Pastore Bergamasco: una delle più antiche razze canine italiane

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Pastore Bergamasco: una delle più antiche razze canine italiane BEST5.IT 2016-12-08 00:09:16
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Il cane da pastore Βergamasco è di taglia media, dall’aspetto estremamente rustico, fortemente costruito ma molto ben proporzionato e con pelo abbondante su tutte le parti del corpo, frutto di un'autoselezione naturale più che di ricerche di allevatori.

È un cane molto equilibrato, assolutamente non aggressivo né mordace con l’uomo (ma neppure con gli altri animali), a meno che non si tratti di difendere il padrone o la sua proprietà.

Νato come pastore, oggi è soprattutto un cane da guardia, compagnia ed esposizione. 

Ben educato fin dalla più giovane età, il Bergamasco si rivela un cane calmo e intelligente. La "forza tranquilla" di cui quest'antico cane italiano dà prova, ne fa un animale molto amato dai bambini.

La funzione del cane da Pastore Bergamasco consiste nella guida e nella custodia del gregge, lavoro in cui evidenzia un comportamento esemplare per attenzione, riflessione ed equilibrio.

Le sue capacità di apprendere e di decidere unite a moderazione e pazienza ne fanno anche un ottimo cane da guardia e da compagnia, idoneo agli impieghi più svariati. Instaura con l'uomo uno stretto legame.

Ιl suo mantello non dovrebbe mai essere toelettato, può essere lavato ma non deve essere spazzolato e quindi, nonostante le apparenze, è uno dei mantelli più facili da gestire.

Ma vediamo meglio questo cane dall'apparenza tanto eccentrica ma così calmo, riflessivo, dolce ed equilibrato. 

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1. Origine

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Il Bergamasco, o Pastore di Bergamo, è una delle più antiche razze italiane.

La sua rassomiglianza con altre razze da pastore europee - come Komondor e Puli, entrambe ungheresi - fa supporre che questi ragazzi abbiano un'origine comune.

Il Bergamasco potrebbe discendere dai grandi cani del tipo dei Mastini Tibetani che seguirono le popolazioni asiatiche durante le loro migrazioni.

Secondo il clima e la geografia delle regioni in cui si fermarono, questi cani ebbero una differente evoluzione, dando origine a razze europee simili, che, tuttavia, si distinguono per la taglia, la tessitura del pelo, la lunghezza e il colore del mantello.

Secondo alcuni esperti, gli antenati dei Pastori italiani sarebbero stati portati dalle legioni romane al ritorno dalle loro campagne in Asia minore.

Altri ritengono che la loro importazione sia ancora più antica: sarebbe, cioè, avvenuta contemporaneamente ai primi scambi commerciali tra i Fenici e i popoli del bacino del Mediterraneo più di 2.000 anni fa.

Da questi ceppi originali sarebbero nati sia il Pastore Maremmano-Abruzzese, diffuso in Toscana e in Abruzzo, sia, per derivazione, un Pastore da montagna, dal pelo folto e ricadente, utilizzato come guardiano delle pecore sugli alpeggi sovrastanti Bergamo (di cui il nome di questo cane, la cui presenza nella zona è attestata fin dal XVI secolo).

2. Storia

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Benché molto frequentate ai giorni nostri da turisti e campeggiatori, le Prealpi bergamasche rimasero a lungo una regione aspra selvaggia, di difficile accesso e dunque isolata.

Questo isolamento, vera "inusualità continentale", spiega come mai il Pastore Bergamasco attuale, frutto di un'autoselezione naturale più che di una ricerca degli allevatori, sia rimasto molto simile al tipo originario. 

Subito dopo la seconda guerra mondiale e cinofili italiani cominciarono a interessarsi a questo antico cane da pastore: nacque così la Società del Pastore Bergamasco, la quale intraprese un'azione coerente e sistematica di omogenizzazione della razza in modo da farla riconoscere ufficialmente.

Sottoposto all'inizio del 1957 all'approvazione dell'ENCI, lo standard del Bergamasco fu riconosciuto dalla FCI nel 1959.

Da allora, per quanto resti comunque poco diffuso al di fuori del suo territorio di origine, il Bergamasco ha vinto numerosi titoli nazionali e internazionali e ha cominciato a essere apprezzato in numerosi paesi europei, in particolare in Francia, Svizzera, Belgio, Spagna, Paesi Bassi e Germania.

