I 5 Libri per le Feste 2018 consigliati da Best5

I 5 Libri per le Feste 2018 consigliati da Best5
   
    

I 5 Libri per le Feste 2018 consigliati da Best5 BEST5.IT 2019-09-16 14:44:32
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La consueta tradizione dello scambio dei regali aumenta il piacere ed il desiderio in questo periodo dell’anno di leggere un buon libro o di regalarlo a familiari, amici e parenti.

Anche quest’anno, abbiamo scelto per voi cinque libri che potrete regalare o regalarvi, ideali per queste feste cominciate da poco.

Cinque libri molto diversi tra loro come gli autori che li hanno scritti e le case editrici che li hanno pubblicati, cinque inviti alla lettura che hanno come caratteristica quella di non annoiare mai il lettore che non lascerà nessuno di questi a metà.

Provare per credere. E ricordatevi sempre che “Leggere fa bene all’anima” e che “Un uomo che legge ne vale due”.

 

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LEGGI  Libri da leggere assolutamente - L’ appuntamento mensile con i libri (Maggio 2019)

1. "... che Dio perdona a tutti" di Pif

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Una storia divertente che si inserisce a pieno titolo nella tradizione della commedia italiana più trascinante e intelligente. Un romanzo che tocca in profondità temi importanti del nostro tempo.

«"Lei mi vuole cattolico praticante. Bene, allora praticherò ogni santo giorno la parola del Signore e seguirò gli insegnamenti dei cinque evangelisti!" Ed evidenziai le prime tre settimane. Solo dopo mi ricordai che gli evangelisti erano quattro.»

Arturo è un trentacinquenne, non ha ancora una fidanzata e fa l'agente immobiliare. Il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato delle cose.
Ha poche passioni che condivide con gli amici di sempre. La più importante e irrinunciabile è il cibo: famoso per la sua pignoleria gastronomica, gli amici spesso si fanno il segno della croce quando al ristorante è il suo turno di ordinare.
Arturo ricambia la loro tolleranza, immolandosi come portiere per le partite di calcetto.
Questa è la sua routine, fino al giorno in cui entra in scena Lei: la figlia del proprietario della pasticceria che fa le iris più buone di Palermo, il dolce preferito di Arturo.
E in un istante diventa la donna dei suoi sogni. Sveglia, intraprendente, ma anche molto cattolica, Lei sulla religione ha la stessa pignoleria di Arturo sui dolci.
È proprio così che lui la conquista, sostituendo l'uomo che ha il compito di interpretare Gesù durante una Via Crucis.
Quel giorno è per Arturo un vero calvario, perché durante il tragitto si accorge di avere dimenticato qualsiasi nozione della religione cattolica e sbaglia tutto, dando vita a una rappresentazione ai limiti del blasfemo.
Ciònonostante, Lei si innamora e per un periodo felice i due stanno insieme, senza che lei si accorga della sua indifferenza religiosa né, tanto meno, senza che Arturo la confessi...
Questo precario equilibrio, fatto di verità non dette e risposte liturgiche mezzo inventate e mezzo bofonchiate, non può durare: quando Lei si accorge della freddezza cattolica del compagno, la loro vita di coppia esplode.
Per qualche giorno lui para i colpi, ma poi, un po' per sfinimento e un po' per provocazione, decide di applicare alla lettera le regole e gli insegnamenti del cristianesimo, di praticare la parola di papa Francesco. Per tre settimane.
Quella che mette in pratica è una vera e propria rivoluzione che cambierà la vita di tutti, rivelando a Lei e alle persone che gli stanno intorno, amici e colleghi inclusi, la natura profonda e dimenticata del cristianesimo. Una verità molto scomoda, come Arturo avrà presto modo di scoprire.

