Conosciamo le zoonosi, le malattie trasmesse all’uomo dagli animali

Conosciamo le zoonosi2-800x400
   
    

Conosciamo le zoonosi, le malattie trasmesse all’uomo dagli animali BEST5.IT 2017-11-23 07:14:45
User Rating: 4.7 (1 votes)

Le zoonosi – cioè le malattie che l’uomo condivide con altre specie animali – costituiscono oggi per le autorità sanitarie internazionali e dei singoli paesi, compresi quelli sviluppati, un problema inquietante, che impone nuovi compiti sia di sorveglianza e prevenzione, sia di aggiornamento degli operatori sanitari.

Sebbene a livello planetario non figurino tra le prime cause di morte per malattie infettive, le zoonosi sono sempre più al centro dell’attenzione delle autorità sanitarie nazionali e internazionali.

La diffusione di malattie infettive che colpiscono gli animali è un fenomeno più grande di quanto si pensi, riguarda tutto il pianeta e il suo aumento è quasi sempre un prodotto dello sviluppo economico.

Il termine zoonosi si andò diffondendo nel corso dell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento, grazie alla pubblicazione di diversi trattati.

Nel 1894 veniva pubblicato in Italia, dall’editore Hoepli, un manuale di Bruno Galli Valerio dal titolo Zoonosi: malattie trasmissibili dall’animale all’uomo.

La Direttiva 2003/99/CE, dedicata alla sorveglianza delle zoonosi, fornisce definizioni eccezionalmente ampie per queste patologie e per gli agenti che le provocano.
– Zoonosi: qualsiasi malattia e/o infezione che possa essere trasmessa naturalmente, direttamente o indirettamente, tra gli animali e l’uomo.

Oggi , vi illustreremo le principali zoonosi per suggerire attenzione e igiene, atteggiamenti virtuosi che consentono di prevenire gran parte di queste patologie.

in particolare, vi faremo conoscere i pericoli provenienti da feci e urine dei nostri animali.

LEGGI  Anche gli animali sanno fare i conti

1. Convivere con un animale

Convivere con un animale-300x180

Nel nostro Paese la popolazione degli animali familiari si sta ormai numericamente equiparando a quella umana, tanto che si può affermare - senza timore di essere smentiti - che a ogni abitante corrisponde un piccolo amico d’affezione.

I cani hanno quasi raggiunto i sette milioni di unità, mentre i gatti hanno già da alcuni anni superato questa cifra.

I piccoli mammiferi domestici (conigli nani, furetti, roditori e così via) sono poco meno di due milioni, gli uccelli da gabbia e da voliera assommano a tredici milioni, rettili (tartarughe, serpenti, iguane e così via) e pesci oltrepassano i trenta milioni.

In questo panorama, caratterizzato dalla presenza di un vero e proprio esercito di animali che popolano le nostre case, emerge istintivamente una serie di dubbi più che legittimi sulla possibilità che queste specie, vivendo a stretto contatto con l’uomo, possano diffondere malattie che abbiano ripercussioni sulla salute umana e degli altri animali.

Adottare un animale come amico, infatti, dovrebbe presupporre una serie di doveri, che includono il rispetto delle esigenze di cani, gatti & c., sia per consentire loro una vita lunga, sana e in linea con la loro animalità, sia per evitare la diffusione di malattie potenzialmente trasmissibili alla comunità.

La vita in campagna a contatto con la natura e lo stesso contatto domestico con i nostri animali da compagnia sono spesso molto appaganti, ma al contempo possono nascondere alcune insidie di ordine sanitario che è bene conoscere.

Tra queste insidie rientrano le zoonosi - ovvero le malattie trasmissibili dagli animali all’uomo - in quanto tutti gli animali possono essere portatori di alcune patologie. In linea generale possiamo classificare i microorganismi responsabili di malattia in due gruppi:

  • «specie-specifici», cioè specifici solo di una determinata specie;
  • «non specie-specifici», ovvero non specifici di una determinata specie e potenzialmente in grado di colpire più specie.