3. Comportamento

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Elogiato dal naturalista svizzero F. de Tschudi nella sua opera "Le Monde des Alpes" per il coraggio con il quale combatteva i lupi, il Bergamasco suscita  l'ammirazione degli specialisti dei cani da pastore, e quali amano sottolineare il suo ardore nel lavoro, la sua tenacia e la sua "forza tranquilla".

Oggi, però, per forza di cose, la sua attività in questo campo sia molto ristretta, ed esso ha dovuto, come molti altri cani da gregge riconvertirsi a compiti svariati, nei quali comunque le sue qualità fisiche e comportamentali lo fanno ben figurare (per esempio, è utilizzato nei servizi di Polizia italiani come ricercatore di piste, cane da valanga e da catastrofe).

Ma è come animale da compagnia che ha ottenuto il massimo successo, divenendo, da qualche anno, molto ricercato; pur essendo poco portato alle smancerie, è un compagno inseparabile dei bambini sui quali veglia con tenerezza e grande serietà.

Questo cane franco, calmo, paziente, intelligente ed equilibrato ha conservato un carattere riflessivo, rimanendo austero e autonomo; è facile da addestrare, a condizione di non impartirgli ordini inutili o chiedergli di comportarsi come uno schiavo.

Non bisognerà esitare nel lasciargli tutta la libertà di cui ha bisogno per sviluppare completamente le sue capacità: se sarà stato educato bene fin dalla sua più tenera età, non ne faranno mai un cattivo uso.

4. Come conservargli un bel mantello e razze affini

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A partire dal momento in cui i caratteristici boccoli del mantello del Pastore Bergamasco cominciano a formarsi, bisogna mettervi mano il meno possibile.

Ci si accontenterà di spazzolargli il dorso laddove il pelo conserva l'aspetto di quello della capra.

Al contrario, tra l'anno e mezzo e i due anni d'età, i peli ricadenti hanno la tendenza a formare dei boccoli compatti e inseparabili: bisogna allora separarli a mano.

I ciuffi, la cui base deve restare larga, vanno tirati un po' perché si allunghino verso il basso.

Solo a partire dai tre anni il Bergamasco assume il suo aspetto definitivo: è importante allora non fargli il bagno più di una o due volte all'anno per evitare lo scioglimento del grasso naturale che ricopre il pelo e che protegge l'animale dalle intemperie.

Ιn realtà il mantello del Bergamasco non dovrebbe mai essere toelettato, può essere lavato ma non deve essere spazzolato e quindi, nonostante le apparenze, è uno dei mantelli più facili da gestire. 

Se il Bergamasco ricorda molte altre razze da Pastore, e in particolare alcuni cani da montagna, il suo mantello lo fa assomigliare indiscutibilmente a due ragazze ungheresi: il Pulì e il Komondor

Più piccolo (da 37 a 47 cm), il Puli sfoggia un incredibile mantello dai riccioli naturali; fondamentalmente guardiano di greggi, veniva utilizzato anche per la caccia all'anatra. La Polizia del suo paese provò a utilizzarlo come ricercatore di piste, ma, cane di un solo padrone, accettava di malavoglia di obbedire a più addestratori. Questa razza, che in Ungheria è la più popolare, comincia a diffondersi da qualche anno anche in Italia.

Molto più grande (da 70 a 80 cm), il Komondor è dotato di un pelo grigiastro molto abbondante e con lunghi boccoli. Cane da bovari, difendeva il bestiame dagli attacchi degli orsi e dei lupi; attualmente è utilizzato soprattutto come cane da guardia da difesa.

5. Lo Standard del Pastore Bergamasco

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FCI Standard N° 194 / 01.06.1992
CANE DA PASTORE BERGAMASCO
ORIGINE: Italia
DATA DI PUBBLICAZIONE DELLO STANDARD ORIGINALE VIGENTE: 27.11.1989
UTILIZZAZIONE: Cane da pastore usato per la conduzione e la guardia delle greggi
CLASSIFICAZIONE F.C.I.: Gruppo 1 Cani da pastori e bovari (escluso bovari svizzeri)
Sezione 1 cane da pastore
Senza prova di lavoro

ASPETTO GENERALE DEL CANE 
Il pastore Bergamasco è un cane di mole media, di aspetto rustico, con pelo abbondante su tutte le parti del corpo, fortemente costruito ma molto ben proporzionato. La conformazione generale è quella di un mesomorfo, il cui tronco sta nel quadrato, armonico rispetto al formato (eterometrico) ed anche rispetto ai profili (alloidico). 

