Bullmastiff: un cane forte, gentile, affettuoso e paziente

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Bullmastiff: un cane forte, gentile, affettuoso e paziente BEST5.IT 2016-12-02 19:09:11
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Il Bullmastiff proviene dall’Antico Mastiff Inglese e dal Bulldog.

Fu utilizzato dapprima come cane da guardia e, nei tempi antichi, come aiuto del guardiacaccia per la cattura dei bracconieri.

Il Bullmastiff è intelligente e perspicace, è del tutto affidabile, fisicamente e mentalmente, e può velocemente valutare una situazione.

La sua audacia, il suo coraggio e la capacità di difesa contro gli intrusi è leggendaria.

Contrariamente a quanto si possa credere il Bullmastiff non è affatto un cane irascibile o intrattabile, anzi sa mostrarsi gentile, placido, affettuoso e paziente, ma anche sicuro di sé, specialmente quando le circostanze lo richiedono.

Niente può emozionarlo o spaventarlo; egli ispira fiducia perché è pienamente cosciente della sua forza, che peraltro non sente il bisogno di mettere in mostra in ogni momento: la sua espressione e la sua “presenza” sono sufficientemente e ampiamente dissuasive.

Ma vediamo di conoscere meglio questo straordinario cane, tanto forte e possente, quanto gentile, affettuoso e paziente.

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1. Origine

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Come il suo nome lascia chiaramente intendere, il Bullmastiff discende sia dal Bulldog sia dal Mastiff.

Nella seconda metà del XIX secolo, i guardiacaccia dei grandi proprietari terrieri inglesi - i land-lords -, che avevano grosse difficoltà a mettere fine alle azioni dei bracconieri, tanto numerosi quanto determinati, sentirono il bisogno di cercarsi come ausiliari dei cani in grado di aiutarli nelle loro ricerche notturne e, in caso di necessità, di controllare il bracconieri.

Dunque, dato che non esistevano a quell'epoca razze capaci di adempiere compiti di questo tipo, furono tentati diversi incroci tra cani di grossa statura dotati anche di coraggio e di energia - l'Alano, l'Irish Wolfhound e, secondo Count V. C. Hollender, anche il San Bernardo a pelo lungo, il Lurcher e il Terranova diedero il loro contributo - è giocoforza ammettere che non produssero gli effetti desiderati.

Infatti, secondo i desideri dei land-lords e dei guardiacaccia, non si trattava tanto di creare una razza quanto di salvaguardare la selvaggina o di difendersi da eventuali aggressioni.

Alla fine, tutto considerato, solamente i cani di tipo Mastiff o quelli nati dall'incrocio fra Mastiff e Bulldog si dimostrarono in grado di accontentare le loro richieste in maniera soddisfacente.

Quello che bisogna sapere, del resto, è che i Mastiff e il Bulldog di quell'epoca non avevano molto a che vedere con quelli che conosciamo oggi.

Così il Bulldog, rinomato per i combattimenti che sosteneva contro i tori, assomigliava meno a uno dei suoi omonimi attuali che a un Boxer, e se il suo peso era grosso modo lo stesso (da 25 a 30 kg), non aveva ancora acquisito la capacità, la larghezza del petto, la testa massiccia e corta, né la linea svelta degli esemplari contemporanei.

Inoltre, non avendo più bisogno di dar mostra delle sue capacità di lottatore dopo che il Parlamento britannico aveva proibito i bull baitings nel 1835, la ragazza stava diventando sempre più rara.

Per quanto riguarda il Mastiff, se dobbiamo giudicare da alcune iconografie della fine del XVIII e dell'inizio del XIX, che mostrano degli esemplari dall'aspetto poco omogeneo, il suo tipo era ancora lontano dall'essere fissato o, più esattamente, come nel caso del Bulldog, era quasi in via di estinzione.

In effetti, le "Leggi della foresta", istituite nel 1272, dopo che la razza fu considerata come proprietà esclusiva dei signori e dei re, che prevedevano l'amputazione di tre dita di una zampa anteriore a tutti cani di grossa taglia di proprietà di persone non nobili, avevano messo un freno alla diffusione dei Doghi dalla costituzione imponente e dei grossi Mastini nelle campagne inglesi.

2. Storia

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Il termine Bullmastiff, utilizzato per la prima volta intorno al 1860 nell'opera "Les Chiens des iles Britanniques" (I cani delle isole britanniche), nascondeva dunque una realtà più complessa di quanto potesse sembrare.

