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François Mitterrand: il “monarca” della sinistra francese

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François Mitterrand: il “monarca” della sinistra francese BEST5.IT 2021-07-28 05:37:07
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Amato e odiato con pari intensità, ebbe un forte impatto sulla Francia tanto da essere paragonato a un re.

Passato dalle fila della destra alla sinistra, fu presidente dal 1981 al 1995: diede il voto agli immigrati, abolì la pena di morte, liberalizzò la stampa e introdusse misure a vantaggio dei più poveri.

Ma chi era veramente François Mitterrand, il “monarca” della sinistra francese? Scopriamolo insieme.

 

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1. Un’infanzia bucolica

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Autoritario, persuasivo, machiavellico e romantico, nepotista seduttore di platee e dotato di sottile intelligenza.

François Mitterrand fu uno stratega politico, per undici volte ministro e per 2 presidente della Repubblica.

Da alcuni fu amato, da altri odiato. Fu un rivoluzionario e al tempo stesso un conservatore, mondano e defilato, marito e amante, e integerrimo assertore della giustizia.

Secondo l’ex primo ministro francese Laurent Fabius, Mitterrand era tutto e il contrario di tutto, una caratteristica che gli faceva considerare pro e contro di ogni situazione e soppesare a lungo le decisioni di stato. Per molti questa è stata la chiave della sua luminosa carriera.

François Maurice Adrien Marie Mitterrand nacque a Jarnac, nel dipartimento della Charente, regione della Nuova Aquitania, il 26 ottobre 1916, quinto di otto fratelli, in una famiglia medio-borghese cattolica.

All’età di 10 anni, entrò nella scuola diocesana di Saint-Paul d’Angoulême, dove rimase fino al diploma nel 1934. Raccontò in seguito che la Bibbia gli aveva nutrito l’esistenza.

Sin da ragazzo mostrò un animo sensibile e una passione per la natura, passione che continuò ad avere anche da adulto.

Amò sempre la letteratura, diventando un fervente difensore della lingua francese. Nell’ottobre del 1934 lasciò la natia Aquitania per recarsi a Parigi a studiare legge e scienze politiche all’università.

 

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2. Luci o ombre sulla sua carriera

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Iniziò a militare nelle destre. Dopo lo scoppio della Seconda Guerra mondiale, a partire dal 1942, passò invece nelle fila della Resistenza francese.

Nel febbraio del 1946 entrò nell’Unione democratica socialista della resistenza, come deputato del Dipartimento della Nièvre.

A soli 31 anni era ministro dei veterani di guerra nel governo di Paul Ramadier: apparteneva allo schieramento socialista, in chiara opposizione al comunismo.

Rimase ministro della Quarta repubblica per diversi anni. Fu ministro della Francia d’Oltremare, ministro di Stato senza portafoglio e ministro di Stato delegato al consiglio d’Europa. Si adoperò per l’emancipazione progressiva delle colonie francesi.

Ministro dell’interno nel 1954, seguì tutte le tappe dell’indipendenza dell’Algeria, cercando un dialogo con i partigiani algerini, pur rimanendo fautore del colonialismo e del mantenimento dell’Algeria come parte integrante della Repubblica.

Si oppose sempre alla tortura nelle colonie, essendo contrario a ogni forma di repressione. Nel 1956 fu nominato ministro della giustizia. Le sue posizioni contrastavano sempre più con quelle di Charles De Gaulle, all’epoca presidente del consiglio dei ministri, che paragonava a un dittatore.

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Si oppose al referendum sulla costituzione della Quinta Repubblica, che entrò di fatto in vigore il 4 ottobre 1958. In seguito attraversò un periodo meno glorioso, soprattutto a causa delle sue posizioni antigolliste.

Non fu rieletto in Parlamento e tornò a vita privata, facendo l’avvocato. Nel 1959 fu nominato sindaco di Château-Chinon e poi senatore del dipartimento della Nièvre. Fu candidato della sinistra nell’elezione presidenziale del 1965, poi primo segretario del partito socialista.

Ebbe due sconfitte cocenti che gli valsero l’etichetta di perdente: fu battuto nelle presidenziali del 1965 da De Gaulle e in quelle del 1974 da Giscard d’Estaing.

Nel 1972 firmò un programma comune con il partito comunista francese e rafforzò la sua linea anticapitalista. Nel ‘77, però, l’alleanza s’incrinò e il partito socialista superò nei consensi il partito comunista francese.

