Sport all’aperto: 5 attività sportive indispensabili per il vostro benessere

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Sport all’aperto: 5 attività sportive indispensabili per il vostro benessere BEST5.IT 2016-12-09 11:40:04
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Aldilà del piacere di praticare un'attività sportiva, del divertimento che ne deriva, dei risultati che si tengono, delle abilità che si legano al gesto tecnico o agli schemi di gioco, l'elemento che rende particolarmente attraente lo sport è lo stato di benessere percepito per chi lo pratica.

Per sperimentare questo stato di benessere, non basta semplicemente "fare sport"; come si può presumere, occorre praticarlo con un certo spirito, che prevede impegno, concentrazione, entusiasmo e motivazione.

Chi sperimenta lo stato di benessere sviluppa la qualità e attributi, come una marcata tendenza all'ottimismo, e soprattutto una capacità di selezionare le situazioni più vantaggiose e gratificanti. Si orienta insomma a considerare se stesso e aggiudicarsi in maniera positiva. 

Secondo il vocabolario della lingua italiana, lo sport è una "attività che impegna, sul piano dell'agonismo oppure dell'esercizio individuale o collettivo, le capacità fisico-psichiche dell'individuo con intenti ricreativi o a fine di lucro".

La definizione è restrittiva e non tiene conto degli effetti che lo sport produce: non fa cenno, per esempio, all'educazione più sana, tramite lo sport, alla nascita di relazioni interpersonali, al miglioramento del benessere fisico e psichico della persona, allo sviluppo corporeo e mentale e al potenziamento delle risorse individuali.

Senza dimenticare, naturalmente, i valori che accompagnano tutti gli sport: la lealtà, la fiducia, il rispetto dell'autorità, la correttezza, il senso di uguaglianza, l'impegno e la resistenza di fronte alle difficoltà, la solidarietà e l'altruismo.

Oggi vedremo 5 attività sportive molto comuni tra gli italiani, le quali si possono facilmente praticare all'aperto da tutti, indispensabili per il vostro benessere.

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1. La bicicletta

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Le abilità mentali:

  • Tolleranza alla frustrazione
  • Gestione della fatica
  • Spirito di sacrificio
  • Capacità di definire i propri traguardi
  • Collaborazione (in squadra)
  • Comunicazione  (in squadra)

 

In Italia si calcola che ci sia una bicicletta ogni due abitanti circa; ciò significa che in tutto il paese ce ne sono 30-31 milioni, custodite in solaio, in cantina, il cortile……

Non tutte queste bici sono efficienti, ma in fondo l'importante è possederne una anche se la si usa poco, perché è una bella espressione di libertà, a misura d'uomo. Un tempo strumento di locomozione, oggi è usata come svago e divertimento, soprattutto (ma non solo) nelle stagioni climaticamente più favorevoli.

Circa 300.000 italiani praticano il ciclismo con intenti agonistici (sia con la bici da corsa, sia con la mountain-bike): ci riferiamo ai tesserati presso FCI, Udace o altri enti di promozione sportiva (Uisp, eccetera,) che gareggiano nelle varie classi di età, senza dimenticare coloro che si cimentano nelle gare di medio fondo e di gran fondo, per il gusto di competere prima di tutto con se stessi e poi con gli avversari, in scenari (soprattutto di montagna) di grande suggestione.

Molte città propongono anche delle "biciclettate", manifestazioni non competitive che di solito si svolgono nel periodo marzo-ottobre. Si impara ad andare in bicicletta fin da bambini. All'inizio non tutti sono in grado di trovare rapidamente equilibrio e stabilità, condizioni necessarie per affrontare ogni imprevisto; coordinare l'uso dei pedali, quello del manubrio e dei freni e la stabilità non è poi così semplice.

Meglio procedere con gradualità e regalare a un bimbo una bicicletta con ruotine per poi toglierle quando la coordinazione sarà maggiore. Il piccolo impara a pedalare in poco tempo, con l'aiuto di un adulto che lo sorregge leggermente mentre prende confidenza con i pedali, prima di lasciarlo fare da sè, senza traumi eccessivi. Di buono c'è che, al pari dei nuoto, una volta appresa la tecnica di andare in bicicletta non la si dimentica più. Da adulti si impara forse con maggiore difficoltà, ma davvero tutti possono farcela!

