Le piante aromatiche: tanti consigli utili da sapere

Le piante aromatiche: tanti consigli utili da sapere
   
    

Le piante aromatiche: tanti consigli utili da sapere BEST5.IT 2017-11-20 01:50:28
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Può essere incoraggiante sapere che le aromatiche sono tra le piante commestibili più facili da coltivare.

Per prendersene cura basta raccoglierle: molte, come timo e rosmarino, sembrano prosperare con questo accorgimento regolare, che le mantiene ordinate, compatte e prolifiche.

Un po’ di acqua e concime di tanto in tanto le sosterrà al meglio, in particolare se coltivate in vaso. Ricordatevi anche di potarle, diserbarle ed eliminare le infruttescenze e il fogliame disordinato.

In cucina le aromatiche aggiungono sapore e colore a ogni piatto; in giardino possono essere altrettanto preziose: molte infatti hanno qualità ornamentali eccellenti, oltre al pregio di un fogliame delizioso e aromatico.

Ma attenzione, non tutte le aromatiche sono adatte all’uso culinario: molte sono apprezzate per le loro qualità fitoterapiche, ma alcune sono fortemente tossiche se usate nel modo sbagliato.

Non consumatele mai senza essere certi di cosa si tratta, e non assumetele a scopo terapeutico senza un parere medico.

Oggi scopriremo tantissimi consigli utili da sapere sulle piante aromatiche! Leggiamoli insieme!

LEGGI  5 piante aromatiche ed officinali che meritano di essere coltivate

1. Valutare il terreno

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Il terreno fornirebbe di per sé tutti i nutrienti, l’acqua e il sostegno necessari alle vostre aromatiche per una vita produttiva sana, quindi è fondamentale che vi accertiate della sua validità.

