Raccolta differenziata: una piccola guida

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Raccolta differenziata: una piccola guida BEST5.IT 2016-12-08 07:56:35
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Fare la raccolta differenziata è la maniera più semplice per restituire i materiali all’ambiente trasformandoli in risorse preziose.

Dalle nostre case e attività, i rifiuti differenziati sono avviati agli impianti di separazione, trattamento e recupero dove vengono rilavorati per la creazione di nuovi prodotti.

L’attività svolta da ciascuno di noi nella raccolta differenziata è molto importante: separando i rifiuti e conferendoli in maniera corretta, recuperiamo materiali utili alla produzione di nuovi oggetti di cui ci serviamo ogni giorno, contribuendo a salvaguardare l’ambiente e a non sprecare le risorse naturali.

Le regole fondamentali della raccolta differenziata valgono più o meno in tutta Italia, anche se ogni città potrebbe avere delle direttive di smaltimento e differenziazione diverse, ragione per cui quanto leggerete  va considerato come orientativo e non sostituisce il materiale informativo del vostro Comune di residenza, che resta l’unica fonte certa cui fare riferimento.

Vediamo allora le regole più specifiche che valgono nel caso di carta e cartone, plastica e lattine, vetro e rifiuti organici, indifferenziato e rifiuti pericolosi.

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1. Carta e cartone

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La carta è ottenuta dagli alberi, una risorsa naturale rinnovabile, senza però dimenticare che c’è un limite alla rapidità con cui cresce una foresta, e che la sua produzione, come accade con qualsiasi altra merce, ha un elevato costo in termini di materiali ed energia.

Per produrre una tonnellata di carta, per esempio, sono necessarie 98 tonnellate di risorse.

Se non facessimo la raccolta differenziata, la carta gettata nei rifiuti verrebbe portata in una discarica o incenerita, dovremmo tagliare altri alberi e sprecheremmo altre risorse per riprodurne di nuova.

Puoi mettere nei contenitori della carta:
giornali, riviste, volantini pubblicitari, tutta la carta proveniente dalla tua cassetta delle lettere, libri inutilizzabili, quaderni, carta per fotocopie e per tabulati, scatole per dentifricio, saponette, creme, pasta e biscotti, zucchero, cartoni per le pizze (solo se puliti), contenitori tetrapack per bevande e alimenti, interno dei rotoli di carta igienica, carta casa, pellicole per alimenti, contenitori morbidi di cartone per le uova, pacchetti di sigarette (privati di plastica e alluminio), scatole di cartone (private di plastiche di imballaggio e polistirolo)

Non puoi mettere nei contenitori della carta:
carta sporca, oleata, plastificata, cartoni per pizza sporchi, scontrini.

2. Plastica e lattine

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La plastica è un ottimo materiale per prodotti durevoli, ma non per prodotti usa e getta: si ottiene infatti dal petrolio, una risorsa non rinnovabile la cui produzione richiede notevoli quantità di energia, che si decompone molto lentamente in natura e ha un pesante impatto ambientale.

Anche la produzione di alluminio, usato nella realizzazione di lattine e contenitori, ha il suo prezzo: si calcola che il 19% del consumo di energia industriale globale si debba proprio all’industria dell’alluminio, senza contare che durante l’estrazione dalla bauxite viene prodotta una grande quantità di residui tossici.

Nel 2011 in Ungheria una fuoruscita di fanghi rossi provenienti da un impianto per la lavorazione dell’alluminio ha provocato un disastro ecologico senza precedenti e ha costretto il governo a stabilire lo stato d’emergenza in un’area di 40 chilometri.

Riciclare plastica e alluminio riduce l’inquinamento causato da questi prodotti.

Puoi mettere nei contenitori della plastica:
contenitori per alimenti, bottiglie di acqua minerale, succhi, latte ecc., involucri di plastica per alimenti vari, film e pellicole, contenitori per alimenti (salse, yogurt, creme di formaggio, margarina ecc.), buste, sacchetti e confezioni rigide/flessibili per alimenti in genere, vaschette (anche di polistirolo) per formaggi, frutta, carne, uova, gelati, contenitori vari di: alimenti per animali, prodotti per l’igiene personale (bagnoschiuma, shampoo, saponi, creme, prodotti cosmetici) e prodotti per l’igiene della casa, scatolette in metallo per alimenti (tonno, pelati, caffè), lattine in alluminio per bibite (recanti le lettere AL cerchiate), tappi corona, barattoli in alluminio, oggetti in metallo di piccole dimensioni, bombolette spray, imballaggi di polistirolo, imballaggi e sacchetti per bottiglie di acqua minerale, cassette e reti in plastica per ortofrutta e alimentari in genere, pellicole da imballaggio, sacchi, sacchetti, buste, sacchi per detersivi, prodotti per giardinaggio e per alimenti per animali, contenitori di rullini fotografici, scatole e buste in plastica per il confezionamento di capi di abbigliamento.

