I 5 libri più maledetti della storia

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I 5 libri più maledetti della storia BEST5.IT 2016-12-08 07:58:38
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Sin dai tempi più remoti sono esistiti volumi che molti hanno ritenuto portatori di sventura.

Altri, invece, sono stati destinati al rogo da vari signori della terra perché emissari di una visione diversa dalla loro.

Fin dall’antichità i potenti ben comprendevano che la relazione tra la scrittura e lo scrittore determina spesso la morte di chi ha messo nero su bianco i pensieri sgraditi.

Spesso a rendere invisi i libri sono le vicende esistenziali dei loro autori, altre volte è il contenuto che propongono o la seduzione delle leggende che li circondano.

Dal Libro dei Morti dell’antico Egitto alle deliranti pagine di Hitler: ancora oggi questi testi infarciti di odio e sangue sembrano avere occulti poteri. Perciò la loro leggenda sopravvive e semina ancora terrore. 

Vediamo allora insieme i 5 libri più “maledetti” della storia.

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1. Il libro dei morti

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Simbolo per l’antico Egitto dell’intelligenza cosmica, il dio Thot era raffigurato come un uomo con la testa di un ibis dal lungo becco, con in mano una canna e l’inchiostro che si usava per scrivere sui rotoli di papiro.

A lui, infatti, erano attribuiti l’invenzione della scrittura e il compito di “segretario” degli dei.

In quanto tale, era incaricato di tenere il diario magico delle loro risoluzioni e azioni, che solo gli iniziati potevano decifrare, comprendendone il senso.

Il libro di Thot dava quindi enormi poteri a chi lo possedeva e lo sapeva correttamente interpretare.

Permetteva di resuscitare i morti, di agire sulle persone manipolandone la volontà o determinandone la morte e di capire la lingua segreta degli animali.

Tra le leggende più antiche, una concerne il sapiente Nefer-Ka- Ptah, il quale, con l’aiuto di un mago nero, era riuscito a tagliare in due il serpente immortale, guardiano del papiro.

Egli lo aveva poi copiato, aspergendolo di birra, che aveva bevuto per potersi impadronire della sapienza del dio.

Ma non appena aveva iniziato a comprendere i misteri del cielo e delle stelle, Thot era tornato dall’Aldilà e aveva fatto orrenda strage di lui e della sua progenie.

Nell’arco di millenni molti si sono vantati di possedere il mitico libro, ma nessuno lo ha mai mostrato al mondo.

Secondo il pastore protestante francese Antoine Court de Gébelin (1725-1784), ciò che ne rimane avrebbe trovato un ideale travestimento sotto forma di un mazzo di carte: i tarocchi, in particolare i 22 arcani.

2. I Protocolli dei Savi di Sion

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Si tratta di una delle più pericolose falsificazioni della storia.

Tradotto in molte lingue e stampato in milioni di copie, il libro descrive un complotto ordito da un gruppo di ebrei, chiamati i Savi di Sion, per dominare il mondo attraverso il controllo dei punti nevralgici delle moderne società occidentali, quali la finanza, la stampa, l’economia, gli eserciti militari, la morale e la cultura.

A diffonderne il testo, nei primi anni del Novecento, fu la Okhrana, la polizia segreta zarista, che lo pubblicò a puntate sul quotidiano di San Pietroburgo Znamija (La Bandiera).

Costituiva il pretesto ideale per mettere a segno quella serie di massacri e sopraffazioni contro gli ebrei conosciuta con il nome di pogrom. La comunicazione di questo messaggio di morte fu virale.

Le comunità ebraiche furono incolpate di un crimine nefando, ossia l’eliminazione di gentili, specialmente bambini, a scopo cerimoniale e l’esito finale di queste accuse furono uccisioni, arresti, esilio.

Gli esuli russi portarono queste parole letali in tutti i luoghi della loro emigrazione: Stati Uniti, Giappone, Germania.

Da allora la diffusione dei Protocolli non ha conosciuto interruzioni: riappaiono periodicamente a sostegno di ogni campagna antisemita, nella Germania hitleriana e nell’Italia fascista, nella Russia dei nostri giorni e nel Califfato, che vuole l’estinzione del mondo ebraico e di ogni culto che non sia islamico.

