Il coccodrillo: un rettile antichissimo progettato per la vita acquatica

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Il coccodrillo: un rettile antichissimo progettato per la vita acquatica BEST5.IT 2018-12-18 23:35:10
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Il coccodrillo è un rettile. Appartiene alla famiglia dei Crocodilidi.

Il coccodrillo così come lo conosciamo oggi ha fatto la sua comparsa sulla Terra nel Cretaceo, circa 95 milioni di anni fa.

Da allora non ha subìto significative evoluzioni.

Simili a grandi lucertole rivestite da una pesante armatura, i coccodrilli sono bene adattati a passare gran parte della loro vita in acqua.

Alcuni sono diventati così grandi proprio per questo motivo: l’elemento liquido li aiuta a sostenere il peso corporeo e consente loro di tendere agguati a prede di grande taglia.

La vita acquatica ha imposto a questi animali una serie di adattamenti, che li rendono piuttosto diversi dai rettili terrestri.

La testa, lunga, appiattita e con grandi mandibole piene di denti conici, ospita occhi e narici nei punti più alti. La coda, la parte più muscolosa del corpo, è compressa ai lati, per garantire un’ottima spinta in avanti nel nuoto.

Le zampe, parzialmente palmate, sono dotate di robusti artigli, che non servono ad aggredire le prede, ma ad arrampicarsi sulle sponde fangose di fiumi e laghi.

Quando il coccodrillo nuota rapidamente le tiene aderenti al corpo per ridurre la resistenza.

Il coccodrillo è progettato per la vita acquatica. Oggi cercheremo di conoscerli un po’ meglio…

 

  • Carta d’identità
    Nome comune: Coccodrillo del Nilo
    Nome scientifico: Crocodylus niloticus
    Peso: fino a 600 kg (il record è 800 kg)
    Dimensioni: fino a 6 metri
    Dove vive: Africa
    Segni particolari: muso allungato con denti conici, pelle ricoperta da placche rigide, coda lunga e compressa lateralmente. È il tipico coccodrillo, la specie “simbolo” della famiglia
    Habitat: grandi fiumi e laghi
    Cosa mangia: pesci, rane, rettili e mammiferi, anche di grande taglia.
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1. SPECIALISTI DELL’AGGUATO

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I coccodrilli sono animali molto pazienti.

Stanno immersi nell’acqua a malapena visibili, lasciando emergere solo le narici e gli occhi: a un osservatore distratto possono sembrare parti di tronchi che galleggiano... fino a che non sferrano l’attacco.

Lo scatto in avanti è rapidissimo e non è facile evitarlo: il coccodrillo dà un potente colpo di coda e con le zampe posteriori balza in avanti di 1 o 2 metri con la bocca aperta, pronta a chiudersi sulla preda.

Non ha bisogno di essere troppo preciso: afferra una qualunque appendice della vittima e la trascina subito in acqua. La bocca funziona come una tagliola e il morso è particolarmente potente: la sua pressione è maggiore di quella di un leone.

Quando la preda è ormai immersa il coccodrillo fa il terribile “giro della morte”, una rotazione sul suo asse con lo scopo di stordire la preda e ferirla gravemente. La parte più impressionante del coccodrillo è la testa.

Le sue lunghe mascelle occupano dalla metà ai due terzi del muso. I denti robusti, conici e leggermente curvi, sono disposti lungo una sola fila in modo da alternarsi tra loro quando le mascelle sono chiuse.

Generalmente i denti della mascella superiore sono un po' più sporgenti di quelli della mascella inferiore e per questa ragione sono visibili quando le mascelle sono serrate; i denti inferiori trovano posto in appositi alloggiamenti situati nella mascella superiore.

Nei coccodrilli, ma non negli alligatori o nei caimani, un quarto dente inferiore più grande resta visibile quando le mascelle sono chiuse e rappresenta uno degli aspetti caratteristici dell'animale.

È molto difficile per un animale riuscire a fuggire una volta arrivati a questo punto, ma in alcuni casi i rettili sbagliano l’attacco iniziale, consentendo alle prede più rapide di allontanarsi veloci dall’acqua.

I coccodrilli non masticano la carne come fanno altri carnivori: con secchi movimenti del capo smembrano la preda in grandi pezzi che poi inghiottono interi, compresi ossa, zoccoli e a volte anche le corna.

I loro denti, conici e lunghi fino a 8 cm, infatti, non servono a tagliare e lacerare le prede, ma a trattenerle.

 

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2. UN PASTO OGNI TANTO

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I coccodrilli non sono così famelici come talvolta vengono descritti.

Uno dei motivi è che sono rettili, e quindi animali che non mantengono costante la temperatura corporea, come facciamo noi mammiferi.

Riescono quindi a risparmiare energia e a consumare meno cibo.

Quando fa un po’ fresco, si portano sulle sponde dei fiumi e dei laghi per scaldarsi al sole, e raggiungere una temperatura di 25-30° C, che consenta loro di muoversi rapidamente.

Visto il metabolismo ridotto possono ingerire anche un decimo del cibo necessario a un grande predatore a sangue caldo, come un leone di pari peso.

Quindi un grande coccodrillo lungo 3 metri si accontenta di 3-4 kg di carne a settimana. Anzi, a volte può andare incontro a digiuni lunghissimi, anche di diversi mesi.

Se il cibo è disponibile, però, non si tirano indietro, e possono inghiottire decine di kg di carne in un’unica giornata. Poi rimangono immobili a digerire per diversi giorni. Molto spesso, quando sono sulla terraferma, tengono la bocca aperta e lacrimano abbondantemente dagli occhi.