Non puoi mettere nei contenitori della plastica:
posate in plastica, giocattoli, CD, musicassette, videocassette e relative custodie, pennelli, spatole, sacchi vuoti per materiale edile (per esempio, per calce e cemento), grucce appendiabiti, borse, zainetti, calze di nylon, posacenere, mozziconi di sigarette, materiale di cancelleria (matite, portamatite, penne e pennarelli, cartellette portadocumenti), bidoni, cestini, secchi, beni durevoli (articoli casalinghi, complementi d’arredo ecc.) di piccole dimensioni, polveri provenienti dalla pulizia della casa, sacchetti aspirapolvere, componentistica e accessori auto, pannolini, assorbenti igienici, cosmetici, carta stagnola, cocci di ceramica, vasi e sottovasi, lampadine, specchi, avanzi di cavi elettrici, spazzolini da denti, tubetti del dentifricio, rasoi usa e getta, pettini e spazzole, guanti di gomma, mollette per i panni, barattoli, bottiglie, sacchi con residui del contenuto.

Informazioni utili
Dal 2012 c’è un’importante novità: è possibile collocare nei contenitori della plastica anche piatti e bicchieri di plastica, fino a quel momento non riciclabili, adeguatamente puliti.
Restano invariate le indicazioni riguardo alle posate di plastica, che devono essere buttate nell’indifferenziato. Per evitare cattivi odori in casa e nel cassonetto, sciacquiamo i contenitori e riduciamo il volume di ingombro schiacciando bottiglie e flaconi.

3. Vetro e rifiuti organici

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  • Vetro
    Sciogliere del vetro riciclato per produrre una nuova bottiglia significa un risparmio energetico di almeno 2/3 rispetto alla creazione di una nuova bottiglia a partire dalla sabbia.
    Puoi mettere nei contenitori del vetro:
    bottiglie in vetro di tutti i generi, bicchieri e vasi in vetro, barattoli e contenitori di vetro.
    Non puoi mettere nei contenitori del vetro:
    pirofile e vasi in pirex, ceramica (piatti, tazzine da caffè ecc.), specchi, vetro retinato, boccette per profumi. Questi rifiuti vanno invece collocati nel contenitore dei rifiuti indifferenziati.
  • Rifiuti organici
    I rifiuti organici rappresentano fino a 1/3 dei rifiuti solidi urbani. Per smaltirli, il modo migliore e più utile è trasformarli attraverso un processo chiamato compostaggio in un terriccio che ha proprietà di fertilizzante naturale.
    Seguendo alcune regole fondamentali, è possibile fare il compostaggio anche nel proprio balcone. Affinché il processo funzioni, è importante non mischiare gli scarti organici con altri rifiuti non organici che bloccherebbero il processo di fermentazione, combinare nella giusta proporzione scarti umidi con scarti secchi, infine mantenere un giusto livello di umidità.
    Puoi mettere nell’organico:
    residui di frutta e verdura, residui di uova, pesce, carne e piccole ossa, pane, pasta, riso e resti di pietanze in genere, fondi di caffè e filtri di tè, camomilla e tisane, tovaglioli e fazzoletti di carta usati, tappi di sughero, alimenti avariati, scarti di cucina, fiori secchi e piccole quantità di foglie, sfalci da giardino, potature di alberi e arbusti, terra vegetale.
    Non puoi mettere nell’organico:
    pannolini per bambini, mentre deiezioni canine, lettiere per gatti e altri animali devono essere sistemati nell’indifferenziato.

4. Indifferenziato

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Indifferenziato: con questo termine si intende tutto ciò che non è possibile riciclare.

E' per questa ragione che l’indifferenziato è la frazione di rifiuti con il maggiore impatto ambientale.

In questi casi l’unica soluzione è ridurre quando è possibile il consumo di prodotti non riciclabili o riutilizzarli. 

Anche le donne potrebbero fare molto per ridurre la loro frazione di rifiuti indifferenziati. Si calcola che una donna consumi nel corso della vita almeno diecimila assorbenti igienici.

Esistono anche in questo caso soluzioni più ecologiche, dagli assorbenti e salva slip lavabili e riutilizzabili, alla coppetta mestruale.

Questo prodotto è pressoché sconosciuto in Italia ma è molto apprezzato per esempio nel Regno Unito ed è costituito da un semplicissimo recipiente di silicone morbido che si inserisce all’interno della vagina durante i giorni di ciclo.

