Collie (Pastore Scozzese): un cane aristocratico, fedele, obbediente ed intelligente

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Collie (Pastore Scozzese): un cane aristocratico, fedele, obbediente ed intelligente BEST5.IT 2016-12-04 15:17:18
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Originario della bassa Scozia, ove restò per lungo tempo confinato, il Pastore Scozzese, conosciuto ugualmente sotto il nome di Collie (o Colley), è probabilmente derivato da un incrocio tra una varietà autoctona di cane delle torbiere (chiamato “cane dell’età del bronzo” da alcuni autori anglosassoni) con dei cani da pastore importati dai Romani in Britannia (antico nome della Gran Bretagna), nel corso del I secolo dell’era cristiana.

Poi, nel Medioevo, quando gli Angli e i Sassoni, d’origine germanica, si stabilirono come conquistatori nell’isola, portarono con sé dei cani il cui sangue concorse a sua volta a forgiare una razza di cani da pastore.

Il Collie è veramente il cane fedele incarnato sullo schermo dalla celebre Lassie? È il guardiano resistente alla fatica che sorvegliava un tempo le pecore nere della Scozia o il cerbero temibile della casa? È il cane da salotto apprezzato per la sua pelliccia e la sua attitudine volentieri altezzosa? In effetti è tutto questo insieme.

Questo cane elegante dal bellissimo mantello è l’amico ideale per la famiglia, fedele e socievole soprattutto con il proprietario, ma diffidente con gli estranei.

Il Collie è affettuoso e giocherellone specialmente con i bambini. È un bravo cane da guardia, molto intelligente, impara in fretta gli esercizi che gli vengono insegnati.

E’ molto sensibile, non è necessario alzare la voce con lui: con gentilezza e regole chiare saprà diventare un ottimo compagno di vita per tutta la famiglia.

Ma scopriamo meglio questa meravigliosa razza canina: il Pastore Scozzese (Collie). Un cane aristocratico, fedele, obbediente ed intelligente.

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1. Origine e storia

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Originario della bassa Scozia, ove restò per lungo tempo confinato, il Pastore Scozzese, conosciuto ugualmente sotto il nome di Collie (o Colley), è probabilmente derivato da un incrocio tra una varietà autoctona di cane delle torbiere (chiamato "cane dell’età del bronzo" da alcuni autori anglosassoni) con dei cani da pastore importati dai Romani in Britannia (antico nome della Gran Bretagna), nel corso del I secolo dell’era cristiana.

Poi, nel Medioevo, quando gli Angli e i Sassoni, d’origine germanica, si stabilirono come conquistatori nell’isola, portarono con sé dei cani il cui sangue concorse a sua volta a forgiare una razza di cani da pastore.

Se l’origine della parola "Colley" può suscitare dibattiti, è probabile che dovette a lungo essere applicata a diverse varietà di cani da pastore.

Lo testimonia il poeta Chaucer, che, nei suoi Racconti di Canterbury, sembra rivolgersi a un cane da gregge non ben definito quando scrive: «Corri, Coll, nostro cane, e tu Talbot, e tu Gerlond» (Talbot è il cane da corsa, Gerlond il Levriero e Coll il cane da pastore).

O ancora nel XVI secolo lo testimonia Shakespeare, che evoca un "Colley dog", ma senza aggiungere nulla...

Fu solo nel 1792 che un’incisione su legno riprodotta nell’opera di Bewick "Storia dei quadrupedi" rappresentò in maniera precisa un cane da pastore di tipo Colley nettamente individualizzato.

Poi, nel 1808, Bingley descrisse nella sua Storia naturale il "cane da gregge scozzese", illustrando il discorso con la riproduzione di una tavola di Hawitt che mostra un cane dalla testa allungata, dal pelo lungo, con un largo collare bianco e una coda folta.

A partire dall’inizio del XIX secolo la varietà "Colley" potè dunque essere identificata senza ambiguità all’interno del gruppo dei Pastori Britannici.

Quest’epoca, in effetti, fu segnata dalla volontà di alcuni cinofili di mettere un po’ di ordine fra i cani da pastore che si evolvevano nelle terre inglesi. Costoro cominciarono a selezionare gli esemplari, non secondo criteri estetici — come si fece in seguito — ma secondo l’attitudine al lavoro, specialmente alla guardia delle greggi. Darwin citò d’altronde come esempio le spiccate capacità di lavoro del Colley. 