Una leggenda racconta che stiano piangendo, pentiti di aver ucciso altri animali, ma in realtà stanno espellendo il sale in eccesso nei loro tessuti e lubrificando gli occhi. Tengono la bocca aperta per controllare meglio la temperatura corporea e smaltire il calore accumulato con i bagni di sole.

 

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3. GENITORI SORPRENDENTI

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I coccodrilli crescono lentamente e possono vivere anche più di 70 anni.

Raggiungono la maturità piuttosto tardi, a 12-16 anni, quando misurano circa 3 metri.

Durante la stagione degli amori i maschi attirano le femmine emettendo suoni bassi e profondi e colpendo l’acqua con il capo e la coda. I rivali si scontrano in dure battaglie, ma i morti e le ferite gravi sono molto rari.

Le femmine depongono qualche decina di uova nella sabbia delle sponde del fiume e poi le sorvegliano con grande dedizione.

Rimangono vicino al nido anche per 3 mesi, mangiando poco o niente, e proteggendo le uova dai piccoli mammiferi e dai varani del Nilo, che ne sono ghiotti.

Nonostante questo, capita che la metà delle uova sia consumata dai predatori. La temperatura di incubazione determina se i nuovi nati saranno maschi (fra i 32 e i 35° C) o femmine (negli altri casi).

Quando arriva il momento della schiusa la madre sente i richiami dei piccoli e li fa uscire dal nido, a volte aiutandoli a rompere l’uovo.

Poi li prende in bocca in piccoli gruppi per portarli in acqua, dove sono meno vulnerabili, e li protegge nelle prime settimane di vita.

I piccoli coccodrilli, che sono lunghi 30 cm e mangiano rane, insetti e piccoli pesci, salgono sul dorso della madre per farsi trasportare: non c’è una madre più amorevole nel mondo dei rettili!

 

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4. INSOLITO CONCERTO E CERVELLO FINO

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  • INSOLITO CONCERTO
    Anche se per la maggior parte del tempo stanno immobili e zitti, i coccodrilli possono diventare “chiacchieroni”.
    I più rumorosi sono i maschi degli alligatori del Mississippi (Alligator mississippiensis), che nella stagione degli amori emettono un forte rombo gutturale (grazie alle corde vocali presenti nella gola) che viene ripetuto a intervalli regolari di circa 10 secondi (foto a sinistra).
    I richiami sono contagiosi: quando un individuo comincia tutti quelli nelle vicinanze si uniscono, facendo un vero e proprio concerto.
    Le vibrazioni diffuse dal corpo durante il richiamo sono così intense da propagarsi a grande distanza, anche tra la vegetazione, e sembrano far bollire l’acqua a contatto con l’animale.

 

  • CERVELLO FINO
    Fino a non molti anni fa i coccodrilli erano ritenuti rettili primitivi, ma le scoperte più recenti smentiscono questa idea.
    In alcuni laghi del Sudafrica, per esempio, i coccodrilli del Nilo nella stagione secca si posizionano in passaggi obbligati per i pesci e si dispongono su un unico fronte per catturarli.
    Ogni cacciatore prende il suo posto e non ci sono litigi per la preda.
    Nuove testimonianze, molte delle quali sono da confermare, raccontano di coccodrilli che collaborano tra loro, con un individuo che spinge i pesci o le rane in un’area dove gli altri aspettano, pronti a colpire.
    Una delle scoperte più recenti e curiose riguarda addirittura l’utilizzo di esche.
    Sono stati segnalati coccodrilli palustri e anche alligatori che si mettono in agguato con rametti sul capo e rimangono immobili semisommersi: attendono che gli aironi scendano a prendere i legnetti per costruire il loro nido per sorprenderli.

 

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5. COCCODRILLI O ALLIGATORI? UN PERICOLO ANCHE PER L'UOMO

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  • IL VERO MANGIATORE DI UOMINI
    I coccodrilli del Nilo non sono cacciatori selettivi, attaccano tutto quello che capita a tiro, comprese le persone.
    Non fanno paura come i leoni e i leopardi, perché spesso rimangono ben visibili sulle sponde e sembrano inoffensivi.
    Ma se
    un uomo si avvicina all’acqua senza sapere che c’è un rettile in agguato viene aggredito: in pochi si salvano da questi agguati e le ferite inflitte sono sempre molto gravi.
    Ormai le grandi popolazioni di coccodrilli del Nilo si incontrano solo nei parchi naturali, ma ogni anno nella sola Africa si contano centinaia di vittime tra gli abitanti dei piccoli villaggi lungo i fiumi e i laghi.
    Sono molto più numerosi, però, i coccodrilli che finiscono nel nostro menù: la carne di questo rettile ha un certo valore e la parte più muscolosa della coda viene servita nei ristoranti.
    In vari Paesi africani, inoltre, i coccodrilli vengono allevati in cattività: la loro pelle è tuttora utilizzata per fare borse e stivali di lusso.

 

  • COCCODRILLI O ALLIGATORI?
    Tra coccodrilli e alligatori si contano 22 specie. Come distinguere i due gruppi?
    Gli alligatori e i caimani hanno la mandibola superiore larga, che a bocca chiusa copre in parte quella inferiore e lascia visibili solo i denti della superiore.
    I coccodrilli, invece, hanno un capo più lungo e affusolato; due denti della mandibola inferiore (uno per lato, nella porzione avanzata del muso) vanno a inserirsi in quella superiore e sono molto riconoscibili.

 

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