Il gatto Siberiano: signore delle nevi, selvaggio come una lince e… ipoallergenico!

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Il gatto Siberiano: signore delle nevi, selvaggio come una lince e… ipoallergenico! BEST5.IT 2018-12-18 23:34:04
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Un animo coccolone unito a un grande spirito d’avventura e un corpo agile e muscoloso: è questo, in sintesi, il modo migliore per descrivere il gatto nazionale della Russia.

Il Siberiano è un vero avventuriero, capace di scalare vertiginose altezze e di balzare su ampie distese mentre trotterella verso casa.

Non teme nulla: è capace di farsi strada anche attraverso una porta chiusa o di oscillare su un lampadario al solo scopo di raggiungere il suo giocattolo preferito.

Il suo corpo muscoloso lo aiuta in ogni impresa, essendo sia forte sia agile. Meglio però mettere gli oggetti più delicati in posti sicuri e fuori dalla sua portata. Il gatto Siberiano ama la propria famiglia e non richiede eccessive attenzioni.

A renderlo speciale, a detta di alcuni scienziati, è la sua totale o quasi incapacità di produzione della proteina Fel D1, quella responsabile delle reazioni allergiche degli esseri umani.

Prodotta dalle ghiandole sebacee e presente in concentrazioni molto elevate nella saliva dei gatti, questa proteina viene depositata dal micio sul proprio pelo durante le quotidiane operazioni di pulizia.

La ridotta (e in alcuni casi nulla) produzione di Fel D1 da parte del gatto Siberiano lo rende, di fatto, una razza ipoallergenica.

Maestoso, con una muscolatura possente, il gatto Siberiano è qualcosa di meraviglioso. Soprattutto quando il suo pelo lungo viene spruzzato da qualche fiocco di neve… Scopriamolo insieme!

 

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1. Non confondiamolo

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Si tratta di un gattone dall’espressione dolce che ha ancora un aspetto “selvatico”, anche se gli anni di selezione lo hanno comunque reso un perfetto animale domestico.

Il padrone ideale deve apprezzare anche il suo amore sconfinato per gli spazi verdi, oltre che il suo meraviglioso carattere indipendente.

Inoltre, è un gatto molto sensibile e attento soprattutto ai rumori estranei e improvvisi: sarebbe, quindi, opportuno farlo vivere in campagna e con una famiglia poco numerosa.

Una particolarità di questa razza consiste, a detta di alcuni scienziati, nella sua totale o quasi incapacità di produzione della proteina Fel D1.

Questa proteina, prodotta dalle ghiandole sebacee e presente in concentrazioni molto elevate nella saliva dei gatti, è la principale responsabile delle reazioni allergiche degli esseri umani.

Non è il pelo, come spesso erroneamente si crede, a scatenare le reazioni allergiche, ma principalmente questa proteina che il gatto deposita sul proprio mantello durante le consuete operazioni di pulizia quotidiana.

La ridotta (e in alcuni casi nulla) produzione di Fel D1 da parte del gatto Siberiano lo rende, di fatto, una razza ipoallergenica.

La storia “ufficiale” del Siberiano è piuttosto recente: fu descritto per la prima volta nel 1925 sulla rivista naturalistica Brehms Tierleben fra i gatti a pelo semilungo del Caucaso.

Riguardo alle origini, si pensa che il Siberiano altro non sia che un incrocio fra il gatto domestico, importato dai coloni russi in Siberia, e il gatto selvatico dei monti Urali e dell’altopiano della Siberia centrale.

In Europa quella del Siberiano è una razza di recente scoperta. Il primo esemplare fu importato da Leningrado in Germania nel 1989 da due allevatori: Hans e Betti Schulz; oggi il loro allevamento conta molti esemplari, divenuti grandi campioni.

È, invece, merito dell’allevatrice Elisabeth Terrel e di David Boehm se il Siberiano si è diffuso anche negli Stati Uniti, dove ha rubato pubblico al Maine Coon. In realtà, però, questi due gatti caratterizzati entrambi dal folto mantello lungo e da una raffinata bellezza possente sono molto diversi.

In primis proprio per le dimensioni: normali nel caso del gatto Siberiano e decisamente extra large in quello del cosiddetto “procione del Maine”. Il carattere, invece, è quello che più rende simili i due gatti tanto apprezzati sul suolo americano e, negli ultimi anni, anche nel nostro Paese.

 

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2. Signore delle nevi

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Le dimensioni del corpo e le caratteristiche del manto sono state donate da Madre Natura a questo micione per permettergli di sopravvivere in territori caratterizzati da un clima rigido e nevoso come la Siberia.

