Gran Bretagna: 5 cose interessanti da sapere

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Gran Bretagna: 5 cose interessanti da sapere BEST5.IT 2016-12-11 10:02:42
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Non è facile descrivere in poche parole un Paese come la Gran Bretagna.

Questa isola ricca di  tradizioni, storia, paesaggi e cultura è il luogo ideale per chi desidera scoprire, a pochi passi da noi, una terra unica. 

Ogni angolo della Gran Bretagna nasconde un patrimonio artistico e culturale.
E' un paese antico, dalle grandi contraddizioni: le tradizioni si mescolano alla modernità e al dinamismo influenzando ancora il mondo intero con i propri stili di vita, la musica, la moda e le numerose opportunità per i giovani.

Per non parlare dell'inglese come lingua. L’inglese, infatti,  è la lingua più parlata nel mondo se si includono quelli che la parlano come seconda lingua. Come prima lingua, è la terza lingua più parlata nel mondo dopo il cinese mandarino e lo spagnolo.

Circa 375 milioni di persone parlano l'inglese come prima lingua e da 470 milioni a oltre un miliardo di persone lo parlano come seconda lingua.

Se c’è una cosa su cui tutti sono d’accordo è l’educazione, la riservatezza e l’humour caratteristico degli inglesi! La Gran Bretagna, infatti, è un Paese noto in tutto il mondo per essere rispettoso, educato, “politically correct” e gentile con le persone che lo visitano.

La Gran Bretagna, inoltre, è piena di contrasti; in qualsiasi direzione ci si viaggia si trovano una quantità impressionante di paesaggi, culture diverse da esplorare. Inghilterra, Galles, Scozia e Nord Irlanda si distinguono una dall'altra; con le loro tradizioni e la loro cultura.

Oggi ci occuperemo  proprio di questo grande paese, ed in particolare parleremo di 5 cose molto interessanti da sapere, relative alla storia, la cucina e le persone che popolano questa straordinaria terra.

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Per ulteriori informazioni sull'argomento vi consigliamo la lettura del libro "Manuale per capire la Gran Bretagna" di Giovanna Malfiori.

1. La Gran Bretagna

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La Gran Bretagna è l’isola che contiene Inghilterra, Scozia e Galles. L’Inghilterra occupa una buona parte dell’isola ma non tutta.

Gran Bretagna è un concetto geografico, mentre Regno Unito è il concetto politico corrispondente.

La sigla internazionale resta GB (i Regni siano 4 con l’Irlanda del Nord). Stiamo parlando di una superficie di 230.000 km2, con circa 62 milioni abitanti.

Questi numeri sono molto simili a quelli della nostra Italia sicché è facile immaginare come da nord a sud dell’isola ci sia proprio un bel viaggione da fare. Come per tante Nazioni, le montagne sono più concentrate a Nord, ma non disdegnano di apparire anche nel mezzo del Paese.

Le città da tener presenti nel Regno Unito sono tante e danno tutte una gran soddisfazione. Stesso discorso vale per il paesaggio che, come da noi e in ogni parte del mondo, varia da regione a regione, oltre che da contea a contea.

Il concetto di contea è più vicino al nostro di provincia, giusto per trovare un paragone.

A livello geografico e ambientale, tenete presente quanto segue:

  •  La Scozia è divisa in Lowlands e Highlands, come nel Medioevo, ai tempi di William Wallace.
  • L’Inghilterra è divisa in tre: il Sud, la parte delle Midlands fino a Birmingham mentre tutto il resto è considerato il Nord del Paese, sia esso a Ovest o a Est.
  • Il Galles può essere anch’esso diviso in due: Nord e Sud non si assomigliano per niente. E il bello è proprio questo. Spesso troverete anche delle guide che parlano di Mid Wales ma si tratta davvero di una grande sottigliezza.
  • Tutte le isole sono un mondo a parte, siano esse le Shetland (che si considerano norvegesi) o quelle del Canale, geograficamente più vicine alla Francia.

2. I Romani

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Nell’anno 43 d.C., l’imperatore Claudio decise di espandere il territorio dell’Impero Romano e pensò bene di andare oltre quella Gallia che a Cesare era tanto piaciuta.

Fu così che organizzò un’immensa campagna militare e sbarcò sulle coste della perfida Albione.

Pochi anno dopo, l’Inghilterra meridionale aveva già capitolato e le legioni cominciarono a spostarsi inesorabili verso nord.