Ed è vero che questo cane si rivelò un ausiliario prezioso per l’uomo: conducendo da solo le bestie al pascolo, sorvegliandole, riaccompagnandole senza bisogno della presenza del padrone, poteva anche, al momento della tosatura, andare a cercare il bestiame disperso, in completa libertà sui territori incolti delle Highlands, o anche mostrare il proprio savoir-faire nelle feste popolari, quando doveva ricercare e riaccompagnare in un parco tre pecore che qualcuno aveva nascosto sulla montagna...

Nel corso dell’ultimo secolo la celebrità del Collie ha superato le frontiere della Scozia, e da allora si ritrova la razza in tutto il mondo anglosassone: nella Nuova Zelanda, dove ha fatto meraviglie sorvegliando le immense greggi libere nella natura; nell’Africa del Sud, dove i coloni inglesi disperavano di far regnare la disciplina nei loro branchi di struzzi, che furono rapidamente messi al passo dai Collie...

Per ciò che riguarda il tipo attuale del Collie, numerosi cinofili hanno spiegato che è essenzialmente dovuto all’incrocio tra cani da pastore rustici e aristocratici Setter e Barzoi (la nobiltà inglese importava nel XIX secolo i Levrieri Russi).

E non hanno necessariamente torto, se si ammette che, durante gli incontri ai confini fra le zone di pascolo e i parchi nobiliari, brevi unioni hanno potuto realizzarsi, permettendo alla razza di affinare il suo profilo pur conservando l’attitudine ancestrale alla guardia...

È difficile affermare che i cani presentati nelle esposizioni britanniche dal 1860 sono certamente dei Pastori Scozzesi. È sicuro, al contrario, che a partire dal 1871 il tipo è presente in numerosi campioni —specialmente Carlomagno, nato all’incirca verso il 1879, che ha lasciato in eredità il suo sangue a numerosi esemplari attuali.

Nel frattempo, grazie alla sua presenza elegante, alla superba pelliccia e all’andatura piena di nobiltà, il Collie non ha faticato a riuscire perfettamente nella sua conversione.

Divenuto un autentico cane da salotto, volentieri altezzoso, non interessa più soltanto i rugosi Highlanders, ma anche i frequentatori delle dimore dell’aristocrazia britannica: la stessa regina Vittoria, sedotta dalla razza in occasione di un soggiorno a Balmoral, ne portò parecchi esemplari a Windsor.

Questo riconoscimento di tutte le classi della società doveva spingere, nel 1881, i cinologi inglesi a redigere uno standard, rivisto nel 1898 e poi, nuovamente, nel 1910.

Occorrerà tuttavia attendere il 1950 perché il Kennel Club si decida a pubblicare un testo ufficiale sul Pastore Scozzese! Ricordiamo che esiste anche un Colley dal pelo corto, che è stato oggetto di uno standard distinto.

2. Comportamento

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Il Collie è veramente il cane fedele incarnato sullo schermo dalla celebre Lassie?

È il guardiano resistente alla fatica che sorvegliava un tempo le pecore nere della Scozia o il cerbero temibile della casa?

È il cane da salotto apprezzato per la sua pelliccia e la sua attitudine volentieri altezzosa? In effetti è tutto questo insieme; da qui le opinioni così diverse sulla razza...

Il suo comportamento è naturalmente cambiato nel corso dei decenni, nella misura in cui si evolveva la sua funzione. Questo spinge alcuni specialisti a dire che il Pastore Scozzese attuale non ha più niente a che vedere con quello di un tempo.

Infatti, se questo cane ha dovuto soffrire per la sua nuova esistenza — cioè l’essere il compagno indispensabile in molte case, specialmente urbane sembra che ciò sia avvenuto in ragione dell’ignoranza, persino dell’incoscienza, di numerosi padroni a riguardo dei bisogni e del carattere profondo della razza.

In effetti il Colley non ha niente del gingillo decorativo. Non è nemmeno il cane dalla dolcezza inalterabile che rappresentava sul grande schermo la celebre Lassie: occorre sapere che alcuni esemplari sono in possesso, allo stesso titolo dei Pastori Tedeschi o Belgi, del brevetto di cani da difesa.

Numerose proprietà sono sorvegliate da Pastori Scozzesi, i quali sanno mostrarsi intrattabili con gli estranei. Questo adattamento della sua funzione tradizionale di guardiano permette inoltre al Colley di rendersi utile e contribuisce indiscutibilmente al suo buon equilibrio.