Si trattava di ritrovare attraverso dei cani assai diversi le qualità degli antichi Mastiff e dei Bulldog, secondo del resto quello che Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon  nel 1791 aveva già segnalato nella sua Histoire naturelle (Storia naturale):
"Il Mastiff produce, incrociato con il Bouledogue, un cane che viene chiamato il Fort Bouledogue, e che è molto più potente del Bouledogue".

Cani di questo genere, di taglia meno imponente del Mastiff e più vivaci, erano conosciuti in effetti già da due secoli sotto il nome di "Tie-dog", di "Band-dog" (cane da catena) o di "Bold-dog" (cane pieno di audacia): la loro fisionomia poco piacevole, arcigna quanto il loro temperamento, mi aveva resi celebri.

Nella sua opera "Gun Dogs" (cani da caccia), apparsa nel 1795, Hutchinson sosteneva di aver conosciuto un cane adatto a seguire la traccia, nato da un incrocio tra un Bulldog e un Mastiff.

Peraltro, con la rarefazione del Mastiff puro e del vero Bulldog, queste unioni, a poco a poco, disparvero, e fu solamente agli inizi del XX secolo che i guardiacaccia si trovarono in grado di presentare il risultato della loro paziente selezione, il "Game-Keeper's Night Dog", o cane della notte, un animale che poteva raggiungere i 60 e anche i 70 kg, dal mantello scuro (poco visibile di notte) e più vicino al Mastiff che al Bulldog.

Inoltre, con lo scopo di rendere più fino il suo fiuto, è assai probabile che si sia fatto ricorso al Bloodhound - o Saint-Hubert - considerato il re dei segugi.

La selezione e l'educazione di questo cane furono oggetto delle più grandi attenzioni: divenne così, rapidamente, un cane agile, potente, incorruttibile e coraggioso, che impressionava al solo guardarlo.

Tuttavia, questo locale notturno non aveva ancora un tipo molto omogeneo. L'esemplare che possedeva il signor S.F. Edge era straordinariamente intelligente, ma assomigliava a un grosso Lurcher (questo nome designava il frutto di un'unione fra un Levriero e un cane di razza sconosciuta), anche se produsse qualche cucciolo tipico.

Secondo Hollender, "qualche esemplare degli inizi assomigliava al Dogo di Burgos e al Dogue di Bordeaux". All'inizio del secolo, i Mastiff erano del resto poco raffinati come tipo.

Anticamente comparati a dei puledri o a dei buoi giovani, non pesavano ormai più di 70 chili, cioè il peso di alcuni esemplari attuali e, grazie all'apporto di sangue si San Bernardo e di Alano, essi beneficiarono del tono e della potenza dell'antico cane da guardia nazionale inglese.

Certi specialisti hanno dunque potuto affermare che il Bullmastiff era una versione "moderna" del Mastiff, il quale sarebbe riuscito a non essere totalmente assorbito, e non stupisce affatto che in queste condizioni il Kennel Club abbia ritenuto necessario prendere un lungo tempo di riflessione prima di riconoscere la razza.

Infatti, Il riconoscimento avvenne quattro anni dopo la creazione (nel 1920) del Club nazionale dei cani da polizia Bullmastiff, sotto la presidenza di S. S. Moseley, ritenuto un po' abusivamente, il creatore del Bullmastiff.

Nel 1924, il Kennel Club accettò di registrare i soggetti che non avevano nella loro genealogia nessuno antenato Mastiff o Bulldog da almeno tre generazioni. Il primo cane che soddisfaceva queste esigenze rispondente al nome di Farcroft Fidelity, proveniva dall'allevamento di Moseley, così come Farcroft Silvo, che fu il primo campione della razza (per questa ragione, in certe vecchie opere, il Bullmastiff è chiamato ugualmente Farcroft).

Nel 1931, l'American Kennel Club riconobbe a sua volta il Bullmastiff che, da allora in poi, avrebbe iniziato a diffondersi in tutti paesi anglosassoni: alcuni esemplari sono persino stati usati come guardiani notturni nelle miniere di diamanti sudafricane.

In Francia, i primi Bullmastiff furono iscritti alla SCC nel 1948. In Italia ogni anno si hanno dalle 70 alle 100 iscrizioni al LOI. L'allevamento ha raggiunto uno standard di qualità eccellente tanto che i nostri sorgenti si impongono sul ring di tutta Europa.