PROPORZIONI IMPORTANTI 
La lunghezza del tronco misurata dalla punta della spalla (angolo scapolo omerale esterno) alla punta della natica (punta posteriore dell'ischio) è pari all'altezza del garrese (il tronco cioé sta nel quadrato). Può essere
tollerato, anche se non gradito, un lieve scarto ma comunque non superiore ad 1 o 2 m. La lunghezza della testa raggiunge i 4/10 dell'h. del garrese. L'altezza del costato deve raggiungere il 50% dell'altezza del garrese. 

COMPORTAMENTO E CARATTERE
La funzione del cane da Pastore Bergamasco consiste nella guida e nella custodia del gregge, lavoro in cui evidenzia un comportamento esemplare per attenzione, riflessione ed equilibrio. Le sue capacità di apprendere e di decidere unite a moderazione e pazienza ne fanno anche un ottimo cane da guardia e da compagnia, idoneo agli impieghi più svariati. Instaura con l'uomo uno stretto legame. 

TESTA
La lunghezza del muso uguaglia la lunghezza. del cranio. Nel suo assieme la testa si presenta grossa e di forma parallelepipeda. La pelle non deve essere spessa ma aderente ai tessuti sottostanti e non deve formare rughe. 
Regione cranica: iI cranio si presenta largo e leggermente convesso fra le orecchie; pure largo e arrotondato alla fronte. La direzione degli assi longitudinali superiori del cranio e del muso è parallela. La sua lunghezza è pari alla lunghezza del muso. La sua larghezza non deve superare la metà della lunghezza totale della testa. I seni frontali sono ben sviluppati tanto in senso longitudinale quanto in senso trasversale; le arcate sopracciliari sono ben marcate. La sutura mediofrontale (o metopica) è marcata; l'apofisi occipitale deve essere netta e prominente. La depressione naso-fontale (stop) ben raccordata, ma accentuata, dato lo sviluppo delle apofisi dei nasali e del frontale, dei seni e delle arcate sopracciliari. 
Regione facciale: iI muso va assottigliandosi gradatamente verso l'estremità; le sue facce laterali sono leggermente convergenti, di modo che il muso stesso non è a punta, ma tronco, con la faccia anteriore piuttosto piatta. La sua lunghezza è uguale alla lunghezza del cranio. La sua larghezza considerata a metà della sua lunghezza, è circa il 50% della sua lunghezza. L'altezza del muso non deve essere inferiore alla metà della sua lunghezza. Il profilo superiore del muso determinato dal profilo dorso nasale è rettilineo. Il profilo inferiore del muso non è dato dal labbro ma dalla mandibola. Per tale conformazione la commessura labiale non è cadente. La rima buccale è lunga in modo che la commessura labiale possa arrivare sino ad incontrare la perpendicolare calata dall'angolo esterno dell'occhio. Il profilo della mascella inferiore è quasi rettilineo. 
Le labbra: sottili, si dipartono sotto il tartufo, determinando un arco di 1/3 di cerchio a corda molto lunga e sono poco sviluppate; in modo da coprire appena i denti della mandibola. I bordi labiali sono ben pigmentati. 
Mascelle: entrambe ben sviluppate; il corpo della mandibola è pure sviluppato e largo. 
Denti: bianchi, completi per sviluppo e per numero; incisivi regolarmente allineati. La chiusura è a forbice. 
Guance: poco rilevate 
Occhi: grandi, iride di colore marrone più o meno scuro secondo il colore del mantello. La posizione è subfrontale; l'espressione è dolce e serena, attenta. La rima palpebrale è leggermente ovale, l'asse palpebrale è inclinato di circa 15° sull'orizzonte. Le palpebre ben aderenti al bulbo con i margini ben pigmentati in nero; le ciglia sono particolarmente lunghe per poter sollevare i peli della fronte che ricadono davanti agli occhi. 
Orecchie: inserite al di sopra dell'arcata zigomatica; semipendenti con i due terzi terminali che restano cadenti: in attenzione l'orecchio viene leggermente rialzato in prossimità della sua base. La forma è triangolare. La lunghezza dell'orecchio varia da 11 cm. a 13 cm. La larghezza da cm. 6,5 a 8 cm. Presenta una base larga che posteriormente arriva all'attaccatura della testa al collo mentre anteriormente arriva a metà del cranio. Apici leggermente arrotondati. Il pelo sulle orecchie Ë leggermente ondulato, morbido e finisce in frange a punta. 

COLLO
Il profilo superiore è leggermente convesso. E' leggermente più corto della testa: in estensione infatti non oltrepassa 1'80% della lunghezza totale della testa. Il perimetro del collo a metà della sua lunghezza deve essere almeno il doppio della sua lunghezza. La pelle non è mai lassa, con assenza quindi sempre di giogaia. Il pelo deve essere folto. 

