Cronache dalla stupidità: raccolta di tante cretinate compiute dall’uomo

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Cronache dalla stupidità: raccolta di tante cretinate compiute dall’uomo BEST5.IT 2016-12-11 13:46:01
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Non baciate sulla bocca un serpente a sonagli!

Ecco una lezione di vita che possiamo essere sicuri di non aver bisogno di imparare.

Mettetevi il paracadute prima di saltare giù dall’aereo. Smettetela di sprecare il denaro dei contribuenti cercando di scoprire perché i galeotti vogliono scappare di prigione.

Dovremmo essere in grado di scavalcare a piedi pari questi presunti ostacoli.

Eppure, stranamente, sembra che a qualcuno piaccia baciare sulla bocca i serpenti a sonagli.

Da quando ha assunto la posizione eretta, l’uomo ha trovato mille maniere per ripiombare a terra. Purché accadano agli altri, molte sono assai divertenti, fortunatamente per i lettori.

In quanto specie dal cervello più che capiente, la razza umana si autoelogia, beandosi dell’idea del progresso intellettuale, della genialità delle sue invenzioni, delle glorie della sua coscienza…

Tuttavia, siamo davvero la migliore incarnazione della forza vitale? Oppure siamo solo la specie più vanitosa che abbia mai popolato l’universo?

Tutti commettiamo stupidi errori…. è inevitabile. Oggi, infatti,  vedremo una raccolta di tante cretinate compiute dall’uomo…. (da non imitare assolutamente)!

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1. Stupidi giochi del destino

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  • Nel 1990, il Centro antiveleni dell'università dell'Arizona dovette curare un uomo che, volendo baciare un serpente a sonagli, era stato morso sulla lingua.
  • Un contadino venezuelano teneva tutti i sudati risparmi della famiglia (circa 1.600 dollari) in un cesto di paglia. Li perse tutti nel 1971, quando la sua capra divorò il cesto con il suo contenuto. Il contadino si vendicò cucinando la capra. Nessun ovino, per quanto saporito, è mai costato 1.600 dollari.
  • Gli scommettitori sanno quanto sia raro avere una lunga serie positiva. Nel 1950, a Las Vegas, un marinaio ebbe una fortuna sfacciata al gioco dei dadi: poté lanciarli per ben 27 volte di fila, dato che aveva realizzato altrettanti lanci vincenti.
    Se avesse puntato il massimo a ogni lancio, si sarebbe accaparrato una cifra pari a 268 milioni di dollari. Certo, pochi avrebbero azzardato tanto. Ma avrebbe intascato una somma notevole, seppur inferiore, adottando un qualsiasi sistema ragionevole di gioco.
    Invece scommise in modo talmente maldestro che uscì da quella serie vincente, che capita una volta su un milione, con soli 750 dollari in tasca.
  • Per mettere a punto la sua originale strategia, un politico giapponese a cui i sondaggi offrivano poche possibilità di essere eletto non ebbe bisogno di consulenti o di un gruppo di ricerca per la campagna elettorale, i rapporti con la stampa e i media: finse un attentato. Per attirarsi le simpatie dei votanti, si accoltellò a una gamba. Senonché, recise un'arteria e perse tanto sangue da morire per emorragia prima di poter tenere l'ultimo comizio.
  • Nel 1999 due adolescenti di Milwaukee giocavano a chi estraeva per primo la pistola dalla fondina. Prima di cominciare, controllarono il caricatore per assicurarsi che non ci fossero pallottole. Ma non controllarono la camera di caricamento. 
    Estrassero la pistola e spararono. Uno dei due ragazzi rimase ucciso per un colpo alla testa. L'altro era stato colpito al collo e al midollo spinale, così finì paralizzato. Oltre che imputato di omicidio.
  • Nel 1927, il pugile Gene Tunney vinse il campionato del mondo dei pesi massimi grazie a un verdetto controverso. Inoltre, quando il suo rivale, Jack Dempsey, lo aveva mandato al tappeto, alla settima ripresa, l'arbitro lo salvò dal K.O.
    contando molto lentamente. Ascoltando la cronaca radiofonica di quella strana settima ripresa, tre uomini morirono di infarto. Il colmo si raggiunse quando un sostenitore di Tunney inneggiò alla vittoria leggendo la cronaca dell'incontro su
    un giornale di Los Angeles affisso a una bacheca. Il tifoso di Tunney era cretino perché esultava per un match che non aveva visto? No, per non aver messo via il rompighiaccio mentre faceva i salti di gioia. Infatti, lo trasportarono
    all'ospedale per essersi infilzato con lo strumento durante la sua straripante contentezza.
  • Nel 1977, un agricoltore uruguaiano si sparò in bocca con una pistola per togliersi un dente e farla finita con l'insopportabile dolore. Riuscì a eliminare dente e radice, ma anche la mandibola.
  • Un francese di Clermont Ferrand ha fatto saltare in aria la sua casa usando la lavatrice. Alla polizia ha spiegato che, mentre cercava di togliere una macchia di grasso da una camicia, aveva versato un bicchierino di benzina nell'elettrodomestico.
    Al cambio del ciclo, si era formata una scintilla che ha fatto avvampare la benzina, incendiando il pianterreno della casa. L'uomo aveva perso i sensi. «Mi sento un po' cretino», ha ammesso in seguito.
  • Nel 1929 i pompieri del Kent, Gran Bretagna, vollero fare una pubblica dimostrazione delle loro abilità usando nove bambini come false vittime da salvare in una casa in fiamme. Uno dei pompieri dimenticò le bombe fumogene che avevano pensato di adoperare e incendiò realmente la casa. Tutti i ragazzini presero fuoco e morirono, mentre la folla applaudiva ritenendo che fossero dei manichini.
  • In una sera del 1903, a Liverpool, Inghilterra, un vecchietto seguiva sua moglie sulle scale. Lei pesava 102 chili e perse l'equilibrio, cadendo all'indietro; sbatté la testa sul pavimento e morì sul colpo. Il marito rimase intrappolato sotto il cadavere per tre giorni. Quando degli amici li ritrovarono, era morto anche lui.
  • Per commemorare la morte del grande Houdini, nel 1990 Joe Burrus, un artista esperto nel liberarsi dai legacci, cercò di migliorare uno dei numeri del maestro. Si fece incatenare, rinchiudere e seppellire in una bara di plastica trasparente. Sopra la bara fece versare 7 tonnellate di cemento. Tuttavia, prima che Burrus potesse liberarsi, il peso del cemento schiacciò la bara facendolo schiattare come il suo maestro.

