aristide dichiarò di essere stato rapito dalle forze militari statunitensi. L'insurrezione armata del 29 febbraio 2004, che ha contribuito a privare il presidente Aristide del suo potere, è stata il risultato di un'operazione militare di intelligence.

Nelle settimane che precedettero la sconfitta di Aristide, Adre Apaid, leader del gruppo G-184 e oppositore di Aristide, era in contatto con Colin Powel; Guy Philppe e "Toto" Emmanuel Constant avevano dei legami con la CIA e ci sono degli indizi che fanno credere che il comandante dei ribelli Guy Philippe e Winter Etienne, leader politico del il Fronte di Resistenza Rivoluzionaria di Artibonite collaborassero con gli ufficiali americani (vedi BBC, 27 Febbraio 2004, http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/3496690.stm).

2. Il tentato colpo di Stato in Venezuela

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L'11 aprile 2002 i capi militari venezuelani cercarono di rovesciare Hugo Chavez, presidente di sinistra democraticamente eletto. Nei 2 giorni che seguirono, le manifestazioni di strada, con un’enorme ed inattesa mobilitazione di massa, di centinaia e migliaia di venezuelani, cui si unirono anche i militari, determinarono il fallimento del colpo di Stato. Chavez, fu arrestato dai comandanti in capo delle Forze armate, e fu portato nella principale base militare del paese dove si prevedeva il suo esilio a Panama.

Ma il governo golpista, come tutti sanno, di Pedro Carmona (presidente della Confindustria venezuelana) durò appena tre giorni, spazzato via dalla mobilitazione popolare che impose il ritorno di Chavez. Il colpo di stato era stato anticipato ed agognato dai grandi investitori internazionali (tra cui il Fondo Monetario Internazionale) e dal Dipartimento di Stato Americano. Questi aveva stanziato all’agenzia IRI, 2 milioni di dollari per la promozione di una non specificata azione di promuovimento democratico in Venezuela. Le uniche democrazie occidentali a non condannare l'accaduto furono l'amministrazione di George W. Bush, il governo Aznar in Spagna e gli ex-Ds (attuale Partito Democratico) in Italia.

Secondo l'esperto di servizi segreti Wayne  Madsen, la CIA aveva attivamente organizzato il colpo di Stato: "L'organizzazione del colpo di Stato contro Chavez è stata favorita dalla CIA tramite la dotazione di personale delle Unità Operazioni Speciali, guidato da un tenete colonnello del Comando Operazioni speciali di Fort Bragg, nella Carolina del Nord".  Attraverso l'accesso ai documenti del governo federale statunitense, in base al Freedom of Information Act, è stato anche dimostrato che la CIA aveva fornito i piani alla cospirazione golpista, cinque giorni prima che si attivasse.

3. I mujaheddin afghani

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Il 24 dicembre 1979 l’Unione Sovietica diede ordine al suo esercito di invadere l'Afghanistan, dove sarebbe rimasto per quasi dieci anni (fino al febbraio 1989) e la sera del 27 Kabul vide l’arrivo dell'Armata rossa. Da quel momento iniziarono a giungere in Afghanistan decine di migliaia di soldati sovietici. Gli Stati Uniti reagirono con un embargo immediato e l’offerta al Pakistan di aiuti militari per contrastare l'avanzata russa. L'appoggio segreto ai gruppi che si opponevano all'invasione sovietica dell'Afghanistan ebbe inizio con il presidente Jimmy Carter, nel 1979, e fu intensificato durante l'amministrazione Reagan, il quale aumentò gli aiuti ai combattenti anti-sovietici, con l’obiettivo di trasformare la guerra in un lenta agonia per l’URSS, come era accaduto agli stessi americani in Vietnam qualche anno prima.

L'operazione raggiunse l'obiettivo iniziale di allontanare i sovietici, che iniziarono a ritirare le truppe nel 1987. Certo che i combattenti afghani non erano soli in quanto avevano numerosi amici che li aiutavano, li consigliavano e soprattutto provvedevano agli armamenti. Si trattava di organizzazioni spesso poco note al grande pubblico come l'ISI pakistana (servizi segreti pakistani), anche se chi teneva le fila dell'organizzazione era principalmente la CIANegli Usa il reclutamento dei combattenti non veniva direttamente gestito dalla CIA, che delegava volentieri il compito alle migliaia di organizzazioni islamiche diffuse negli Stati Uniti. Tra i campi più famosi troviamo Camp Perry, un centro della CIA che giocò un ruolo fondamentale nell'addestrare i futuri combattenti in Afghanistan.