TRONCO
Linea superiore: il garrese si eleva sul profilo dorsale che è rettilineo. Segue la regione dei lombi che presenta una certa convessità. La groppa invece è alquanto scoscesa. 

GARRESE
Alto e lungo. Collo ben fuso al tronco. 

DORSO
Rettilineo e lungo circa il 30% dell'h. al garrese. Ben muscolato e di buona larghezza. La regione lombare è ben saldata con la linea del dorso e della groppa. La lunghezza della porzione lombare è di circa il 20% dell'h. al garrese, perciò nettamente più corta della porzione dorsale. La larghezza della regione lombare è quasi pari alla sua lunghezza; ben sviluppata la muscolatura della regione. 

GROPPA
Larga, robusta, muscolosa, scoscesa, inclinata, cioè sull'orizzontale di circa 30°: la sua larghezza trasversale, tra le due anche, deve raggiungere 1/7 dell'h. al garrese. 

COSTATO
Deve essere ampio, disceso fino ai gomiti e ben cerchiato. Il suo perimetro (misurato dietro i gomiti) supera di 25% l'h. al garrese. Il suo diametro trasversale deve raggiungere il 30% dell'h. al garrese. La profondità e l'h. del costato debbono raggiungere il 50% dell'h. al garrese. 

LINEA INFERIORE
Il profilo inferiore del ventre dal profilo dello sterno rimonta pochissimo, sicché il ventre risulta poco retratto. I fianchi debbono essere lunghi come la regione lombare (perciò corti). L'incavo dei fianchi è minimo. 

CODA
Inserita all'ultimo terzo della groppa, grossa e robusta alla radice, va gradatamente affusolandosi sino alla punta. E' ricoperta di pelo caprino e lievemente ondulato. La sua lunghezza è fra il 60 e il 65% dell'h. al garrese e arriva facilmente al garretto, quando il cane è in stazione normale, meglio se è più corta. Il portamento della coda quando il cane è in riposo, deve essere a "scimitarra", cioé pendente per 2/3 e leggermente ricurva nel terzo inferiore. Quando il cane è in azione, la coda sbandiera. 

ARTI

Arti anteriori
Esame complessivo: gli appiombi anteriori risultano regolari sia osservati di profilo che di fronte. L'altezza degli arti anteriori al gomito è il 50% dell'h. al garrese. Risultano ben proporzionati al formato del cane. 
Spalla: la spalla è forte, massiccia. La lunghezza èpoco più di un quarto dell'h. al garrese (da cm. 15 a 17). L'inclinazione è da 45° a 55° sul piano orizzontale. La muscolatura deve essere sempre ben sviluppata. 
Braccio: deve essere muscoloso e di ossatura forte. La lunghezza è il 30% dell'h. al garrese. La sua inclinazione sull'orizzontale è fra 60° e 70°. L'angolo scapolo-omerale oscilla circa tra 105° - 125°. 
I gomiti: debbono trovarsi in piani paralleli al piano mediano al corpo. La punta del gomito deve trovarsi sulla perpendicolare calata dell'angolo caudale della scapola. L'angolo omero-radiale oscilla circa tra i 150° e i 155°. Il pelo dai gomiti in giù deve essere, abbondante, lungo e folto, tendente ai bioccoli. 
Avambraccio: è verticale; la sua lunghezza è almeno uguale a quella del braccio. La muscolatura e l'ossatura sono ben sviluppate. 
Carpo: segue la linea verticale dell'avambraccio, ben mobile e asciutto e con l'osso pisiforme ben sporgente. 
Metacarpo: deve essere asciutto e ben mobile. Visto di fonte la sua direzione deve essere nel medesimo piano verticale passante per l'avambraccio. Visto di profilo è alquanto flesso in avanti. 
Piede: ha forma ovale (di lepre) a dita unite tra di loro ed arcuate. Unghie forti, ricurve e ben pigmentate. Suole asciutte e pigmentate in scuro. 

