Parti del corpo umano “staccate” dai loro famosi proprietari

Haydn
   
    

Parti del corpo umano “staccate” dai loro famosi proprietari BEST5.IT 2016-12-09 11:34:41
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Oggi scopriremo 5 persone famose ai quali, alcuni parti anatomiche del loro corpo, furono prelevate dai resti mortali e conservate separatamente dai loro legittimi proprietari.

Scopriamo insieme questi 5 casi.

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1. Il dito medio di Galileo

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Il grande astronomo è morto nel 1642, ma il suo corpo, non fu inumato nel luogo della sepoltura definitiva fino al 1737, anno del trasferimento della sua salma al sepolcro monumentale, fatto erigere nella Basilica di Santa Croce, a Firenze, per iniziativa dell'ultimo discepolo di Galileo, Vincenzo Viviani.

Il 12 marzo di quell'anno, durante il suddetto trasferimento, un ammiratore, l'intellettuale Anton Francesco Gori, gli recise il dito medio della mano destra, per conservarlo come souvenir. Il dito passò poi ad Angelo Maria Bandini e dopo esser passato per varie mani, fu infine acquistato dal Museo di Storia della Scienza del capoluogo Toscano, dove tuttora è conservato in una teca di vetro, disposto in modo da puntare vesto il cielo.

2. Il cervello di Albert Einstein

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Lo sapevate che il cervello più illustre del XX secolo non fu sepolto insieme al corpo che lo aveva ospitato?

Albert Einstein chiese che, dopo la sua morte, il cervello gli venisse asportato a fini di studio. Quando il grande fisico morì, nel 1955 all’età di 76 anni, in un ospedale di Princeton, la sua volontà fu rispettata. Il suo cervello (più piccolo della media ma con onde e pieghe anomale), fu fotografato e poi sezionato in 240 parti, che vennero analizzate da specialisti neuroscienziati americani.

Si scoprì che ad essere insolitamente grandi erano i suoi lobi parietali e che si trattava di un cervello incredibilmente complesso, come hanno riferito gli specialisti che citando testualmente scrissero: “In tutti i lobi ci sono regioni che presentano circonvoluzioni eccezionalmente complicate”.

3. Il cervello e gli organi sessuali di Saartje Baartman

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La Baartman era nata nella Colonia del Capo (parte dell'odierno Sudafrica) nel 1789, appartenente alla tribù Khoisan. Intorno al 1810 fu portata a Londra da un medico della Marina britannica, che la esibì in Francia ed in Gran Bretagna come la "Venere degli ottentoni".

La gente dell'epoca  pagava per vedere le sue natiche enormi e le labbra della sua vagina, marcatamente lunghe, le quali sporgevano per oltre 8 centimetri, come avviene spesso nelle donne della sua tribù. La Baartman fu anche oggetto di studio da parte di quegli studiosi che all'epoca cercavano di dimostrare la superiorità delle razze bianche su tutte le altre.

Morì il 29 dicembre del 1815 in povertà, all'età di 25 anni. Il suo cervello ed i suoi organi sessuali vennero conservati ed esposti al Musée de l'Homme di Parigi. Dopo la fine dell'apartheid, il governo sudafricano chiese la restituzione dei suoi resti. Finalmente, nell'aprile 2002, i sui organi conservati, il suo scheletro e un calco in gesso del suo corpo, vennero consegnati all'ambasciata del Sudafrica.

Il 2 maggio 2002 le spoglie giunsero in Sudafrica e furono sepolte su una collina che sovrasta la città di Hankey, nella valle del fiume Gamtoos.

4. Il cuore del barone Pierre de Coubertin

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Il barone Pierre de Coubertin è stato un pedagogista e storico francese, famoso in tutto il mondo per aver riproposto, in chiave moderna, i cosiddetti Giochi Olimpici, nella versione nella quale sono attualmente noti.

Ha istituito il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) e nel 1915 lo trasferisce a Losanna (Svizzera), luogo in cui il barone morì il 2 settembre del 1937 a causa di un infarto.

Nel suo testamento chiese che il suo corpo fosse sepolto a Losanna, sede del quartier generale del Comitato Olimpico Internazionale, ed il suo cuore asportato e seppelito in un monumento vicino alle rovine dell'antica 
Olimpia, in Grecia.

5. La testa di Joseph Haydn

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Joseph Haydn è stato uno dei più grandi compositori del Settecento, nato nel 1732 a Rohrau, in Austria e morto nel 1809 a Vienna.

Poco dopo il funerale, una guardia carceraria, appassionata di "frenologia" - una disciplina, a quei tempi in auge, dove si riteneva possibile definire le qualità psicologiche di una persona esaminando la conformazione del suo cranio - assoldò dei profanatori di tombe perchè ne asportassero la testa. Questa guardia carceraria e dilettante frenologo, una volta esaminata,  la passò a un conoscente. Cominciò così una incredibile odissea, durata ben 145 anni, in cui questa reliquia non venne 'ricongiunta' con il corpo del defunto Joseph Haydn.

Il furto del teschio fu scoperto nel 1820, quando i familiari fecero dissotterrare il corpo e scoprirono che si trattava del teschio di un'altra persona. Quello vero passò da un proprietario all'altro, tra cui privati ed associazioni, prima di trovare pace in una teca di vetro all'associazione "Amici della musica di Vienna", ma solo temporaneamente.

Nel 1932 i discendenti del compositore tentarono nuovamente di riavere indietro la testa del musicista. Superati diversi successivi ostacoli - la seconda guerra mondiale e poi la guerra fredda - testa e corpo poterono essere finalmente ricongiunti solo nel 1954.



Note

Ecco alcuni links che possono servire per approndire l'argomento trattato:

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