Le regole di base per chi va in bicicletta sono molto semplici si riferiscono essenzialmente alla viabilità. Bisogna conoscere il codice della strada, e soprattutto ricordarsi di non essere in Olanda dove, beati loro, i ciclisti sono tutelati al meglio e hanno precedenza assoluta, in ogni caso, sugli automobilisti.

Le cadute in bicicletta si verificano non soltanto per imperizia, ma anche per condizioni oggettive: strade ripide, pericolose, presenza di sassolini, dossi o buche e, in città, di cordoli o rotaie del tram, senza dimenticare gli atteggiamenti degli automobilisti che spesso sembrano ignorare totalmente la presenza dei ciclisti.

Per andare in bicicletta servono maglie, pantaloni da ciclismo corti o lunghi, giacche o gilè antivento leggeri e di minimo ingombro (di quelli che, una volta piegati, si infilano nella tasca della maglia), calze, scarpe da ciclismo, caschetto di protezione. Sono utili anche occhiali da sole per proteggere gli occhi, e manicotti e gambali antifreddo.

Per alcune tipologie di bici, le cosiddette "fuoriserie" prodotte dagli artigiani italiani più celebri (Colnago, De Rosa, Pinarello) esistono prezzi da capogiro: si va da un minimo di € 2000 a un massimo di 9000. Volendo puntare su modelli più abbordabili, e bene comunque non spendere meno di € 800, anche per garantirsi un cambio e degli accessori all'altezza, incluso un robusto antifurto, per prevenire i malintenzionati (attenzione ai furti di sellino, purtroppo in crescita negli ultimi anni, con disappunto di chi poi si dovrà recare da un ciclista portando la bici a mano).

In compenso, i costi di gestione sono quasi inesistenti. A meno di utilizzare l'automobile per raggiungere luoghi fuori mano o particolari salite (da percorrere poi in bici), il ciclismo è autenticamente a misura d'uomo: a misura della sua voglia di far fatica, che è davvero economica. Qualche frutto (la banana in particolare quando la sudorazione è abbondante, perché contiene potassio), acqua minerale e l'occorrente per uno spuntino durante le soste sono le voci di costo di un'uscita in bicicletta. Il parcheggio del mezzo è comunque gratuito.

Per quel che riguarda l'abbigliamento (scarpe, pantaloncini, maglie per uso estivo e uso invernale, caschetto di protezione) con € 300 circa si provvede a tutto, in forma spartana. Ma per l'equipaggiamento si possono spendere sino a € 1000 e più.

Il fattore "testa": il ciclismo è un'attività individuale (sebbene naturalmente si possono fare uscite di gruppo) che necessita di concentrazione, anche per ridurre i potenziali pericoli. Chi va in bicicletta è predisposto alla fatica, e da questa fatica trae certamente piacere e soddisfazione. Di certo, per non perdere l'entusiasmo e affinché andare in bicicletta non diventi a lungo andare un peso, è bene stabilire sempre un obiettivo, una meta da raggiungere che risulti ovviamente alla propria portata. Si può iniziare fissando un traguardo minimo, per esempio pedalare per un'ora di fila, per poi allungare progressivamente la distanza (anche qui, senza esagerare). La gradualità è il segreto per ottenere buoni risultati in bicicletta, e non solo.

Le variabili da considerare sono le seguenti:

Apprendimento: semplice
Regole: non complesse 
Pratica all'aria aperta: quasi sempre 
Costi attrezzatura: rilevanti
Costi abbigliamento: accettabili
Costi di gestione: modesti
Rischi: bassi

2. La corsa

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Le abilità mentali:

  • Gestione della fatica e del dolore
  • Tolleranza alla frustrazione
  • Spirito di sacrificio
  • Motivazione
  • Autodisciplina
  • Determinazione

 

La corsa è sempre stata un'attività fisica spontanea e naturale degli uomini che dovevano rincorrere le prede e fuggire i predatori e i nemici. Le gare di corsa nacquero in seguito, per allenarsi e per svagarsi.

Oggi le prove specifiche di velocità, mezzofondo, fondo e così via sono specialità legate all'atletica. Il bello della corsa è che si presta a infinite varianti: si può correre da soli, con pochi amici o in gruppo; si corre per chiarirsi le idee o per scaricare la tensione di una giornata di lavoro. Si può anche seguire un programma di allenamento, per raggiungere traguardi sempre più ambiziosi.