3. Comportamento

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Contrariamente a quanto si possa credere il Bullmastiff non è affatto un cane irascibile o intrattabile, anzi sa mostrarsi gentile, placido, affettuoso e paziente, ma anche sicuro di sé, specialmente quando le circostanze lo richiedono.

Niente può emozionarlo o spaventarlo; egli ispira fiducia perché è pienamente cosciente della sua forza, che peraltro non sente il bisogno di mettere in mostra in ogni momento: la sua espressione e la sua "presenza" sono sufficientemente e ampiamente dissuasive.

Il Bullmastiff è dunque un cane con il quale è facile vivere: ha un temperamento calmo e ama gli spazi aperti, anche se non ne ha un bisogno assoluto per sentirsi felice (d'altra parte, non si sentirà realmente a suo agio se viene confinato in un appartamento).

Con i bambini è la tolleranza "in persona" e sopporta senza grandi difficoltà il loro modo di stuzzicarlo; con gli estranei non è per nulla aggressivo: il suo aspetto è sufficiente per allontanare i visitatori importuni.

Al contrario, di fronte a un pericolo effettivo si trasforma: il suo brontolio diventa allora temibile (il Bullmastiff è un cane che abbaia poco), il suo pelo si rizza, la sua coda frusta furiosamente l'aria e la sua eccitazione diventa difficile da controllare: peggio per il temerario che userà avventurarsi oltre!

Il quadro può sembrare idilliaco; un po' troppo forse, in quanto manca di un personaggio essenziale: il padrone. Il Bullmastiff è un cane piacevole sempre che il suo proprietario sappia dar mostra di autorità.

Del resto si consiglia di acquistare un Bullmastiff in giovane età, in modo che la sua educazione sia irreprensibile, un'educazione che faccia essenzialmente appello alla calma, alla pazienza, alla dolcezza e mai alla brutalità o alla coercizione.

Il Bullmastiff avrà una certa tendenza al linfatismo, come del resto tutti cani dello stesso tipo, se non ci si occupa regolarmente di lui e se non si fa in modo di procurargli un esercizio fisico sufficiente.

Le sue possibilità sono del resto immense, ma quella sua grossa costituzione deve essere muscolosa e non adiposa o molle; si deve, inoltre, canalizzare la sua forza che è considerevole.

Non bisogna andare lontano per trovare la ragione della cattiva reputazione di cui godeva una volta: lasciato a se stesso, il Bullmastiff può sembrare un po' ottuso, ed è evidente che, legato alla catena, può mostrarsi pericoloso.

Il lavoro su un campo di addestramento può essere benefico, soprattutto se gli si fanno compiere degli esercizi di agilità, ma non ci si deve aspettare una buona riuscita nei salti della palizzata, per esempio, perché il Bullmastiff si raccoglie male.

Nemmeno gli esercizi alla manica sono raccomandati, perché occorre essere sicuri di poterlo dominare in ogni circostanza; con la potenza della mascella e la sua agilità, a dispetto del peso, potrebbe diventare pericoloso; fortunatamente, pochi uomini sono entusiasti dell'idea di misurarsi con tale cane!

Ciò non vuol dire che, in mani esperte, non sarebbe un ottimo cane da difesa. Si può, al contrario, iniziarlo al pedinamento, perché è naturalmente dotato e perché questo esercizio svilupperà la sua confidenza con il padrone.

Il Bullmastiff ha, tuttavia, un leggero difetto: manca di benevolenza nei confronti dei suoi simili. Sebbene non sia aggressivo, non sopporta molto le molestie e non tollera mai i tentativi di dominio.

Anche se si mostra bonario in famiglia, avrà la tendenza a comportarsi come il capo nei confronti degli altri cani. È dunque consigliabile abituarlo a frequenti incontri, per evitare incidenti spiacevoli...per gli altri, perché - le sue origini di combattente valoroso sono lì a provarlo - ha pochi avversari della sua forza.

Infatti, il Bullmastiff, e questo è ciò che lo rende così interessante, è volentieri un cane paradossale: lui, che un tempo affrontava i tori, gli orsi e i leoni, proteggerà un piccolo uccellino caduto dal nido, lo gratificherà persino con un gran colpo di lingua, come ha potuto constatare un giornalista inviato presso un allevatore di Bullmastiff.

