Sesso: 5 domande divertenti con risposte scientifiche

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Sesso: 5 domande divertenti con risposte scientifiche BEST5.IT 2016-12-06 17:52:16
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Quante volte ci facciamo delle domande sul sesso? Tantissime e altrettanto spesso, queste curiosità che ci assalgono, sono così imbarazzanti che preferiamo non interrogare nessuno per avere una risposta…eppure il dubbio rimane!

Parlare di sesso, nonostante l'importanza che esso riveste nella vita di tutti i giorni, resta, ancora oggi, un luogo disagevole e spinoso per molte persone. Ci sono moltissime domande che ci poniamo, ma spesso, preferiamo restare nell'incertezza con la curiosità!

Oggi parleremo di sesso, ed in particolare risponderemo, con l'aiuto della letteratura scientifica moderna, a 5 domande molto divertenti. Buona lettura.

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1. Si può rimanere incinte senza un rapporto sessuale?

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I racconti di ragazze incorse in una gravidanza dopo il contatto con asciugamani o sanitari pubblici, oppure facendosi in bidet, o ancora dormendo in un letto in cui qualcuno prima aveva fatto l'amore... sono leggende metropolitane. Per sopravvivere, gli spermatozoi hanno bisogno di condizioni ambientali (temperatura, pH ecc.) favorevoli, altrimenti muoiono in breve tempo.

E' vero, però, che si può rimanere incinta anche senza penetrazione, se l'eiaculazione avviene in prossimità della vagina. Gli spermatozoi contenuti nel liquido seminale hanno, infatti, la capacità di muoversi velocemente e possono raggiungere i genitali interni anche se depositati a livello di quelli esterni. E', quindi, possibile (anche se estremamente raro) incorrere in una gravidanza pur essendo vergini.

A questo proposito uno dei casi più bizzarri documentati dalla letteratura scientifica risale al 1988. Una ragazza di 15 anni era stata ricoverata per una ferita di coltello a livello dello stomaco. Nove mesi più tardi venne nuovamente ricoverata  per un dolore addominale acuto: doveva partorire. La ragazza, però, non poteva avere avuto rapporti, perché affetta da aplasia della vagina, una malformazione molto rara cui non si possiedono gli organi genitali esterni.

Che cosa era successo? la giovane raccontò che nove mesi prima aveva avuto un rapporto orale con un nuovo partner e che, sorpresa in quel frangente dal fidanzato, era stata da questi accoltellata. Gli spermatozoi avevano, dunque, avuto accesso agli organi riproduttivi attraverso le ferite all'addome.

2. Perché si parla di posizione del missionario?

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Secondo l'antropologo Bronislaw Malinowski (1884-1942), questa posizione sessuale (con l'uomo sopra e la donna sotto) fu chiamata così nel 1700 dagli aborigeni nell'isola Trobriand, nella Melanesia occidentale, a est della Nuova Guinea. Era, infatti, la posizione praticata dai missionari che, sbarcati nell'arcipelago per convertire gli indigeni, si prendevano qualche libertà con le loro fanciulle. I locali guardavano questo modo di accoppiarsi con curiosità e stupore perché originale e diverso da quello in uso (donna accovacciata davanti, uomo dietro), ispirato al comportamento sessuale degli animali.

Secondo un'altra versione, questa posizione fu imposta dai missionari (i quali non "praticavano") agli indigeni per motivi di ordine religioso: la posizione "faccia a faccia" sarebbe stata ritenuta l'unica adatta ai rapporti tra membri del genere umano, in grado di rafforzare la monogamia, e anche la migliore per la fecondazione e, quindi, la procreazione. 

Anche se alcuni medici suggeriscono alle coppie di provare la posizione del missionario perché permette una penetrazione più profonda e la deposizione dello sperma più vicino alla cervice, non esiste alcuno studio che metta in relazione le posizioni sessuali con il concepire con successo. Ancora oggi è una delle posizioni sessuali più adottate nel mondo.

3. Masturbarsi fa ingrassare, provoca cecità, o altre cose dannose?

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Da un punto di vista religioso, l'autoerotismo è stato condannato perché inteso come un attentato alla specie: in quanto attività solitaria, non permette la riproduzione. E' per questo che l'ipotesi di conseguenze dannose, ancora diffusa in una buona parte dell'opinione comune, nella letteratura scientifica è stata abbandonata solo da qualche decennio. La masturbazione, pur non essendo un'esperienza obbligatoria dell'adolescente, è tuttavia un fenomeno molto frequente.

Da un punto di vista psicologico essa è interpretata prevalentemente come occasione di organizzazione dell'io turbato dalle modificazioni puberali. Quindi, nulla di patologico: masturbarsi non ingrassa, non provoca cecità, né brufoli. E' una semplice tappa nel cammino personale di maturazione fisica, psicologica e sessuale di ciascuno.

La masturbazione che, secondo gli ultimi studi, comincia già nel feto prima della nascita, prosegue per tutta la vita. Ma perché adulti che hanno rapporti sessuali completi, continuano a ricorrere all'autoerotismo? Può darsi, come sostengono alcuni psicoanalisti, che ciò riveli problemi nel rapporto con gli altri. Tuttavia, si dedicano all'autoerotismo il 76,5% delle donne eil 90% degli uomini in tutto il mondo. Fra questi, alcuni usano senz'altro la masturbazione per sfuggire al confronto con il partner.

Ma per la maggioranza delle persone, autoerotismo vuol dire assecondare una pulsione naturale, magari quando il partner è partito, o si ha bisogno di pensare solo a sé. Non c'è niente di malato in questo. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità, la masturbazione è un "diritto legittimo della persona di darsi piacere e di disporre del proprio corpo".