C’è una storia molto bella legata all’invasione romana in Gran Bretagna: quella della regina Boudicca o Boadicea, come veniva chiamata in latino.

Lei è la prima grande donna di questi territori: regina della popolazione degli Iceni (abitavano l’attuale Norfolk), guidò una spedizione molto copiosa e importante contro gli invasori. Non finì bene per lei ma resta tuttora un simbolo di riscatto verso l’invasione dello straniero.

L’anno migliore per l'invasione romana in Gran Bretagna fu il 122 d.C. quando l’imperatore era Adriano. Le legioni avevano conquistato la terra che oggi è occupata da Inghilterra e Galles, arrivando fino a quello che, attualmente, è il confine con la Scozia.

Lì trovarono i Pitti, detti così perché si dipingevano il volto in battaglia, e i Caledoni. Per contrastare gli attacchi di queste popolazioni venne costruito il muro più famoso di Gran Bretagna: il Vallo di Adriano. A livello di paesaggio, questa zona è molto interessante.

Ciò che resta del muro si perde in una campagna bella da mozzare il fiato. La vita della Gran Bretagna romana andò avanti un bel po’, finché l’Impero non cadde da solo.

Una piccola nota alla quale tengo molto: Re Artù. Tutti pensano ad Artù come a un cavaliere in armatura medievale, ma lui visse nel 400 d.C. circa. Assomigliava molto di più a un legionario che a un cavaliere.

3. Il meteo

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Niente è più britannico che parlare del tempo atmosferico o del meteo. Se vi trovate in ascensore con qualcuno e questa persona vi ha salutato, se siete in vena di conversazione iniziate tranquillamente parlando del tempo.

Frasi come «Nice weather, isn’t it?», oppure «BBC said that today we are having storms and showers», sono più inglesi che l’inno stesso della nazione.

Lo stesso vale anche negli altri due regni presenti in Gran Bretagna. Le varianti di conversazione sono davvero molteplici: potete passare dalla pioggia, al vento, al sole e alla nebbia.

Il meteo è qualcosa di serio per gli abitanti della Gran Bretagna. Lo si nota subito dal fatto che, in quasi tutti i canali televisivi concentrati sulle notizie, le previsioni del tempo vengono reiterate ogni mezz’ora circa.

Quello che vi dicono alle 10.00 potrebbe essere smentito senza problemi nell’edizione delle 10.30. I britannici sono davvero innamorati delle previsioni del tempo, tanto che essere scelti per condurle è un onore pari a un programma in prima serata.

Se c’è una cosa che viaggiare in Gran Bretagna ti insegna è prepararti a ogni evenienza. Qualsiasi giornata, in ogni stagione, può portarti dentro a tre o più situazioni metereologiche diverse.

Cominci con la pioggia e il maglione addosso, pranzi con il sole e in maniche corte e verso sera ti tocca metterti la cerata perché l’acqua scende dal cielo a secchiate.

La Gran Bretagna è un’isola e il mare influenza molto le condizioni meteo e il clima. E' situata, poi, in una zona del mondo dove si formano gli anticicloni.

Che dire, infine, della famosa "nebbia"? Il famoso fumo di Londra, che attualmente costituisce anche un colore usato nella moda e non solo, non era nebbia ma l’inquinamento che tra il 1800 e il 1900 avvolgeva la città.

Era dato dall’uso dell’illuminazione a olio e dalle ciminiere delle fabbriche che crescevano copiose attorno alla città britannica. Certo, un po’ di nebbiolina c’era. Diciamo che la natura qualcosa aveva proprio messo, ma quello che avvolgeva la città, facendo da scudo alle azioni malfamate di persone (o personaggi) come Jack lo Squartatore, era fumo e inquinamento.

Ora i tempi sono cambiati e anche Londra è stata ripulita. Quella sorta di parvenza lattiginosa che ogni tanto avvolge i paesini britannici è foschia oppure una nuvola bassa. La nebbia, quella pesante, non esiste più nemmeno lì.

4. La cucina

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La cucina inglese è ricca, tradizionale e ha una grande storia. Dobbiamo agli inglesi piatti come il roastbeef, tanto diffuso anche nella nostra italica penisola.

Qui si producono ancora gli stessi piatti sostanziosi che nel medioevo alimentavano i cavalieri o che in epoca di Rivoluzione industriale davano da mangiare alle migliaia di operai che qui vivevano e lavoravano.