Si afferma talvolta che i Collie sono paurosi. Ora, un cane da pastore per definizione non può esserlo! Se alcuni Pastori Scozzesi manifestano un simile comportamento, non si deve concludere che questa sia una caratteristica della razza.

Un Colley timoroso è un cane che non corrisponde allo standard, e questo handicap può provenire sia dall'allevamento sia dal padrone del cane, giustificando l’adagio "tale il padrone, tale il cane"...

Per avere un cane equilibrato, occorre quindi ricordarsi che all’origine il Colley è un cane rustico, per nulla fragile, che non domanda che di essere agguerrito.

Lo si sceglie, in effetti, troppo spesso per la bellezza del suo mantello (specialmente negli esemplari blu merle, più rari) e ci si dimentica che per "stare bene nella propria pelle" ha bisogno di correre, di conoscere gli inverni rigorosi, di liberare la fantastica energia che nasconde sotto una pelliccia da animale pregiato.

Certamente l’educazione del Collie deve tenere conto della sua particolare sensibilità: il Pastore Scozzese sopporta assai male l’autorità forsennata — l’autoritarismo — e ancor meno la violenza. Si può ottenere da lui qualsiasi cosa, ma solamente utilizzando la dolcezza, la pazienza, la comprensione.

Tanto più che adora eseguire dei compiti al fine di far piacere al suo padrone; gli si può affidare una mansione senza alcuna paura: la porterà a termine scrupolosamente.

Si deve saper trattare il Pastore Scozzese come un compagno responsabile, degno di ricevere delle spiegazioni: ha bisogno di comprendere le ragioni di un ordine o di un atteggiamento per comportarsi come il suo padrone desidera.

Gli serve, a questo riguardo, sentirsi in confidenza all’interno della famiglia che lo accoglie. In caso contrario, è capace di fare di testa sua, correndo il rischio di farsi trattare, ingiustamente, da cocciuto...

Questa immagine di un Colley sportivo, guardiano, sempre pronto a rendere servigi può sorprendere coloro che non conoscono di questo cane che l’immagine dell’animale da salotto, disteso con disinvoltura sul tappeto. Immagine che, quando corrisponde a realtà, deve essere rivista e corretta.

Perché, se è vero che nel corso degli anni il Collie si è adattato alla vita in appartamento, non è una ragione sufficiente per confinarlo in un’inattività che nuoce al suo carattere.

Il fatto che il Pastore Scozzese sia bello non implica che sia fragile: abituarlo a un tenore di vita troppo placido, troppo protetto, non può significare altro che minacciare gravemente il suo equilibrio. Appartiene alle razze del primo gruppo (i cani da pastore) e deve essere trattato come tale.

3. La cura del Collie, l'origine del nome e razze affini

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La pelliccia del collie, costituita da un sottopelo caldo e lanoso ricoperto da un secondo mantello di peli lunghi e più duri, lo protegge efficacemente dai venti freddi, dalla pioggia o dalla neve (gli Inglesi lo chiamano altrimenti l'Highland dress).

Occorre prendersi cura del pelo del Collie fin dalla sua più tenera età, spazzolandolo due o tre volte alla settimana, in maniera che il cane si abitui a questo tipo di seduta.

Si consiglia di impiegare una spazzola in setole di cinghiale — o con degli aghi di ferro montati su gomma — e di spazzolare in senso opposto il pelo, mettendo particolare cura nelle zone delle ascelle, delle cosce e della parte posteriore delle orecchie (in queste zone, infatti, il pelo ha la tendenza ad aggrovigliarsi assai facilmente).

Il mantello del giovane Pastore Scozzese cambia con l'età: il pelo del cucciolo diviene ruvido a poco a poco; una spazzolatura un po’ più frequente è sufficiente allora per eliminare i peli morti, che impedirebbero alla pelle di traspirare.

In seguito si possono anche utilizzare degli shampoo a secco: questa soluzione è infinitamente preferibile a un bagno, pur poco frequente, che rischia di distruggere il sottopelo (che non ricrescerebbe prima di un anno almeno).