  • Terreni diversi
    Il vostro giardino contiene tipi diversi di terra secondo la profondità. Questi variano per consistenza, e a grandi linee si distinguono in limo, sabbia e argilla.
    Le proporzioni dei diversi terreni, combinati con materiale più grossolano e organico, vi indicheranno la fertilità e la facilità di lavorazione del giardino.
    Ne determineranno anche il grado di drenaggio: un terreno saturo d’acqua non solo sarà molto più difficile da lavorare, ma si riempirà facilmente di pozzanghere.
    Scavando in profondità, il terreno cambierà gradualmente: da quello superficiale ricco di humus e materia organica, attraverso uno più pesante e compatto, forse più sabbioso, fino a uno strato incoltivabile per le vostre aromatiche.
    Per non compromettere la fertilità e la consistenza del terreno superficiale, il cui spessore può variare molto anche in un piccolo giardino, non mescolatelo con il sottosuolo, estremamente povero.
  • Test del pH
    Questo importante test misura la basicità o l’acidità del vostro terreno in scala da 1 (acido) a 14 (basico) e vi aiuterà a capire i tipi di piante che possono crescere o meno nel giardino. I kit economici sono abbastanza affidabili e facilmente reperibili, e i risultati quasi istantanei se seguite scrupolosamente le istruzioni.
    Cercate di prelevare un certo numero di campioni perché in molti giardini il terreno varia da un estremo all’altro.
    Ricordate anche che le aromatiche prosperano perlopiù in valori compresi tra 5.5 e 7.5: se i risultati delle vostre analisi ne sono molto lontani è meglio chiedere un secondo parere o rivolgersi a un professionista.
  • Analizzare il terreno
    Se volete piantare un’aiuola di aromatiche o volete coltivare un appezzamento per la prima volta, è importante scoprire qualcosa in più del solo pH.
    Scavate una buca quadrata di circa 20 cm di lato e profonda quanto la lama della vanga; sarebbe meglio scavarne una ogni 5-10 m.
    Osservate il terreno: se è secco e sabbioso, forse avrete bisogno di aggiungere materia organica che trattenga l’umidità; se è appiccicoso o viscido, la vostra priorità sarà migliorare il drenaggio.
    La presenza di ghiaia o piccole pietre non è un problema se c’è una pari quantità di terra, ma i grossi sassi devono essere rimossi.
    In zone con costruzioni recenti potrebbe esserci uno strato di mattoni e detriti non molto sotto la superficie: scavatelo ed eliminatelo.
  • Una notte di attesa
    Una volta terminato di scavare, lasciate la buca per 24 ore coperta con una tavola (per proteggerla dalla pioggia ed evitare di intrappolare qualche animale), poi andate a controllare: se è quasi asciutta o con poca acqua non dovete fare niente, ma se è piena per metà o anche più, dovrete migliorare il drenaggio.
    L’impresa può essere impegnativa, poiché consiste nell’installazione di tubi o di canali rivestiti di ghiaia fino a un pozzetto di raccolta.
    La vostra buca potrebbe riempirsi di acqua man mano che scavate, indice di una falda acquifera superficiale o di scarso drenaggio.
    Anche se fosse un problema temporaneo o stagionale, il sito non è adatto per gran parte delle aromatiche e potreste far ricorso alle aiuole rialzate.
  • La prova dell’acqua
    Provate a riempire la buca di acqua con un tubo di gomma o un secchio (versandola con delicatezza per non far crollare i lati): la velocità con cui defluisce vi darà qualche indicazione in più sull’adeguatezza del vostro terreno per la coltivazione delle aromatiche e sugli additivi che potrebbero essere necessari per migliorarne struttura e consistenza.
    Se l’acqua ristagna fino al giorno successivo potrebbero essere necessari interventi più radicali, o anche trattarsi di un problema localizzato: ripetete il test scavando un’altra buca a 1 m di distanza. In siti molto drenanti potrebbe essere difficile riempire la buca, perché l’acqua defluisce non appena versata; ma non è necessariamente un male: molte aromatiche prediligono questo tipo di terreno.
  • Rimuovete il terreno laterale
    Una volta defluita l’acqua, grattate i lati della buca con una paletta: lo strato esterno sarà bagnato e scuro, e si dovrebbe vedere chiaramente fino a che punto l’umidità è penetrata.
    Se è filtrata poca acqua, è possibile che il terreno sia troppo compatto; basterà lavorarlo per risolvere il problema.
    Sabbia e sostanza organica, oltre a terriccio o letame, aiuteranno il terreno ad assorbire e immagazzinare l’umidità, evitando i ristagni d’acqua.

2. Concimare e annaffiare

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Tutte le piante hanno bisogno di nutrimento per mantenersi sane, e le aromatiche non sono diverse.

Il terreno e il terriccio si esauriscono in fretta e devono essere riforniti e alimentati.

  • Carenze nutritive
    Una vitalità ridotta della pianta, e la presenza talvolta di chiazze giallastre o marrone rossiccio sulle foglie, potrebbe essere un sintomo di carenze nutritive, ma anche di bruscatura, siccità o ristagni d’acqua, quindi sarebbe un errore ricorrere a concimi o integratori minerali senza prima aver escluso questi fattori.
    Scavate una piccola buca sotto la chioma delle piante più grandi o vicino all’apparato radicale di quelle appena piantate e verificate l’umidità del terreno.
  • Tipi di concime
    Trovare il concime giusto non è facile considerando la gamma di tipi in commercio – liquidi già pronti, granulari, a lenta o rapida cessione – nessuno dei quali però equivale veramente al materiale compostato o al letame incorporato nel terreno.
    Chiedete consiglio e ricordate che tendenzialmente ogni pianta ha bisogno di una formulazione diversa. Il rinvaso regolare ne riduce la necessità; potrete poi integrarlo con concimazioni fogliari. Per accontentare gran parte delle vostre piante basterà una manciata di concime universale.
  • Annaffiare le aromatiche
    La quantità e la frequenza delle annaffiature richieste dalle vostre piante variano in base a clima e stagione; in generale, ne avranno più bisogno dopo la messa a dimora e durante la crescita vegetativa.
    Cercate di bagnare direttamente il terreno o lo strato pacciamante anziché inzuppare la chioma, per evitare danni e malattie fungine.
    Le aromatiche in vaso hanno bisogno di annaffiature giornaliere, specialmente nella stagione calda, ma alcune, come il basilico, non gradiscono passare la notte con foglie bagnate o terriccio fradicio, perciò annaffiate preferibilmente la mattina, prima che siano esposte al sole diretto. In inverno probabilmente non avranno bisogno di acqua; controllate sempre che non vi siano segni di ristagni idrici, ma anche di siccità, poiché le piante seccano facilmente se esposte a venti freddi.
    Ricordatevi delle aromatiche delicate e delle plantule tenute in serra o in veranda, ma evitate di annaffiarle con acqua corrente: lo sbalzo termico potrebbe paralizzarle.
    Lo strato superficiale di un vaso spesso appare asciutto, oppure viene coperto con ghiaia. Spingendo un dito nel terriccio potete verificare l’umidità effettiva. Sollevate il vaso e valutatene il peso per un’indicazione più accurata.
    In commercio si trova un’ampia gamma di materiali pacciamanti, che riducono l’evaporazione del terreno. Le annaffiature saranno quindi meno frequenti, ma anche più difficili da valutare. In inverno e in condizioni umide, badate a tenere il terriccio appena bagnato.