All'anagrafe Pierfrancesco Diliberto, Pif inizia la sua carriera lavorando come assistente alla regia di Franco Zeffirelli in Un tè con Mussolini (1998) e con Marco Tullio Giordana ne I cento passi (2000).
Nel 2000 Pif diventa autore televisivo, acquistando poi celebrità con “Le Iene”, dove lavora come autore e inviato dal 2001 al 2010.
Nel 2007 per Mtv realizza “Il testimone”, il suo primo programma individuale, tra i più originali e innovativi del panorama televisivo odierno.
Nel 2017 è su Rai3 con il suo “Caro Marziano”. Al cinema intervista Ettore Scola nel documentario Ridendo e scherzando.
Nel 2013 debutta alla regia con il suo primo lungometraggio La mafia uccide solo d’estate, per il quale vince due David di Donatello, tra cui quello come miglior regista esordiente e un Efa (European Film Awards) come miglior commedia, dal quale è stata tratta una serie televisiva per Rai Uno. Il suo secondo film è In guerra per amore (2016). Feltrinelli ha pubblicato … che Dio perdona a tutti (2018), il suo primo romanzo.

 

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2. "Il tram di Natale" di Giosuè Calaciura

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Giosuè Calaciura riesce come pochi a parlare di bambini e di diseredati, una sensibilità straordinaria che si traduce in lingua realistica e insieme lirica dando vita a una favola sospesa tra incanto e prodigio.

«Di fronte a Calaciura proviamo lo stesso stupore che ci assale quando leggiamo Thomas Bernhard» - Jérôme Ferrari, vincitore del Premio Goncourt 2012

«La tradizione di Calaciura è quella del grande racconto isolano e di una scrittura barocca, fitta di colori e sapori ma anche di sentimenti pieni e dolorosi» - Goffredo Fofi, Internazionale

La notte di Natale un neonato viene abbandonato su un sedile dell’ultimo tram; fermata dopo fermata salgono i viaggiatori e la scoperta del bambino genera come un cortocircuito.
Quel presepe in movimento diventa un palcoscenico dove ogni passeggero è un protagonista, racconta la sua storia e la sua sconfitta ma anche l’umana urgenza di un mondo migliore, accogliente e solidale: l’antica promessa per i diseredati di una piccola fetta di Paradiso da ritagliare qui e ora.
Protagonista, accanto ai viaggiatori, la città notturna con le sue storie e i suoi imprevisti «miracoli», un’umanità minuta e affannata, disposta a ogni sacrificio e umiliazione pur di sopravvivere e lasciare un segno del proprio passaggio.
Venditori di ombrelli, ambulanti, commercianti di cianfrusaglie, camerieri, prostitute, infermiere, giovani migranti che la burocrazia definisce «minori non accompagnati»: umanità senza garanzie e senza voce, rifiutata, perseguitata e offesa.
Uomini, donne e bambini che il Vangelo – oggi così contraddittorio e per molti versi anacronistico – promuove a eletti.
Quello del tram è un viaggio sospeso tra i crampi della fame e il desiderio di Dio.
Con un finale sorprendente e inatteso. Giosuè Calaciura riesce come pochi a parlare di bambini e di diseredati, una sensibilità straordinaria che si traduce in lingua realistica e insieme lirica dando vita a una favola sospesa tra incanto e prodigio.

Giosuè Calaciura (Palermo, 6 maggio 1960) è un giornalista e scrittore italiano. Nel 1997 ha scritto il romanzo Malacarne, pubblicato nel '98 da Baldini & Castoldi. Questo esordio sancisce l'inizio della sua carriera letteraria. Oltre Il tram di Natale, ha scritto:
Mani di fata nell'insalata, Sgobbo, La figlia perduta. La favola dello slum, Urbi et Orbi, Bambini e altri animali, Storie dalla città eterna, Pantelleria: L'ultima isola, La penitenza, e Borgo Vecchio

3. "La ragazza della luna. Le sette sorelle" di Lucinda Riley

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Un viaggio in un esotico passato che porterà Tiggy a scoprire un lato di se stessa finora sconosciuto e a capire qual è il suo vero posto nel mondo. La ragazza della luna è il quinto episodio della saga delle Sette Sorelle.

"E le stelle... non ne avevo mai viste in tale quantità né sapevo che potessero brillare così intensamente... Quando alzai lo sguardo, il cielo cominciò a muoversi e a oscillare finché improvvisamente mi resi conto che era composto da miliardi di minuscoli spiriti, ciascuno con la sua energia, e che, in realtà, era molto più popolato della terra..."

