5 tra i peggiori dittatori viventi

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5 tra i peggiori dittatori viventi BEST5.IT 2016-12-08 09:39:51
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La persona del dittatore viene comunemente vista come una persona autocratica, oppressiva, dispotica e tirannica. Quella che governa al di sopra della legge, esercitando un potere assoluto solitamente derivato attraverso un Colpo di Stato o inganni. La dittatura ha, quindi, il significato di predominio assoluto, autoritarismo, totalitarismo e consiste nella notevole diminuzione (fino alla totale assenza) delle libertà politiche e civili a causa della concentrazione del potere.

Tecnicamente la dittatura, è un caso di potere personale eccezionale che non nasce da legittimazione elettorale, non ne ha nessuna e non la ricerca. La storia dell'umanità ne ha conosciute tantissime di queste forme autoritarie imposte con la forza, dalle più violente, autoritarie e sanguinarie fino alle più blande.

I dittatori più sanguinari (e più duraturi) del ‘900 sono stati:

  • Mao Zedong (Periodo: 1949-1976 – Vittime: 50 milioni)
  • Adolf Hitler (Periodo: 1934-1945 – Vittime: 30 milioni)
  • Pol Pot (Periodo: 1975-1979 – Vittime: 2 milioni)
  • Tito (Periodo: 1944-1980 – Vittime: 1 milione)
  • Saddam Hussein (Periodo: 1973-2003 – Vittime: 1 milione)

 

Secondo l'associazione Freedom House, nei giorni nostri ben 44 Paesi del mondo sono not free, ossia dittature, su un totale di 192. Regimi dittatoriali restano prevalenti nell'area dell'ex URSS (Russia inclusa), in Medio Oriente, in Africa, in Cina e nei Paesi limitrofi. Attualmente l'Europa, tranne l'area dell'ex URSS (Russia inclusa)l'America Settentrionale, l'America Latina e l'Oceania sono continenti privi di regimi dittatoriali.

Oggi ci occuperemo di alcuni dittatori viventi, detentori di tanti poteri e ricchezze, e in particolare parleremo di 5 tra i peggiori al mondo, di cui Kim Jong-un, re Abdullah, Robert Mugabe, Teodoro Obiang e, infine, Omar al-Bashir. 
Vediamoli insieme.

"I bambini devono crescere, e così è necessario che imparino dalla storia come la sobillazione e l’intolleranza possano trasformare facilmente gli esseri umani in inumani. Quando qualcuno dice di sé "io sono il più intelligente, il più forte, il più coraggioso e più talentuoso uomo al mondo" si rende ridicolo e imbarazzante, ma se al posto di "io" dice "noi", e sostiene che "noi" siamo i più intelligenti, i più forti, i più coraggiosi e i più talentuosi al mondo nella sua patria lo applaudono entusiasti e lo definiscono un patriota. Mentre tutto ciò non ha nulla a che vedere con il patriottismo. Si può infatti essere attaccati al proprio paese senza per questo dover sostenere che al di fuori di esso vive solo gentaglia inferiore. E invece più persone caddero in questa insensatezza, più la pace fu in pericolo". (da Breve storia del mondo di E. H. Gombrich)

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1. Omar Hasan Ahmad al-Bashir (Sudan)

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Omar Hasan Ahmad al-Bashir nacque nel 1944 ed è l'attuale Presidente del Sudan e il capo del Partito del Congresso Nazionale. Il Sudan, il più grande Stato africano, è tristemente celebre per il fatto di essere stato teatro di una complessa guerra civile che ha dilaniato il paese per 20 anni, causando 2 milioni di vittime e 4 milioni di profughi.

Al-Bashir, salito al potere a seguito di un colpo di Stato militare, ha sospeso immediatamente la costituzione, abolito l'assemblea legislativa e messo al bando i partiti e i sindacati. Ha tentato di negoziare un accordo di pace con i principali gruppi ribelli e ha sempre insistito affiché la nazione fosse governata secondo la Shari'a (la legge coranica), persino nel Sudan meridionale, dove la popolazione è cristiana e animista. Per via di questi avvenimenti, il Sudan fu fatto oggetto di numerose sanzioni internazionali.

