Le 5 eruzioni vulcaniche più disastrose di sempre

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Le 5 eruzioni vulcaniche più disastrose di sempre BEST5.IT 2016-12-02 19:45:15
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I vulcani hanno esercitato, da tempo immemorabile, un fascino irresistibile sugli esseri umani, un misto di venerazione e di terrore. L'uomo antico associava l'attività vulcanica alla presenza divina, e così dava una spiegazione a dei fenomeni altrimenti incomprensibili che lo terrorizavano.

Gli antichi greci spiegavano quest'attività vulcanica costruendo tante leggende. La più famosa è legata ad Efesto, Dio del fuoco e dei vulcani, il quale, proprio sotto di loro, nascondeva un'officina e preparava le armi per gli Dei. Ma non soltanto la civiltà greca ammirava ed onorava i vulcani. Anche quelle polinesiane, precolombiane e indocinesi li idolatravano, sacrificando a loro tante vite umane.

Scientificanete un vulcano è che una spaccatura della crosta terrestre, dalla quale escono materiali provenienti dall'interno della terra. Nonostante la bellezza mozzafiato (alquanto devastante e spesso fatale, a dire il vero) che possiedono tutti i vulcani in eruzione, vengono anche classificati tra gli assassini più spietati e letali della natura.

Possono farci morire attraverso colate piroclastiche, emisisoni di gas, cambiamenti climatici, tsunami, ceneri, colate di fango, nevi che si sciolgono, colate laviche, ecc. Naturalmente non tutti i vulcani sono pericolosi allo stesso modo. In Italia esistono numerosi vulcani, alcuni dei quali si possono considerare ormai estinti, altri che possono riattivarsi in qualsiasi momento (il Vesuvio) e altri ancora che danno eruzioni molto ripetutamente e attivamente (l'Etna in Sicilia).

La Terra, tuttavia, conserva le cicatrici delle massicce super-eruzioni che sono sempre accadute nella storia del nostro pianeta. Super-eruzioni rimaste scolpite nella storia in quanto portatrici di tanta morte e distruzione, nella speranza che ciò non accada mai più.

Vediamo quali sono queste super eruzioni vulcaniche che purtroppo, sono state disastrose per l'uomo.

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1. Tambora, Indonesia (1815)

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L'eruzione vulcanica più distruttiva e potente dalla fine dell’ultima Era glaciale, si è verificata in Indonesia, nell'aprile del 1815 dal vulcano Tambora. Oltre 100 km3 di materiale, 150 miliardi di m3 di roccia, cenere e altri materiali furono espulsi dal vulcano indonesiano, circa 100 volte superiore a quella dell’eruzione del monte Sant’Elena del 1980. Un eruzione più grande anche della famosa eruzione del vulcano Krakatoa (anche questa descritta più avanti in questo articolo) del 1883.

Quell’eruzione esplosiva, creò disastri di proporzioni bibliche: 12.000 persone morirono subito e si calcola che ci furono almeno altre 80.000 vittime per fame e carestie che seguirono il disastro.

La fitta polvere rimase in atmosfera per moltissimo tempo, rendendola opaca, ed impedendo ai raggi solari di penetrare l'atmosfera per arrivare sul suolo terrestre. Questo ha comportato un notevole cambiamento climatico a livello planetario, con inverni freddissimi, estati mancanti, raccolti carenti ed un considerevole depauperamento di vaste aree del pianeta. L'anno successivo l'eruzione, il 1816, in tutto il mondo, verrà ricordato nella storia come "l'anno senza estate".

Secondo la scala VEI (Volcanic Explosion Index) la presente eruzione viene classificata pari a 7 come super colossale e si trova al quarto posto degli eventi più distruttivi del nostro pianeta dalla sua nascita.

Numero di vittime provocate: 92.000

 

2. Krakatoa, Indonesia (1883)

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Il vulcano Krakatoa (Krakatau in lingua originale) è un vulcano dell'isola indonesiana di Rakata, vicino le famose isole di Giava e Sumatra. Questo vulcano, da sempre, aveva abituato la gente del posto con le sue violente esplosioni. Ma la più furiosa e disastrosa di tutte si verificò nel 27 agosto del 1883, con una potenza equivalente a 200 megatoni (200 volte la bomba atomica sganciata su Hiroshima), distruggendo due terzi dell'isola e producendo il frastuono  più forte mai udito sulla terra, un boato sentito persino a Perth, in Australia, a oltre 2.000 kilometri di distanza.

L'eruzione del 1883 fu tra le più dannose esplosioni vulcaniche nell'era moderna, classificata con VEI pari a 6 (seconda solo alla esplosione del Tambora). L'esplosione del vulcano non ha provocato direttamente vittime, ma ha provocato uno tsunami con onde alte 40 metri dove morirono più di 36.000 persone. L'esplosione fu cosi violenta che, le onde durto generate fecero 'il giro del mondo' per 7 volte.

Numero di vittime provocate: 36.000

3. Mount Pelee, Martinique (1902)

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Il Mount Pelee è un vulcano molto attivo e giovane della Martinica alto 1.397 m. Diverse furono le sue eruzioni durante i secoli, ma la più violenta e distruttiva ha avuto luogo l'8 maggio 1902 dove, dopo una terrificante esplosione, sbricciolò l'intera montagna liberando in soli tre minuti una gigantesca nuvola nera incandescente (temperatura di circa 1000 gradi).

Tale nube si diresse verso il mare ad altissima velocità, seppelendo interamente la città di Saint Pierre. Furono uccise, praticamente in maniera instantaea, piu di 29.000 persone travolte dalla tempesta di fuoco. In tutta la città ci furono solamente 2 persone sopravissero alla catastrofe.

Numero di vittime provocate: 29.000

4. Nevado del Ruiz, Colombia (1985)

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Il Nevado del Ruiz è un vulcano alto 5432 m e si trova in Colombia. E' diventato famoso, purtroppo, a seguito di un'eruzione verificatasi Il 14 novembre 1985 e dopo 400 anni di inattività.

Pur essendo una modesta eruzione, classificata con VEI pari a 3, il calore prodotto dalla colata piroclastica uscita dal cratere del vulcano, provocò lo scioglimento dei ghiacciai, dando luogo a 4 enormi colate di fango (lahars), mista a prodotti vulcanici, che seppellì la cittadina di Armero, uccidendo 25.000 dei suoi 29.000 abitanti.

Tutti gli avvertimenti lanciati al governo Colombiano da molte organizzazioni internazionali di vulcanologi, affinchè evacuasse la zona, rimasero purtroppo inascoltati.

Numero di vittime provocate: 25.000

5. Unzen, Giappone (1792)

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Unzen è un gruppo vulcanico attivo situato nella prefettura di Nagasaki, sull'isola di Kyunshu e fa parte del Parco Naturale Unzen-Amakusa, il più antico parco nazionale del Giappone, fondato nel 1934.

Il Giappone è famoso per i suoi vulcani (sul suo territorio se ne contano circa 200!) e il vulcano Unzen, nonostante non sia tanto famoso quanto il suo "compaesano" Fujiyama, detiene il titolo di essere il vulcano più mortale e devastante dello Stato nipponico.

Il vulcano Unzen fu l'artefice della morte di quasi 15.000 persone: a seguito di una fortissima esplosione, verificatasi nel 1792, crollò in mare un intero lato della montagna, provocando così una marea sismica con onde gigantesche.

Numero di vittime provocate: 15.000



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