Le 5 sostanze di cui siamo fatti secondo la Medicina Tradizionale Cinese

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Le 5 sostanze di cui siamo fatti secondo la Medicina Tradizionale Cinese BEST5.IT 2018-11-20 18:06:36
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La Medicina Tradizionale Cinese (MTC) considera tutti i fenomeni vitali correlati perché dipendenti da cambiamenti e trasformazioni dell’unica energia, o soffio vitale, che i Cinesi chiamano qi.

Energia (qi), essenza (jing), sangue (xue), liquidi organici (yin ye) e principio vitale (shen) sono le componenti che animano ogni essere vivente, dal concepimento alla morte.

Il patrimonio energetico dell’uomo è costituito da energie innate, chiamate del Cielo anteriore, e da componenti acquisite, chiamate del Cielo posteriore, che formano le strutture dell’organismo e trovano negli organi e nei visceri i punti principali di deposito, di rielaborazione e di ricostituzione.

– Cielo anteriore: questa espressione indica l’insieme delle energie, cosmiche, ambientali ed ereditarie, che preesistono alla nascita dell’individuo, che sono state ricevute al momento del concepimento e che si mantengono per tutta la vita con una graduale e fisiologica riduzione che condiziona la durata dell’esistenza stessa.
– Cielo posteriore: è l’insieme delle energie formate dopo il concepimento, frutto dell’incontro delle energie innate, arricchite da quelle che derivano dal Cielo attraverso la respirazione, e dalla Terra tramite la nutrizione.
Formano le cosiddette energie acquisite, che nutrono la persona fino alla morte. Le principali sono: zong, ying, wei, energia ancestrale, nutritiva e difensiva. Gli organi coinvolti nella produzione dell’energia acquisita sono Rene, Milza, Stomaco e Polmone.

Ecco, più dettagliatamente, le 5 sostanze di cui siamo fatti secondo la medicina Tradizionale Cinese.

 

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1. QI, LA BASE DELLA VITA

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Il qi è responsabile di ogni movimento e dell’attivazione di ogni processo che avviene nell’organismo.

Non è fisso e stabile, ma in continuo movimento lungo i vasi, i meridiani, i tessuti, gli organi del corpo, per mettere in collegamento tutti i punti dell’organismo, in un flusso continuo di informazioni da un capo all’altro della struttura corporea.

Il qi è sottoposto a fasi di flusso e deflusso e così spesso risulta preponderante in alcune zone del corpo in alcune ore della giornata; e a seconda delle zone corporee in cui si trova svolge funzioni particolari.

Il qi presiede all’attività fisiologica di organi, visceri, meridiani e attiva la circolazione sanguigna e dei liquidi organici.

Il qi è alla radice di tutti i processi di trasmutazione dell’organismo: presiede alle trasformazioni degli alimenti in essenze sottili che, a loro volta, “diventano” sangue e liquidi organici. I residui prendono forma di scarti e vengono espulsi.

I disturbi di questa attività di elaborazione e trasformazione producono blocchi e stasi che possono diventare causa di malattie.

Una delle principali funzioni del qi consiste nel mantenere costante la temperatura corporea e il calore.

Qualora questa funzione non venga mantenuta il corpo si raffredda, soprattutto alle estremità, la circolazione di sangue e liquidi rallenta, l’attività funzionale di organi e visceri si indebolisce e anche la funzionalità psichica perde vigore.

  • - L’azione difensiva: a livello della pelle viene impedito l’ingresso nell’organismo delle energie cosmopatogene esterne (come il vento) e a un secondo livello, qualora queste penetrino nel corpo, viene organizzata una difesa per cui le energie “perverse” sono espulse all’esterno.
    In questo senso l’energia difensiva è quella che consente non solo la prevenzione delle malattie, ma anche una migliore reazione dell’organismo e una guarigione più rapida e durevole.
  • - Mantiene il tono dei tessuti: il qi trattiene il sangue all’interno dei vasi impedendone la fuoriuscita, blocca la dispersione dei liquidi all’esterno regolando l’emissione di sudore, urine e saliva, trattiene le essenze in modo che non si disperdano disordinatamente; inoltre, è responsabile del tono dei tessuti che mantengono gli organi nella loro sede.

 

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2. JING, L’ESSENZA

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Il jing, il cui significato è stato interpretato in modi vari e diversi, può essere identificato con l’essenza e costituisce il fondamento materiale di tutta la vita dell’universo e dell’uomo.