3. Potatura, cimatura e manutenzione delle aromatiche

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  • Potatura
    Le aromatiche richiedono attenzioni regolari e possono diventare spoglie e legnose o allargarsi in modo disordinato se non sono potate e cimate ogni anno.
    Dopo la fioritura L’eliminazione di fiori secchi o appassiti favorisce lo sviluppo di più gemme, ma non tutte le piante sono in grado di fiorire continuativamente.
    Alcune, come Lavandula angustifolia, fioriscono solo una volta, mentre altre, come le cultivar di L. stoechas e L. pinnata, possono farlo per tutta l’estate se gli steli fioriferi vengono accorciati all’altezza di un nodo o di gemme in via di sviluppo.
    Aromatiche come la melissa (Melissa officinalis) e il finocchio (Foeniculum) si autodisseminano liberamente se non vengono cimate. Staccando i fiori secchi si impedisce lo sviluppo dei semi, perciò lasciatene qualcuno se volete seminarli o usarli in cucina.
  • Cimatura
    L’uso e la raccolta regolare delle aromatiche le manterrà produttive e ordinate.
    La nuova vegetazione ha un colore e un sapore più intensi, e per stimolarla serve un costante rinvigorimento.
    Cimando spesso le infiorescenze si riesce a evitare che annuali e biennali muoiano, mentre le perenni potrebbero produrre altro fogliame.
  • Manutenzione delle aromatiche
    Le aromatiche di solito sono piante abbastanza robuste, ma apprezzano qualche attenzione di tanto in tanto. Inoltre verrebbe voglia di lasciarle stare, ma molte senza cure adeguate tendono a diventare infestanti.
    - Distribuire il carico di lavoro e cimatura
    Durante l’anno c’è sempre qualcosa da fare in giardino, soprattutto in primavera e in autunno, quando le ore di lavoro sembrano non bastare mai.
    Meglio avvantaggiarsi durante l’inverno. Cercate di progettare i nuovi schemi in autunno, in modo da lavorare la terra nei giorni più asciutti di inizio inverno e averla pronta in primavera per piantare.
    Le potature non vanno fatte in autunno: se vengono lasciati, i fusti e le infruttescenze diventano un habitat e una fonte di cibo per la fauna selvatica.
    In estate è preferibile dedicarsi alle operazioni di raccolto e potatura in piccole dosi: così saranno più gradevoli.
    Staccando gli apici di aromatiche come il basilico (Ocinum), la loro energia verrà ridistribuita sulle gemme laterali più basse e le piante assumeranno una forma più cespugliosa. Resistete alla tentazione di staccare solo le foglie più appariscenti.