DA DOVE VIENE IL NOME COLLIE?
Il termine Collie suscita molte discussioni appassionate fra gli scienziati e, più particolarmente, fra i linguisti...
Secondo alcuni, infatti, occorre attribuire alla parola coll, che significa nero in antico inglese — da rapportare a coal (carbone) —, l’origine dell'appellativo del collie, i cui antenati, i cani da pastore scozzesi, avevano  effettivamente un mantello nero.
Altri sono piuttosto inclini a pensare che l'aggettivo coaly o colley si applicava alle pecore delle Highlands, dalla testa e dai pasturali neri, sorvegliate dai cani da pastore, che si chiamavano allora Colley's dogs.
Ciò su cui tutti sono d'accordo è il fatto che almeno fino al debutto della cinofilia inglese, alla fine del XIX secolo, la parola collie designò diverse razze da pastore presenti oltre Manica.

Vediamo, infine, le razze affini. La famiglia dei Collie comprende, oltre le razze dei Pastori Scozzesi, Collie a pelo lungo (Colile Rough) e Collie a pelo corto (Colley Smooth), tre altre razze: il Pastore delle Shetland (Shetland Sheepdog), il Border Collie e il Bearded Collie.

  1. Di creazione piuttosto recente, lo Shetland somiglia molto al Pastore scozzese, i maschi misurano in media 37 centimetri e le femmine 35 centimetri. Nato, come indica il suo nome, nelle isole Shetland, questo cane è derivato dall'incrocio tra il Collie e i cani nordici sbarcati dai battelli scandinavi (gli Spitz, in particolare). Assai diffuso nei paesi anglosassoni e in tutta l’Europa del Nord, lo Shetland è apprezzato dalle persone che cercano un cane da pastore di taglia ridotta.
  2. Il Border Collie, o 'Collie da ferma', antenato del Colley divenuto oggi cane da compagnia, è rimasto un cane da pastore apprezzato per la sua competenza come guardiano di greggi. È, in effetti, fra le razze da pastore, uno dei più efficienti conduttori di pecore che ci siano, il Border collie misura circa 53 centimetri e può essere di diversi colori, ma è per lo più nero e bianco. Di portamento più ordinario di quello del Collev, ha un pelo di lunghezza moderata e il suo aspetto generale, che è quello di un cane armoniosamente strutturato, dà l'impressione che possa sopportare lunghe ore di lavoro senza fatica.
  3. Il Bearded Collie (Collie barbuto), chiamato familiarmente Beardie dagli inglesi, ha un’aria di parentela con il Pastore della Brie. Derivato forse da incroci tra cani dell'Europa Centrale e razze scozzesi, è dotato di un mantello superbo che può essere di diversi colori, il Bearded è un cane dal carattere particolarmente dolce, che si trova bene in compagnia dei bambini. La sua altezza ideale oscilla tra i 53 e i 56 centimetri per i maschi e tra i 51 e i 53 per le femmine.

4. Il Collie a pelo corto

IL Collie a pelo corto-300x180

Grazie alla sua naturale eleganza e alle sue molteplici attitudini, il collie a pelo lungo (Collie Rough) ha quasi monopolizzato l'attenzione dei cinologi del mondo intero.

Ora, a fianco di questa razza d'eccezione, è sempre esistito un Collie a pelo corto (Collie smooth), anch’esso cane da pastore e che differisce dal consimile per il suo mantello e per alcuni aspetti morfologici e comportamentali.

La storia di queste due varietà di Pastore Scozzese è intimamente legata, anche se, secondo certi autori, ogni varietà aveva un ruolo ben determinato sulle terre britanniche; al Collie Rough spettava il compito di sorvegliare il bestiame al pascolo, al Collie smooth quello di condurlo fino ai mercati...

È dunque probabile che peli lunghi e peli corti formassero due razze distinte, almeno fino all'inizio del secolo scorso: anche se non era raro, a quell’epoca, che concorressero gli uni contro gli altri nelle medesime classi di concorso, il pelo lungo lavorava quasi esclusivamente nel suo paese d'origine, la Scozia, mentre il pelo corto era più presente nelle regioni settentrionali dell'Inghilterra...

Queste differenziazioni, per quanto minime fossero, spinsero alcuni amatori del pelo corto a farlo concorrere in classe separata. Tuttavia, dalla lettura dei cataloghi delle prime esposizioni riservate ai collie, verso il 1885, risulta che un numero non disprezzabile di animali a pelo corto e a pelo lungo aveva gli stessi genitori...

