Le patologie respiratorie del cane

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Le patologie respiratorie del cane BEST5.IT 2018-10-18 03:46:09
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Le malattie dell’apparato respiratorio sono frequenti nei cani.

Dalle vie nasali ai polmoni, passando per la trachea e i bronchi, tutti gli organi possono essere la sede di una patologia.

I disturbi generati dipendono beninteso dalla localizzazione della lesione.

Così come le cavità nasali e la trachea, i bronchi é i polmoni possono essere sede di processi patologici più o meno gravi.

Ma quali sono le patologie dell’apparato respiratorio del cane? Scopriamole insieme.

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1. LE MALATTIE DELLE CAVITÀ NASALI E DELLA TRACHEA - Patologia delle cavità nasali

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Le malattie delle cavità nasali si manifestano spesso con la presenza di muco in quantità anomala, muco che può essere sieroso, purulento o emorragico.

Le cause di questi sintomi sono assai numerose: rinite batterica o provocata da funghi, presenza di un corpo estraneo (ariste di graminacee, pezzetti di legno...), tumore (soprattutto nei cani anziani), ascesso dentario, trauma (frattura), esistenza di parassiti (linguatule).

Malformazioni congenite delle cavità nasali possono ugualmente essere all'origine di sintomi respiratori, in particolare di una dispnea, cioè di una difficoltà nel respirare.

Queste anomalie, che si osservano soprattutto nelle razze brachicefale, sono assai spesso associate ad altre anomalie dell'apparato respiratorio, in particolare del velo palatino.

La diagnosi di queste malattie fa appello a tecniche molto diverse, adattate a ciascuna circostanza. Così, in caso di presenza di un corpo estraneo, di rinite batterica o micotica, di tumore delle cavità nasali, è spesso indispensabile il ricorso a esami radiologici.

Tali esami non possono essere praticati che sotto anestesia generale, condizione necessaria perché le lastre siano ben leggibili e quindi perfettamente interpretabili dal radiologo.

Occorre talvolta fare degli esami endoscopici per visualizzare le lesioni ed effettuare eventuali prelievi della mucosa nasale. Questo tipo di indagine permette di diagnosticare un tumore.

Il trattamento delle affezioni nasali, variabile a seconda del tipo di patologia, può essere medico o chirurgico. Le riniti batteriche sono curate con antibiotici, somministrati per via generale o locale, sotto forma di aerosol.

L'estrazione di un corpo estraneo, rescissione di focolai tumorali o infettivi necessitano di una rinotomia, intervento che consiste nel praticare un'apertura nel tessuto osseo al fine di poter accedere alla cavità nasale.

Le lesioni delle prime vie respiratorie sono assai spesso associate a lesioni dei bronchi o dei polmoni. È il caso delle riniti virali, che non sono che una delle espressioni cliniche dell'affezione più complessa del tratto respiratorio: la tosse dei canili, per esempio, comincia con una semplice rinite.

 

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2. LE MALATTIE DELLE CAVITÀ NASALI E DELLA TRACHEA - Patologia della laringe e della trachea

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Le affezioni laringotracheali sono dominate nel cane dal collasso tracheale, assai frequente nelle razze di piccola taglia (Yorkshire-Terrier, Barbone, Chihuahua...).

Questo collasso è caratterizzato da un abbassamento dorsoventrale degli anelli della trachea, la quale si trova così ostruita, il che disturba fortemente la circolazione dell'aria.

L'origine di questa anomalia sembra essere in relazione con un disturbo della formazione della cartilagine tracheale (assenza di sintesi di glicoproteine e glicosamminoglicani indispensabili al mantenimento della rigidità cartilaginosa).

Il collasso tracheale si manifesta il più delle volte nell'età adulta (5-7 anni).

L'animale che ne è affetto emette talvolta un rumore respiratorio, soffre di dispnea da sforzo e persino di dispnea permanente, che si inasprisce ulteriormente con l'emozione, l'agitazione, l'assunzione di alimenti solidi o liquidi; il collasso si traduce ugualmente in una tosse secca emetica, cioè che favorisce il vomito.

La diagnosi è fondata sui dati clinici (dispnea, tosse), la razza dell'animale e gli esami radiologici.

Una radiografia e sufficiente talvolta a provare esistenza della malattia, ma può essere necessario fare una radioscopia. Il collasso tracheale è localizzato generalmente nella parte di trachea che penetra nel torace.