Da 10 anni a questa parte chi corre solo per mantenersi in forma fa parte della tribù dei runner, che amano impegnarsi sulle distanze più varie: dai 10 km alla mezza maratona o alla maratona stessa. Gli italiani che si impegnano sulle lunghe distanze sono 35.000 e molti di loro possono correre fino al limite delle 6 ore, il tempo massimo di molte maratone. Si tratta di sportivi ben allenati che terminano la corsa stanchi e doloranti, ma generalmente soddisfatti.

La corsa è a portata di tutti; di fatto ciascuno di noi accorso almeno una volta nella vita, anche solo per prendere l'autobus. Si impara da soli; basta avere l'accortezza di affrontare la corsa in modo graduale e costante.

Chi inizia dovrebbe allenarsi almeno tre volte la settimana, a giorni alterni, per permettere al fisico di recuperare; da principio è meglio tenere un ritmo blando, aumentando poco alla volta sia la durata della corsa sia la velocità; a fine corsa bisogna eseguire esercizi di stretching.

Per correre bene, più che regole servono alcuni accorgimenti:

  • tenere la testa alta, per migliorare la respirazione;
  • rilassare le braccia e spalle, con il petto in fuori e la schiena dritta;
  • tenere i glutei contratti, per consentire alle gambe di allungarsi al meglio e faticare meno;
  • non sollevare troppo le ginocchia;
  • non serrare dita e mani, e tenere le braccia piegate a 90° con i gomiti aderenti al bacino;
  • tenere, infine, presente che il piede "riposa" quando nella corsa è interessata tutta la parte anteriore della pianta.

 

Sono da evitare i confronti con altri corridori, soprattutto alle prime uscite, quando l'allenamento è scarso e c'è il rischio di infortuni muscolari o di eccessivo affanno. Nei primi tempi è meglio lavorare sulla quantità, cercando di allungare il percorso in modo graduale, evitando le gare di velocità. Meglio non correre nelle giornate calde e afose (c'è il rischio di disidratazione e di colpi di calore) o in quelle gelide.

È preferibile cimentarsi su strade non sconnesse, per prevenire danni a caviglie e tendini. Correre sempre sulle piste di tartan provoca, alla lunga, sollecitazioni eccessive dei muscoli e dei tendini, che possono infiammarsi, e microfratture del piede.

Le scarpe sono la voce più importante della calzatura; sono stati studiati diversi tipi per fornire in ogni circostanza un supporto corretto. Per le corse su pista e sterrato sono necessari i chiodi che garantiscono l'aderenza al terreno, mentre per le lunghe distanze sono indicate scarpe ben ammortizzate. Si possono indossare pantaloncini e magliette di cotone, o indumenti di tessuto tecnico, più leggeri e progettati per agevolare la respirazione. Un cappellino non guasta mai.

Possono essere utili anche alcuni accessori: un orologio con cronometro, un cardiofrequenzimetro, perché no, un iPod per ascoltare la musica. Percorrere bastano una tuta, oppure una maglietta e un paio di pantaloncini: i costi sono dunque molto contenuti. Per quanto riguarda le scarpe da corsa, il prezzo non è sempre garanzia della loro buona qualità; comunque si aggira su € 80-100.

Se si vuole fare a meno di eventuali accessori come orologio con cronometro, cardiofrequenzimetro o simili, che possono avere anche un prezzo elevato, una bottiglia d'acqua, frutta fresca o barrette energetiche sono gli unici costi da sostenere per chi preferisce correre in tranquillità e senza rischi. La disidratazione causata dalla perdita di liquidi è la prima causa delle crisi che colpiscono gli atleti; è perciò importantissimo bene anche se non ha sete.

Il fattore "testa": correre regolarmente fa bene alla salute, abbassa la quantità di zuccheri nel sangue, aiuta la circolazione, fa perdere peso e stimola il buon umore. L'unica regola è non esagerare: sia il fisico sia la mente hanno bisogno di riposo. Quando l'impegno non è un'ossessione, anche le motivazioni aumentano. Ricordate che per combattere la noia l'ideale è correre in compagnia e che è importante fissare un traguardo e porsi degli obiettivi come, per esempio, perdere peso o migliorare i tempi. Vanno bene anche gli obiettivi ambiziosi, purché siano realistici e possano rappresentare una sfida motivante.