Che ne sarà in avvenire del Collie a pelo corto? Se ha sofferto da sempre della concorrenza del suo consimile dal mantello cosi abbondante, questo cane — grazie agli sforzi sostenuti dagli amatori della razza, che hanno cercato di migliorarne il carattere — dovrebbe assai presto trovare sempre più adepti, specialmente fra i cinofili che desiderano avere un cane che non disdegni la fatica e sia insieme obbediente.

Ma occorre riconoscere che oggi il Pastore Scozzese a pelo corto è ancora oggetto, oltre Manica, di un numero di domande settanta volte inferiore rispetto a quello del suo consimile a pelo lungo. Tuttavia uno standard differenziato è stato recentemente redatto per questo cane.

Riportiamo qui sotto alcuni punti dello standard del Pastore Scozzese a pelo corto (COLLIE SMOOTH).
ASPETTO GENERALE
L'impressione che dà il Collie a pelo corto è quella di un cane dotato di intelligenza, vivacità ed energia, con un portamento orgoglioso dovuto alla sua perfetta conformazione anatomica, non essendo alcuna parte sproporzionata.
TESTA E CRANIO
Orecchie: di grandezza media, più larghe alla base e piazzate in modo da non essere troppo ravvicinate né distanziate, in riposo sono portate all'indietro ma, quando il cane è attento, sono portate in avanti e semierette (cioè erette per circa 2/3 e con la punta piegata in avanti naturalmente, sotto l’orizzontale).
TRENO ANTERIORE
Le spalle sono oblique e ben angolate. Gli arti anteriori, dritti e muscolosi, non sono né rientranti né sporgenti a livello dei gomiti e presentano un'ossatura media. L'avambraccio è piuttosto carnoso, con pasturali flessuosi senza segni di debolezza.
PELO
Il pelo di copertura è corto, piatto e di tessitura ruvida; il sottopelo è molto folto. Il pelo non è curato (né con le forbici né con la tosatrice).

5. Standard del Cane da Pastore Scozzese a pelo lungo e a pelo corto

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1) Standard del Cane da Pastore Scozzese a pelo lungo (COLLIE ROUGH)
FCI Standard N° 156 / 24.06.1987
CANE DA PASTORE SCOZZESE A PELO LUNGO COLLIE (ROUGH)
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 24.06.1987
UTILIZZAZIONE : Cane da pastore
CLASSIFICAZIONE F.C.I. Gruppo 1 Cani da pastore e bovari (esclusi i bovari Svizzeri)
Sezione 1a Cani da pastore

ASPETTO GENERALE
Cane di grande bellezza, dignità, perfetta armonia d’insieme

CARATTERISTICHE
Struttura caratterizzata da forza e attività senza essere pesante o grossolana. È molto importante l’espressione. I giusto giudizio si ottiene considerando la perfetta armonia e combinazione di cranio e muso, taglia, forma, colore e posizione degli occhi, corretta posizione e portamento degli orecchi.

TEMPERAMENTO
Disposizione amichevole, senza traccia di nervosismo o aggressività.

TESTA E CRANIO: le caratteristiche della testa sono molto importanti, e devono essere considerate in proporzione alla taglia del cane. Vista dal davanti o di lato, la testa assomiglia a un netto cono ben troncato, dal profilo liscio. Cranio piatto. I lati del muso si assottigliano gradualmente e gentilmente dagli orecchi alla punta del tartufo nero. Senza che le ossa delle guance siano sporgenti o il muso appuntito. Visto di lato, le linee cranio-facciali sono parallele e di uguale lunghezza, divise da un leggero ma percettibile stop. Un punto a metà fra gli angoli interni degli occhi, (che è il centro di uno stop correttamente posizionato), è il centro dell’equilibrio in lunghezza della testa. Punta del muso liscia, ben arrotondata, mai quadrata. Mascella inferiore forte. Linea pulita. Profondità del cranio dalle sopracciglia alla parte inferiore della mascella mai eccessiva. Tartufo sempre nero.

OCCHI: caratteristica molto importante; conferiscono un’espressione dolce. Di media misura, (mai molto piccoli), posizionati un po’ obliquamente, a forma di mandorla e color marrone scuro, tranne che nei “blue merle” dove gli occhi sono frequentemente , (uno o ambedue, o parte di uno o di tutti e due) blu o macchiati di blu. Espressione piena d’intelligenza, con sguardo pronto e sveglio quando il cane ascolta.

ORECCHI: piccoli, non troppo ravvicinati sulla sommità del capo, non troppo distanziati. A riposo portati gettati all’indietro, ma in attenzione portati in avanti e semi-eretti; cioè, circa due-terzi degli orecchi stanno eretti, e il terzo s’inclina in avanti naturalmente, sotto l’orizzontale.