 

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3. Vita da presidente

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François Mitterrand fu il primo presidente socialista della Quinta Repubblica: inizialmente coadiuvato da un governo socialista, terminò coabitando con la destra (1986-1988).

Fu riconfermato per un secondo settennato (1988-1995).

La prima volta che fu eletto presidente della Repubblica francese era il 21 maggio 1981, quando ottenne il 51,76 per cento di voti.

Per la prima volta un socialista aveva conquistato il potere con le regole della Quinta Repubblica, che assegnavano più potere al presidente: controllo superiore sul potere esecutivo, legislativo e giudiziario.

La sua campagna politica si fondò sul diritto di voto da accordare agli stranieri che vivevano in Francia da almeno cinque anni. Mitterrand diventò per molti il simbolo del cambiamento, dopo ventitré anni di potere delle destre.

Sciolse infatti l’Assemblea nazionale a maggioranza conservatrice, nominò primo ministro il socialista Pierre Mauroy per due mandati e poi Laurent Fabius per tre. Appena qualche mese dopo il suo arrivo all’Eliseo, soppresse la pena di morte, una delle decisioni più importanti della sua presidenza.

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Approvò la grande riforma della pensione, che abbassò a 60 anni invece dei 65 previsti fino ad allora, introdusse le cinque settimane di congedo pagato contro le quattro che c’erano state fino a quel momento.

Fece anche alzare la soglia del salario minimo e quella degli assegni familiari e ridusse la settimana lavorativa a 39 ore. Modernizzò il codice penale e legalizzò i numerosi immigrati clandestini presenti sul territorio.

Applicò una tassa sul patrimonio, nazionalizzò industrie e banche, introdusse una nuova legge sugli affitti a favore degli inquilini. Sul piano internazionale, la Francia fu inizialmente isolata a causa dell’ostilità inglese e statunitense, ma il rapporto con queste due potenze si cementò con gli anni.

Mitterrand ebbe invece da subito una buona relazione istituzionale con il cancelliere tedesco Helmut Kohl. A Mitterrand si devono inoltre le grandi opere realizzate a Parigi come la Piramide in vetro del Louvre (foto sotto) e della città della scienza e dell’industria, la Biblioteca nazionale e la costruzione del tunnel sotto la Manica.

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Approvò la legge proporzionale alle elezioni legislative, che la destra vinse nel 1986, quando Jacques Chirac formò un nuovo governo.

Mitterrand si candidò al secondo mandato presidenziale pur avendo un cancro e, l’8 maggio 1988, batté il concorrente Jacques Chirac, con il 54 per cento dei voti. Nominò Michel Rocard, che formò un governo di centro-sinistra per ottenere la maggioranza in parlamento.

Nel 1993, invece, lo schieramento di centrodestra vinse, ottenendo l’85 per cento dei seggi dell’Assemblée Nationale e il governo venne affidato a Edouard Balladur. Mitterrand iniziò ad allontanarsi dai riflettori a causa della sua malattia, che andava aggravandosi.

Continuò tuttavia il suo incarico di presidente, ma la rivelazione dell’esistenza di una sua figlia illegittima e il suicidio di un suo collaboratore oscurarono gli ultimi due anni del suo secondo settennato, costellato di avvenimenti importanti come la partecipazione alla Guerra del golfo, al fianco degli USA, il trattato di Maastricht, il mercato economico comune europeo e il rilancio dell’Unione europea grazie anche al ruolo chiave della Francia.

Nella foto sotto, Mitterrand, a sinistra, e il cancelliere tedesco Helmut Kohl alla cerimonia di riconciliazione tra Francia e Germania il 22 settembre 1984.

 

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4. Accusato di nepotismo e problemi di salute

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Se è vero che fu un presidente di grande calibro da un lato, dall’altro Mitterrand ricevette molte critiche per il suo carattere autoritario e qualche volta addirittura sadico.

Si vociferava nel suo entourage che offendesse pubblicamente i suoi collaboratori e i ministri.

Per esempio, evidenziava spesso gli insuccessi del suo primo ministro Chirac dal 1986, sminuendone i successi.

Ritardatario, sia all’Eliseo sia alle riunioni con gli altri capi di Stato della Comunità europea, non se ne preoccupava: si trattava di un ritardo calcolato, quello che si concede ai potenti, come lui considerava di essere.