Per quanto riguarda la cura di questo cane, occorre ricordare che si ammala di rado, è parco nel mangiare e non crea al padrone problemi di convivenza; inoltre, il suo pelo cortissimo non richiede cure particolari.

4. Un appetito formidabile

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La principale preoccupazione del proprietario di un cucciolo di Bullmastiff consiste nel assicurargli una buona crescita.

Fino all'età di un anno, questo cane aumenta di uno o due chili alla settimana. Ha dunque bisogno di un'alimentazione particolarmente abbondante e saggiamente equilibrata.

Come gli altri Molossi, il Bullmastiff possiede alla nascita un peso relativamente ridotto.

Se viene allattato dalla madre fino all'età di sei settimane, appare evidente che il suo svezzamento interviene prima della fine della sua crescita, che dura fino ai due anni e mezzo.

E, dato che questa crescita è contemporaneamente molto forte e molto lunga, il cane, secondo l'opinione dei nutrizionisti, è predisposto a carenze più o meno importanti.

A titolo di esempio, la razione quotidiana di un Bullmastiff da 6 a 8 mesi è di un chilo di carne (tipo spezzatino), di 750 g di riso (pesato prima della cottura), di 500 gr di verdura (carote, porri, fagioli), e di 250 grammi di alimenti complementari costituiti da parti uguali di olio di girasole (per gli acidi grassi essenziali) e di un misto di minerali e vitamine.

In effetti, il margine di sicurezza fra i differenti rapporti - energetici, proteici, minerali vitaminici - è molto ridotto e i rischi di uno squilibrio, durante questa fase della crescita, sono con una dieta di questo tipo meno elevati. 

Segnaliamo che le marche specializzate propongono degli alimenti studiati appositamente per la crescita delle razze di taglia molto grande. Spesso è preferibile adottare alimenti secchi già pronti, non solo per l'equilibrio del cane, ancor più per la tasca del suo padrone! 

A un anno il Bullmastiff ha bisogno di circa 1100 gr di alimento completo al giorno, dato che, se ha raggiunto più o meno la sua taglia definitiva, si trova ad aver completato solo di tre quarti del suo peso di adulto.

Verso i due anni e mezzo, avrà finalmente raggiunto il peso forma da cane adulto e la razione giornaliera sarà allora di 900 g. Si consiglia di suddividere la reazione in due pasti quotidiani (tre o quattro in fase di crescita), cosa che può risparmiargli delle temibili torsioni dello stomaco (la più grave delle urgenze in medicina veterinaria).

L'alimento secco possiede un altro vantaggio per il cane adulto: permette di evitare che prenda troppo peso. Bisogna ricordare che il Bullmastiff deve potersi mostrare più attivo e un po' meno pesante di altri Doghi.

Ma, sia che si scelga un'alimentazione fresca sia che si scelgano degli alimenti preparati, bisogna fare attenzione a non trasformare l'animale in un divoratore senza discernimento, col pretesto che deve diventare più grande e più forte possibile: il suo cuore potrebbe non resistere all'eccesso di peso che ne conseguirebbe e il cane invecchierebbe male e precocemente.

Precisiamo, infine, che come ghiottoneria permessa ci sarà un bell'osso di bufalo (o si trova nei negozi specializzati), che, ripulendo la sua dentatura, rinforzerà i muscoli masticatori delle guance.

5. Lo standard del Bullmastiff

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FCI Standard N° 157 /19.01.2011 BULLMASTIFF
ORIGINE: Gran Bretagna
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE:
1310.2010
UTILIZZAZIONE: Cane da guardia
CLASSIFICAZIONE F.C.I. Gruppo 2 Cani tipo Pinscher e Schnauzer, Molossoidi
Cani bovari svizzeri
Sezione 2.1 Molossoidi – tipo mastino
Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE
Potentemente costruito, armonioso; mostra grande potenza, ma non è pesante. E’ robusto e attivo.