Le donne scoprono l'autoerotismo più tardi rispetto agli uomini. Questo avviene perché i genitali femminili sono più difficili da "esplorare" di quelli maschili. Non a caso, durante la masturbazione infantile, i maschi si accarezzano direttamente il pene, mentre le bambine spesso si limitano a premere il pube contro un oggetto morbido, come un cuscino.

La masturbazione, infine, non è una prerogativa soltanto umana. Anche gli animali lo fanno, spesso con regolarità. Tra questi scimmie, delfini, cani, cavalli, asini, cervi e gatti di ambedue i sessi.

4. Perché agli esseri umani piace baciarsi sulla bocca?

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Secondo gli psicologi, il bacio rappresenta una forma di conoscenza mentale e fisica della persona desiderata. Tale contatto è reso, inoltre, più accattivante dal fatto che prelude all'atto sessuale. Secondo questa ipotesi, la bocca è una zona dal forte significato erotico perché possiede il maggior numero di recettori utili a immagazzinare nel cervello informazioni sulla persona amata. Nella bocca convergono, infatti, 3 dei 5 sensi: il gusto (sulla lingua), l'olfatto (il naso, vicino alla bocca) e il tatto (le labbra).

Gli etologi umani pensano che l'origine possa essere questa: i figli ricevevano cibo premasticato dalla bocca di un genitore e questo induceva i bambini ad associare la pressione delle labbra a un atto d’amore. Il bacio sulla bocca, quindi, pare che non sia altro che la ripetizione, fra adulti, dell'atto della nutrizione da parte della madre, che nelle culture primitive passa ai figli il cibo premasticato tenendolo con la bocca. Secondo Freud il bacio farebbe riaffiorare il ricordo dell’allattamento, un momento di fiducia e di abbandono totale del bimbo verso la mamma. 

Pare che il bacio in bocca favorisce la produzione di dopamina, un neurotrasmettitore associato a sentimenti di desiderio e di ricompensa (prodotto nella stessa regione cerebrale stimolata dalle sostanze stupefacenti come la cocaina), e questo spiega la perdita di appetito e sonno, sintomi che si associano comunemente all’innamoramento. Un bacio appassionato, infine, fa rilasciare (secondo il neuroscienziato comportamentale Wendy Hill), attraverso l'’ipofisi, l'ossitocina, un ormone che favorisce il legame e l'attaccamento al partner.

Gli esseri umani non sono però l’unica specie a dare baci: anche alcune grandi scimmie, infatti, accostano le loro labbra per esprimere emozioni e dimostrare affetto o indurre una riconciliazione. 

5. Come nasce la circoncisione?

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La circoncisione è l'asportazione chirurgica parziale o totale del prepuzio, il cappuccio di pelle che ricopre il glande, la parte terminale del pene [al latino "circum"(intorno) e "caedere" (tagliare), quindi "tagliare intorno"]. Questa operazione era eseguita da tempi antichissimi come documentato dalla descrizione che gli antichi Egizi ne davano nel cosiddetto Papiro di Ebers, reperito a Luxor nel 1862 dall’archeologo tedesco Georg Moritz Ebers (1837-1898), il quale lo acquistò da un mercante che lo aveva trovato tra le gambe di una mummia a Tebe, mummia che viene fatta risalire al 3000 a.C.

Nel testo si danno dettagliate istruzioni circa la tecnica di esecuzione. Ad esempio vi si indica come arrestare l’emorragia del prepuzio applicando una mistura di "miele, polvere d’osso e sicomoro". Questa usanza antichissima si diffuse in maniera indipendente tra le popolazioni di Asia, Australia, Africa e America del Sud. Nacque come rito di iniziazione: una sorta di secondo taglio del cordone ombelicale e, quindi, l'ingresso nella vita e l'unione alla tribù.

Aveva anche un valore di augurio di fecondità. Infine, acquistò un significato mistico di purificazione e rinascita spirituale nell'ambito di diverse religioni. Presso gli Ebrei, diffusa già in tempi molto antichi, la circoncisione fu assunta a simbolo del patto di alleanza tra Dio e il popolo di Israele. Infatti, il termine ''khatana'' (circoncisione) deriverebbe da ''hatan'' che in ebraico significa ''fidanzato''. Del resto è per questa ragione che ancora oggi essa viene eseguita alla puberta' presso tribù Africane come i Konso, i Kerre, i Gheleba ecc. ma anche molte altre in Africa Orientale e Centrale dove è considerato un rito capace di abilitare alla vita sessuale rendendo più facili i rapporti sessuali.

La mescolanza delle ragioni rituali religiose e di quelle pratiche, profilattiche e funzionali, esisteva anche presso gli antichi Arabi. In realtà già i Fenici praticavano la circoncisione, avendola probabilmente appresa dagli Egizi. Quindi molto tempo prima della nascita di Maometto, circonciso egli stesso. Furono gli Arabi che, più tardi, ne diffusero l’uso, come segno distintivo musulmano a tutte le popolazioni da loro sottomesse sulle coste orientali africane e malesi. Non solo, ma presso le popolazioni che già eseguivano la circoncisione, gli arabi modificarono i rituali e la cronologia: essi infatti la praticavano all’età di 13 anni.

In Grecia la circoncisione è stata descritta da Erodoto. Anche nella Roma antica la circoncisione era praticata diffusamente. In tempi moderni la circoncisione, che è ancora praticata per ragioni religiose presso diverse culture come quella ebraica e quella araba, si è anche diffusa in larghi strati di popolazioni anglosassoni, sopratutto nei paesi che in passato son state colonie britanniche come gli Stati Uniti e l’Australia. E’ ipotizzabile che le condizioni igieniche nel periodo pionieristico della colonizzazione richiedessero la procedura come misura profilattica. E’ infatti per questo scopo che essa viene oggi largamente praticata in quei paesi.



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