Si trattava di circa 25 miglia quadrate di terreno a sud-est di Williamsburg, nello stato della Virginia. Una volta cacciati i sovietici, gli Stati Uniti persero interesse per l'Afghanistan, che sprofondò nella guerra civile di 5 anni successiva all'arrivo al potere degli ultra fondamentalisti talebani. Questi ultimi fornirono protezione a Osama Bin Laden e ad Al Qaeda, responsabili degli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001. Appare quasi superfluo aggiungere che agli occhi della CIA Osama Bin Laden aveva certamente le caratteristiche per svolgere il ruolo di leader.

4. Il colpo di Stato in Cambogia

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La CIA non ha mai visto di buon occhio il principe cambogiano con tendenze di sinistra Norodom Sihanouk e ha fatto ricorso a varie strategie, inclusi i tentativi di omicidio, allo scopo di rovesciare il suo governo. Vi riuscì durante il colpo di Stato del marzo 1970. Le forze che si opponevano a Sihanouk, denominate Kampuchea Khmer Krom (KKK), occuparono la capitale Phnom Penh e assunsero il controllo del governo. Erano finanziate, a loro insaputa,  con i soldi dei cittadini statunitensi, armate dagli Stati Uniti e addestrate dai Berretti Verdi americani come ha riferito il capitano dei Berretti Verdi, Robert F. Marasco, citato dall’International Herald Tribune del 3 giugno 1970 e cioè che  durante il colpo di stato operavano a Phnom Penh mercenari cambogiani sotto il suo comando.

Prima del colpo di stato di Lon Nol nel marzo 1970, il leader cambogiano Sihanouk era rimasto neutrale e teneva il suo paese fuori dalla guerra che stava infuriando in Vietnam. Gli Stati Uniti volevano usare la Cambogia come base da cui attaccare le forze vietnamite di liberazione e così, la CIA e l'amministrazione Nixon cospirò con Lon Nol, il capo di stato maggiore dell’esercito cambogiano, per prendere il potere. Nonostante diverse manifestazioni di massa in quasi tutto il paese, l’esercito di Lon Nol, avendo dietro la potenza statunitense, rispose con una brutale repressione, uccidendo centinaia di progressisti cambogiani mediante decapitazione.

In 5 anni di potere il generale Lon Nol, ricevette 1.600 milioni di dollari da Washington. Nello stesso periodo, gli Stati Uniti invasero la Cambogia per combattere i guerriglieri comunisti khmer rossi. Durante i 5 anni della guerra, almeno 1.000.000 di cambogiani – su una popolazione di soli 7 milioni – rimasero uccisi e feriti. Altri morirono di fame nei mesi finali della guerra. Gli Stati Uniti hanno cercato di sradicare dalla consapevolezza pubblica di questo paese e del mondo intero l’orrenda guerra del Pentagono contro le popolazioni della Cambogia.

5. Gli squadroni della morte salvadoregni

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Il reclutamento degli squadroni della morte fa parte di una ben consolidata agenda militar-spionistica degli Stati Uniti. Nel lontano 1964, la CIA contribuì alla formazione di ORDEN e ANSESAL (Agencia Nacional de Seguridad Salvadoreña), due reti paramilitari di servizi segreti di estrema destra che divennero in seguito, gli squadroni della morte salvadoregni. Erano formati da militari, agenti di polizia in borghese, e civili, che hanno svolto azioni contro (sospetti) oppositori politici del governo e del sistema politico del paese. I leader di ORDEN furono addestrati all'utilizzo di armi automatiche e tecniche di sorveglianza e iscritti in gran numero nel libro paga della CIA.

Quest'ultima offrì, inoltre, informazioni segrete riguardo individui salvadoregni in seguito assassinati dagli squadroni della morte. Durante la guerra civile in El Salvador dal 1980 al 1992 gli squadroni furono responsabili di 75.000 omicidi:  migliaia di persone tra cui la maggior parte bambini scomparvero senza lasciare traccia. La guerra in questione vide contrapposte le corrotte forze governative, coadiuvate e addestrate dalla CIA statunitense, ai ribelli del Fronte Farabundo Martí.

In buona sostanza, l’amministrazione Reagan finanziava e addestrava gruppi di forze nazionaliste per neutralizzare i leader ribelli salvadoregni e i loro simpatizzanti. L'appoggio della CIA non cessò neanche quando una forte protesta pubblica obbligò il presidente Reagan a denunciare gli squadroni della morte nel 1984. L’esperienza dei cosiddetti “squadroni della morte” rimane ancora per molti una ferita aperta e ha contribuito a macchiare di disonore l’immagine degli Stati Uniti. Tutto fu messo a tacere, insabbiato, e i responsabili insieme ai funzionari corrotti della CIA ora vivono in ville di lusso a Miami grazie ai soldi guadagnati sul dolore, sul terrore.



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