    - Staccare le infruttescenze
    Fatelo quando i semi maturano se volete raccoglierli, o per evitare che si riproducano troppo. Ricordate però che alcune hanno un bell’aspetto invernale e sono anche fonte di cibo per gli uccelli.

    - Aromatiche vigorose:
    1) Armoracia rusticana
    Il rafano è una pianta grande e vigorosa con radici saporite che affondano nel terreno anche per 60 cm e possono essere difficili da estrarre.
    Si riproduce rapidamente, e se avete intenzione di coltivarlo conviene dedicargli un’aiuola rialzata per contenerne l’espansione.
    Avrà bisogno di più terriccio o letame dal momento che produce un buon raccolto solo in terreno fertile; in vaso non sarà produttivo.
    Eliminare la pianta può essere davvero arduo; rimuovete ogni frammento di radice dal terreno perché ogni pezzo si può rigenerare raggiungendo grosse dimensioni in una o due stagioni.

    2) Melissa officinalis e Allium
    La melissa si autodissemina prodigiosamente, spuntando da ogni crepa o fessura.
    I fiori sono piccoli e insignificanti, per cui diventa difficile capire quando staccarli. Il metodo più facile consiste nel tagliare l’intera pianta a 15 cm dal livello del terreno non appena raggiunge i 50-60 cm di altezza. Oppure piantate la cultivar M. o. ‘Aurea’, più compatta e di solito meno infestante.
    Anche le piante di Allium possono diventare un problema con la loro abbondante produzione di semi. Le piantine spuntano in primavera ma si raccolgono facilmente e si possono usare come erba cipollina. Altrimenti sarchiatele prima che attecchiscano.

    3) Menta (Mentha spp.)
    È risaputo che la menta si propaga con facilità, formando rapidamente un groviglio di steli, radici e polloni.
    Potete evitarlo piantandola in vaso, ma assicuratevi che i fori di drenaggio siano coperti con tessuto contro le infestanti, perché la menta trova facilmente un modo per scappare.
    Interrate i contenitori fino all’orlo ma fate attenzione ai polloni che si sviluppano lateralmente: potrebbero oltrepassare il bordo e radicare con rapidità.
    Nonostante tutto, la menta è un’aromatica essenziale, ma evitate di piantarne tipi diversi nello stesso contenitore perché alla fine una prenderà il sopravvento sulle altre.

4. Tenere lontani i parassiti

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La biodiversità del vostro giardino contribuirà al piacere di coltivare le aromatiche, ma se alcuni animali si riveleranno benefici altri invece sono solo parassiti dannosi.