Il contenitore non va buttato, è sufficiente lavarlo sotto acqua corrente perché sia pronto per il successivo uso.

Malgrado le ovvie diffidenze iniziali, sempre più donne ricorrono a quest’alternativa che non presenta nessun rischio di tipo igienico, ma molti vantaggi per ciò che riguarda la riduzione dei rifiuti indifferenziati.

Puoi mettere nell’indifferenziato:
posate usa e getta in plastica, CD, musicassette, videocassette e relative custodie, giocattoli, articoli per l’edilizia di modeste dimensioni (pennelli, spatole ecc.), sacchi vuoti per materiale edile (per esempio: calce, cemento), grucce appendiabiti, borse e zainetti in plastica, calze di nylon, posacenere, mozziconi di sigarette, materiale di cancelleria (matite, portamatite, penne e pennarelli, cartellette portadocumenti), bidoni, cestini, secchi, articoli casalinghi, complementi d’arredo di piccole dimensioni, polveri dello spazzamento e pulizia della casa, sacchetti aspirapolvere, componentistica e accessori auto, pannolini, assorbenti igienici, cosmetici, cocci di ceramica, vasi e sottovasi, specchi, avanzi di cavi elettrici, spazzolini da denti, tubetti di dentifricio, rasoi usa e getta, pettini e spazzole, guanti di gomma, mollette per i panni, carta stagnola, imballaggi (barattoli, bottiglie, sacchi ecc.) con residui del contenuto, deiezioni canine e lettiere per gatti e altri animali.

5. Rifiuti pericolosi

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È considerato pericoloso un rifiuto che potrebbe causare pericoli o danni alla salute o all’ambiente a causa delle sue componenti chimiche o di altro genere.

I rifiuti pericolosi devono sempre essere separati dagli altri tipi di rifiuti e non devono finire nelle discariche municipali.

Informiamoci presso l’assessorato all’ambiente o gli uffici competenti della nostra città circa le regole del loro smaltimento. Sono ormai diffusi in quasi tutte le città contenitori stradali per le batterie o i farmaci scaduti, oppure esistono stazioni ecologiche attrezzate a riceverli.

Ovviamente, quando è possibile la migliore soluzione è sempre non produrre rifiuti pericolosi.

I rifiuti pericolosi includono:
batterie, accumulatori e liquido di batteria, medicine, termometri contenenti mercurio, detergenti che contengono solventi, pesticidi, insetticidi, smacchiatori, acidi alcalini, oli esausti, avanzi di pittura, colle, vernici e resine, liquidi dei freni e dell’acceleratore, catrame e prodotti contenenti catrame, frigoriferi, televisori, monitor e pellicole fotografiche, piccoli elettrodomestici e apparecchiature elettroniche in genere.

Ecco, infine, alcuni consigli utili per ridurre lo spreco in generale:

  • Prima di acquistare un oggetto chiediamoci se abbiamo la possibilità di prenderlo in prestito o affittarlo. Questa soluzione è particolarmente valida quando abbiamo bisogno di un oggetto solo per un breve periodo di tempo, o se sappiamo che lo utilizzeremo solo un numero limitato di volte.
  • Pensiamo ai libri: raramente si considera il fatto che le biblioteche e le videoteche sono sistemi ecologicamente efficaci che favoriscono il riutilizzo e riducono il consumo. Si calcola che durante la sua esistenza in una biblioteca un libro circoli in media 50 volte.
  • Quando è proprio necessario acquistare qualcosa, se possibile è sempre meglio farlo in un negozio di seconda mano. Questa soluzione è valida per oggetti come piatti e stoviglie, ma anche per molti altri articoli: in sempre più città aprono negozi di abiti usati per bambini, capi normalmente utilizzati per brevi periodi di tempo e per questo ancora in ottime condizioni.
  • Ogni volta che acquistiamo elettrodomestici o apparecchi elettronici, manteniamoli in efficienza regolarmente, in modo da allungare la loro durata. In caso di avaria, cerchiamo un centro di assistenza o un tecnico specializzato e cerchiamo di ripararli. Con tutta probabilità ci verrà detto che è più economico comprarne uno nuovo: è una di quelle situazioni in cui diventa evidente che il nostro sistema economico è progettato per il consumismo piuttosto che per scelte consapevoli ed ecologiche.
  • Infine, ricordiamoci che la spazzatura di uno è il tesoro di un altro: ciò che per noi è inutile o senza più un grande valore, potrebbe servire a qualcun altro. Quindi non buttiamo via ciò che non usiamo, piuttosto portiamolo in un mercato delle pulci, un negozio di seconda mano, oppure doniamolo.



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