I cani: quanto sono intelligenti?

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I cani: quanto sono intelligenti? BEST5.IT 2018-07-23 16:54:47
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Quanto sono intelligenti i cani? È una domanda inutile.

Tante volte ce lo chiediamo, li confrontiamo anche con gatti, cavalli e altri animali. E non ci chiediamo mai cosa pensano loro di noi.

Ma quanto sono intelligenti i cani? Ecco le differenze tra le razze e tra i sessi secondo studi scientifici.

Anche se l’importante è la relazione che noi abbiamo con loro!

 

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LEGGI  5 problemi comportamentali del cane

1. Il cane comprende i gesti umani

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Lo stereotipo quotidiano è che “il mio cane è intelligentissimo, si fa capire benissimo, gli manca solo la parola”.

Ciò deriva dal fatto che spesso il nostro cane compie delle azioni che non sono da noi attese stupendoci, ma non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza.

Inoltre, guardando documentari, ma anche leggendo studi scientifici in cui i cani dimostrano di avere abilità fuori dal comune nella risoluzione di compiti e nella collaborazione con l’uomo, sorge spontanea la domanda: ma i cani sono più intelligenti rispetto agli altri animali?

Per rispondere a questa domanda bisogna innanzitutto precisare cosa intendiamo per intelligenza, ed è un compito piuttosto arduo. La selezione naturale favorisce quelle facoltà intellettive che consentono agli animali di adattarsi meglio all’ambiente in cui vivono.

I cani sono da considerarsi tra le specie più intelligenti. In effetti, dagli studi scientifici è emerso che il cane è abilissimo nella comprensione dei gesti umani, nell’imparare nuove parole, nel comunicare tramite vocalizzazioni, nel capire la prospettiva dell’interlocutore, nel riprodurre le azioni degli altri e nel chiedere aiuto.

Un ventaglio d’intelligenze in cui superano tutti gli altri mammiferi (primati compresi). Tuttavia, in altre abilità, come l’orientamento nello spazio, l’apprendimento condizionato, le valutazioni numeriche, l’autocoscienza e le capacità empatiche sono risultati equivalenti agli altri mammiferi.

 

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2. Attitudini di razza e riconoscere oggetti e parole

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  • Attitudini di razza
    Nell’ambito dei cani vi sono delle abilità che riguardano comportamenti che hanno una forte base ereditaria e fanno parte dell’intelligenza istintiva del soggetto.
    Ciò determina le diverse attitudini delle razze, che sono state modellate dalla selezione naturale prima e poi da quella artificiale operata dall’uomo.
    Così, un cane da pastore potrebbe apparire particolarmente “stupido” nell’apprendere le tecniche per la caccia e un Labrador si potrebbe considerare intellettivamente poco dotato nell’imparare a condurre un gregge.

 

  • Riconoscere oggetti e parole
    C’è poi da considerare l’intelligenza adattativa, cioè quello che un cane può imparare a fare per risolvere i problemi ambientali quotidiani.
    Anche in questo caso ci possono essere delle differenze tra le razze.
    Ciò che colpisce è che quando si tratta di apprendimenti complessi le pubblicazioni scientifiche riportano spesso l’uso dei Border Collie nell’esecuzione di specifici test volti a dimostrare il possesso di abilità complesse.
    Rico era in grado di riconoscere più di 200 oggetti per nome e di identificare un nuovo oggetto per esclusione quando gli veniva proposto tra oggetti noti; Chaser aveva imparato più di 1000 parole e in alcuni aspetti capiva anche il senso del linguaggio.

 

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3. I dieci cani più intelligenti e il problem solving

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  • I dieci cani più intelligenti
    Inoltre, secondo un’indagine di Stanley Coren, i Border Collie sono ritenuti quasi unanimemente dagli istruttori cinofili del Canadian Kennel Club i cani più intelligenti.
    Questi giudici hanno inserito tra i primi 10 i Barboni, i Pastori Tedeschi i Labrador e i Golden Retriever; tra gli ultimi 10 sono stati inseriti i Bassotti, i Bulldog, i Mastini, i Chow Chow e i Levrieri Afgani.
    La graduatoria è stata strutturata sulla base dell’addestrabilità, ma non tiene conto delle motivazioni del cane ad essere addestrato.
    Ad esempio, i Levrieri Afgani potrebbero capire i comandi facilmente come le razze in testa alla graduatoria, ma forse hanno scarso interesse a mettere in atto ciò che gli viene proposto dal conduttore.
    D’altronde essi sono noti per il loro carattere indipendente.