Se non raggiungesse dimensioni importanti, i suoi organi non sarebbero sufficientemente riparati dal freddo, e se il pelo non fosse semi-lungo, fitto e idrorepellente, non potrebbe respingere l’acqua e l’umidità.

Gli esemplari di questa razza, inoltre, sono dotati di una cute molto spessa e dura e di un’eccezionale termoregolazione che consente al sangue di circolare più rapidamente e, quindi, di sopportare con estrema facilità le temperature più basse.

Il Siberiano è un gatto dalle dimensioni maestose: gli esemplari maschi possono pesare dai 6 agli 8 chili, in alcuni casi anche 10, mentre le femmine pesano tra i 4 e i 6 chili.

Per arrivare a queste taglie impiegano più o meno cinque anni e a sviluppo ultimato hanno un aspetto forte e possente. Il corpo ha una muscolatura pesante e ben sviluppata.

La testa, di dimensioni medie, è a forma di cuneo modificato con contorni arrotondati; la parte superiore è piatta e il muso è contornato da linee circolari con le guance poco prominenti. Il collo, molto muscoloso e possente, è di lunghezza media.

Le orecchie, posizionate ai lati della testa e inclinate in avanti, sono medio-grandi, larghe alla base e arrotondate in punta; sul loro retro il pelo è corto e sottile, e all’incirca a metà altezza si fa più folto e lungo.

In genere sulla punta delle orecchie il pelo termina con un ciuffo (come nella lince). Gli occhi, molto grandi, sono quasi rotondi, inclinati verso la base esterna delle orecchie e ben distanziati fra loro; il colore tipico che li caratterizza è un giallo-verde intenso.

Le zampe sono grosse, tonde e molto vigorose e terminano con piedi giganti e arrotondati, perfetti per camminare su terreni ghiacciati; quando sono tese, le gambe posteriori sono leggermente più lunghe di quelle anteriori, per balzi possenti.

 

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3. Selvaggio come una lince

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Impavidi, ma anche tranquilli e giocherelloni: i Siberiani conservano molte caratteristiche dei gatti selvatici ma il loro carattere si è addolcito grazie al programma di allevamento, capace di renderli più teneri anche conservando le caratteristiche somatiche e morfologiche che ci fanno ricordare (e sognare) i felini selvaggi.

I Siberiani amano stare a contatto con i membri della propria famiglia e vanno d’accordo anche con bambini, cani, altri gatti e animali domestici in generale.

Il loro inconfondibile miagolio assomiglia quasi a un melodioso cinguettio.

Creativi e intelligenti, i Siberiani amano risolvere i problemi con cui si scontrano e non si lasciano scoraggiare dagli ostacoli, trovando sempre un modo per superarli e raggiungere il loro obbiettivo.

Simili a delle linci per via del loro aspetto, caratterialmente hanno molti punti in comune con i cani: accorrono alla porta per salutare chi entra, vengono se chiamati e non gli dispiace giocare al riporto.

Vivace e intelligente, ha brillanti doti di cacciatore e una grande esigenza di indipendenza e libertà. In genere le femmine, molto più casalinghe dei loro compagni, tendono ad appartarsi in luoghi nascosti e sicuri quando partoriscono perché non vogliono essere disturbate.

Per rendere più docili e domestici i piccoli di Siberiano, è utile metterli a contatto con l’uomo appena svezzati. Dobbiamo riuscire, con carezze e offerte di cibo, a far capire a queste piccole e bellissime “belve” di essere loro amici e di volersi prendere cura di loro.

Praticamente, in questo modo i micini Siberiani saranno in grado di perfezionare il loro carattere domestico e, una volta divenuti adulti, potranno trasmetterlo ai loro figli.

 

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4. Micio da... spazzolare

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Curiamo il suo pelo: sarà più bello e sereno!

Si può aiutare il gatto nella pulizia spazzolandolo regolarmente, controllando la pelle, gli occhi, le orecchie, i denti, le unghie e tutto il resto del suo corpo.

È importante dedicare del tempo alla toelettatura del micio perché solo così lo si aiuta a ridurre la quantità di pelo ingerito, spesso fonte di diversi problemi gastrointestinali.

Non dimentichiamo che fino a due terzi del pelo perso di un gatto finiscono nel suo stomaco durante la consueta pulizia!

Se si fa con dedizione e buon senso, la semplice spazzolatura è un modo per creare e conservare un rapporto di fiducia e complicità con il proprio gatto.