Le zoonosi sono generate da microorganismi appartenenti al secondo gruppo.

Pur trattandosi dunque di malattie che interessano primariamente gli animali, in condizioni particolari possono colpire direttamente anche l’uomo o essere trasmesse a questo dagli animali stessi.

Le zoonosi conosciute sono centinaia: scopriamo alcune delle principali con l'intento di suggerire attenzione e igiene, atteggiamenti che consentono di prevenire gran parte di queste patologie.

PRINCIPALI ZOONOSI TRASMISSIBILI ATTRAVERSO IL CONTATTO CON FECI E URINE:

 

2. Come si trasmettono

Come si trasmettono-300x180

Davvero pochi di noi, in tempi più o meno lontani, non avranno sentito dire da mamma o papà: «Dopo aver toccato un animale, lavati le mani!».

Questo suggerimento, nella sua semplicità, rappresenta uno dei cardini della prevenzione, in quanto sono moltissimi i batteri, i virus e altri parassiti che possono essere veicolati all’interno del nostro organismo da mani sporche.

Le vie di penetrazione degli agenti patogeni in generale sono:

  • le aperture naturali del corpo (bocca, naso e occhi) che, seppur dotate di difese naturali molto efficaci, rimangono la via d’accesso più frequente;
  • la cute non integra, come avviene in particolari situazioni critiche: anche una banale ferita può permettere l'ingresso di migliaia di microorganismi: la puntura di un insetto (zanzara o pulce) o di un acaro (zecca), in quanto diversi invertebrati possono fungere da vettori di patologie che vengono trasmesse proprio attraverso la loro puntura.

 

Particolare attenzione deve essere posta al contatto dei nostri animali da compagnia con soggetti randagi o selvatici, che possono trasmettere direttamente a loro, e indirettamente a noi, diverse patologie.

Questo è il caso, per esempio, del cane o del gatto di casa che, trascorrendo parte della loro vita all’aperto, hanno la possibilità di venire a contatto con altri cani e gatti o animali selvatici.

Ma è il caso anche dei ruminanti domestici (bovini, capre e pecore) o di altri erbivori (coniglio), che possono pascolare in terreni sui quali precedentemente siano transitate altre specie non domestiche che possono aver lasciato sul campo feci e urine potenzialmente infette.

Numerosi patogeni che infestano i nostri animali vengono infatti diffusi nell’ambiente attraverso le loro feci e urine. Il materiale fecale o urinario contenente parassiti o batteri può poi essere accidentalmente ingerito principalmente attraverso le mani sporche o i cibi contaminati e, nel caso dei bambini, anche durante il gioco.

Residui di feci che imbrattano il pelo dell'animale possono, per esempio, rimanere sulle mani durante le coccole e, se non si provvede a lavarle prima di mangiare, qualche ospite indesiderato potrebbe essere ingerito o raggiungere naso e occhi.

3. Zoonosi trasmesse con le feci: verminosi e giardiasi

Zoonosi trasmesse con le feci-300x180

  • Verminosi
    Attraverso il materiale fecale sono veicolate, oltre a molti batteri, le verminosi, per esempio quelle provocate dagli ascaridi, vermi tondi (nematodi) che da adulti vivono nell’intestino dei nostri amici a quattro zampe (cani e gatti).
    Tali parassiti producono nell’intestino dei nostri animali da compagnia un gran numero di uova, che vengono poi emesse nell’ambiente attraverso le feci e necessitano di alcuni giorni per poter maturare e diventare infestanti.
    La trasmissione all’uomo avviene per ingestione: attraverso la bocca le uova arrivano all’intestino; da qui le larve, dopo la schiusa, possono dare luogo alla «larva migrans», che si muove attraverso l’organismo e arriva a parassitare diversi organi (per esempio fegato e occhio) causando danni all’ospite umano.
    Lo stesso può capitare per le verminosi (come l’idatidosi e la cisticercosi) causate dalle tenie (vermi piatti) che vivono nell’intestino dei cani ma, una volta emesse nell’ambiente con le uova, possono accidentalmente essere ingerite da altri ospiti, come per esempio gli erbivori, il gatto e l'uomo stesso, nei quali i loro stadi intermedi provocano la formazione di vescicole su fegato, rene e peritoneo.
    Prevenzione:
    Per prevenire i problemi di natura parassitarla dovuti a verminosi occorre:
    • trattare all’occorrenza gli animali con vermifughi appropriati previa consultazione del veterinario;
    • evitare di lasciare le feci sul terreno negli ambienti domestici e anche negli spazi aperti (corte, giardino, ecc.);
    • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani dopo aver accarezzato o giocato con gli animali o aver maneggiato materiali potenzialmente contaminati;
    • non consumare alimenti con le mani sporche ed evitare che gli alimenti stessi vengano contaminati.
    Nella foto Ascaride adulto (l'esemplare della foto misura 3 cm)