  • Insetti utili
    Esistono molti insetti benefici, diversi per forma e dimensioni, ma il loro numero può ridursi con l’uso sconsiderato dei pesticidi, o quando vengono male identificati.
    Molti sono impollinatori essenziali, altri, come coccinelle, alcune larve di sirfidi e larve di crisope, sono predatori che si nutrono di insetti nocivi e animali invertebrati; i coleotteri invece si nutrono di un’ampia gamma di parassiti che vivono nel terreno.
  • Controllo biologico
    Si tratta di schierare un esercito di predatori naturali, parassiti e patogeni per controllare quelli nocivi. Sono molto efficaci in un ambiente circoscritto come una serra.
    Alcuni nematodi impiegati per il controllo di lumache e oziorrinchi possono essere usati anche all’aperto, ma solo con temperature sopra 5 °C.
    Per intervenire con lo strumento giusto e nel giusto periodo dell’anno, è importante identificare il problema con accuratezza e tempestività.
    Chiedete aiuto se siete in dubbio. In alcuni casi le infestazioni si possono risolvere con il solo utilizzo di sostanze chimiche, ma seguite scrupolosamente le istruzioni del produttore, soprattutto su piante commestibili.
    Ricordate che gli insetticidi probabilmente uccideranno anche gli animali utili.
  • Barriere
    Le barriere sono un metodo utile per evitare che i parassiti si avvicinino alle vostre aromatiche e le danneggino.
    Molte sono fatte per scoraggiarli, essendo difficili o impossibili da saltare o attraversare.
    Il nastro di rame pare dia una scossa elettrica alle lumache, leggera ma innocua, mentre fasce di vaselina o grasso rendono difficoltosi i movimenti di creature viscide.
    Eliminate la vegetazione caduta, che può creare un ponte sulle barriere.
    Sabbia fine, ghiaia e conchiglie frantumate vengono impiegate con buoni risultati per limitare i danni delle chiocciole: da sole rappresentano una protezione modesta, ma in concomitanza di un controllo biologico e di un uso ponderato di lumachicidi, i danni verranno ridotti al minimo.
  • Parassiti comuni:
    1) Chiocciole e lumache
    Causano enormi danni a piantine e foglie.
    Il controllo biologico può risultare inefficace, ma riducendone il numero da inizio primavera con lumachicidi non dannosi per gli animali non serviranno metodi drastici in seguito.
    2) Oziorrinchi
    Gli adulti intaccano i margini fogliari e le larve mangiano le radici. Usate un insetticida sulle piante in vaso non commestibili. È possibile anche il controllo biologico. Gli adulti sono attivi di notte: individuateli con una torcia ed eliminateli.
    3) Afidi
    Tra i sintomi di infestazione, la presenza di formiche sulla pianta e fusti e foglie coperti di melata appiccicosa. Efficaci sia il controllo biologico che chimico; il primo è preferibile impiegarlo in coltivazioni di piante commestibili, al chiuso.

    4) Ninfe di psilla dell’alloro
    Succhiano la linfa causando arricciamenti fogliari e scolorimenti. Gli adulti si possono individuare sulle parti apicali dei giovani getti e si possono staccare. Gli insetticidi non sempre funzionano. Eliminate le foglie infestate.
    5) Crisoline del rosmarino
    Coleotteri belli a vedersi, ma terribili parassiti di lavanda e rosmarino. Togliete manualmente adulti e larve; spruzzate insetticidi su piante ornamentali e trattate le aromatiche con piretro o thiacloprid.
    6) Leporidi
    Possono provocare danni seri e persino far morire alberi giovani e altre piante. Efficaci le recinzioni e le reti metalliche, ma badate che non ci siano delle falle. Diversamente, esistono delle trappole specifiche.

5. Problemi comuni

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Le malattie e altri problemi sono una parte inevitabile del giardinaggio, ma qualche semplice precauzione ne può ridurre in modo significativo il numero e la gravità.

Alcuni potranno ancora presentarsi: è essenziale identificarli con precisione per trovare la soluzione giusta.

  • Piante sane
    Le piante forti sono meno soggette alle infezioni. Assicuratevi che abbiano aria e spazio sufficiente per crescere, ombra nelle giornate di sole intenso e che non esauriscano le loro scorte di acqua e nutrienti. Eliminate subito quelle malate o molto danneggiate. Bruciate il materiale infetto e non riutilizzate il terriccio.
  • Cesoie
    Strumenti come questi usati in tutto il giardino possono portare infezioni batteriche e fungine da una pianta all’altra. Cercate di pulire le lame a fine giornata usando un panno bagnato con un disinfettante domestico. Se tagliate del materiale infetto, pulite subito le lame prima di passare alla pianta successiva.
  • Spray
    Limitate l’uso di pesticidi sintetici, che sono dannosi per la fauna; se usate prodotti chimici autorizzati, identificate prima il parassita e seguite sempre le istruzioni del produttore. L’attenta somministrazione di concimi fogliari o estratti naturali preventivi in generale può aiutare.
  • Identificare i problemi comuni:
    1) Mal bianco
    Si aggrava con terreni secchi e aria umida. Le foglie infette possono ingiallire e deformarsi. Rimuovete il materiale infetto ed evitate di bagnare il fogliame. Su piante non commestibili usate uno spray fungicida autorizzato.
    2) Ruggine della menta
    Sui fusti e sulla pagina inferiore delle foglie si sviluppano pustole arancio-marroni formate da spore, talvolta insieme a deformazioni fogliari a primavera. Eliminate le piante infette e non riutilizzate il terriccio.
    3) Arricciamento fogliare
    Non è sempre sintomo di malattia. Può essere causato da pesticidi naturali o sintetici, anche in piccolissime dosi. Gli scarti vegetali trattati possono essere compostati, ma è più sicuro utilizzarli dopo qualche anno.

