Professione esorcista…

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Professione esorcista… BEST5.IT 2018-10-20 08:52:19
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In Italia operano 240 esorcisti professionisti e 62 ausiliari. Formano un piccolo ma agguerrito esercito la cui missione è liberare chi si ritiene posseduto dal demonio.

Secondo i dati dell’AIE in tutto il mondo operano solo 404 sacerdoti iscritti all’associazione, affiancati da 124 ausiliari.

In Europa la situazione varia da Paese a Paese: se nel Regno Unito i fedeli possono contare su 28 esorcisti, in Spagna il loro numero si riduce a 15, mentre Repubblica Ceca e Slovacchia ne contano 9 per una, uno in più della Lituania.

Un solo esorcista, invece, opera in Finlandia e 1 in Danimarca. Negli altri continenti la situazione non è migliore: negli Usa gli esorcisti membri dell’AIE sono 21, in Messico 15 e in Brasile 5. Tutti gli altri Paesi del Sud America possono contare su un solo operatore.

Per la scienza, però, le “possessioni” sono effetto di malattie psichiatriche e persino i sacerdoti, prima di scendere in campo, consigliano sempre un parere medico!

 

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1. Fenomeni inspiegabili

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Cautela: è questa la parola d'ordine che viene usata più spesso quando si parla di possessione diabolica ed esorcismo.

A usarla con maggior frequenza sono proprio coloro che lottano in prima linea nella battaglia contro il maligno, i sacerdoti esorcisti, i quali ricevono dal proprio vescovo l’incarico di fronteggiare possessioni e infestazioni.

Insieme formano un piccolo esercito che però, secondo i dati dell’AIE – Associazione Internazionale degli Esorcisti – non basta a rispondere alle numerose richieste di intervento.

L’AIE, unico ente riconosciuto dal Vaticano, in Italia conta infatti 240 esorcisti e 62 ausiliari iscritti che operano nelle 225 diocesi in cui è suddiviso il territorio.

Un numero esiguo di fronte alle sempre più numerose domande di aiuto per contrastare quelle che, secondo molti, sarebbero vere e proprie manifestazioni sataniche, ma sulle quali gli esperti della Chiesa mettono in guardia.

«Quando si manifestano segnali che potrebbero far pensare a un male malefico», suggeriva padre Gabriele Amorth, il più famoso esorcista italiano, fondatore dell’AIE e deceduto nel 2016, «consiglio sempre di rivolgersi prima allo psichiatra. Solo raramente il male è di origine diabolica».

Il problema si presenta quando la scienza non riesce a fornire risposte razionali a quei fenomeni inspiegabili che possono manifestarsi nella persona posseduta o presunta tale.

Padre Paolo Carlin, esorcista nelle diocesi di Ravenna e Faenza, portavoce dell’AIE e autore del libro De cura obsessis. Riconoscere i casi di possessione diabolica, intervenire e accompagnare le persone con problemi spirituali (Edizioni San Paolo), ne elenca alcuni.

«Il parlare una lingua completamente sconosciuta, il possedere una forza sovraumana, il levitare del corpo, il cambio della fisionomia, l’alterazione della voce, le reazioni furiose dinanzi a oggetti sacri, le convulsioni, le grida, le blasfemie e la conoscenza di cose occulte».

Padre Carlin, descritto come l’erede spirituale di padre Amorth, tiene a sottolineare come la cautela sia la predisposizione migliore: «Evitare sia la credulità sia un razionalismo esasperato», ammonisce il religioso, suggerendo, nei casi più difficili, «un attento esame e accompagnamento interdisciplinare, comprendente specialisti in medicina e in ambito spirituale».

 

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2. Come si scaccia il demonio

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In caso di possessione, una volta che le strade delle medicina sono state percorse e non hanno portato a risultati soddisfacenti, stando alla tradizione cattolica bisogna rivolgersi al proprio parroco il quale, se lo ritiene opportuno, indirizzerà la persona interessata all’esorcista di riferimento.

Ma che cosa accade durante l’esorcismo? Le regole sono state stabilite dal Rituale Romanum di papa Paolo V del 1614, rimasto in vigore fino al 1998 quando venne promulgato il De exorcismis et supplicationibus quibusdam.