3. Mein Kampf

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«Un libro troppo pericoloso perché venga divulgato al grande pubblico», così Florian Sepp, storico della Biblioteca di Stato della Baviera, definisce Mein Kampf (La mia battaglia), il saggio attraverso il quale Adolf Hitler espose il suo pensiero politico e delineò il programma del partito nazista.

Il futuro Führer l’aveva scritto nel 1924 mentre si trovava in una prigione bavarese, fissando sulla carta la sua filosofia intrisa di antisemitismo, occulto ed esoterismo.

Nel testo, tutto si basa su profezie, visioni, dichiarazioni di identificazione del nemico, in primo luogo ebrei e comunisti, e canti di orgoglio nazionale. Nelle case tedesche presto sostituì la Bibbia.

Fino al crollo del nazismo, raggiunse una tiratura di 12 milioni di copie, favorita anche dal fatto che in occasione del matrimonio ne veniva regalata una a ogni giovane coppia di sposi.

Se nella Germania nel secondo dopoguerra il libro è diventato una memoria scomoda, nel resto del mondo continua a conoscere una diffusione straordinaria.

Per via del suo ultranazionalismo e della sua ferma opposizione ai valori liberal-democratici della civiltà occidentale, costituisce un punto di riferimento in Asia, Africa e America Latina.

La sua consonanza con le pulsioni anti-israeliane dell’Islam è confermata dal picco di vendite che di recente ha fatto registrare in Turchia e in Indonesia.

4. La Bibbia di Satana

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L’idea di creare un movimento basato su ribellione, antimoralismo ed edonismo portò nel 1969 l’esoterista americano Anton Szandor LaVey a pubblicare la Bibbia di Satana, dove illustra la sua personalissima visione di Satana, non più come un’entità reale incarnazione del male, ma come una metafora dell’uomo, unico dio di se stesso.

Come spiega il satanologo don Aldo Bonaiuto, alla folle esaltazione del sé indipendente, LaVey aggiunge anche una parodia dei peccati.

I “nove peccati satanici” sono:
la Stupidità, la Pretenziosità, il Solipsismo, l’Autoinganno, la Conformità al gregge, la Mancanza di prospettive, la Dimenticanza delle ortodossie passate, l’Orgoglio controproducente e la Mancanza di estetica.

I rituali sono compiuti durante la messa nera, parodia blasfema della Messa cattolica, con il corpo di una donna nuda usato come altare, il sangue mestruale come vino, le bestemmie e la profanazione dell’ostia consacrata.

Satana simboleggia l’amore per tutto ciò che è terreno. Il vero demonio è Dio, con la Chiesa e la religione che vogliono accecare l’umanità con false illusioni sul Paradiso, l’Inferno, i peccati e la dannazione eterna.

La pericolosa attrattiva del messaggio sta nel fatto che la Chiesa di Satana, anche dopo la morte del suo fondatore nel 1997, continua a reclutare nuovi adepti, adescando soprattutto i giovanissimi.

5. Necronomicon

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Questo libro porta alla pazzia chi lo legge (ma per fortuna non esiste): è il terribile Necronomicon, il libro delle leggi che governano i morti.

Vergato con il sangue intorno all’VIII secolo dal folle arabo Abdul Alhazred, chi lo ha letto è morto pazzo, stritolato da forze oscure.

Le sue pagine, infatti, contengono profezie e incantesimi per la resurrezione di un demone capace di impossessarsi dei vivi.

Lo sosteneva Howard Phillips Lovecraft, uno dei maestri della letteratura fantastica vissuto a Providence (Usa) tra il 1890 e il 1937, che di questo libro rilegato in pelle umana fece una descrizione così realistica e dettagliata da indurre i suoi fan a credere alla sua esistenza.

Diversi testimoni affermarono addirittura di averne potuto toccare e vedere diversi esemplari tanto che molti lettori cominciarono a chiedere agli editori di Lovecraft informazioni sulle copie esistenti.

Inutilmente questi si affannò a spiegare che tanto il sinistro volume quanto il suo folle autore erano solo frutto della sua fantasia: la maggior parte dei lettori credette, e a quanto pare crede ancora, alla reale esistenza del testo maledetto.

Negli Anni Sessanta ne venne segnalata la presenza alla California University e alla Biblioteca Vaticana, nelle sezioni non aperte al pubblico.

Circola anche voce che una copia appaia nel catalogo della Werewolf Bookshop di New York al prezzo di un milione di dollari. Ma nessuno è mai riuscito a trovare neppure la libreria.



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