Cominciamo col parlare della colazione: la fullenglish breakfast (o nelle sue accezioni welsh, cornish e scottish) è qualcosa di davvero potente. Cosa contiene la full?

Salsicce, bacon, uova a piacere (strapazzate o all’occhio di bue), funghi passati in padella, fagioli in umido e in alcuni casi anche alcuni hashbrown, una sorta di frittellina di patate.

Nella variante scozzese è più probabile che troviate i potatos scones al posto degli hashbrown. Altrettanto buoni. Come ben potete notare non è una colazione facile da affrontare e nemmeno da portare nello stomaco.

La colazione in UK è tendenzialmente salata ma con un dolce inizio. Finché si aspetta il cooked dish è usanza mangiare del pane tostato con della marmellata e il burro salato: io prediligo la marmellata di arance amare, stranamente tipica nella colazione britannica.

Nota di colore: marmellata di dice jam ma la marmellata di arance è l’unica che può essere denominata marmalade. Quasi tutti gli inglesi bevono il caffè al mattino, un caffè molto diverso dal nostro fatto con la moka o espresso.

Per quanto riguarda il pranzo, in Gran Bretagna il momento conviviale non ha la stessa importanza sociale che ha per noi il mettersi a tavola e stare con gli altri. Il pranzo è un momento, spesso, molto solitario e consumato fuori casa.

Con tutta quella colazione consumata di primo mattino, un piatto di spaghetti non è proprio quello che ci vuole. A pranzo da queste parti si mangia poco e di solito ci si affida ai mealdeal. Tipico dei pranzi britannici è il ricorrere a sandwich (che sono molto più buoni dei nostri insulsi tramezzini) oppure a panini riempiti con ogni genere di cosa.

Per la cena invece l'informazione più importante che dovete tener presente è che in Gran Bretagna, ovunque voi siate, si mangia presto. Solitamente tra le 18.00 e le 18.30, magari con un buon piatto caldo e una birra che rinfranca dalle fatiche della giornata.

5. Le persone

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Se c’è una cosa che caratterizza e distingue gli Inglesi dal resto del mondo è quel senso di gentilezza ed educazione che la parlata britannica porta con sé.

Soprattutto noi italiani siamo abituati a essere molto espansivi.

Oltre al nostro grande gesticolare innato, ci avviciniamo molto ai nostri interlocutori, magari tocchiamo un braccio o tendiamo a voler abbracciare qualcuno quando lo incontriamo.

A meno che non siamo in presenza di nostri parenti o di amici di vecchissima data, evitiamo di essere troppo vicini e troppo espansivi.

Il rispetto dello spazio vitale non è considerato sintomo di freddezza bensì di totale rispetto verso chi ci sta vicino. Nel salutare un britannico per la prima volta è buon uso sorridere e dare la mano.

Mai raccontare troppo al primo incontro. Se avete voglia di discorrere con qualcuno cominciate a parlare del tempo: è il miglior modo per essere sulla stessa lunghezza d’onda con gli abitanti della Gran Bretagna.

Un altro buon argomento è quello che avete fatto nella giornata, senza dovizia di particolari però.

Fare la fila correttamente è tipico dell’essere britannico. La fila britannica nasce da sola, non c’è bisogno che nessuno ti dica di incolonnarti. Il bello è questo. Nel caso di spazi stretti (come i chippy) oppure alle fermate dei mezzi pubblici, la fila comincia da davanti alla cassa del chippy o alla porta del bus e si sviluppa verso destra. Non chiedetemi perché ma è sempre così. Guai a saltarla o a passare davanti a qualcuno.

Un altro argomento molto legato alle file è la precedenza riferita alla precedenza data quando si entra o si esce da un luogo, quando si sale su un mezzo pubblico o si deve scendere (non della precedenza per strada, in auto).

Questo sarebbe un principio di educazione universale ma in Gran Bretagna è più marcato. Se state uscendo da un locale, negozio, da una stazione o da un pub e qualcuno si trova sulla porta nel vostro stesso momento è cortesia che uno dei due lasci il passo.  Nel caso siate maschi, è sempre bene far passare una signora per prima.

Se vi apprestate a prendere un mezzo pubblico, lasciate prima che le persone che devono scendere lo facciano. Poi salite, sempre in fila.



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