Gadget indossabili: che cosa dobbiamo aspettarci

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Gadget indossabili: che cosa dobbiamo aspettarci BEST5.IT 2016-12-08 07:48:57
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Più di uno su cinque fra noi già li utilizza, ma il loro ruolo, in genere, è solo quello di dirci se siamo in forma. In futuro le cose potrebbero andare diversamente.

C’è chi la definisce “pura esaltazione dell’inutilità” e chi invece è convinto che sia “un passo in avanti verso il futuro”.

Stiamo parlando della “tecnologia indossabile” e quindi di tutti quei dispositivi che ormai appaiono ovunque sul web e nelle vetrine dei negozi: bracciali, collane, anelli e orologi, ma anche vestiti e biancheria intima.

Tutti, rigorosamente intelligenti. Sarà vero?

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1. Una collana che ascolta quello che mangiamo

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Contare le calorie è uno dei compiti più difficili per un "fitness tracker".

La maggior parte dei dispositivi indossatali ci chiede di descrivere che cosa abbiamo mangiato per colazione scegliendo gli alimenti da un enorme database, ma è una procedura lunga.

Adesso una squadra di ricercatori cinesi ritiene di aver risolto il problema, con una collanina che riconosce il cibo dal suono che emette quando lo si mangia.

La collana intelligente AutoDietary contiene un microfono ad alta fedeltà che, quando iniziamo a mangiare, registra i rumori, manda le informazioni via wireless a uno smartphone e le confronta con un database di suoni emessi da vari cibi mordendoli, masticandoli e deglutendoli.

Sembra un progetto molto ambizioso, ma i ricercatori hanno ottenuto risultati promettenti. 

Su una serie di alimenti tra cui mele, carote, arachidi e biscotti, la collana ha registrato una tasso di successo dell'85 per cento, ma fa fatica a riconoscere certe pietanze fra cui la minestra.

Così, per identificarle, potrà servire un dispositivo ulteriore che misuri fattori come i livelli di zucchero nel sangue. 

Se AutoDietary avrà successo, la collana non si imiterà a tenere d'occhio l'assunzione di calorie e a farci diminuire il consumo di alimenti poco sani contenenti grasso e zucchero.

Potrebbe essere di grande aiuto per chi soffre di diabete o contribuire a prevenire disturbi intestinali e altre malattie debilitanti legate all'alimentazione.

2. Braccialetti che registrano i livelli di stress e una maschera che ci aiuta a essere belli

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  • Braccialetti che registrano i livelli di stress
    In genere abbiamo un'idea di quando o quanto siamo in forma, mentre invece lo stress è un concetto più sfuggente: è piuttosto difficile sapere da che punto in poi è nocivo e che cosa fare per ridurlo.
    Per questo, la start-up statunitense Sentio è al lavoro su un braccialetto che aspira a misurare lo stress.
    Il Feel (nella foto a sinistra) promette di tenere d'occhio le nostre emozioni nel corso della giornata e, si spera, che possa aiutarci a raggiungere uno stato di serenità.
    Il braccialetto, ricco di sensori, registrerà numerosi dati, tra cui i movimenti, il battito cardiaco, nonché la temperatura e le proprietà elettriche dell'epidermide.
    Unendo questi dati si può rilevare la "risposta elettrodermica" (EDR), un indicatore dello stato emotivo. I dati si possono inviare in tempo reale all'app Feel per smartphone, da cui si può controllare il proprio attuale stato emotivo e capire i fattori che provocano stress.
    Una vibrazione di allarme ci segnalerà quando siamo entrati in un momento particolarmente faticoso e l'app ci fornirà consigli per calmarci: suggerirà di respirare e meditare per ritrovare la tranquillità, mentre un programma di benessere personalizzato ci proporrà abitudini migliori e obiettivi da raggiungere, seguendo il nostro progresso e aiutandoci a migliorare il nostro stile di vita a lungo termine.
  • Una maschera che ci aiuta a essere belli
    Ecco a voi Mapo, la mascherina connessa che ci regalerà un viso più bello.
    Questa maschera di silicone personalizzata, progettata dall'azienda francese Wired Beauty e stampata in 3D, usa una serie di sensori che possono rilevare l'umidità della pelle in vari punti del viso.
    Queste letture vengono inviate a un'app per lo smartphone, che ci offrirà consigli su come affrontare gli specifici problemi della nostra epidermide e ci consiglierà che tipo di prodotti per la pelle usare.
    Può anche svolgere dei confronti con le nostre abitudini quotidiane e con quelle di altri utenti, per cercare di attingere ai dati comuni per trovare i trattamenti più adatti per noi. Una serie di aree che si riscaldano in punti chiave del volto contribuiranno, si afferma, a migliorare l'efficacia dei prodotti per la pelle.
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3. Scarpe che prevengono gli infortuni e un colletto che aiuterà i ciechi a "vedere”