BOCCA: denti di buona misura. Mascelle forti con una perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, cioè i denti superiori strettamente si sovrappongono agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle.

COLLO: muscoloso, potente, di buona lunghezza, ben arcuato

ANTERIORI: con ossa rotonde di moderato spessore
Spalle: oblique e ben angolate
Arti: diritti e muscolosi,
Gomiti: né in dentro né in fuori

CORPO: leggermente più lungo dell’altezza, ben ampio dietro le spalle
Dorso: fermo con uno leggero rialzo sui reni
Costole: ben cerchiate
Torace: profondo

POSTERIORI
Cosce: muscolose
Arti: puliti e nervosi
Ginocchia: ben angolate
Garretti: ben discesi e potenti

PIEDI: ovali; suole ben imbottite. Dita arcuate e serrate. I piedi del posteriore sono leggermente meno arcuati.

CODA: lunga, con l’ultima vertebra che arriva almeno al garretto. Portata bassa quando il cane è calmo ma con leggera curva verso l’alto alla punta. Può essere portata gaiamente quando il cane è eccitato, ma mai sopra il dorso.

PASSO: il movimento è una distinta caratteristica della razza. Un cane sano non devia mai i gomiti all’infuori, ma muove con i piedi dell’anteriore relativamente ravvicinati, senza intrecciare, incrociare e con rullii, il che sarebbe decisamente indesiderabile.
Posteriori: dal garretto a terra, se visti dal dietro, paralleli ma non troppo ravvicinati; se visti dal lato, il movimento è liscio. I posteriori sono potenti con forte spinta. Un ragionevole allungo è desiderabile e dovrebbe essere leggero e apparire senza sforzo

MANTELLO: segue il profilo del corpo, molto fitto. Mantello esterno diritto e ruvido al tatto, sottopelo soffice, come una pelliccia e fitto tanto da nascondere la pelle; il pelo della criniera e frange è molto abbondante; sulla maschera e faccia liscio, come pure alla punta degli orecchi, che però portano più pelo verso la base; gli arti anteriori sono ben frangiati, i posteriori al di sopra del garretto hanno abbondanti frange, ma pelo liscio sotto i garretti. Pelo sulla coda molto abbondante.

COLORE: tre colori riconosciuti: sabbia e bianco, tricolore e blue merle.
Sabbia: ogni sfumatura di oro chiaro fino al mogano intenso o sabbia sfumato. Paglia chiaro o crema altamente indesiderabile
Tricolore: nero predominante con focature intense agli arti e testa. Riflessi ruggine sul mantello esterno altamente indesiderabili
Blue merle: predominanza di chiaro, blu argentato, macchiato e marmorizzato con nero. Preferite intense focature, ma non se ne deve penalizzare la mancanza. Sono altamente indesiderabili larghe macchie nere, color ardesia o riflessi ruggine sia sul manto esterno che sul sottopelo.
Macchie bianche: su tutto il corpo ci devono essere (in grado più o meno elevato) le tipiche macchie bianche da collie. Sono corrette le seguenti macchie: collare bianco, completo o in parte, sul pettorale, arti e piedi, punta bianca alla coda. Una striscia bianca può comparire sul muso, sul cranio, o su tutti e due.

TAGLIA: Altezza al garrese maschi. 56 – 61 cm, femmine. 51 – 56 cm

DIFETTI:
qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere in esatta proporzione alla sua gravità ed al suo effetto sulla salute ed il benessere del cane, e sulla capacità di svolgere il lavoro richiesto a questa razza.

DIFETTI ELIMINATORI:
• Cane aggressivo o eccessivamente timido
• Qualsiasi cane che mostri in modo evidente anomalie d’ordine fisico o comportamentale, deve essere squalificato.

N.B I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.

 

2) Standard del Cane da Pastore Scozzese a pelo corto (Collie Smooth)
FCI Standard N° 296 / 19.09.2013
CANE DA PASTORE SCOZZESE A PELO CORTO (Collie Smooth)
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 24.06.1987
UTILIZZAZIONE: Cane da pastore
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 1 Cani da pastore e Bovari (escluso i Bovari Svizzeri)
Sezione 1 Cani da pastore
Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE:
Il Collie a pelo corto è un cane intelligente, sveglio ed attivo. D’aspetto dignitoso, la sua perfetta costruzione anatomica, dove nessuna parte può essere non proporzionata, dà l’impressione di gran capacità lavorativa. La struttura fisica è basata sulla forza e attività, senza goffaggine e senza alcuna traccia di grossolanità. Molto importante la sua espressione, ottenuta dal perfetto equilibrio e combinazione di cranio e muso, misura, forma, colore e piazzamento degli occhi, corretta posizione e portamento degli orecchi.