Nel frattempo il suo esercito ha sistematicamente bombardato civili, oltre a torturare e massacrare la popolazione non araba, in particolare nelle zone meridionali, di produzione petrolifera. Le truppe sudanesi si sono anche resi responsabili di sequestri degli abitanti del Sud che sono stati ridotti in schiavitù. Al-Bashir è stato, inoltre, accusato di "progettare la carestia" nelle zone in cui vivono i suoi oppositori. Ha trasformato il proprio paese in un regime islamico  dominato dalla sharia e in una delle retrovie di al Qaeda.

Dal 2003 ha scatenato contro le genti del Darfur le milizie arabe chiamate "diavoli a cavallo" che si sono rese responsabili di violenze raccapriccianti. Il dittatore ha una lunga storia di protezione di un'ampia gamma di terroristi ai quali poi ha voltato le spalle. Non solo ha consegnato il celeberrimo Carlos "lo sciacallo" alla Francia in cambio di aiuti finanziari e militari, ma nel 1996 ha cercato senza successo di "vendere" Osama Bin Laden al governo degli Stati Uniti.

Nel luglio 2008, il procuratore della Corte Penale Internazionale, Luis Moreno-Ocampo, ha accusato al-Bashir di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra nel Darfur ma lui ha negato tutte le accuse, aggiungendo che "non valgono l'inchiostro con cui sono scritte". Il suo regime è direttamente responsabile della morte di 300.000 abitanti del Darfur e di oltre 2 milioni di rifugiati.

2. Kim Jong-un (Corea del Nord)

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Kim Jong-un è nato il 1983 a Pyongyang (anche se la sua data di nascita esatta è ignota al di fuori della Corea)  ed è l'attuale dittatore e leader della Corea del Nord e precisamente  dal 18 dicembre 2011, giorno successivo alla morte del padre Kim Jong-il, che ancora oggi conserva il titolo di Presidente Eterno, con tanto di festività pubblica dedicata al Caro Leader. Il governo di Kim Jong-il si è dimostrato la dittatura più bruttale di qualsiasi altra dittatura al mondo.

Ogni anno, il gruppo per i diritti umani Freedom House classifica i Paesi in base alla situazione dei diritti politici e delle libertà civili presente in ciascuno di essi. La Corea del Nord è l'unica nazione ad avere ottenuto l'ultimo posto per più di 30 anni consecutivi. Secondo l'organizzazione Reporter Senza Frontiere, la Corea del Nord occupa inoltre l'ultimo posto nella classifica relativa alla libertà di stampa. Si calcola che nel Paese, 150.000 persone sono costrette ai lavori forzati in campi di prigionia creati per punire i presunti dissidenti politici e i loro familiari, nonché i coreani del Nord che sono fuggiti dal Paese verso la Cina ma sono stati fatti rientrare forzatamente dal governo cinese.

Attualmente Kim Jong-un ha instaurato un regime dittatoriale feroce, fatto di divieti assurdi e crimini efferati, degno successore nella tradizione di sangue del nonno e del padre. Human Rights Watch ha segnato un episodio sconvolgente, e cioè la condanna a morte di un cittadino colpevole di aver rubato una cornice con la mirabile foto del leader. Un altro caso molto significativo che ha fatto il giro del mondo, riguarda la recente fucilazione della sua ex fidanzata, la cantante Hyon Song-wol e di altri 11 componenti della sua Orchestra, accusata di pornografia per dei video amatoriali.