2. Momenti insulsi nella vita di persone celebri

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Non che le celebrità siano più stupide dei comuni mortali. O forse sì. Il fatto è che, quando prendono un granchio, sono sotto gli occhi del resto del mondo, che è pronto a compiacersene. Noi possiamo nascondere i nostri momenti più imbarazzanti.

  •  Nel Seicento, il re inglese Carlo II raccolse qualche mummia dei faraoni egizi. Nel tentativo di diventare potente quanto quegli antichi sovrani, egli strofinò la polvere mummificata su di sé. Alla fine, realizzò il suo obiettivo, benché in modo diverso da come si aspettava. Morì, proprio come loro.
  • Gezabele, regina d'Israele, si truccò accuratamente prima di suicidarsi gettandosi dalla finestra della torre. Non voleva lasciare un cadavere di pessimo aspetto. Sembra che la regina non si rendesse conto di quello che sarebbe accaduto al suo trucco perfetto allorché la faccia si fosse schiantata a terra.
  • Ivan il Terribile, zar di Russia, ordinò che venisse ucciso un elefante che non si era inchinato davanti a lui.
  • La regina Cristina di Svezia si fece costruire un cannone in miniatura per sparare delle piccole palle agli insetti che trovava in casa.
  • A Giacomo I, re d'Inghilterra, piaceva giocare a carte. Aveva due lacchè di corte incaricati esclusivamente di facilitargli le partite. Uno dei due gli teneva le carte, l'altro gli suggeriva quali giocare. Cosa ci trovava di piacevole il re in questa manfrina?
  • Charles Schultz, creatore dei Peanuts, il famoso fumetto, si vide rifiutare le sue strisce dall'annuario scolastico del suo liceo, e in seguito, dopo sua richiesta, non venne assunto come disegnatore nemmeno dagli studi della Walt Disney.
  • Filippo III, secentesco re di Spagna, morì a causa di una febbre contratta per essere rimasto troppo a lungo seduto davanti al fuoco. Poiché sapeva di esporsi eccessivamente al calore, perché non si era spostato prima? Non era compito del re.
    L'attendente che si occupava del fuoco della reggia e a cui spettava allontanare la sedia regale, era fuori servizio.
  • Nel Settecento, il conte di Bridgewater voleva che i suoi diletti cani cenassero con lui. Le bestie, che indossavano stivali di cuoio su misura, erano ornate di pizzi e venivano servite dai maggiordomi. Se qualcuna di loro si mostrava poco educata, il conte la bandiva dalla tavola.

3. Previsioni sballate

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La stupidità si pubblicizza. Metà dell'intelligenza mondiale conclamata, invece, deriva dalle persone che hanno imparato a tenere la bocca chiusa. Prendete in considerazione i seguenti individui che non l'hanno fatto.