Le variabili da considerare sono le seguenti:

Apprendimento: semplice
Regole: semplici
Rischi: minimi
Pratica all'aria aperta: quasi sempre
Costi attrezzatura: inesistenti
Costi abbigliamento: minimi
Costi gestione: minimi

3. Il tennis

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Le abilità mentali:

  • Controllo emotivo 
  • Tolleranza alla frustrazione 
  • Gestione della fatica
  • Durezza mentale
  • Attenzione
  • Concentrazione
  • Anticipazione
  • Collaborazione (in squadra o in copia)
  • Comunicazione (in squadra o in copia)

 

Il tennis è uno sport individuale o di coppia dove sono indispensabili concentrazione e coordinazione. Può essere praticato dai 6 agli 80 anni e più, a vari livelli di intensità; chi gioca a tennis per divertimento si allena nel tempo libero, mentre chi lo pratica a livello agonistico deve allenarsi anche per parecchie ore al giorno.

Si gioca su terreni diversi, appositamente predisposti: terra rossa, erba, erba sintetica, cemento, fondi sintetici. In Italia il tennis è molto praticato: alla Federazione Italiana Tennis (FIT), che comprende solo chi lo pratica a livello agonistico, si contano più di 500.000 tesserati, mentre si stima che i giocatori di tennis amatoriali siano almeno 1 milione. In tutta la penisola, i circoli affiliati alla Federtennis sono 3040.

Senza l'aiuto di un maestro è impossibile imparare i gesti tecnici di base del tennis, che sono in tiro diritto e quello rovescio; il servizio e i colpi al volo, schiacciate incluse, sono già una caratteristica dei giocatori di livello avanzato. I principianti, dopo qualche settimana di palleggio contro un muro (sistema antico quanto il tennis, ma sempre attuale), possono provare a realizzare scambi ravvicinati a metà campo prima di affrontare palleggi lunghi a fondo campo.

Coordinazione, senso della posizione, capacità di effettuare spostamenti accorti sono doti indispensabili al buon tennista; è comunque necessario farsi seguire da un istruttore, che provvede a correggere gli errori comuni a tutti i principianti e soprattutto le impostazioni sbagliate, così difficili da eliminare quando si è già preso confidenza con il gioco. Per i ragazzi sono consigliati i corsi specifici, mentre per gli adulti funzionano meglio le lezioni private o al massimo in piccoli gruppi.

Le regole del tennis sono molto semplici: bisogna colpire la palla con la racchetta in modo che l'avversario, posto nell'altra metà del campo, non possa ribatterla dopo il primo rimbalzo, oppure battendola commetta fallo. L'unico problema può essere il conteggio dei punti (punto, game, set, match) che un profano può trovare complicato.

Giocare a tennis implica continui scatti e cambi di direzione che possono provocare distorsioni alle caviglie, stiramenti, strappi; inoltre, sottopone la schiena a notevoli sforzi. Un altro disturbo diffuso è l'epicondilite dell'omero (meglio conosciuto come "gomito del tennista"), un'infiammazione cronica dell'inserzione prossimale dei muscoli estensori dell'avambraccio. Chi pratica il tennis agonistico nell'età dello sviluppo deve abbinarlo a esercizi in palestra, per bilanciare la simmetria degli sforzi di una sola parte alta del corpo.

In passato, il tennis ha dettato moda: i giocatori di tennis vestivano elegantemente di bianco; alle tenniste furono concesse, non senza qualche polemica iniziale, le prime minigonne della storia; inoltre, le scarpe da tennis hanno avuto lo stesso successo e la stessa diffusione dei jeans, e un famoso tennista francese ha ottenuto un successo mondiale siglando con un coccodrillo le sue magliette. Oggi per le partite amatoriali ci si veste in modo informale, anche se è è necessario indossare scarpe adatte a ridurre il rischio di distorsioni e di scivolate.

Per l'abbigliamento (maglietta e calzoncini o gonnellino, calze, scarpe, polsini in spugna, visiera) si possono spendere circa  € 85-135. Un buon paio di scarpe (diverse a seconda del tipo di superficie su cui si gioca) costa circa  € 70-110. Una racchetta per bambini può costare da € 30 a  100, per adulti da € 100 a 300. La borsa portaracchette costa  € 35-75; un set da quattro palline può costare € 6 - 12.