Sono trascorsi ormai sei mesi dalla morte di Pa' Salt, e Tiggy, la quinta delle sorelle D'Aplièse, accetta un lavoro nella riserva naturale di Kinnaird.
In questo luogo selvaggio e completamente isolato nelle Highlands scozzesi, si dovrà occupare di una razza felina a rischio di estinzione per conto di Charlie, l'affascinante proprietario della tenuta.
Qui Tiggy incontra Cal, il guardacaccia e coinquilino, che presto diventerà un caro amico; Zara, la figlia adolescente e un po' ribelle di Charlie e Zed Eszu, corteggiatore insistente nonché ex fidanzato di una delle sorelle.
Ma soprattutto incontra Chilly, un vecchio gitano che sembra conoscere molti dettagli del suo passato e di quello di sua nonna: la famosa ballerina di flamenco Lucía Amaya Albaycín.
Davvero una strana coincidenza, ma Tiggy ha sempre avuto un intuito particolare, una connessione profonda con la natura.
Questo incontro non è casuale, è parte del suo destino e, quando sarà pronta, non dovrà fare altro che seguire le indicazioni di Pa' Salt e bussare a una porticina azzurra nel Cortijo del Aire, a Granada.
Dai paesaggi incontaminati della Scozia allo splendore assolato della Spagna, "La ragazza della luna" è il nuovo magico episodio della saga delle Sette Sorelle.

Lucinda Riley è nata in Irlanda e ha esordito come scrittrice a 24 anni. Vive tra il Norfolk e il Sud della Francia, con il marito e i quattro figli.
Il giardino degli incontri segreti (Giunti 2012) è diventato un bestseller internazionale e in Italia è balzato subito ai primi posti delle classifiche.
Sempre per Giunti sono usciti La luce alla finestra (2013), Il segreto della bambina sulla scogliera (2013), Il profumo della rosa di mezzanotte (2014), L’angelo di Marchmont Hall (2015), Le Sette Sorelle (2015), Ally nella tempesta (2016), Il segreto di Helena (2016). I suoi romanzi sono tradotti in più di 26 Paesi.

4. "Da dove vengo. Un'autobiografia" di Joan Didion

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«Joan Didion, una vita costellata di premi, si racconta attraverso la sua terra e trasforma la California in un paradiso perduto che insegna a fare i conti con l'esperienza della perdit. Scritta nel 2003, l'autobiografia è stata ora tradotta in Italia» - Robinson, La Repubblica

"Da dove vengo" è l'opera in cui Joan Didion raccoglie tutta se stessa: è la sua autobiografia, restituita attraverso il prisma della storia americana.
Dopo la morte della madre, la necessità di congedarsi dai genitori la porta a guardare dentro il rapporto con la famiglia e a scavare il luogo da cui proviene, dissodare la propria identità, chiedersi, appunto, «da dove vengo».
Didion si rende conto di non aver mai capito la California, di doversi liberare dall'incantesimo sotto il quale è sempre vissuta. Con "Da dove vengo" Joan Didion scrive quindi la storia della sua terra, la storia della sua famiglia, la sua storia.
Che si trasforma in una struggente contronarrazione dell'epica della frontiera, dalle traversate degli antenati al mito delle «cose selvagge» e del ranch, dai sogni dei pionieri ai leggendari grandi latifondisti.
Lo spirito individualista e il trionfalismo civico, la scomparsa e il continuo riaffiorare di un paradiso naturale perduto, i grandi cambiamenti del dopoguerra, la potenza ciclopica della ferrovia, le speculazioni del mercato immobiliare e dell'industria aerospaziale, tutte le malinconie e le contraddizioni delle classi sociali: ogni cosa è declinata in toni intimi e corrosivi.
Così la scrittrice americana passa al setaccio ogni granello di sabbia californiana e con grazia predatoria smaschera, ricompone, ripudia e invoca il proprio affresco delle origini.
"Da dove vengo" è un'opera cadenzata sulle note di una lucida nostalgia. È l'esplorazione, tra siccità e alluvioni, di un territorio emotivo saldamente intrecciato a quello reale.
Se la revisione del cosmo californiano è prima di tutto una riflessione su di sé, al termine di questo lungo viaggio Joan Didion trova la sua miniera d'oro, la sua eredità, la sua America, il suo dove. E noi con lei.