Una pulizia regolare è anche l’occasione per controllare il suo stato di salute, si possono scoprire croste, odori insoliti e altro.

Si consiglia di abituare il gatto fin da piccolo a essere esaminato e pettinato, magari ricompensadolo con un premio. Come tutti i gatti a pelo lungo, il Siberiano andrebbe spazzolato tutti i giorni. Per farlo una spazzola cardatore è l’ideale.

È bene passarla su tutto il corpo per rimuovere sporcizia e peli morti. Se si vuole un mantello ancora più lucido, si può passare un batuffolo di cotone imbevuto di acqua e aceto, ottimo rimedio anche per tenere lontane pulci e pidocchi.

Mentre si spazzola il gatto è bene prestare attenzione alla zona dietro le orecchie, dietro gli arti anteriori e posteriori e sull’addome, dove è più facile trovare nodi e grovigli.

Ma attenzione: se il micio si lamenta non forziamolo ma cerchiamo il nodo doloroso e tagliamolo, altrimenti la pratica potrebbe diventare spiacevole.

 

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5. Lo standard lo vuole così

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• Pelliccia: di lunghezza media, ben sviluppata, molto densa, sottopelo fitto, impermeabile, leggermente ruvida al tatto. In estate la pelliccia è notevolmente più corta che in inverno. In inverno il gatto sviluppa una collaretta completa e pantaloncini ben forniti.
Coda: di lunghezza media, spessa, estremità arrotondata. Ovunque ricoperta di pelo denso e fitto.

• Occhi: grandi, di forma leggermente ovale, piazzati leggermente in obliquo verso la base delle orecchie. Tutti i colori sono permessi; non esiste relazione tra la tinta degli occhi e quella del mantello. Si dà preferenza a un colore ben netto.

• Zampe: forti, di lunghezza media, formano un rettangolo con il corpo. Piedi grandi, rotondi con ciuffetti di pelo tra le dita ben sviluppati.

• Colori: tutti i colori sono permessi, comprese tutte le varietà di colore con o senza bianco; tutte le quantità di bianco sono accettate, più o meno estese. Sono escluse le varietà chocolate, lilac, cinnamon e fawn.

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• Testa: un po’ più lunga che larga, leggermente arrotondata, massiccia.
Sopratesta leggermente arrotondato.
Zigomi ben sviluppati.
Naso di lunghezza media, largo, profilo leggermente incurvato ma senza stop.
Mento leggermente fuggente; di profilo disegna una curva con la linea superiore del naso.

• Orecchie: di taglia media, ben aperte alla base, estremità arrotondata. L’interno del padiglione è dotato di ciuffi di pelo. Posizionate ben distanti tra loro, leggermente piegate in avanti.

• Corpo: buona ossatura e muscolatura; collo possente, petto largo. Le proporzioni del corpo danno un’apparenza rettangolare.

• Difetti
- Sono da considerarsi difetti tutte le deformazioni della struttura ossea, dalle zampe alla cassa toracica, ernia ombelicale, anomalie testicolari.
- Deformazioni del cranio, narici chiuse, respirazione difficoltosa, mascella storta, prognatismo, faccia asimmetrica.
- Anomalie dell’occhio e delle palpebre, cecità, strabismo, occhi infossati o troppo dominanti.
- Soggetti sordi, orecchie tagliate.
- Tutte le deformazioni della coda (uncino in punta, coda attorcigliata), coda tagliata.
- Gatti di piccole dimensioni, di costituzione leggera.
- Testa lunga e stretta o troppo tonda (tipo Persiano); profilo diritto.
- Orecchie troppo grandi, piazzate alte sulla volta cranica.
- Occhi rotondi.
- Zampe eccessivamente lunghe; troppo sottili.
- Coda corta. Pelliccia troppo sottile o setosa; aderente al corpo, senza sottopelo fitto; pelo corto salvo nei mesi estivi.

 

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Note

Timeline - Poche tracce fino ad anni recenti;

1700: partecipa a una prima mostra felina;

1871: partecipa a una mostra felina in Inghilterra;

1925: si legge di un “gatto rosso grande robusto e dal pelo lungo proveniente dal Caucaso”;

1990: esce dalla nativa Siberia ed è scarsamente diffuso al di fuori della Russia;

1997: la razza viene riconosciuta oltre che dai club e dalle federazioni dell’Unione Sovietica, anche dall’Acfa, dal WCF, dalla FIFe.

 

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