Le ragadi in allattamento: curiosità e caratteristiche principali

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Le ragadi in allattamento: curiosità e caratteristiche principali BEST5.IT 2016-12-06 17:59:02
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Durante l’allattamento sono tanti gli accorgimenti che una mamma deve avere per non ritrovarsi ad affrontare spiacevoli situazioni che in alcuni casi possono essere molto dolorose, come ad esempio la comparsa di ragadi sul seno.

Quando il momento tanto atteso del parto si conclude, la gravidanza giunge al termine dopo un lungo percorso.

Le neo mamme però, tra felicità ed emozioni uniche, devono iniziare a rapportarsi con molteplici aspetti legati alla maternità che richiedono davvero tanta attenzione per il benessere del neonato.

Vengono assorbite completamente dall’esigenza di apprendere, in tempi brevissimi, un nuovo bagaglio di informazioni.

Un momento chiave di questo periodo di assestamento e di formazione riguarda proprio l’allattamento: dalla posizione del bambino alla predisposizione del corpo femminile passando per orari e tempistiche, possibili controindicazioni e consigli utili.

Ecco dunque una breve guida su tutto quello che occorre sapere con 5 consigli pratici da Allattamento.org.

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1. La comparsa di ragadi

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In primis bisogna sottolineare come non tutte le neo mamme riescono ad allattare con il proprio seno e quindi a compiere questo gesto che in apparenza appare estremamente naturale.

In realtà, sono in molte a doverci rinunciare o a limitarne la pratica per cause di origine diversa e una tra queste vi è la comparsa di ragadi al seno.

Si tratta di vere e proprie piccole ferite che si presentano sotto forma di tagli molto profondi dal bordo netto sul capezzolo. Si riconoscono perché creano un rossore intenso sulla pelle e perché se toccate provocano bruciore e molto dolore.

Per valutarle però, occorre però procedere per gradi. Nel momento dell'allattamento si instaura sin da subito un contatto diretto tra mamma e figlio. Non bisogna mai commettere l'errore di sottovalutare questo gesto.

Molte donne infatti, non considerano opportuno dedicare del tempo per una formazione completa in merito, rischiando così di trovarsi impreparate ma soprattutto insicure.

Durante il periodo della gravidanza trascurano questo aspetto e pertanto dopo il parto tutto appare difficile.

2. Ragadi in allattamento: quando compaiono e come prevenirle

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Le cause legate alla comparsa di ragadi sul seno possono essere diverse, ma principalmente indicano che l'approccio delle labbra del neonato durante l'allattamento avviene in maniera errata.

A provocare questi piccoli tagli infatti è proprio la forza che viene applicata con le labbra del piccolo sui capezzoli per ricevere del latte.

In alcuni casi è la forma del capezzolo a non favorire una corretta posizione del bambino mentre in altre è il suo frenulo linguale che risulta essere troppo corto.

Per evitare la comparsa di queste lacerazioni, ci sono alcuni accorgimenti necessari da avere anche durante le ultime settimane della gravidanza, in modo tale da prevenirle in netto anticipo.

Si tratta di esercizi utili in tal senso da svolgere in questo modo: procedere con la rotazione dei capezzoli, ovvero ruotare prima in senso orario e poi antiorario con delicatezza tra indice e pollice l'estremità delle corone in modo da renderli morbidi e flessibili.

Il secondo esercizio riguarda invece l'allungamento dei capezzoli, una sorta di stiramento che avviene tirando e rilasciando l’areola.

Invece, con il contatto fisico del neonato dopo il parto, occorre controllare costantemente la posizione fisica del bambino che cercherà sin da subito di succhiare e tirare violentemente il latte.

Non vi è un manuale che indichi una sola posizione corretta per allattare perché quello che in realtà conta è il rapporto che si instaura tra la mamma e il bebè.

3. Come approcciarsi al neonato nel momento dell'allattamento

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Il fisico delle donne dopo il parto cambia molto e in diversi aspetti, pertanto i contatti con il neonato devono essere graduali ed estremamente spontanei.

Ecco alcuni consigli pratici su come procedere per cercare di trovare la posizione idonea:

Il corpo della mamma può essere seduto, sdraiato, in piedi, quello che conta è che si senta comoda e a suo agio.

Non deve sentirsi obbligata a chinarsi con il busto verso il bambino, piuttosto con l'aiuto di cuscini, sedie o altro deve avere tutto sotto controllo senza alcun impiego di forza e senza alcuna contrazione addominale.

Solo dopo aver posizionato il suo corpo può procedere con l'avvicinamento del bambino.

La bocca del piccolo deve riuscire ad attaccarsi a tutta la larghezza del capezzolo in modo da stimolarne correttamente la fuoriuscita di latte.