La terapia è medica o chirurgica. Tenuto conto dell'infiammazione tracheale presente e dell'infezione locale che la alimenta, si associano degli antinfiammatori agli antibiotici.

Un intervento chirurgico, consistente nella resezione degli anelli tracheali affetti dal collasso e nella loro sostituzione con una protesi, può essere talvolta preso in considerazione.

A livello della trachea, le altre lesioni isolate sono rare. Occorre, tuttavia, citare le parassitasi (provocate da Filaroides osleri e che si osservano nei cani giovani, in particolare nei Levrieri), i tumori, i disturbi dovuti alla presenza di corpi estranei.

La diagnosi di queste lesioni tracheali fa sempre più appello all'endoscopia, tecnica che permette non solo di mettere in evidenza la lesione ma anche di curarla, in particolare quando si ha la presenza di corpi estranei.

 

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3. LE MALATTIE DEI BRONCHI E DEI POLMONI - Le bronchiti

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Le malattie dei bronchi, il cui sintomo maggiore è costituito dalla tosse, sono relativamente frequenti nei cani.

Nel cane giovane, il virus responsabile della sindrome della "tosse dei canili" è spesso la causa iniziale di queste infezioni.

Sempre nei cani giovani, alcuni parassiti, in particolare gli ascaridi, possono generare lo stesso tipo di problemi.

Nel cane adulto, le bronchiti possono essere scatenate da infezioni batteriche, ma anche da fattori inquinanti o da meccanismi allergici. In tutti i casi, la ripetizione degli accessi di bronchite può condurre all'instaurarsi di un'insufficienza respiratoria e cardiaca.

Se la bronchite è facile da diagnosticare, la ricerca delle cause è molto più difficile.

All'esame clinico e alla radiografia polmonare bisogna a volte aggiungere un'endoscopia respiratoria, in quanto questa permette non solo di osservare direttamente le lesioni, ma anche di prelevare del muco bronchiale al fine di procedere a un'analisi batteriologica e citologica.

Il trattamento delle bronchiti nel cane fa essenzialmente appello all'uso di antibiotici e, secondo i casi, di antinfiammatori. A volte vengono prescritte anche terapie coadiuvanti, in particolare farmaci contro la tosse e fluidificanti delle secrezioni bronchiali.

I farmaci contro la tosse sono molto diffusi, ma il loro uso può perturbare l'evoluzione della bronchite; per questo si raccomanda di non fare uso di prodotti di questo tipo senza sentire il parere del veterinario. Il trattamento delle bronchiti croniche è sempre lungo e deve essere adattato a ogni singolo caso.

 

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4. LE MALATTIE DEI BRONCHI E DEI POLMONI - Le lesioni del parenchima polmonare

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Se le malattie bronchiali sono frequenti nella specie canina, le lesioni del parenchima polmonare non sono da meno.

Si tratta principalmente di patologie infettive (bronco-polmonite, polmonite), edematose, emorragiche, tumorali, trombo-embolitiche.

  • - Le lesioni da infezione
    Frequentemente associate a lesioni bronchiali, le patologie polmonari sono dovute a virus o a batteri.
    I virus incriminati sono gli stessi che sono all'origine delle bronchiti. Vi si aggiungono il virus del cimurro e l'herpesvirus canino.
    L'infezione virale è complicata a volte dal sopraggiungere di batteri o di micoplasmi.
    I segni clinici di una malattia polmonare di origine infettiva sono a volte molto discreti, ma come regola generale i sintomi sono associati a un quadro clinico che comprende ipertermia, abbattimento generale, dispnea, emissione muco-purulenta, in caso di contaminazioni batteriche, tosse, se esistono lesioni bronchiali.
    La diagnosi certa è radiologica. E ancora, per stabilire una terapia razionale, bisogna a volte procedere ad alcuni esami complementari, che mirano a identificare la causa, in particolare dei lavaggi tracheo-bronchiali realizzati durante una fibroscopia bronchiale.
    L'uso di antibiotici è sistematico nel trattamento di questo tipo di lesioni dell'apparato respiratorio; l'ossigenoterapia può essere necessaria in caso di difficoltà respiratorie.