 

  • Problem solving
    Al contrario, un Labrador Retriever potrebbe apparire particolarmente abile nel “problem solving”.
    Tuttavia, è necessario considerare che i compiti da risolvere prevedono spesso il recupero di un bocconcino presente in un apparato e le motivazioni sul cibo dei Labrador sono ben note a tutti.
    Al contrario, un cane scarsamente interessato al cibo potrebbe apparire meno dotato di un Labrador, ma si tratterebbe solo di diverse motivazioni.
    Le differenze nella capacità di risolvere compiti sono spesso anche il risultato di diversi livelli di neofobia verso nuovi oggetti.
    Ad esempio, i Basenjis sono di solito più diffidenti verso gli apparati sperimentali e così sembrano meno dotati.
    Comunque, riscontri scientifici basati su test strutturati che sostengano scientificamente queste graduatorie non esistono e, quindi, al momento sono solo delle indicazioni.

 

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4. I maschi più intuitivi, le femmine apprendono meglio

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Quando poi si arriva a comparare i sessi, la cosa diventa ancora più ardua. Sono più intelligenti le femmine o i maschi?

Alcuni ricercatori hanno comparato la capacità di cani maschi e femmine di risolvere un problema cognitivo fisico.

A tale scopo, hanno proposto ai cani un semplice compito di “problem solving”.

In particolare, nascondevano del cibo in una scatola di legno sotto lo sguardo del cane e poi la chiudevano con un tappo di plastica dotato di una maniglia che poteva essere utilizzata dal cane con la bocca o le zampe per aprire il coperchio.

Ai cani è stato consentito di operare sull’apparato in tre diverse sessioni di lavoro in un tempo definito.

I risultati hanno mostrato che i maschi erano mediamente più abili delle femmine nell’aprire l’apparato durante la prima prova, ma il dato s’invertiva nelle prove successive, in quanto una maggiore proporzione di femmine riusciva a risolvere il compito.

Questo risultato potrebbe indicare che i maschi sono più intuitivi, ma le femmine apprendono meglio. In sostanza, la differenza dovrebbe essere relativa al diverso modo in cui maschi e femmine ricordano il successo ottenuto nel compito.

In effetti, qualcosa di simile è stato anche osservato in altre specie. Ad esempio, le femmine della scimmia reso (Macaca mulatta) sono più brave in compiti di apprendimento relativi all’utilizzo di riferimenti locali.

D’altronde, secondo studi scienti ci abbastanza recenti, anche negli umani le femmine ricordano meglio dei maschi il luogo di un oggetto e le sue caratteristiche.

 

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5. Il cane è predatore sociale, quindi più intelligente

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Altra storia comune e frequente, quanto inutile e improduttiva, è il paragone con gli altri animali domestici.

Il cane è sempre ritenuto più intelligente.

Un cavallo è un erbivoro e questo non facilita l’acquisizione di abilità mentali elevate: la sua occupazione principale è quella di mangiare l’erba, e per farlo non deve operare un grosso sforzo mentale.

Il cane è un predatore e la cattura della prede richiede di affinare maggiormente le abilità mentali per riuscire nell’impresa.

Anche i gatti potrebbero essere considerati meno intelligenti dei cani, riferendosi al loro minore livello di socialità: la socializzazione, infatti, richiede il continuo interfacciarsi con gli altri componenti del branco, capirne gli obiettivi e comunicare le proprie intenzioni, il che richiede ancora una volta maggiori abilità cognitive.

Personalmente non sono affatto convinto che un cane appaia più intelligente di un gatto se, a parità di motivazioni, sono posti davanti a un test che richieda abilità manipolative (ad esempio muovere leve per ottenere del cibo). Anzi, sono quasi certo che un gatto possa risolvere il compito più rapidamente, apparendo così più intelligente.

Per i cani noi potremo essere stupidi. In realtà, l’intelligenza di un animale è relativa all’uso che ne deve fare.

In definitiva, guardando i cani da un’ottica umana ci appariranno tutti mediamente stupidi, ma bisogna considerare che probabilmente anche il cane ci potrebbe ritenere molto stupidi. Immaginiamo cosa potrebbe pensare il nostro cane vedendoci digitare insistentemente sul telefonino.

Perché parlate da soli con un oggetto sulla faccia? Perché state ore davanti a uno schermo che manda immagini senza senso? Perché guardate la vostra immagine riflessa in uno specchio? Cosa ci sarà mai di così interessante in quel mazzo di fogli con dei caratteri privi di significato?

Probabilmente non pensano nulla, ma ci accettano così, “stupidi” come siamo e faremmo meglio a fare lo stesso con loro per poterci godere al meglio la loro compagnia, invece di farci domande stupide come “quanto è intelligente il mio cane?”.

 

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