L'iscrizione a un tennis club costa da € 60 a cifre spropositate, che danno l'accesso ad ambienti esclusivi. Anche l'affitto di un campo varia molto: è gratuito in alcuni club, mentre in altri può costare € 6-7 per i soci e € 12-13 per gli altri, fino ad arrivare a € 20 per una partita. Chi vuole iscriversi alla FIT bene sottoporsi a una visita medica che costa € 65 per i maggiorenni, ma è gratuita per i ragazzi tra i 12 e i 17 anni.

Il fattore "testa": oltre agli scopi agonistici, una partita di tennis è un'occasione per trovarsi tra amici o fare nuove conoscenze: basta iscriversi a un club o partecipare a competizioni a squadre. Il tennis ha poi aspetti che emergono a mano a mano che lo si pratica: l'abitudine alla concentrazione, il controllo delle emozioni e degli stati d'animo, il rispetto dell'avversario e di se stessi, la perseveranza nel raggiungere gli obiettivi, la fiducia nei propri mezzi, poiché il risultato di una partita non è mai scontato fino all'ultimo punto. Un ragazzo che pratica tennis al livello tre agonistico si abitua presto a riflettere su se stesso; questo atteggiamento positivo può dare buoni riscontri anche nelle attività scolastica e, più in generale, nel modo di affrontare la vita. 

Le variabili da considerare sono le seguenti:

Apprendimento: impegnativo
Regole: rilevanti per il gioco
Rischi: bassi
Pratica all'aria aperta: 6 mesi all'anno (gli altri 6 mesi indoor)
Costi attrezzatura: medio-elevati
Costi abbigliamento: bassi
Costi gestione: medio-elevati

4. Il golf

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Le abilità mentali:

  • Controllo emotivo 
  • Tolleranza alla frustrazione 
  • Concentrazione
  • Capacità di anticipare mentalmente il gioco
  • Abilità strategica
  • Capacità di definire i propri traguardi
  • Lettura dell'avversario

 

Il golf è uno sport individuale di concentrazione, coordinazione e mira. Può essere praticato, a livelli di intensità diversi, dall'età scolastica fino agli 80 e oltre. Mette inoltre in contatto con la natura come accade in poche altre attività sportive.

In Italia, il golf ha guadagnato numerose adesioni, anche grazie al tesseramento aperto a tutti introdotto dalla Federazione Italiana Golf, e oggi si incontrano quasi 100.000 iscritti, dei quali circa 10.000 sono giovani al di sotto dei 18 anni, e 34.000 hanno superato i 50 anni (donne) e i 55 anni (uomini), a riprova del fatto che il golf è uno sport che può essere praticato a lungo.

La maggior parte dei giocatori pratica il golf nel weekend, ma chi svolge un'attività agonistica più impegnativa frequenta i campi almeno 3-4 volte la settimana. I campi da golf in Italia sono 370, con una concentrazione massima in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio. La nascita di "campi pratica" ha facilitato l'accesso al golf di nuovi sportivi, mentre l'introduzione della disciplina in alcune scuole, nelle ore di educazione fisica, ha ampliato il vivaio di giovani giocatori.

L'apprendimento della postura e del movimento che accompagna il tiro richiedono, almeno nella fase iniziale, l'insegnamento di un maestro e una pratica costante. La conoscenza delle regole è indispensabile. A questo punto la Federazione Italiana Golf ha organizzato dei corsi per gli esordienti che si tengono nei circoli e nei campi pratica a tesseramento libero.

Il golf è uno sport a basso impatto fisico con pochi rischi di infortunio; in ogni caso, posizionarsi sempre di fronte al giocatore che sta eseguendo un tiro minimizza il rischio di essere colpiti da una pallina in volo o dal bastone in movimento.

Per giocare a golf, a parte le apposite scarpe non è richiesto nessun tipo di abbigliamento in particolare; l'importante è indossare capi comodi. Vanno bene pantaloni in velluto o in cotone, maglietta o maglione (a seconda della stagione), guanti e un cappellino o una visiera per ripararsi dal sole.

L'abbigliamento del giocatore di golf prevede spese rilevanti solo se non si scelgono capi in tessuto tecnico per la pioggia o per il caldo: per esempio, 150 euro per i pantaloni lunghi e 300 euro per una tuta impermeabile. Le scarpe apposite possono costare dai € 50-100 in su.