  • Charles Duell, direttore dell'Ufficio Brevetti americano, disse nel 1875: «Tutto ciò che può essere inventato è stato inventato».
  • Erasmus Wilson, professore oxfordiano: «Quando si chiuderà l'Esibizione di Parigi [1878], si spegneranno anche le luci elettriche, di cui non sentiremo più parlare».
  • Il Literary Digest nel 1899: «Naturalmente, l'automobile non entrerà mai nell'uso comune come la bicicletta».
  • I trivellatori professionisti che, nel 1859, dissero a Edwin Drake, il quale cercava di persuaderli ad aiutarlo a trovare il petrolio: «Trivellare i pozzi per sondare la presenza di petrolio? Vuol dire scavare nel terreno per scoprire se ce n'è? Lei è pazzo».
  • Un funzionario della Western Union che, nel 1876, svilì una nuova tecnologia: «Questo "telefono" ha troppi difetti per essere seriamente ritenuto un mezzo di comunicazione efficace. A nostro avviso, è uno strumento di scarso valore».
  • Un editoriale apparso su un quotidiano di Boston nel 1865: «Le persone ben informate sanno che è impossibile trasmettere la voce via cavo e che, qualora fosse possibile, la cosa risulterebbe praticamente del tutto priva di utilità».
  • Pierre Pachet, professore francese di fisiologia, nel 1872: «La teoria dei germi postulata da Pasteur è una ridicola invenzione».
  • Lord Kelvin, presidente della Royal Society inglese, nel 1895: «Macchine volanti più pesanti dell'aria sono impossibili».
  • Il direttore di un giornale americano che nel 1889 suggerì a un grande scrittore britannico di cambiare mestiere: «Mi dispiace, signor Kipling, ma lei non sa proprio usare la lingua inglese».
  • Il maresciallo Ferdinand Foch, stratega militare alla Scuola di Guerra francese, negli anni antecedenti alla Prima guerra mondiale: «Gli aerei sono giocattoli interessanti, ma non hanno alcun valore bellico».
  • H.M. Warner, direttore degli studi Warner Brothers, rifiutando una nuova tecnologia per il cinema, nel 1927: «Chi diavolo vorrà mai sentire la voce degli attori?».
  • Negli anni Venti, un socio d'affari del pioniere della radio David Sarnoff, spiegò perché non avrebbero dovuto impegolarsi nelle trasmissioni radiofoniche, come suggeriva il socio: «La scatola musicale senza fili non ha un ipotizzabile valore commerciale. Chi sarà mai disposto a pagare un messaggio diretto a nessuna persona in particolare?».
  • La casa discografica Decca rifiutando un nuovo complesso inglese nel 1962: «Non ci piace il loro suono e poi la musica per chitarra sta andando fuori moda». Sì, il complesso era quello dei Beatles.
  • Steve Jobs, cercando di convincere le principali aziende elettroniche a produrre i personal computer che aveva progettato col socio, Steve Wozniak: «Siamo andati alla Atari e gli abbiamo detto: "Ehi, abbiamo questa cosa straordinaria, l'abbiamo perfino assemblata con le vostre parti di ricambio, che ne pensate di finanziarci? Oppure possiamo cedervi il progetto. Vogliamo solo che sia realizzato. Dateci uno stipendio e lavoreremo per voi". Loro ci hanno detto: "No".
    Allora, siamo andati alla Hewlett-Packard, ma ci hanno obiettato: "Non abbiamo mica bisogno di voi. Non avete ancora finito l'università"». Jobs e Wozniak hanno tirato dritto e fondato la Apple Computer.

4. Stupide maniere di morire

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Per quanto possiamo rincretinirci a causa della routine quotidiana, non diminuisce mai la nostra intelligenza nello scoprire nuovi e stupidi modi di abbreviarci l'esistenza. Il complice delittuoso della vita - la morte - è sempre stato un alacre lavoratore. Tuttavia, prima che la morte lo sorprenda, qualcuno fa di tutto per andarle incontro.