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  • Scarpe che prevengono gli infortuni
    Un paio di scarpe che registrano i nostri percorsi possono essere interessanti, ma non è nulla che non si possa fare con uno smartphone, lofit, calzature connesse sviluppate da uno spin-off della Samsung, vogliono fare qualcos'altro.
    Esse monitorano le nostre posizioni con una serie di sensori che misurano la pressione in punti diversi del piede.
    Usando questi dati calcolano lo spostamento dei pesi, il baricentro, la forza di contatto al suolo e il passo che teniamo. In altre parole, aiutano chi corre a controllare l'andatura e in particolare a non infortunarsi per via del modo in cui il piede colpisce terra.
    Ma l'equilibrio non è importante solo per i corridori: i produttori delle lofit le stanno calibrando anche per chi pratica tennis, golf, pesistica e altro.
    E quando le scarpe hanno accolto dati a sufficienza, l'app collegata può offrire video di addestramento personalizzati per aiutarci a mettere a punto i movimenti.
    Le scarpe vanno ricaricate attraverso un tappetino wireless una volta alla settimana e, visto che tutti i circuiti sono contenuti nella parte esterna della suola, si possono persino lavare in lavatrice.
  • Un colletto che aiuterà i ciechi a "vedere”
    Negli ultimi quattro anni la Toyota ha collaborato con i non vedenti e gli ipovedenti per sviluppare un dispositivo indossabile che li aiuterà a visualizzare ciò che li circonda in un ambiente chiuso.
    L'idea è di intervenire quando non ci si può affidare a un cane, un bastone o un CPS.
    Il progetto Blaid cerca di rendere più facile ai ciechi muoversi in luoghi come gli aeroporti e i centri commerciali, grazie a un apparecchio a ferro di cavallo che si porta sulle spalle.
    Dotato di telecamere, altoparlanti e motorini, Blaid può interagire con l'utilizzatore riconoscendone la voce e vibrando. Il sistema visivo adotta alcune delle novità sviluppate per le automobili, come gli allarmi per l'uscita dalla corsia.
    Il dispositivo permetterà un giorno di determinare la posizione identificando punti di riferimento visivi come scale mobili, segnali e vetrine, e userà il riconoscimento facciale per identificare le persone.
    La Toyota sta mettendo a punto il sistema per il beta testing. Ci vorrà qualche tempo prima che il Blaid si diffonda, ma la Toyota ritiene che questa invenzione possa rivelarsi utile anche per la robotica e per le automobili autonome.
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4. Una ginocchiera contro il dolore e una lente a contatto che può aiutare a a prevenire la cecità da glaucoma

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  • Una ginocchiera contro il dolore
    Quell è un dispositivo indossabile che intende affrontare uno dei problemi più ardui della medicina, il dolore cronico, senza l'uso di farmaci.
    È una fascia elastica che si mette nella parte alta del polpaccio e stimola con un elettrodo le terminazioni nervose.
    È un trattamento detto TENS (transcutaneous electrical nerve stimulation, stimolazione elettrica transcutanea dei nervi), che riduce i segnali del dolore inviati dai muscoli alla spina dorsale e al cervello.
    Esso sarebbe in grado di stimolare la produzione di endorfine - i nostri antidolorifici innati - da parte del cervello, ma su questo non c'è ancora certezza.
    Il trattamento fornisce un sollievo a breve termine dal dolore e aiuta a non dipendere troppo dai farmaci.
    Un'app permette di controllare l'intensità, ma le autorità sanitarie consigliano di non considerarla una soluzione a lungo termine.
  • Una lente a contatto che può aiutare a a prevenire la cecità da glaucoma
    Il glaucoma è una delle cause principali di cecità. È un disturbo che non ha sintomi finché non ha preso completamente piede, cosicché può togliere la vista prima di essere diagnosticato.
    Questa lente a contatto morbida di silicone della Sensimed - approvata dalla Food and Drug Administration statunitense - è pensata per individuare il glaucoma molto prima dei test esistenti.
    Usa un microsensore incorporato per misurare la pressione del fluido all’interno dell’occhio, l’umore acqueo. Nei casi di glaucoma questo fluido spinge contro il nervo ottico, e nel corso del tempo lo danneggia.
    L’aspetto essenziale è che questa lente a contatto si può portare anche per 24 ore, durante le quali monitora di continuo la situazione - in particolare di notte, perché se si sta sdraiati sulla schiena può aumentare la pressione sul nervo ottico - laddove un normale esame oculistico rileva un singolo dato.
    Questo semplice esame diagnostico può salvare la vista a centinaia di migliaia di persone. E non è solo la Sensimed a lavorarci: anche la Google sta mettendo a punto una lente simile per aiutare i diabetici a tenere d'occhio i livelli di glucosio.
    Lens

5. Pillole che misurano le nostre prestazioni

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Altro che dispositivi incessabili: nella nuova generazione di gadget, saranno loro a indossare noi!

Gli “ingeribili” saranno a forma di pillola e potranno moniterarci dall’interno.

La pillola elettronica e-Celsius, creata dalla società francese BodyCap, ha l’aspetto di una normale capsula per medicinali, ma contiene un sensore di temperatura,le pile e una memoria, il tutto avvolto in un guscio di PVC biomedico.

Una volta inghiottita, manderà ogni 30 secondi, con la sua antenna radio, dati sulla temperatura corporea a un monitor collegato al computer. Le informazioni si possono anche memorizzare nella pillola fino a 16 ore.

Non contiene un trasmettitore Bluetooth, e quindi non può inviare i dati a uno smartphone.  Può essere utile?

Ci sono alcune situazioni in cui la risposta è si: in ospedale, per esempio, i medici possono rilevare i picchi di febbre dopo un intervento chirurgico o durante la chemioterapia.

Poi ci sono le pillole e-Celsius Performance, pensate per gli atleti al top, per registrarne con precisione la temperatura durante gli allenamenti e le gare, in modo da vedere gli effetti dell’attività fisica in ambienti estremi.

La pillola intelligente è già stata sperimentata dalla squadra di calcio francese FC Nantes e da alcuni ciclisti nei campionati del mondo su strada del 2015.

È però solo l’inizio di quello che potranno fare i dispositivi ingeribili: il prossimo passo sarà la diagnosi delle malattie e lo studio delle nostre attività fisiologiche.



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