L'attrezzatura completa prevede 14 bastoni (putter, legni e ferri) sacca porta bastoni, carrello e scarpe adeguate. La varietà dei prodotti disponibili sul mercato permette di procurarsi un'attrezzatura di base con un costo complessivo di circa 700 euro. Per avere un'attrezzatura completa di qualità è invece necessario un investimento a partire da € 4500.

Il tesseramento alla Federazione Italiana Golf è obbligatorio € 60 per gli adulti e 20 per chi ha meno di 21 anni. Il costo dell'accesso per un giorno ha una struttura sportiva varia da € 10 per un campo pratica a € 50-90 per un campo da golf a 18-36 buche.

Per chi vuole imparare sono stati studiati dei "pacchetti" comprensivi di lezioni, palline e accesso alle strutture. Chi vuole diventare socio di un circolo dovrà prevedere una quota annuale dall'ammontare variabile, a seconda della struttura.

Il fattore "testa": giocare a golf prevede lunghe passeggiate, da soli o in compagnia, immersi nella natura, in località verdi e incontaminate. Oltre a questi aspetti, che nel golf sono quasi scontati, me ne sono altri meno ovvi, come l'importanza della flessibilità unita alla forza, la sfida con se stessi e con il campo, il riconoscere nel proprio modo di giocare un'affinità con il proprio comportamento nella vita, l'allenamento a controllare l'emotività, l'identificazione di strategie e tattiche per sfruttare i propri punti di forza.
Basta aver provato a tirare qualche colpo per sapere come può essere frustrante cercare di prendere la palla senza riuscirci…… Un consiglio utile ai principianti di spostare l'attenzione dal risultato del tiro alle sensazioni del corpo, riparare a entrare in sintonia con l'impugnatura del bastone, recependolo come un prolungamento del braccio.
Per chi vuole migliorare il proprio gioco, un suggerimento giusto è invece fare un'analisi dei punti di forza e di debolezza in campo e di lavorare sulle fragilità al campo pratica, cercando di ottenere uno specifico risultato. Chi fatica a mantenere la concentrazione per tutto il tempo necessario a terminare le 18 buche può affrontare 6 per volta, dividendo così il gioco in 3 momenti e stabilendo con se stesso una sfida, o dando così un obiettivo da raggiungere, per ognuno di essi.
Arrovellarsi sui risultati in cifre del gioco, ripensando alle buche appena fatte, consuma energia e toglie concentrazione al colpo che si sta per giocare. Nel golf è rilevante la componente di fairplay : il giocatore di golf professionista è quasi sempre discreto, passa generalmente inosservato e se poi si accorge di aver sbagliato nel contare il punteggio di una buca, o infrange una regola, lo dichiara apertamente e incassa impassibile le penalità o la squalifica.

Le variabili da considerare sono le seguenti:

Apprendimento: impegnativo
Regole: rilevanti per il gioco
Rischi: bassi
Pratica all'aria aperta: quasi sempre
Costi attrezzatura:  elevati
Costi abbigliamento: accettabili
Costi gestione: medio-elevati

5. Il nuoto

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Le abilità mentali:

  • Modulazione dell'attenzione
  • Coordinazione
  • Motivazione
  • Resistenza alla fatica

 

Naturale per i pesci, un po' meno per gli uomini, il nuoto ha molte motivazioni: necessità, per chi lavora in mare; svago, per chi vive sulla terraferma; agonismo, per chi ne ha fatto una professione o un progetto di vita; infine, per tutti, un buon modo per mantenersi in forma.

Nuotare liberamente in mare nei mesi estivi o d'inverno in qualche posto tropicale e un'esperienza diversa dal farlo nelle corsie di una piscina coperta. In tutti i casi, il nuoto, è per definizione, la disciplina sportiva più completa e più praticata. Non stupisce perciò che in Italia i corsi di nuoto per bambini e addirittura per neonati (piccoli di 3-12 mesi) siano molto numerosi e frequentati. Il nuoto può essere appreso precocemente, perché non ha controindicazioni, ma va insegnato gradualmente, prevedendo alcuni esercizi che aiutino i bambini a prendere confidenza con l'acqua. 