Joan Didion è una scrittrice statunitense. Corrispondente dall’estero per i maggiori quotidiani americani e autrice di saggi di attualità politica, sociologica, culturale – L’album bianco (1979), Salvador (1983), Miami (1987) – ha dato espressione lucida e provocatoria ai problemi delle donne della sua generazione.
Da Prendila come viene (1970) a Diglielo da parte mia (1977) a Democracy (1984), ha affinato la sua scrittura, fino a farne un duro, efficace scandaglio dell’odierno universo tecnologico.
Le sue figure femminili, isolate, straniate o in fuga, campeggiano sullo sfondo di realtà sociali o politiche stravolte che non lasciano spazi di evasione dalla storia.
Nelle opere più recenti, tra narrativa e saggio, ha rievocato vicende autobiografiche: Da dove vengo (2003) ricorda la figura della madre; L’anno del pensiero magico (2005) è il lucido resoconto delle strategie messe in atto per accettare i due eventi choc che in pochi giorni hanno stravolto la sua vita: la morte improvvisa del marito e la grave malattia della figlia.

 

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5. "Fuoco e sangue" di George R.R. Martin

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Con Fuoco e Sangue, primo di due volumi, ha inizio la storia del leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire raccontando le generazioni di Targaryen che hanno combattuto per difendere quell'iconico scranno.

«A quel punto si scatenò la tempesta. E i draghi danzarono»

Secoli prima degli eventi de Il Trono di Spade, Casa Targaryen - l'unica famiglia di signori dei draghi a sopravvivere al Disastro di Valyria - si stabilì a Roccia del Drago.
Con Fuoco e Sangue, primo di due volumi, ha inizio la loro storia sotto il leggendario Aegon il Conquistatore, creatore del Trono di Spade, per proseguire raccontando le generazioni di Targaryen che hanno combattuto per difendere quell'iconico scranno, fino alla guerra civile che quasi dilaniò la loro dinastia.
Che cosa è veramente successo durante la Danza dei Draghi? Perché era così micidiale visitare Valyria dopo il Disastro?
Quali sono stati i peggiori crimini di Maegor il Crudele? Come si presentava Westeros quando i draghi dominavano i cieli?
Sono solo alcune delle domande cui viene data risposta in questa cronaca essenziale, narrata come fosse scritta da un erudito maestro della Cittadella.
I lettori di Martin hanno intravisto brevi parti di questa storia in volumi come Il Mondo del Ghiaccio e del Fuoco, ma adesso, per la prima volta, l'arazzo completo della storia di Targaryen è svelato.
Con tutta la portata e la grandezza di Declino e caduta dell'Impero Romano di Gibbon, Fuoco e Sangue costituisce il gioco del trono definitivo, facendo assaporare ai lettori in modo del tutto nuovo la movimentata, spesso sanguinosa e sempre affascinante storia di Westeros.

George Raymond Richard Martin (Bayonne, 20 settembre 1948) è uno scrittore fantasy, di horror e di fantascienza statunitense.
Ha pubblicato racconti e romanzi tra cui Fevre Dreams e The Armageddon Rag, vincendo, tra gli altri, i premi Hugo, Nebula, Bram Stoker e Locus.
Mondadori ha pubblicato tutti i libri di Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco, le raccolte di racconti Le torri di cenere (2007) e I re di sabbia (2008), i romanzi Il Pianeta dei Venti (2012, con Lisa Tuttle) e I fuochi di Valyria (2013).
Martin è stato selezionato dalla rivista Time come uno dei "2011 Time 100", una lista delle 100 "persone più influenti del pianeta". Nel 2018 esce la storia di Aegon il conquistatore: Fuoco e Sangue (Mondadori).




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