PROPORZIONI IMPORTANTI:
Viste di profilo, la linea superiore del cranio e quella del muso si trovano su due linee parallele, diritte e di eguale lunghezza, divise da un leggero ma percettibile stop. Il corpo è leggermente più lungo rispetto all’altezza del garrese.

TEMPERAMENTO/CARATTERE:
Allegro e amichevole, mai nervoso od aggressivo.

TESTA:
Di grande importanza, va considerata in proporzione alla taglia del cane. Vista dal davanti o di lato, la testa assomiglia ad un cuneo ben smussato, pulito, dai contorni lisci. Un punto fissato a metà tra gli angoli interni degli occhi (che costituisce il centro di uno stop correttamente piazzato) è il centro d’equilibrio della lunghezza della testa.

REGIONE DEL CRANIO
Cranio: piatto. I lati diminuiscono gradatamente e dolcemente dagli orecchi fino alla punta del tartufo. Profondità del cranio dall’arcata sopraccigliare alla regione sottomascellare, mai eccessiva.
Stop: leggero ma percettibile. Il punto fissato a metà tra gli angoli interni degli occhi è il centro di uno stop correttamente piazzato.

REGIONE DEL MUSO:
Tartufo: sempre nero.
Muso: Estremità del muso liscia, non appuntita, ben arrotondata, mai quadrata. Il muso non deve sembrare né sottile né appuntito.
Mascelle/denti: denti di buona misura, mascelle forti con una perfetta, regolare e completa chiusura a forbice, cioè con i denti superiori che a stretto contatto si sovrappongono agli inferiori e sono impiantati perpendicolarmente alle mascelle. Mascelle inferiori forti, ben delineate.
Guance: dalle ossa non prominenti
Occhi: molto importanti, danno al cane un’espressione dolce. Di media grandezza (mai molto piccoli), posizionati leggermente obliqui, a forma di mandorla e color marrone scuro, tranne che nei Blue-merle dove gli occhi (uno o ambedue, o parte di uno o di ambedue) sono frequentemente blu o macchiettati di blu. L’espressione è molto intelligente, con sguardo pronto e sveglio quando il cane è in ascolto.
Orecchi: moderatamente grandi, più ampi alla base, posizionati non troppo ravvicinati né troppo distanti tra loro. A riposo sono gettati all’indietro, ma in attenzione portati in avanti e semi-eretti, cioè con circa due terzi dell’orecchio che sta ritto, e il terzo alla sommità che cade in avanti naturalmente, al di sotto della linea orizzontale della piega.

COLLO: muscoloso, potente, di buona lunghezza; ben arcuato.

CORPO
Dorso: orizzontale e fermo
Rene: leggermente arcuato
Torace: profondo e piuttosto ampio dietro le spalle. Costole ben arcuate.

CODA: lunga con le ultime vertebre che arrivino almeno al garretto. Portata bassa a riposo, ma con una leggera curva rialzata verso l’alto alla punta. Può essere portata gaiamente quando il cane è eccitato, ma mai sopra il dorso.

ARTI
ANTERIORI:
Aspetto generale: arti diritti e muscolosi, con media ossatura
Spalle: oblique e ben angolate
Gomito: non deviato in dentro, né in fuori
Avambraccio: un po’ carnoso
Metacarpo: che dimostri elasticità, senza debolezze
Piedi anteriori: ovali con buoni cuscinetti. Dita arcuate e strettamente ravvicinate
POSTERIORI
Coscia: muscolosa. Nella parte inferiore asciutta e con tendini visibili.
Ginocchio: ben angolato
Metatarsi: ben discesi e potenti
Piedi posteriori ovali con buoni cuscinetti. Dita arcuate e strettamente ravvicinate.
Piedi posteriori leggermente meno arcuati.