Il regime nord-coreano non si limita a punire il singolo. Ma viene condannata tutta la famiglia: genitori, nonni, figli. Tutti vengono spediti in campi di lavoro dove vengono obbligati ai lavori forzati.  Kim Jong-un sarebbe responsabile per l'uccisione o la rimozione di almeno 31 ufficiali e alti funzionari da settembre 2010. Lo spietato e sanguinario dittatore, poi, avrebbe fatto punire, tra gli altri, il viceministro alla Difesa, Kim Chol, reo di aver violato, ubriacandosi, i 100 giorni di lutto nazionale imposti dal regime per la morte del padre.

3. Re Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saʿud o meglio conosciuto come re Abdullah (Arabia Saudita)

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Il re Abdullah è stato il reggente dell'Arabia Saudita da quando re Fahd, suo fratellastro, venne colpito da un infarto. Nacque a Riyad, nel 1924 ed è il sesto re dell'Arabia Saudita, salito al trono il 2005. Fu l'erede designato e reggente dal 1995, ma è stato ufficialmente insediato solo il 3 agosto 2005. Ha 25 figli e secondo la rivista Forbes, sarebbe il terzo monarca più ricco del mondo, con un patrimonio di circa 21 miliardi di dollari.

L'Arabia Saudita è una delle poche nazioni in cui non si sono mai tenute elezioni per molti decenni. Non esistono elezioni parlamentari, né partiti politici nel paese. Nel 2005 si sono tuttavia organizzate elezioni locali. Le donne non possono votare, viaggiare, lavorare o subire interventi medici senza il permesso di un maschio della propria famiglia e a cui non è permesso in assoluto guidare un'automobile. Non possono testimoniare, inoltre, nel proprio interesse nei processi di divorzio, e in tutti i procedimenti giudiziari la testimonianza di un uomo vale il doppio di quella di una donna.

Stando alle promesse del re, le donne potranno votare ed essere elette, a partire dal 2015, alle elezioni dei consigli municipali. Secondo il dipartimento di Stato statunitense, l'Arabia Saudita continua a commettere arresti arbitrari e a praticare la tortura. Nel corso di una conferenza sui diritti umani tenutasi non molto tempo fa, le autorità saudite hanno arrestato protestanti pacifici che manifestavano per la libertà di espressione, e alcuni sono stati successivamente sottoposti alla fustigazione, pratica che viene regolarmente messa in atto per presunti reati politici e religiosi.

Sotto la pressione dell'opinione pubblica mondiale, il governo ha annunciato che i cittadini che vivono in Arabia Saudita possono praticare culti religiosi diversi da quelli islamici sunniti, ma solamente in forma privata, all'interno delle loro case. La polizia religiosa ha persino proibito ai bambini di giocare con el Barbie, definite "bambole ebree e simboli della decadenza dell'Occidente corrotto". Grazie a questo dittatore l'Arabia Saudita è un paese dove la vita delle persone vale meno di un barile di petrolio, dove la donna è schiava per legge e dove chiedere i propri diritti e come chiedere la condanna a morte.

4. Teodoro Obiang Nguema Mbasogo (Guinea Equatoriale)

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Teodoro Obiang Nguema Mbasogo è nato nel 1942 ed è attualmente alla guida della Guinea Equatoriale. Questa minuscola nazione dell'Africa occidentale (500.000 abitanti) era una dittatura dimenticata dal mondo, finché non furono scoperte ingenti riserve di petrolio nel 1995. Da allora, società petrolifere statunitensi hanno riversato miliardi di dollari nel Paese. Nonostante il reddito pro capite annuale sia di 4.472 dollari, il 60% degli abitanti della Guinea
Equatoriale vive con meno di 1 dollaro al giorno.

La maggior parte del guadagno derivante dallo sfruttamento petrolifero viene incassato direttamente dal presidente Obiang, il quale ha dichiarato che: "Non vi è povertà in Guinea", ma che piuttosto "la popolazione è abituata a vivere diversamente". La radio di Stato ha persono annunciato che il presidente Obiang è un contatto permanente con "l'Onnipotente" e che quindi "può commettere omicidi senza rendere conto a nessuno, senza per questo andare all'inferno". In Guinea non esistono trasporti pubblici né giornali, e soltanto l'1% della spesa pubblica viene destinato alla sanità.