COMPORTAMENTO/CARATTERE
Potente, resistente, attivo e affidabile. Brioso, vigile e fedele

TESTA:
REGIONE DEL CRANIO
Cranio visto da qualsiasi parte il cranio è largo e quadrato, con molte pieghe quando il cane è attento, ma senza pieghe quando è a riposo. Ampio e profondo 
Stop: pronunciato
REGIONE DEL MUSO
Il tartufo: narici ben aperte. Tartufo largo con narici ampiamente aperte; se visto di lato piatto, non appuntito né all’insù.
Muso: corto; la distanza dalla punta del tartufo allo stop è circa ⅓ della lunghezza dalla punta del naso al centro dell’occipite; ampio sotto gli occhi mantiene quasi la stessa larghezza fino alla fine del tartufo; smussato e di taglio quadrato, forma un angolo retto con la linea superiore della faccia, e allo stesso tempo è proporzionato al cranio
Labbra: non sono pendule; non devono scendere mai al di sotto del livello della mascella inferiore
Mascelle/Denti: La mascella inferiore è ampia fino alla fine. Desiderata la chiusura a tenaglia (bordo contro bordo), ma un leggero prognatismo è ammesso ma non preferito. I canini sono larghi e ben separati; gli altri denti sono forti, regolari e ben impiantati
Guance: ben piene
Occhi: scuri o nocciola, di media misura, ben separati dalla larghezza del muso, con la sutura metopica fra di loro. Occhi chiari o gialli sono decisamente indesiderabili.
Orecchi: a forma di V, formano una piega verso il dietro; inserzione larga e alta, a livello dell’occipite, dando aspetto quadrato al cranio il che è molto importante. Piccoli e in colore più scuro del corpo. Quando il cane è in attenzione, la punta dell’orecchio deve arrivare a livello degli occhi. Gli orecchi a rosa sono decisamente indesiderabili

COLLO:  ben arcuato, di moderata lunghezza, molto muscoloso; la sua circonferenza è quasi uguale a quella del cranio.

CORPO
Dorso: corto e diritto, che imprime un movimento raccolto, ma non così corto da interferire con l’azione. Un dorso cifotico e avvallato è decisamente indesiderabile
Rene: è largo e muscoloso e il fianco di buona profondità
Torace: ampio e alto, ben disceso fra gli arti anteriori, con sterno profondo

CODA:  inserita alta, forte alla radice, assottigliandosi raggiunge il garretto; portata diritta o ricurva, ma non alla maniera dei segugi. Coda a manovella decisamente indesiderabile

ARTI
ANTERIORI
Aspetto generale: Gli arti anteriori sono ben distanziati e in appiombo
Spalle: muscolose, oblique e potenti, ma non cariche.
Avambraccio: arti potenti e diritti, con buona ossatura
Metacarpi: diritti e forti
Piedi anteriori ben arcuati, da gatto, con dita arrotondate, cuscinetti duri. Desiderate le unghie scure. Piedi schiacciati decisamente indesiderabili.
POSTERIORI
Aspetto generale: forti e muscolosi
Gambe ben sviluppate, che mostrano potenza e attività, ma non pesanti. Garretti moderatamente angolati; i garretti vaccini decisamente indesiderabili
Piedi posteriori ben arcuati, da gatto, con dita arrotondate, cuscinetti duri.
Desiderate le unghie scure. Piedi schiacciati decisamente indesiderabili.

ANDATURA: il movimento indica potenza e determinazione. Quando avanza in linea retta, né gli arti anteriori né i posteriori devono incrociarsi o intrecciarsi, poiché l’anteriore destro e il posteriore sinistro devono alzarsi e ricadere allo stesso tempo. Una ferma linea dorsale non alterata dalla potente spinta del posteriore, denota un movimento equilibrato e armonioso.

MANTELLO
PELO corto e duro, resistente alle intemperie; è appiattito sul corpo. Un pelo lungo, serico o lanoso è altamente indesiderabile.
COLORE qualsiasi sfumatura di tigrato, fulvo o rosso. Il colore deve essere puro netto. Una leggera macchia bianca sul petto è permessa. Altre macchie bianche sono indesiderabili. Essenziale il nero al muso, nero che va sfumando verso gli occhi, che sono circondati da macchie scure, il che contribuisce a conferire la tipica espressione.

TAGLIA E PESO
Altezza al garrese: Maschi. 64 – 69 cm., Femmine 61 – 66 cm
Peso: Maschi 50 – 59 Kg, Femmine 41 – 50 Kg

DIFETTI : qualsiasi deviazione a quanto sopra deve essere considerato difetto che sarà penalizzato a seconda della sua gravità, e delle conseguenze sulla salute e il benessere del cane.

DIFETTI ELIMINATORI
- Cane aggressivo o eccessivamente timido
- Qualsiasi cane che presenti in modo evidente delle anomalie d’ordine fisico o comportamentale sarà squalificato.

N.B. I maschi devono avere due testicoli apparentemente normali completamente discesi nello scroto.



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