MOVIMENTO
Il movimento è una caratteristica inconfondibile della razza. Un cane corretto non porta mai i gomiti in fuori, ma si muove con i piedi anteriori relativamente ravvicinati. È altamente indesiderabile che il cane intrecci, incroci o si muova rullando. Gli arti posteriori, dal garretto al suolo, visti dal dietro, devono essere paralleli. I posteriori, potenti, devono dare molta spinta. Visto di lato, il movimento è sciolto. È desiderabile un buon allungo e questo dovrebbe risultare leggero e senza sforzo.

MANTELLO
Pelo: pelo di copertura corto, piatto, di tessitura ruvida, con sottopelo molto fitto. Non toelettato (tagliato o aggiustato con le forbici).
Colore: sono tre i colori riconosciuti: sabbia e bianco – Tricolore - Blue-merle
- Sabbia: qualsiasi sfumatura dall’oro chiaro fino al mogano intenso, o sabbia sfumato. Il paglia chiaro e color crema sono altamente indesiderabili.
- Tricolore: nero predominante con focature intense alle gambe e testa. Un riflesso ruggine sul mantello esterno è altamente indesiderabile.
- Blue-Merle: blu chiaro argentato predominante, spruzzato e macchiettato di nero.
Focature intense preferite, ma la loro assenza non è da penalizzare. Larghe macchie nere, color ardesia e riflessi ruggine sul pelo di copertura o sottopelo sono altamente indesiderabili. Tutti i colori di cui sopra possono portare macchie bianche tipiche dei Collies in maggiore o minor misura. Si preferiscono le seguenti macchie: collare bianco, completo o parziale – sparato bianco, arti e piedi - punta della coda bianca. Una stella può essere portata sul muso o sul cranio, o su ambedue. Mantello tutto bianco o col bianco predominante è altamente indesiderabile.

TAGLIA E PESO:
Altezza al garrese: Maschi 56 – 61 cm, Femmine 51 – 56 cm
Peso: Maschi 20,5 – 29,5 kg, Femmine 18 – 25 kg

DIFETTI:
qualsiasi deviazione da quanto sopra deve essere considerata come difetto e la severità con cui questo difetto sarà penalizzato deve essere in esatta proporzione alla sua gravità ed al suo effetto sulla salute ed il benessere del cane, e sulla capacità di svolgere il lavoro richiesto a questa razza.

DIFETTI ELIMINATORI:
• Cane aggressivo o eccessivamente timido
• Qualsiasi cane che mostri in modo evidente anomalie d’ordine fisico o comportamentale, deve essere squalificato.

N.B:
• I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.
• In allevamento dovrebbero venire usati soltanto cani clinicalmente sani e rispondenti alla loro funzione, con conformazione tipica della razza.



Note

TORNA A CASA LASSIE!
Volendo sfruttare, negli anni Quaranta, il sentimentalismo del pubblico americano, la Metro Goldwyn Mayer decise di produrre un film la cui principale star era un cane (i bambini e gli animali sono tradizionalmente soggetti che piacciono negli Stati Uniti).

Un allevatore, Rud Weatherwax, vedendo l'occasione di un buon affare, acquistò allora una cagna Colley, chiamata Pai, nata nel 1941 nei dintorni di Hollywood.

Questa cagna, sensibile ed espressiva, affrontò, con trecento altri cani, i provini destinati a selezionare l’animale che doveva essere impiegato per le riprese del film.

Pai, addestrata dal suo allevatore nella prospettiva del film, giocò alla perfezione durante il provino (doveva attraversare un fiume a guado e crollare, con un aspetto totalmente spossato, sull'altra riva).

La cagna venne dunque scelta dalla Metro Goldwyn Mayer, che la ribattezzò Lassie per i bisogni del film "Torna a casa Lassie"! ("Lassie come home", in inglese).

Lassie divenne una delle più grandi commedianti a quattro zampe del cinema.

Dopo il successo magistrale della pellicola, durante la realizzazione della quale era pagata 110.000 lire alla settimana, il suo padrone ottenne per lei un contratto di sette anni, con uno stipendio settimanale di 396.000 lire, che passarono a 1.760.000 lire dopo il suo terzo film.

Come tutte le star, Lassie aveva il proprio appartamento, il proprio truccatore e le controfigure per le scene pericolose.

Quando morì di vecchiaia, la casa di produzione, nei guai, nascose la notizia per non rattristare il pubblico e la rimpiazzò con una delle sue figlie.

Cinque 'Lassie' — fra cui un maschio! — si sono così succedute sugli schermi. Per il più grande piacere del pubblico intenerito.

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