Gli attacchi di panico: 5 cose utili da sapere

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Gli attacchi di panico: 5 cose utili da sapere BEST5.IT 2016-12-09 11:36:45
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Oggi ci occuperemo dell’attacco di panico, un disturbo largamente diffuso, sia tra la popolazione di sesso maschile e anche di sesso femminile.

Si ritiene che in Italia il 10% della popolazione sperimenta uno o più attacchi di panico, con una prevalenza di età tra i 20 e i 40 anni.

Vedremo come alla sua origine vi sia la paura, un’emozione salvavita in condizioni ottimali, ma che può trasformarsi, se eccessiva o eccessivamente protratta, nel fattore scatenante di questo fenomeno tanto improvviso quanto invalidante.

Considereremo le sue componenti emotive profonde e cercheremo di comprenderne le motivazioni.

Infine passeremo in rassegna i sintomi,rimedi, consigli alimentari, dal mondo delle essenze, dalla fitoterapia e gli accorgimenti che aiutano a sciogliere quello stato di gelo e di paralisi interiore che caratterizza questo spiacevole disturbo e a comprenderne le motivazioni di fondo.

Leggiamoli insieme.

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1. Gli attacchi di panico

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La paura è un’emozione naturale e fisiologica che aiuta l’uomo a evitare il pericolo, diventa patologica solo quando è eccessiva o perdura troppo a lungo.

L’attacco di panico è una forma particolarmente acuta e sconvolgente di paura, che tipicamente ha un inizio improvviso e dura meno di mezz’ora, di solito dai 2 agli 8 minuti.

I sintomi sono: tremore, respirazione superficiale, iperventilazione, aumento della frequenza cardiaca, dolori al petto, sudorazione, nausea, vertigini, parestesie, sensazione di soffocamento, sensazione di morte imminente.

Gli attacchi sono improvvisi e non sembrano scatenati da alcunché, spesso sono debilitanti e sono seguiti da altri attacchi nel tempo.

Se una persona ha attacchi ripetuti o sente un forte senso di ansia rispetto alla possibilità che si ripetano, si dice che ha un “disturbo di panico”.

Le persone che ne soffrono riferiscono paura di morire, o di impazzire, o di perdere il controllo delle proprie emozioni e del proprio comportamento.

Può sembrare un paradosso, ma il sintomo chiave del disturbo di attacco di panico è la paura persistente di avere attacchi di panico nel futuro.

Se si soffre di attacchi di panico ripetuti e si vive nella paura continua di averne un altro, si deve ricorrere a un aiuto esterno.

Molte persone sperimentano occasionali attacchi di panico e uno o due episodi intercorsi in un certo lasso di tempo non sono fonte di preoccupazione.

La paura che l’attacco si ripeta generalmente provoca un forte bisogno di evitare i luoghi in cui solitamente comincia.

Questo disturbo quindi non solo blocca l’individuo nel momento in cui culmina la crisi, ma anche successivamente, nel quotidiano, quando la paura di un nuovo episodio gli impedisce lo svolgimento di una vita pienamente normale.

In alcuni casi si tratta di pochi attacchi occasionali, in altri invece questi sono così acuti e ripetuti da impedire lo svolgimento di qualsivoglia attività.

Talora la persona chiede di non essere mai lasciata sola a causa della paura e diventa completamente dipendente, non guida, non esce ecc. In questo caso si parla allora di “disturbo di panico con agorafobia”.

Gli attacchi di panico oggi sono sempre più frequenti, colpendo dal 2 al 4% della popolazione adulta e, in particolare, nel 70% dei casi le donne, nel 30% gli uomini.

2. Sintomi e localizzazione

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I sintomi si spiegano con il rilascio di adrenalina, che in questo caso si libera in presenza di un piccolo stimolo significativo o, almeno apparentemente, anche in assenza di questo.

Questo ormone viene rilasciato normalmente in condizioni di pericolo e produce delle intense modificazioni corporee per poter attuare la risposta di “attacco o fuga” utile per la sopravvivenza.

Le tipiche reazioni sono proprio: aumento della frequenza cardiaca, respirazione rapida, sudorazione ecc. che dovrebbero accompagnarsi a un’attività fisica vigorosa affinché si eviti il pericolo.

Ma poiché questa, per l’assenza di un pericolo reale, effettivamente non si verifica, ne consegue che l’iperventilazione va ad abbassare i livelli di anidride carbonica nei polmoni e nel sangue, causando una modificazione del pH del sangue che a sua volta produce gli altri sintomi: formicolio, intorpidimento, vertigini e senso di stordimento.

Qualunque persona che iperventili per un certo tempo andrà incontro a sintomi di questo genere. Un circolo vizioso di rilascio di adrenalina alimenta i sintomi fisici e lo stress psicologico.