Interrogato sul perché la maggior parte del reddito da petrolio viene depositato direttamente sul suo conto corrente presso la Riggs Bank di Washington, il presidente Obiang ha risposto che preferisce controllare interamente il denaro al fine di "evitare episodi di corruzione". Si stima che il suo patrimonio personale si aggiri intorno ai 600 milioni di dollari e la rivista Forbes lo ha collocato all'ottavo posto nella classifica dei sovrani e dei dittatori più ricchi del mondo.

Secondo il rapporto dell'Amnesty International per il 2013 "A febbraio è stata promulgata una costituzione emendata che accresceva il potere del presidente. In attesa delle elezioni previste per il 2013 è stato nominato un governo di transizione. Sono pervenute notizie di uccisioni illegali per mano di soldati. Difensori dei diritti umani, così come attivisti politici e persone critiche nei confronti del governo sono stati vittime di vessazioni, arresti arbitrari e detenzioni. Alcuni detenuti sono stati sottoposti a torture. Un prigioniero di coscienza e almeno altri 20 prigionieri politici sono stati rilasciati a seguito di una grazia presidenziale. Le libertà d’espressione e di stampa hanno continuato a essere limitate e non erano ammesse critiche".

5. Robert Mugabe (Zimbabwe)

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Robert Mugabe nacque nel 1924, ed è l'attuale leader del partito Zimbabwe African National Union (ZANU) e dal 31 dicembre 1987 ricopre anche la carica di Presidente della Repubblica dello Zimbabwe. L'ascesa al potere di Robert Mugabe riscosse un ampio consenso sia interno sia internazionale.  

Dopo aver intrapreso con successo una guerra di liberazione anti-coloniale, fu eletto primo presidente dello Zimbabwe indipendente, ma ne corso degli anni ha evidenziato sempre più le sue tendenze dittatoriali: secondo Amnesty International nel solo 2002 il governo di Mugabe si rese colpevole di torture e uccisioni di 70.000 persone. La disoccupazione supera il 70% e l'inflazione raggiunge il 500%. Mugabe è stato accusato di bloccare gli aiuti alimentari in zone e a gruppi che sostengono il principale partito di opposizione.

Ha sempre indetto elezioni, ma ha ridotto la possibilità dell'opposizione di farsi propaganda elettorale, oscurando i mezzi di informazione che non lo sostenevano. Quando il leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai ha ottenuto, nonostante tutto, il 42% dei voti, Mugabe lo ha fatto arrestare con l'accusa di tradimento. Nel momento in cui il favore della gente è venuta meno, Mugabe ha giocato la carta razziale, confiscando fattorie di proprietà dei bianchi e cedendole poi ai suoi sostenitori.

Sei mandati presidenziali, 25 anni di regime difeso strenuamente con il ricorso a brogli e alla violenza, fanno di Robert Mugabe un "dinosauro" delle dittature. Un despota che a contribuito principalmente a rendere lo Zimbabwe un paese afflitto da una profonda crisi economica, senza libertà di stampa e di espressione. Un paese che vede i giornalisti e i dissidenti vittime di intimidazioni, violenze e detenzioni. Un regime pervaso da intolleranza e violenza, nel quale vigono leggi contro gli omosessuali e dove gli abusi sessuali contro le donne sono un'arma politica.



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  • Maher

    “Omar Hasan Ahmad al-Bashir nacque nel 1994” : corregete non ci fate una bella figura!

    • Grazie per la segnalazione …era un errore di battitura (1944 invece di 1994).

    • Gambadilegno

      correggete e non corregete (sicuramente un errore di battitura!) :-)

  • ANTENORE ODETTO

    AVETE DIMENTICATO FIDEL CASTRO.
    QUANTI SONO ANCORA NELLE CARCERI SEGRETE ?
    QUANTI NE HA AMMAZZATI?
    ANTENORE

  • honey84

    ma Stalin?