 

  • - Le lesioni edematose
    L'edema polmonare è frequente nel cane. Generalmente, accompagna un'insufficienza cardiaca, e si parla di edema cardiogenico in opposizione a edemi non cardiogenici, la cui causa non è cardiaca.
    L'edema cardiogenico è dovuto a lesioni valvolari (più frequentemente a lesioni delle valvole mitraliche) e a lesioni miocardiche. L'edema può evolvere in maniera cronica o manifestarsi all'improvviso. I segni clinici dell'edema cardiogenico sono quelli di una dispnea acuta o cronica, ai quali si aggiungono i sintomi della cardiopatia che le ha dato origine.
    L'esame radiologico permette di riconoscere l'edema e di mettere in evidenza i segni della cardiopatia associata.
    Nel cane, gli edemi non cardiogenici possono essere conseguenza dell'accumulo di sostanze tossiche (organofosforici, ANTU, paraquat, inalazioni di fumi), di morsi di serpenti, di reazioni allergiche, di una scossa elettrica...
    L'edema polmonare acuto è un'urgenza medica; il suo trattamento associa la somministrazione di diuretici per via endovenosa, l'ossigenoterapia e alcune misure terapeutiche che mirino a combattere la causa dell'edema.

 

  • - Le altre lesioni polmonari
    Le lesioni emorragiche fanno seguito generalmente a traumi della cassa toracica o a intossicazioni con certi topicidi.
    Le lesioni tumorali sono più spesso metastatiche, cioè secondarie a una lesione tumorale iniziale situata al di fuori del polmone (tumore mammario, tumore tiroideo, tumore vescicale, tumore osseo...).
    I tumori primitivi del polmone sono rari nel cane. Le lesioni tromboembolitiche, rare ugualmente, sono accompagnate in genere da dispnea acuta; la loro diagnosi è generalmente difficile.

 

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5. LE MALATTIE DELLA PLEURA

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  • - I versamenti
    Le infezioni della plèura sono dominate da versamenti di origine diversa e di natura più o meno infiammatoria.
    Il versamento si manifesta principalmente con una dispnea e un'anomalia dei movimenti respiratori; l'auscultazione polmonare ne è profondamente modificata: i rumori respiratori non sono udibili e l'intensità del rumore cardiaco è molto diminuita.
    L'esame radiografico mette spesso in evidenza la scomparsa di zone polmonari normali, a vantaggio di uno strato liquido che maschera il parenchima polmonare e l'immagine cardiaca.
    Il prelievo toracico conferma la diagnosi e permette, grazie a esami appropriati (biochimico, citologico, batteriologico) del liquido raccolto, di determinare la natura del versamento, e dunque di dedurne la causa.
    I versamenti non infiammatori possono avere un'origine cardiaca, renale o epatica, ma possono anche essere la conseguenza di emorragie (turbe della coagulazione secondarie a una intossicazione da anticoagulanti usati come topicidi).
    I versamenti infiammatori, o pleuriti, sono di origine batterica o tumorale
    Infine, esistono dei versamenti le cui caratteristiche sono simili a quelle dei due tipi precedenti. Tali versamenti, che vengono chiamati trasudati modificati, hanno delle cause multiple: cardiopatie, ernie diaframmatiche, tumori intestinali, atelectasie.
    La terapia di un versamento pleurico è contemporaneamente causale e sintomatica.
    Quando il versamento è di importanza tale da costituire un serio rischio per la vita dell'animale, può essere necessario procedere a un drenaggio per evacuare il liquido pleurico.
    Questa tecnica autorizza ugualmente l'iniezio ne intrapleurica di antibiotici o antisettici indi spensabili in caso di pleurite batterica.

 

  • - Le rotture della cavità pleurica
    Sono conseguenza di traumi del torace (incidente stradale, caduta, penetrazione di corpi estranei...).
    Le ernie diaframmatiche corrispondono a una rottura del diaframma, più frequentemente di origine accidentale, e al passaggio nella cavità toracica di una parte dei visceri addominali (fegato, intestino, stomaco...).
    Dopo un incidente, il veterinario procede sempre a un attento esame della cavità toracica e fa delle radiografie del torace, al fine di diagnosticare al più presto se ci sono lesioni che giustifichino un intervento chirurgico precoce.
    Le ernie diaframmatiche diagnosticate tardivamente sono difficili da trattare chirurgicamente.

 

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