    4) Moria delle piante da semenzaio
    Le piantine colpite si afflosciano a causa di un’infezione fungina che prospera in condizioni umide, senza aria e con poca luce. Usate solo materiali puliti e fate germinare i semi alla giusta temperatura, con luce e ventilazione adeguati.
    5) Formiche
    Nel giardino di aromatiche non rappresentano un vero problema, ma possono essere fastidiose. Sono utili per individuare colonie di afidi, dal momento che si affollano sui fusti delle piante infestate per raccogliere la loro melata, proteggendoli da
    altri predatori.
    6) Eccessi idrici
    Pioggia e irrigazioni eccessive o scarso drenaggio provocano danni seri o persino la morte di molte aromatiche; i sintomi superficiali sono gli stessi causati dalla siccità. Controllate il sistema radicale per determinare il problema. Alcune piante guariscono se rinvasate.



Note

AROMATICHE SAPORITE, PROFUMATE E MEDICINALI

Le aromatiche possono essere incredibilmente attraenti, ma in realtà hanno anche molte altre caratteristiche che potrebbero rimanere nascoste se non imparate a conoscere le loro virtù segrete.

  1. Aromatiche saporite
    Le aromatiche di solito si consumano fresche; di intensità variabile, cominciate usandone piccole quantità.
    Le foglie si mangiano intere o si aggiungono alle pietanze come condimento, ma non sono l’unica parte commestibile: molti fiori hanno un leggero sapore piccante, mentre le radici e il fusto si cucinano in svariati modi.
    Provate i petali di nasturzio in insalata o con una salsa al rafano, ma ricordatevi di scegliere piante che potete identificare con certezza come varietà commestibili.
    Artemisia dracunculus
    Capsicum
    Coriandrum sativum
    Foeniculum vulgare
    Laurus nobilis
    Mentha citrata
    Ocimum basilicum
    Origanum vulgare
    Salvia officinalis
    Thymus citriodorus
  2. Aromatiche profumate
    I fiori profumati attirano api e farfalle, ma anche le foglie, fresche o essiccate, rilasciano una piacevole fragranza.
    Gli oli essenziali che producono questi aromi sono più concentrati quando le aromatiche sono coltivate in un luogo caldo e assolato; tenetele in un’aiuola rialzata o in un cestino, per raccoglierle al passaggio.
    Non tutte hanno un buon odore: alcune possono persino essere usate come repellenti per gatti o insetti.
    Calamintha nepeta
    Chamaemelum nobile ‘Treneague’
    Helichrysum italicum
    Hamamelis mollis
    Jasminum officinale
    Lavandula angustifolia
    Lonicera periclymenum
    Monarda didyma
    Rosmarinus officinalis
  3. Aromatiche medicinali
    Da secoli i rimedi farmaceutici attingono all’erboristeria e molti sono prodotti con ingredienti vegetali.
    I tè fatti con foglie e fiori freschi di menta, camomilla e persino Adiantum sono molto gradevoli e si possono consumare in sicurezza, anche se con moderazione.
    Tuttavia, molte tinture, infusioni e tisane omeopatiche e fitoterapiche, dai benefici effetti testati, dovrebbero essere usate sempre solo sotto la supervisione di un erborista o di un medico qualificato.
    Alchemilla mollis
    Digitalis purpurea
    Echinacea purpurea
    Filipendula ulmaria
    Melissa officinalis
    Murraya koenigii
    Salvia sclarea
    Tanacetum parthenium
    Valeriana officinalis
    Viola tricolor
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