Dunque, una posizione corretta vede una notevole apertura delle labbra che si avvicinano delicatamente al seno.

Inoltre il mento e il naso del bebè devono essere attaccati al seno e le guance risultano piene, prive delle fossette che compaiono invece con l'allattamento da biberon.

La mamma deve solo vedere la parte superiore dell'areola del capezzolo e controllare sempre la posizione delle labbra su di esso.

Le modalità corrette di tenere il bambino vicino al proprio corpo possono essere differenti, può essere sdraiato, posto lateralmente, seduto o nella posizione "rugby"; ovvero con i piedi dietro la schiena e la faccia sulla pancia.

Quello che conta davvero è diversificare di volta in volta durante le poppate le varie modalità. In tal senso infatti il capezzolo interessato viene stimolato da diverse angolazioni, sfruttando al massimo la capacità delle ghiandole mammarie presenti.

4. Accorgimenti e consigli pratici da avere in caso di comparsa di ragadi al seno

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Concluso il momento dell'allattamento, il bambino deve essere seguito durante il distacco.

La mamma dovrà avvertire una leggera mancanza di tensione tra le labbra e il capezzolo e solo allora potrà guidare lentamente il bebè che si allontanerà
spontaneamente.

Inserendo un dito all'interno della bocca si avrà una separazione controllata e il seno andrà posto verso il basso. Si tratta di un attimo molto delicato che corre il rischio di provocare degli strappi bruschi al seno, che sono una delle cause della comparsi di ragadi. In alcuni casi le ragadi possono essere davvero dolorose per le donne.

Durante l'allattamento infatti il seno è particolarmente sensibile e la presenza di piccoli tagli e abrasioni sul capezzolo può provocare disagio e molta sofferenza. Inoltre, la paura di provare dolore può inibire nel corpo femminile la produzione di ossitocina, un ormone chiave per la produzione di latte materno.

Nei casi peggiori, le ragadi possono provocare la comparsa della mastite. Le fessurazioni che compaiono sul seno se non curati per tempo o disinfettati con cura e attenzione possono infatti essere la causa della comparsa di infezioni. La mastite rientra tra queste.

Febbre alta, dolori acuti, malessere sono tutte conseguenze legate a una cattiva igiene di un seno con ragadi in superficie. Sin dai primi accenni di comparsa infatti occorre agire con rimedi efficaci in grado di stimolarne la cicatrizzazione, discorso simile a qualsiasi sorta di taglio o ferita sull’epidermide.

Maggiore attenzione bisogna avere in tale circostanza perché il momento dell'allattamento ha da sempre un ruolo fondamentale nella crescita di un neonato.

Pertanto si dovrà procedere per gradi:
- disinfettare bene mani e seno prima di ogni poppata lavandoli con acqua tiepida,
- evitare saponi e detergenti aggressivi per non alterare l'attenzione del neonato che potrà allontanarsi dal seno rifiutandolo,
- indossare sempre indumenti morbidi e realizzati in cotone bianco eliminando ogni sorta di materiale sintetico,
- massaggiare i capezzoli con delle gocce di latte materno, in questo caso favorisce la guarigione delle ragadi ed ha proprietà benefiche.

Inoltre al termine della poppata è sempre opportuno lasciare respirare il seno un po' all'aria, infatti deve essere asciutto e nel caso vengano adoperate le coppette assorbi latte, bisogna cambiarle con frequenza.

5. Rimedi naturali per alleviare il dolore e avviare il processo di guarigione

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Per alleviare il sollievo prodotto dalle ragadi sono tanti anche i rimedi naturali presenti in prodotti commerciali come la tintura madre di calendola, dal potere cicatrizzante e lenitivo è utile per effettuare dei lavaggi al seno.

Anche i dischetti di argento da posizionare all'interno delle coppe del reggiseno sono utili tra una poppata e l'altra per favorire il rigenero del seno e sono molto efficaci.

In ultimo la lanolina, una crema molto oleosa da utilizzare in casi non particolarmente gravi per ammorbidire la pelle e favorire la cicatrizzazione.

La comparsa delle ragadi non deve in alcun modo e non può impedire alla mamma di allattare il proprio bambino, soprattutto se perfettamente in grado di produrre il proprio latte.

Infatti, è opportuno sottolineare come questa sorta di piccole abrasioni siano legate ad un semplice fastidio, se pur molto doloroso in alcuni casi, ma comunque temporaneo e che si sviluppa soltanto una volta.

Quando il seno infatti guarisce le ragadi tendono a non comparire nuovamente. All'apice del loro dolore nei casi molto gravi, ci può essere la comparsa di piccole gocce di sangue.

Anche in tal caso il bambino può continuare a prendere il latte della mamma, non si deve essere inteso come impedimento all'allattamento.



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