Spesso i primi attacchi sono scatenati da una malattia fisica, uno stress severo o alcuni farmaci; sembra vi sia una predisposizione genetica e un tipo di personalità con un Io debole e quindi con una tendenza alla dipendenza dagli altri.

Quando la realtà diventa troppo distante o addirittura in opposizione al proprio desiderio profondo e autentico, che pertanto non può essere raggiunto, si scatena la crisi; il vero pericolo, dunque, è vissuto nell’interiorità dove spesso sta nascosto.

Studi su animali ed esseri umani hanno consentito di localizzare le aree specifiche del cervello coinvolte nel disturbo di panico.

La paura, un’emozione automatica importante che permette di evitare un pericolo e che si innesca senza bisogno di un pensiero cosciente, è un tipo di risposta che è coordinata da una struttura molto piccola del cervello: l’amigdala.

3. Diversi studi e alimentazione

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Vi sono studi che riferiscono che anche l’ipoglicemia può causare attacchi di panico.

Questa è una condizione in cui i recettori dell’insulina non rispondono in modo appropriato all’insulina stessa, interferendo con il trasporto del glucosio attraverso le membrane delle cellule.

Poiché il cervello ha come sua unica fonte di energia il glucosio, una caduta improvvisa della glicemia manda un segnale di allarme ai surreni affinché producano adrenalina che fa innalzare il livello di zuccheri nel sangue, convertendo il glicogeno in glucosio e ripristinando così il tasso glicemico necessario per nutrire il cervello.

Essendo però l’adrenalina, come si è visto, anche l’ormone della paura, una sua improvvisa increzione può scatenare un attacco di panico.

Da queste osservazioni si deducono interessanti consigli sul piano alimentare che possono modificare completamente il terreno del soggetto in modo da disinnescare la “bomba” che prima o dopo potrebbe scoppiare.

Innanzitutto occorre intraprendere un’alimentazione che assicuri un livello di glicemia costante nel tempo.

Il consumo di cereali integrali, grazie alla presenza della fibra, assicura il mantenimento di un tasso glicemico equilibrato nel tempo, per cui si consiglia la sostituzione di pane bianco e pasta bianca.

Allo stesso modo saranno da evitarsi accuratamente i carboidrati raffinati, lo zucchero bianco, i dolcificanti sintetici, i succhi di frutta che verranno invece sostituiti con zucchero di canna grezzo o miele in piccole quantità o, meglio ancora, con malto di riso, di orzo o di mais.

Inoltre è consigliabile consumare lievito di birra, in quanto contiene cromo, zinco, selenio, vitamine B; lecitina di soia, coadiuvante delle funzioni epatiche; succo di ribes nero, ricco di vitamina C, che normalizza le funzioni dei surreni; semi per il contenuto in zinco e olio di germe di grano, che contiene vitamina E.

Oltre a quanto detto è poi importante un buon apporto di magnesio, che fortifica il sistema nervoso, ed è un importante sostegno nelle situazioni di stress.

Il magnesio si trova principalmente nelle verdure verdi fresche, essendo un elemento essenziale della clorofilla, nei semi oleosi, nelle mandorle, nella soia, nel pesce, nel tofu, nei fagioli di Spagna, nelle albicocche, nei fichi.

Gli stimolanti sono tali perché aumentano il rilascio di adrenalina, vanno dunque accuratamente eliminati caffè, tè, cioccolato, coca cola. Anche la carne rilascia adrenalina, soprattutto le carni rosse e la carne di maiale, così come gli insaccati.

Molto meglio saranno le proteine del pesce e quelle vegetali contenute nei legumi, nei cereali integrali, nella soia (tofu e tempeh) e nel seitan (proteine del grano).

Inoltre, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, la paura è correlata ai Reni e se questi sono in squilibrio, si è più tendenti a questo tipo di emozione.

I Reni possono essere sostenuti con il consumo di fagioli, in particolare gli azuki, un piccolo ma frequente apporto di alghe, sesamo, castagne, verdure molto scure come il cavolo nero, che è ricchissimo di minerali.

4. Attacchi di panico e consigli dal mondo delle essenze

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Un attacco di panico è un evento traumatico, esplode all’improvviso con una paura travolgente che viene senza avvisaglie e senza alcuna ragione apparente.

Molto più intenso della sensazione di spavento dovuto a qualcosa di specifico.

I sintomi dell’attacco di panico includono:

  • aumento della frequenza cardiaca,
  • difficoltà di respirazione,
  • sensazione di non riuscire a inalare aria a sufficienza,
  • terrore quasi paralizzante,
  •  vertigini, stordimento o nausea,
  • tremori più o meno forti e sudorazione,
  • sensazione di soffocamento,
  • dolori al torace, vampate di calore o senso di freddo improvviso,
  • torpore o formicolio alle dita,
  • paura di impazzire o di stare per morire.

 

Gli attacchi di panico possono capitare in situazioni apparentemente inoffensive, addirittura mentre si dorme.