 

  • Giardiasi
    Un altro parassita che può essere trasmesso con le feci di cani e gatti è la giardia, un protozoo in grado di causare nell’uomo sintomi in prevalenza di natura intestinale.
    L’infestazione è trasmessa a partire dall’ingestione delle cisti (una sorta di uova molto resistenti) del parassita.
    Prevenzione:
    Per prevenire i problemi di natura parassitarla dovuti a giardiasi occorre:
    • trattare all’occonenza gli animali infetti previo parere del veterinario;
    • evitare di lasciare le feci sul terreno negli ambienti domestici e anche negli spazi aperti (corte, giardino, ecc.);
    • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani dopo aver accarezzato o giocato con gli animali o aver maneggiato materiali potenzialmente contaminati;
    • non consumare alimenti con le mani sporche ed evitare che gli alimenti stessi vengano contaminati.

4. Zoonosi trasmesse con le feci: toxoplasmosi, psittacosi e salmonellosi

Zoonosi trasmesse con le feci2-300x180

  • Toxoplasmosi
    Quando si parla di malattie trasmesse dal gatto, il pensiero non può che andare alla toxoplasmosi, una patologia il cui solo nome provoca timore nelle donne in gravidanza.
    In effetti, sebbene i problemi che il parassita è in grado di provocare in un essere umano adulto e in salute siano spesso di scarsa importanza, durante la gravidanza questo può arrecare al feto vere e proprie malformazioni.
    Non serve, però, fare terrorismo e demonizzare il povero gatto, bisogna invece conoscere il problema.
    Il felino si infetta mangiando topolini, uccellini e altre prede selvatiche che contengono il parassita all’interno delle proprie masse muscolari; successivamente il gatto libera, attraverso le feci, le oocisti del protozoo le quali, dopo alcuni giorni di maturazione nell’ambiente esterno, possono contagiare l’ospite umano in caso di ingestione.
    Bisogna però precisare che i gatti che vivono esclusivamente in casa, e che non hanno la possibilità di nutrirsi di prede selvatiche, non rappresentano in genere un rischio concreto.
    È da sottolineare che la toxoplasmosi può essere trasmessa anche per via alimentare (attraverso, per esempio, verdure non lavate o insaccati lavorati in condizioni igieniche non ottimali) e quindi il gatto non è l’unica fonte di contagio.
    Prevenzione:
    Per prevenire i problemi di natura parassitarla dovuti a toxoplasmosi occorre:
    • trattare gli animali infetti previo parere del veterinario;
    • pulire spesso la lettiera del gatto, in quanto le oocisti appena emesse con le feci non sono subito infettanti;
    • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani dopo aver giocato con gli animali o aver maneggiato materiali potenzialmente contaminati;
    • evitare di consumare alimenti con le mani sporche.