È alla radice di tutti i mutamenti biologici, della formazione e dello sviluppo di ogni individuo.

Secondo la medicina cinese, il jing è in parte ereditato dai genitori e in parte acquisito dall’ambiente. Il jing ha un aspetto più materiale, più yin, mentre il qi ha un aspetto più etereo e quindi yang.

Il qi che circola in ogni momento nei meridiani, la zhen qi, è acquisita e si rinnova e ricostituisce giorno dopo giorno. A differenza del qi che circola in tutto l’organismo senza una sede fissa, il jing viene immagazzinato nel Rene.

Ereditato dai genitori al momento del concepimento, il jing innato è la materia prima a partire dalla quale si forma il feto e dopo la nascita è immagazzinato nel Rene.

È limitato e solo parzialmente rinnovabile; è una riserva preziosa dalla cui qualità dipendono la salute, la vitalità e la longevità della persona.

Arricchito continuamente dal jing postnatale forma con questo la base biologica per lo sviluppo e l’attività riproduttiva. Il jing acquisito deriva dall’ambiente in cui si vive.

Si origina dal processo di trasformazione degli alimenti a opera di Milza/ Stomaco. La Milza in particolare, a partire dalle essenze sottili degli alimenti, elabora l’energia che distribuisce agli organi e ai visceri come nutrimento energetico.

Anche l’aria che respiriamo, la luce, le radiazioni, l’elettricità e il geo-magnetismo contribuiscono alla formazione del jing acquisito.

Sebbene lo jing acquisito e quello ereditato non abbiano la stessa origine sono comunque immagazzinate nel Rene e la loro azione è correlata: entrambi contribuiscono al mantenimento e alla rigenerazione delle componenti più materiali dell’organismo, di tutte le forme (xing) di cui il jing costituisce l’origine e la riserva ricostitutiva.

 

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3. SUE, IL SANGUE

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Il sangue di cui si parla in MTC non è del tutto sovrapponibile al sangue quale è inteso nella medicina scientifica.

Innanzitutto, vi sono molte affinità con il qi che consente al sangue, di natura materiale, inerte e yin, di circolare.

Un arresto della circolazione del qi, infatti, ha sempre conseguenze sulla circolazione, ripercuotendosi su organi e tessuti.

Il sangue “alloggia lo shen”, costituendo, così, la base per una concezione psicosomatica dell’uomo: ovunque vi sia sangue, vi è Spirito (psiche).

Il sangue, per la medicina cinese, ha due compiti specifici e peculiari: nutrire il corpo e fornire un supporto all’attività psichica.

Il sangue, infatti, alimenta e umidifica l’organismo, sia all’interno, mantenendo vitali e ben funzionanti gli organi e i visceri, sia a livello esterno, nutrendo i tessuti, la pelle, i muscoli e i capelli.

Il qi di Cuore e quello di Maestro del Cuore fanno circolare il sangue; il qi di Fegato lo immagazzina; il qi di Milza lo mantiene nei vasi controllando indirettamente i vari processi coagulativi.

L’attività del sangue si evidenzia anche nell’aspetto della persona: una pelle ben nutrita diventa morbida, i muscoli si fortificano e i capelli appaiono lucidi.

Spesso, perciò, una mancanza di agilità, la secchezza della pelle e pallore sono segno di uno squilibrio del sangue.

Il secondo ruolo del sangue è quello di supportare l’attività della mente. Già la tradizione classica più antica, dopo secoli di osservazioni cliniche, aveva messo in evidenza che quando il sangue è abbondante e fluisce normalmente, la persona è tranquilla: «Quando il sangue è in equilibrio, lo shen ha una dimora».

Disfunzioni del sangue e/o nella sua circolazione portano a patologie mentali o psichiche di vario tipo.

Ad esempio, quando il sangue del Cuore e del Fegato sono in deficit, si hanno palpitazioni, ansia, insonnia, iperonirismo.

Emorragie di ogni tipo possono comportare agitazione, perdita di memoria, fenomeni di temporaneo black-out mentale, alterazioni dell’equilibrio psichico, anche gravi.

 

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4. JIN YE, I FLUIDI CORPOREI

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In MTC, tutti i liquidi organici del sangue, sono definiti jin ye.