Si racconta che temporeggiasse prima di entrare in una riunione, passeggiando avanti e indietro pur di non essere in orario.

Era inoltre accusato di nepotismo. Nominò infatti come vice agli Affari africani suo figlio primogenito, Jean-Christophe Mitterrand, che però non mostrava di avere una grande personalità, al punto di passare alla storia come “Papa m’a dit”, che significa “Papà mi ha detto”.

François Mitterrand trascorse gli ultimi anni del secondo settennato presidenziale afflitto da una salute cagionevole e si spense soltanto otto mesi dopo la fine del mandato. I suoi funerali si svolsero in doppia formula: quelli di stato furono celebrati nella cattedrale di Notre Dame di Parigi.

Fu poi trasportato, a bordo di un aereo militare, a Jarnac, il suo paese natio, per una cerimonia privata nella chiesa di Saint Pierre, dove i genitori si erano sposati e dove lui stesso era stato battezzato. Riposa nel cimitero del villaggio nella tomba di famiglia.

 

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5. Danielle, moglie per cinquant’anni, Anne, l’altra donna della sua vita e Mazarine, la figlia segreta

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- Danielle, moglie per cinquant’anni
Al fianco del presidente per tutta la vita, Danielle Gouze Mitterrand (1924-2011) conobbe François giovanissima quando entrambi militavano nelle fila della Resistenza francese come partigiani.
Si sposarono ventenni, il 28 ottobre 1944, a guerra finita. Il loro matrimonio durò fino alla morte del presidente nel 1996, sebbene Mitterrand conducesse una vita parallela segreta con un’altra donna.
Dalla loro unione nacquero tre figli, Jean-Christophe, giornalista, imprenditore e politico, Gilbert e Pascal, morto da bambino.
Paladina dei diritti umani, sempre schierata dalla parte dei più deboli, Danielle Mitterrand condusse diverse battaglie per i popoli delegittimati, battendosi per esempio per i curdi, per i tibetani e per altri.
Nel 1986 istituì la fondazione France Libertés Fondation Danielle Mitterrand, fondendo tre diverse associazioni minori che aveva istituito in precedenza.
moglio Danielle

 

 

- Anne, l’altra donna della sua vita
Per oltre 30 anni François Mitterrand ebbe una relazione con Anne Pingeot, una storica dell’arte nata nel 1943 e quindi ventisette anni più giovane di lui, conservatrice del museo di Orsay e addetta ai lavori dell’ampliamento del Louvre.
Da lei nel 1974 ebbe una figlia, Mazarine. Negli Anni Cinquanta, quando Anne era una ragazzina, s’incontrarono nei Paesi Baschi, dove entrambi avevano una casa.
Si rividero a Parigi anni dopo, quando lei iniziò l’università. Solo nel 2016 Anne ha autorizzato la pubblicazione di 1.218 lettere d’amore inviatele da François nel corso della loro lunga relazione. Durò infatti 32 anni la doppia vita del presidente, diviso tra le due donne.
Lo scenario del loro amore è stato il villaggio di Gordes, nel dipartimento della Vaucluse, nel Sud della Francia, dove il presidente, nel lontano 1972, fece costruire una casa per proteggere se stesso e la compagna quando s’incontravano.
Qui infatti Mitterrand poteva muoversi nell’anonimato, anche approfittando dell’assenza del suo nome negli atti di acquisto della proprietà.
amante Anne

 

 

- Mazarine, la figlia segreta
La figlia che Mitterrand ebbe al di fuori del matrimonio si chiama Mazarine Pingeot ed è nata il 18 dicembre 1974.
La sua esistenza e il fatto di essere figlia del presidente sono stati resi pubblici solo il 21 settembre 1994, circa un anno prima della morte di Mitterrand, alle esequie del quale, con sua madre Anne Pingeot, Mazarine ha partecipato nella Cattedrale di Notre Dame di Parigi.
Insegnante di filosofia, ha vissuto lontana da sguardi indiscreti nel Sud del Paese. Nel 2003 ha dato alle stampe il libro in cui confessa il momento della rivelazione della paternità illustre: “Ils m’ont dit qui j’étais” (Mi hanno detto chi ero).
Ha collaborato nella stesura di opere su suo padre. Lavora come giornalista per la rivista Elle e per la tv francese. È diventata l’amministratrice dell’Istituto François Mitterrand, che conserva i documenti della carriera politica di suo padre.

figlia Mazarine








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