 

  • Psittacosi
    I volatili da compagnia possono essere portatori di psittacosi (conosciuta anche come ornitosi o clamidiosi), una malattia causata dalla clamidia, un patogeno che spesso alberga indisturbato nell'organismo dei volatili, in particolare pappagalli e canarini ma anche il più comune pollame o i piccioni, il più delle volte senza causare sintomi in queste specie.
    Attraverso le feci dei volatili la clamidia viene diffusa nell'ambiente e l’uomo può contrarre la patologia per ingestione o inalazione di materiale fecale. I principali segni clinici di malattia nell’uomo sono rappresentati da febbre, brividi, dolori muscolari e cefalea ma anche sintomi di natura respiratoria.
    Prevenzione:
    Per prevenire i problemi di natura batterica dovuti a psittacosi occorre:
    • trattare gli uccelli infetti previo parere del veterinario;
    • asportare spesso le deiezioni dei volatili e igienizzare con prodotti specifici gabbie e ricoveri;
    • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani dopo aver accudito gli uccelli;
    • evitare di consumare alimenti con le mani sporche.

 

  • Salmonellosi
    Volatili e piccoli mammiferi, ma anche i rettili (tartarughe, serpenti e sauri), possono essere portatori sani di numerosi batteri potenzialmente patogeni come la salmonella, che viene diffusa anch’essa attraverso le feci degli animali infetti che possono quindi contaminare l’ambiente e, nei casi in cui l’igiene non sia particolarmente curata, infettare l’essere umano principalmente per via orale. I sintomi nell’uomo sono vari, ma i più comuni riguardano l’apparato digerente.
    Prevenzione:
    Per prevenire i problemi di natura batterica dovuti a salmonellosi occorre:
    • trattare gli animali infetti previo parere del veterinario;
    • asportare spesso le deiezioni degli animali e igienizzare con prodotti specifici gabbie, ricoveri e terrari;
    • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani dopo aver accudito gli animali;
    • evitare di consumare alimenti con le mani sporche e porre attenzione ai cibi potenzialmente contaminati o crudi.

5. Zoonosi trasmesse con le urine: leptospirosi

Zoonosi trasmesse con le urine-300x180

Leptospirosi
Soprattutto attraverso le urine di un cane infetto, per ingestione o attraverso ferite della cute, è possibile contrarre la leptospirosi (il gatto che vive all'esterno e che si ciba di roditori può essere un portatore «sano»).

I cani particolarmente a rischio di contrarre la patologia e di ritrasmetterla all’uomo sono quelli che entrano in contatto, diretto o indiretto, con i topi o altri animali selvatici.

La malattia è causata da un batterio che in natura sopravvive bene nei rodi­ tori selvatici (topi e ratti) e il cane si infetta generalmente ingerendo alimenti contaminati dalle urine di questi animali (per esempio le ciotole con il cibo lasciate all'esterno sono un goloso invito per i roditori) o bevendo dalle pozze di acqua stagnante.

Anche gli animali selvatici in generale, se infetti, possono eliminare le leptospire con le urine.

I piccoli mammiferi da compagnia (criceti, cavie, topolini, ecc.) possono infettarsi a seguito di contatto con topi e ratti selvatici e diventare a loro volta veicolo di diffusione del patogeno, pertanto devono essere detenuti in gabbie o locali nei quali non sia possibile l’accesso ad altri roditori infestanti.

Fortunatamente esiste la possibilità di vaccinare il cane contro la leptospirosi, una pratica di routine molto utile nella prevenzione, soprattutto nel caso di soggetti che vivono all'esterno e hanno maggiore facilità di entrare in contatto con i topi, i quali dovrebbero comunque essere tenuti sotto controllo anche per i danni che possono arrecare alla casa, alla dispensa o ai mangimi per gli animali.

Prevenzione:
Per prevenire i problemi di natura batterica dovuti a leptospirosi occorre:

  • vaccinare i cani, in particolare quelli che vivono all’aperto, ma anche quelli che frequentano parchi e giardini;
  • evitare il contatto con le urine di animali potenzialmente infetti;
  • curare l’igiene personale, in particolare la pulizia delle mani, dopo aver giocato con gli animali a rischio o aver maneggiato materiali potenzialmente contaminati;
  • evitare di consumare alimenti con le mani sporche o contaminati da feci e urine di roditori.



Ti è piaciuto questo articolo? Condividilo con i tuoi amici su Facebook
Hai qualche idea per un articolo su BEST5? Vai alla pagina dei suggerimenti e libera la tua fantasia!