Arti posteriori 
Esame d'insieme: arti posteriori ben rapportati al formato del cane. Appiombi regolari sia visti di profilo che dietro. 
Coscia: lunga, larga, coperta di muscoli, con il margine posteriore leggermente convesso. La sua lunghezza supera circa il 30% dell'h. al garrese, e la sua larghezza il 75% della sua lunghezza. L'angolo coxo-femorale oscilla fra i 100° e i 105°.
Gamba: ha forte ossatura, muscoli asciutti e scanalatura gambale ben marcata. La sua lunghezza è di circa 1/3 dell'h. al garrese. La sua inclinazione sull'orizzontale è di 55° circa. 
Ginocchio: il ginocchio si mantiene in perfetto appiombo con l'arto e non deve deviare ne in dentro ne in fuori. L'angolo febimoro-tibiale è aperto e il Pelo suo valore è di 130° - 135° circa. 
Garretto: le facce del garretto debbono essere ben larghe. L'altezza dalla punta del garretto a terra non deve essere inferiore al 25% dell'h. al garrese. L'angolo dell'articolazione tibio- tarsica oscilla fra i 140° e i 145°.
Metatarso: la sua lunghezza è circa il 15% dell'h. al garrese. Considerando il metatarso a se stante; diversamente se misurato alla punta del calcagno, la sua lunghezza è pari a quella del garretto. La sua direzione deve essere
verticale. Lo sperone, se presente, deve essere asportato. 
Piede: come l'anteriore e con tutti i requisiti di questo. 

ANDATURE 
Passo sciolto e lungo; il trotto abbastanza allungato e molto resistente è l'andatura più utilizzata. Per la sua stessa conformazione può passare facilmente al galoppo ordinario che mantiene relativamente a lungo. 

PELLE 
Aderente al corpo, deve essere sottile in ogni regione, specialmente sulle orecchie e sugli arti anteriori. Collo senza giogaia e testa senza rughe. Il pigmento delle mucose e delle sclerose deve essere nero. 

MANTELLO 
Pelo: molto abbondante, molto lungo e diversificato. La tessitura è ruvida (caprina) in particolare sulla metà anteriore del tronco. Dalla metà del torace per tutta la parte posteriore del corpo, e per tutti gli arti tende ai bioccoli o è già a bioccoli, in relazione all'età del soggetto: i bioccoli devono partire dalla sommità della linea dorsale, ricadendo sulle pareti laterali del tronco. Sulla testa il pelo è meno ruvido e ricade sugli occhi ricoprendoli. Sugli arti il pelo deve essere distribuito uniformemente su tutte le parti a fiocchi molli, diretto verso terra, a colonna, sull'anteriore e a bioccoli sul posteriore, senza formare frange. Il sottopelo è tanto corto e folto da non lasciare facilmente scorgere la pelle. Deve essere untuoso al tatto. 
Colore del manto: colore grigio uniforme o a chiazze di tutte le gradazioni dalle più tenui di grigio fino al molto chiaro e al nero, anche con sfumature isabella e fulvo chiaro. E' ammesso il colore uniforme nero purché opaco (zaino). Il colore bianco uniforme è proscritto. Sono tollerate le chiazze bianche quando la superficie delle stesse non supera il quinto della superficie totale del mantello. 

TAGLIA E PESO 
Statura: l'altezza al garrese ideale è per i maschi di 60 cm. con 2 cm. di tolleranza in eccesso ed in difetto. Per le femmine è di cm. 56, sempre con 2 cm. di tolleranza in più o in meno. 
Peso:  Maschi Kg. 32-38. femmine Kg. 26-32. 

DIFETTI 
Ogni deviazione dalle caratteristiche indicate nella descrizione delle varie regioni costituisce un difetto, che deve essere penalizzato nel giudizio in rapporto alla sua gravità ed alla sua diffusione così come la testa troppo piccola e l'ambio continuato. 

Difetti eliminatori 
Testa: assi cranio-facciali convergenti o divergenti. Prognatismo accentuato e deturpante. Strabismo bilaterale. Tartufo con depigmentazione, eterocromia dell'iride mono e bilaterale. 
Statura: non compresa entro i limiti regolamentari, calcolati i margini di tolleranza. Coda a tromba. 

Difetti da squalifica 

  • Tartufo: depigmentazione totale. 
  • Canna nasale: decisamente montonina o concava. 
  • Depigmentazione totale bilaterale delle palpebre, occhio gazzuolo (anche un solo occhio). 
  • Mascelle: enognatismo.  Organi sessuali: criptorchidismo, monorchidismo, evidente deficienza di uno o tutte e due i testicoli. 
  • Coda: anurismo, brachiurismo, portata arrotolata sul dorso.  Colore del manto: bianco per una superficie maggiore di 1/5 della superficie totale. 
  • Pelle: depigmentazione totale dei margini labiali o depigmentazione totale bilaterale delle palpebre. 

 

I maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto. 



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