Nelle pagine di questo manuale vengono indicate le preghiere e le invocazioni ai santi che l’esorcista reciterà per riuscire a scacciare il demonio. Per intercessione di Gesù Cristo e dei santi, il sacerdote invoca l’azione della Chiesa aiutandosi con oggetti sacri, come il crocifisso e l’acqua benedetta.

Secondo le testimonianze fornite da alcuni sacerdoti (le uniche disponibili, dal momento che sono vietate registrazioni audio e video), nel film L’esorcista ci sarebbe del vero: anche se alcune scene sono esagerate, altre rispecchiano la realtà, per quanto non sempre i casi affrontati risultino altrettanto gravi.

Non sono infatti rari i casi di manifestazioni violente a causa delle quali la persona posseduta deve essere immobilizzata perché non faccia male a se stessa o ai presenti.

«Un giovane meccanico», ricordava padre Amorth, «cominciò a levitare ancora prima che cominciassi l’esorcismo, al solo posare la mia stola sulla sua spalla. Non sono bastate cinque persone a tenerlo fermo».

Il sacerdote incaricato pone infatti un lembo della sua stola sul collo della persona posseduta e pronuncia le parole Ecce crucem Domini (ecco la croce di Dio), mentre appoggia la mano destra sulla sua testa.

Da quel momento prende il via il rito, che tuttavia non dura sempre lo stesso lasso di tempo: alcune volte è sufficiente una mezz’ora per riuscire a capire la gravità della situazione, mentre altre l’iter può prolungarsi per ore.

Discorso analogo per l’esorcismo completo e il raggiungimento della liberazione dell’indemoniato: in alcuni casi pochi incontri sono sufficienti, mentre in altri è necessario insistere e ripetere l’esorcismo più volte prima di raggiungere l’agognato risultato finale.

 

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3. Cellulari, tablet, esorcismo 2.0 e lezioni a scuola

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Persone di entrambi i sessi, di qualunque età e ceto sociale possono imbattersi nel demonio e diventare una sua preda.

Ma secondo padre Amorth sono soprattutto i giovani e le donne a chiedere aiuto agli esorcisti.

Mentre in caso di bisogno ci sarebbe una maggiore attitudine a rivolgersi alla Chiesa da parte del mondo femminile rispetto a quello maschile, per quanto riguarda i giovani è spesso la curiosità di esplorare ambiti misteriosi dell’occultismo a incanalarli in una possibile possessione.

«Anche una vita senza fede, cioè caratterizzata da una mancata o incompleta relazione con Gesù, è un “terreno fertile” per un’azione straordinaria del diavolo», sottolinea padre Paolo Carlin prima di concludere con un avvertimento inquietante.

«L’ultima frontiera è l’avvento di giochi e app da scaricare su cellulari o tablet. Queste app possono rendere i dispositivi elettronici un vero e proprio tramite, come una specie di medium, per mettersi in contatto con “presenze spirituali” necessariamente malevole (demoni) anche nel caso in cui non appaiano come tali o si presentino sotto forma di angeli di Dio».

La possessione 2.0 è ormai alle porte. Anche quello dell’esorcista è un “mestiere” da imparare a scuola, cioè al fianco di un sacerdote esperto della materia e con una lunga esperienza nel settore.

Una volta individuato il candidato ideale fra i preti della propria diocesi, una persona con una solida e sicura fede e con anni di ministero alle spalle, il vescovo lo invita a seguire il lavoro dell’esorcista che andrà a sostituire, imparando il rituale.

Secondo il punto 1172 del Codice di Diritto Canonico, infatti, “nessuno può proferire legittimamente esorcismi sugli ossessi, se non ha ottenuto dall’Ordinario del luogo peculiare ed espressa licenza”.

Esorcista non ci si improvvisa: «Il ministero dell’esorcista non può essere praticato con superficialità e con approssimazione né come se fosse un hobby o un gioco», sottolinea padre Francesco Bamonte, esorcista di Roma e presidente dell’AIE.

L’esorcismo è una lotta, talora molto dura, contro il potere di Satana: una lotta che non possiamo sostenere con le sole nostre forze, ma che esige una profonda unione alla Croce di Cristo».

 

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4. Che cosa ne dice la scienza, la psicologia e il catechismo?