Gli istruttori, oltre ad avere competenze tecniche, devono essere capaci di fare del nuoto un'attività divertente (la noia è il nemico più insidioso del nuoto impostato solo come tecnica e praticato in modo ripetitivo), mettendo in conto l'istintiva paura dell'acqua dei bambini ma anche di adulti, dimostrando considerazione e rispetto in entrambi i casi, intervenendo con attenzione e delicatezza, rispettando i tempi individuali e i talenti di ogni singolo nuotatore.

All'atto dell'iscrizione ai corsi bisogna presentare un certificato medico di buona salute. Chi pratica il nuoto non solo come divertimento, ma come disciplina sportiva, deve fare i conti con quattro stili. 

  • il più diffuso è veloce è lo stile libero, in cui braccia e gambe si muovono in modo alternato, la respirazione laterale è sincrona e il corpo è spinto in avanti da un movimento continuo delle gambe.
  • la rana uno stile più lento. L'avanzamento avviene a spinte successive; le braccia, con i gomiti sott'acqua, si muovono "a cuore" (con la punta in avanti) contemporaneamente alle gambe, che formano un cerchio, con i piedi a martello; si respira a ogni bracciata.
  • lo stile crawl si pratica in posizione supina; richiede un movimento alternato delle braccia, accompagnato da un movimento continuo dei piedi.
  • il delfino è uno stile che implica ritmica fluidità del movimento delle braccia apportate in avanti simultaneamente, mentre le gambe e si muovono in contemporanea e la respirazione avviene portando la bocca in avanti, fuori dall'acqua  (la testa è sempre in anticipo rispetto al corpo).

 

I rischi del nuoto in mare sono molteplici: mare agitato, onde anomale, correnti pericolose, presenza di meduse, di alghe urticanti o di persone irresponsabili alla guida di natanti. Tutto ciò può giocare brutti scherzi ai nuotatori amatoriali i quali devono attenersi alle indicazioni di quanti sorvegliano i luoghi di balneazione. In piscina basta stare attenti a non scivolare sulle superfici bagnate e indossare ciabattine di gomma per evitare infezioni e micosi ai piedi.

L'inflessibile regola dei nonni di entrare in acqua almeno tre ore dopo l'ultimo pasto oggi fa sorridere; tuttavia è meglio non nuotare dopo un pasto abbondante, prima di tuffarsi, occhio alla temperatura dell'acqua!

Per quel che riguarda l'abbigliamento, innanzitutto serve un costume da bagno, intero o bikini per le signore, slip o boxer per i signori. Per nuotare in piscina è obbligatorio indossare la cuffia. Per camminare ai bordi della piscina o nelle docce è consigliabile calzare ciabattine di gomma. Accappatoio e asciugamano completano l'abbigliamento; possono servire anche occhialini e tappi, per proteggere occhi e orecchie.

Chi nuota in mare può usare una maschera; se il fondale è bello, permette la scoperta di un mondo vivo e fantastico, e in più proteggere gli occhi da eventuali impatti con alghe o meduse urticanti. Al mare, al lago o nei fiumi, l'unica spesa è quella del costume da bagno. 

Un corso in una piscina pubblica costa indicativamente € 200-300 per circa 30 lezioni; se poi si vuole nuotare liberamente, esistono abbonamenti vantaggiosi e ingressi unici a prezzi molto modesti. Corsi e frequenza in strutture private hanno, naturalmente, dei prezzi più elevati.

Il fattore "testa": Chi fa del nuoto un'abitudine, per spezzare o concludere la giornata lavorativa, assicura che diventa rapidamente un'esperienza irrinunciabile. Le motivazioni più comuni sono il senso di libertà che offre, lo spazio mentale per far correre i pensieri, l'occasione per lasciarsi finalmente arrivare, seguendo solo il ritmo del movimento del respiro. Dopo una nuotata, anche il tono dell'umore diventa migliore. Nuotare in compagnia costituisce, inoltre, un progetto di wellness condiviso, oltre a offrire la possibilità di incontri e di vita di relazione. In vacanza il nuoto è invece un'ottima opportunità di svago e di benessere senza limiti di età.

Le variabili da considerare sono le seguenti:

Apprendimento: semplice a livello elementare
Regole: semplici
Rischi: bassi
Pratica all'aria aperta: in acque libere o piscina (anche coperta)
Costi attrezzatura:  bassi
Costi abbigliamento: bassi
Costi gestione: minimi



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