La loro funzione è umidificare e nutrire le strutture dell’organismo come la pelle, i peli, i muscoli, la carne, le membrane, gli organi e i visceri.

La tradizione li suddivide in una componente yang (jin) e in una componente yin (ye)

  • I fluidi jin sono limpidi, acquosi e percorrono la parte superficiale del corpo. Sono localizzati negli strati della pelle e nei muscoli, con il compito di umidificare i tessuti. Fanno parte dei jin anche i liquidi che vengono secreti verso l’esterno come il sudore, la saliva, il muco nasale, le lacrime, l’urina.
  • I fluidi ye sono i liquidi torbidi, densi e vischiosi. Nel corpo hanno una posizione più interna o addirittura, secondo la tradizione, "nascosta". Hanno il compito di nutrire gli organi, i visceri, il cervello, il midollo e di favorire il movimento delle articolazioni. Appartengono agli ye il liquido cerebro-spinale, il liquido sinoviale e i liquidi secreti dai vari organi come ad esempio
    la bile.

 

Liquidi jin e ye sono in stretta correlazione. Ad esempio, una perdita di liquidi jin comporta quasi sempre in via secondaria un prosciugamento dei liquidi ye. Tutti i liquidi organici hanno origine dagli alimenti e dai liquidi ingeriti grazie all’attività di Milza, Stomaco, Intestino Tenue e Grosso Intestino e Milza.

Il loro metabolismo è retto dall’attività funzionale di Polmone, Rene e soprattutto Milza, che viene sempre trattata in presenza di patologie che coinvolgono i liquidi.

Disarmonie e deficit di questi organi comportano insufficiente produzione di liquidi, secchezza generalizzata o localizzata a organi, visceri o aree specifiche, oppure eccesso di liquidi, che può generare formazioni patogene definite tan yin (catarro/flegma) e anomalie della circolazione dei liquidi definite shui yin (edemi).

 

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5. SHEN, LO “SPIRITO”

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L’ideogramma shen significa letteralmente: Spiriti, principio vitale.

Shen è lo Spirito; al momento del concepimento gli shen vengono ad animare l’embrione, determinano le caratteristiche della persona e rappresentano l’aspetto “celeste” dell’uomo e il fondamento di tutti i meccanismi che costituiscono la vita.

Al momento dell’unione del jing del padre e della madre, gli shen si fissano sul feto, ma se ciò non accade si ha un aborto spontaneo.

Durante la fase embrionale di crescita gli shen si uniscono a espressioni sistemiche più yin per dare vita a organi e visceri di cui contribuiscono a promuovere lo sviluppo secondo le specificità di ciascun organo e secondo le varie fasi di crescita dell’individuo.

Dopo la nascita, l’unione del jing innato e acquisito fornisce il potenziale vitale messo a disposizione degli shen per la loro manifestazione.

Shen e jing sono indissociabili: se si separano, lo shen torna al Cielo ed è la morte. Gli shen rappresentano l’unità e l’unicità di ogni essere vivente, lo animano, ne determinano il comportamento, così come i meccanismi della vita fisiologica. Per questo sono anche chiamati “anime vegetative”.

Gli shen accendono il desiderio per la vita; custodiscono la natura profonda di ogni individuo; armonizzano ciò che è innato e ciò che è acquisito; consentono di acquisire di giorno in giorno coscienza di sé e degli altri ed esprimono l’attitudine alla concentrazione e al pensiero.

Gli shen strutturano l’attività psicoemotiva dell’uomo che così risulta integrata, fin dall’origine, nella parte più organica e corporea: un attacco portato a uno zang-organo comporterà sempre un attacco portato al suo intimo, al suo shen.

Ogni shen, infatti, è legato a un organo di cui costituisce la forza vitale, il “genio”. Essi sono: lo shen che risiede nel Cuore; lo hin che risiede nel Fegato; il po che risiede nel Polmone; lo yi che risiede nella Milza; lo zhi che risiede invece nel Rene.

L’esito di una qualsiasi alterazione, infatti, implica spesso, oltre a danni fisici, anomalie o malesseri mentali e psichici; viceversa, molte malattie possono essere l’esito di disordini nella distribuzione dell’energia vitale dovuti a fattori psichici come a dire che i “cattivi pensieri” fanno male tanto quanto i “germi cattivi” o le “energie perverse”.

 

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