La causa può essere imputata a due fattori: un fattore mentale e un fattore fisico.

Gli oli essenziali che sono in grado di contrastare e gestire gli attacchi di panico sono: chiodo di garofano, solidago, sandalo, cardamomo, neroli e ledum.

Un attacco di panico è contrassegnato dalle seguenti condizioni: capita improvvisamente, senza preavviso e senza modo di fermarlo.

L'’intensità della paura non è affatto proporzionale alla situazione corrente, anzi spesso non è affatto correlata; la durata è compresa tra pochi minuti e mezz’ora circa; ci si trova completamente indifesi e incapaci di reagire.

Attacchi di panico ripetuti possono ricorrere di continuo per ore. Un attacco di panico di per sé non è pericoloso, ma può essere un’esperienza terrificante, perché si sente di perdere completamente il controllo.

Il disturbo porta ad altre complicazioni quali fobie, depressione, abuso di sostanze e gravi conseguenze sulla salute psicofisica.

Gli effetti possono variare dal deterioramento delle relazioni sociali all’incapacità completa di affrontare il mondo esterno.

Le fobie che sviluppano le persone con disturbo da attacchi di panico non provengono dalla paura di oggetti o eventi reali, ma dalla paura di avere un altro attacco.

Si ritiene che in Italia il 10% della popolazione sperimenta uno o più attacchi di panico, con una prevalenza di età tra i 20 e i 40 anni.

Inalazioni con ledum e neroli sono indicate come rimedio di pronto soccorso: è sufficiente versare una o due gocce di olio essenziale su un fazzoletto di carta e inalare la fragranza.

Una goccia di essenza emulsionata in poco olio può essere applicata sul plesso solare o sui polsi.

5. Attacchi di panico e consigli dal mondo della fitoterapia

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Il disturbo da attacco di panico riguarda prettamente la sfera emotiva e, come tale, non è strettamente di pertinenza della Fitoterapia.

È comunque possibile intervenire con qualche derivato meristematico al fine di modulare la risposta fisica che accompagna questo disagio. 

- Ficus carica gemme MG
È il rimedio che, grazie alla sua attività riarmonizzante a livello neurovegetativo, aiuta a contenere l’esasperazione dell’attacco. Essendo tipico delle distonie, è sempre bene associarlo all’oligoelemento diatesico Manganese-Cobalto (Mn-Co). L’attacco di panico infatti è una manifestazione tipicamente distonica, in cui si è persa la capacità di valutare oggettivamente una situazione. 

- Giuggiolo MG
È utile quando la situazione non si esaurisce nel momento dell’attacco, ma rimane nella persona una sensazione piuttosto forte di paura, di preoccupazione, di timore che l’attacco si ripeta. Molto spesso anche il sonno è disturbato e possono presentarsi incubi ricorrenti di situazioni che scatenano la crisi.

- Cisto MG
È utile quando la paura delle crisi diventa più problematica della crisi stessa. Quando cioè una persona che soffre di crisi di panico arriva a rinunciare gradualmente a fare qualsiasi cosa, chiudendosi in se stessa ed evitando anche l’aiuto degli altri. La paura della crisi lascia il posto alla paura della possibilità della crisi. In questo caso, in modo particolare, non solo l’attacco di panico è un evento invalidante, ma ogni momento della vita della persona interessata diventa innaturale e problematico.

Gli oli essenziali e i profumi che sprigionano hanno avuto millenni per installarsi nel profondo della nostra psiche. Alcuni aromi sono veri e propri archetipi di un linguaggio olfattivo e parlano al nostro inconscio in modo semplice e diretto, superando qualsiasi barriera semantica, sensoriale, psicologica o sociale.

La possibilità di stabilire un’associazione duratura tra un odore e uno stato d’animo è stata ben documentata grazie a numerose ricerche.

Utilizzare le giuste combinazioni di oli essenziali, diffondendoli nell’ambiente, può influenzare la psiche e le emozioni, in modo dolce, ma efficace.

MISCELE AROMATICHE

  • Miscela 1: da utilizzarsi quando si sente il bisogno di ristorare le energie: 3 parti pompelmo, 2 parti bergamotto, 1 parte copaiba. 
  • Miscela 2: da utilizzarsi quando si sente il bisogno di rilassarsi e di calmarsi: 2 parti salvia sclarea, 2 parti camomilla romana, 1 parte vetiver.
  • Miscela 3: da utilizzarsi quando si sente il bisogno di trovare quiete: 3 parti sandalo, 2 parti arancio dolce, 1 parte copaiba. 
  • Miscela 4: da utilizzarsi quando si sente il bisogno di sostenere il sistema nervoso: 2 parti neroli, 2 parti solidago, 1 parte ormenia. 
  • Miscela 5: da utilizzarsi quando si sente il bisogno di aumentare la fiducia in se stessi e tenere a bada le paure: 2 parti neroli, 2 parti copaiba, 1 parte angelica.



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