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  • Che cosa ne dice la scienza?
    Silvano Fuso, divulgatore scientifico e membro del CICAP - Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sulle Pseudoscienze, è molto chiaro: «Il fenomeno della possessione demoniaca è interpretabile da un punto di vista antropologico e psichiatrico».
    Secondo Fuso, infatti, la presunta possessione è legata alle credenze del soggetto e dell’ambiente in cui vive.
    La convinzione di essere invasi da un’entità estranea è tipica di molte sindromi psichiatriche come alcune forme di psicosi schizofreniche, nevrosi isteriche e deliri depressivi.
    E i fenomeni che avverrebbero durante l’esorcismo? La straordinaria forza fisica dell’indemoniato può essere spiegata come conseguenza di forti scariche di adrenalina dovute allo stato di agitazione in cui si trova il soggetto. Inoltre alcuni stati patologici possono, per brevi periodi, dare origine a una forza maggiore.
    L’avversione al sacro? Ha un’origine culturale e l’indemoniato reagisce in un certo modo alla vista di oggetti sacri solo se è convinto che lo siano: «Non è mai stata fornita alcuna dimostrazione del fatto che un presunto indemoniato possa distinguere tra oggetti consacrati e non».
    E le lingue sconosciute? «Studi accurati hanno evidenziato che quello degli indemoniati è un linguaggio privo di senso che utilizza i fonemi fondamentali della propria lingua, con un codice molto ristretto e simile a quello dei bambini nelle prime fasi di vocalizzazione».

 

  • Che cosa ne dice la psicologia?
    L’esorcismo è una tecnica praticata in presenza di quello che la psichiatria definisce disturbo di personalità multipla (compreso nei disturbi dissociativi dell’identità), caratterizzato dall’esperienza di due o più identità distinte che assumono il controllo del comportamento dell’individuo.
    Tali personalità alternate vengono definite alter.
    Secondo gli psicoanalisti, quando un alter è particolarmente nocivo, alcuni antropologi, neuroscienziati e perfino psichiatri ritengono che tali forme di disturbo dissociativo possano essere curate con maggiore successo tramite l’esorcismo rituale, che ha radici nello sciamanesimo.

 

  • Che cosa ne dice il catechismo?
    Il Catechismo della Chiesa Cattolica disciplina l’esorcismo. Dopo aver ricordato l’attività esorcista di Gesù, viene specificato che «in una forma semplice, l’esorcismo è praticato durante la celebrazione del Battesimo.
    L’esorcismo solenne, chiamato “grande esorcismo”, può invece essere praticato solo da un presbitero e con il permesso del vescovo.
    L’esorcismo mira a scacciare i demoni o a liberare dall’influenza demoniaca e ciò mediante l’autorità spirituale che Gesù ha affidato alla sua Chiesa.
    Molto diverso è il caso di malattie, soprattutto psichiche, la cui cura rientra nel campo della scienza medica».

 

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5. "L’Esorcista" e "L’esorcismo di Emily Rose"

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  • L’Esorcista, un film maledetto
    Considerato un film maledetto fin dalla sua uscita nel 1973, L’esorcista è forse la pellicola che rappresenta meglio il rapporto tra cinema e possessione.
    Sembra, infatti, che il diavolo ci abbia davvero messo lo zampino.
    Tra i molti episodi inquietanti, spicca l’incendio che, appena due giorni dopo l’inizio delle riprese, colpì tutto il set, risparmiando solo la camera della protagonista posseduta dal demonio.
    Si susseguirono sei morti a breve distanza, tra attori, comparse, tecnici e famigliari del cast.
    Il destino volle che il montaggio del film venisse effettuato casualmente al civico 666 (il numero del Diavolo) della Fifth Avenue a New York, mentre alla prima romana le persone in attesa di assistere alla proiezione furono sorprese da un violento temporale durante il quale una delle croci in ferro di una chiesa vicina venne colpita da un fulmine e cadde nella piazza.

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  • L’esorcismo di Emily Rose, uno dei film più famosi
    Diretto da Scott Derrickson nel 2005, L’esorcismo di Emily Rose è ispirato alla storia realmente accaduta a una ragazza tedesca di 24 anni, Anneliese Michel: ritenuta vittima della possessione, venne sottoposta dai genitori per dieci mesi a una lunga serie di esorcismi dopo i quali, il 1° luglio 1976, morì probabilmente a causa della forte debilitazione originata da malnutrizione e disidratazione.
    Nel marzo 1978 si tenne il processo a carico dei genitori e dei sacerdoti che avevano messo in atto gli esorcismi: tutti furono condannati a sei mesi di reclusione con la condizionale per negligenza e per omicidio colposo.

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