  • Nel 1987 una sudcoreana si è impiccata dalla vergogna. Il motivo della sua umiliazione? Aveva dimenticato di regolare l'orologio quando il paese passava all'ora legale per risparmiare sui consumi, sicché suo marito era dovuto andare al picnic aziendale senza cibarie.
  • Un cittadino dell'Alabama è morto per il morso di un serpente a sonagli mentre giocava con un amico a chi acchiappava più serpenti.
  • Un sedicenne inglese si è profumato tanto da morire perché era ossessionato dall'idea di puzzare. Il medico legale rilevò che il ragazzo era stato colpito da infarto a causa della dose letale di propano e butano nel sangue (10 volte il tasso normale), che si era formata per le pesanti spruzzate di deodorante in corso da mesi.
  • Nel 1841 il più grande scavezzacollo britannico, Samuel Scott, eseguiva acrobazie appendendosi a una corda col cappio legato al collo sul ponte di Waterloo, a Londra. Un giorno, il cappio scivolò e Scott rimase strangolato a morte mentre la folla applaudiva, ritenendo che ciò facesse parte dello spettacolo.
  • Sono talmente tante le stelle del rock a morire giovani che viene da pensare che ciò sia una mossa studiata per pubblicizzarsi. Si ammazzano in incidenti aerei e stradali, oltre che con gli stupefacenti. Si sbronzano e si rimpinzano di cibo, crepando per gli eccessi.
    Poi c'era un certo Terry Kath, il cantante dei Chicago, uno dei complessi più in voga negli anni Settanta. Giocava con una rivoltella e se la puntò alla testa. Le sue ultime parole famose rivolte agli amici: «Non preoccupatevi, non è carica. Vedete?»
  • Nel 1933 una studentessa giapponese si uccise gettandosi in un vulcano attivo. La sua morte diede inizio a una moda: più di altri 300 ragazzi giapponesi si ammazzarono nell'identica maniera. L'isola venne presa d'assalto dai turisti che volevano vedere la gente che si tuffava nel vulcano. Alla fine, la polizia ci dette un taglio facendo alzare degli steccati attorno al cratere e rendendo illegale l'acquisto di un biglietto di sola andata per l'isola.
  • Un paracadutista, che era anche cineoperatore, filmò le gesta dei colleghi (tutti col paracadute ad apertura ritardata) con una cinepresa fissata al casco. Così, il lancio da un aereo nell'aprile 1988 dev'essere stato una sorpresa per quel professionista che, dopo essersi ricordato di caricare e regolare la cinepresa, aveva dimenticato di mettersi il paracadute.
  • Nel 1932, la ventiquattrenne attrice Peg Entwistle, disperando di poter diventare una stella del cinema, si gettò a capofitto dalla «H» della celebre insegna «Hollywood». Il giorno dopo la sua morte, un'amica aprì una lettera arrivata da poco. Era di un produttore cinematografico che offriva alla Entwistle un ruolo in un film. Avrebbe dovuto interpretare una donna che si suicidava.
  • Il pilota acrobatico Lincoln Beachey si era accorto che le sue prodezze stavano diventando troppo pericolose. Prima di iniziare le sue evoluzioni aeree, si legò strettamente all'apparecchio per non cadere e rimanerci secco. Durante una picchiata l'aereo perse un'ala e si schiantò nella baia di San Francisco. Affogò per non esser riuscito a liberarsi dall'imbragatura.

5. Catastrofi evitabili

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Gli aerei sono rischiosi; le navi affondano; gli incidenti capitano spesso, anche troppo, a chi non ha nulla a che fare con la causa, ma molto con le conseguenze. Poi ci sono le disgrazie evitabili che succedono perché le persone che si presume dovessero essere responsabili dormivano al volante del loro cervello.

  • Nel 1904 l'incendio e l'affondamento del battello General Slocum furono provocati da idiozia abbinata a stupidità, il che portò alla morte di 1031 persone nell'East River di New York, in maggioranza giovani scolari in gita per un picnic domenicale.
    Il battello era sovraccarico per l'avidità della compagnia che lo aveva in gestione. I proprietari volevano un ritorno sicuro sulle vendite di biglietti. Un incendio si sviluppò nella sala chiusa in cui le materie infiammabili erano immagazzinate contro il buon senso e ogni norma di sicurezza.
    La manichetta antincendio non funzionò perché era stata sigillata per impedire perdite d'acqua. Quando infransero il sigillo, la pompa scoppiò per la pressione idrica perché erano anni che non la sostituivano e non ne controllavano l'efficienza. Le scialuppe di salvataggio erano state assicurate così strettamente al ponte da non poter essere slegate.
    Alcuni giubbotti di salvataggio erano stati inchiodati alle pareti affinché i viaggiatori non potessero rubarli. Comunque, i giubbotti non sarebbero serviti a molto, dal momento che erano riempiti di segatura invece che di sughero. Qualche giubbotto era addirittura stato appesantito con barre di ghisa: anziché tenere i bambini a galla, li trascinò sul fondo dell'East River.
  • Alla fine dell'Ottocento il capitano di un veliero portoghese, il St. James, uccise 450 passeggeri facendolo entrare in collisione con una scogliera al largo del Capo di Buona Speranza. Il capitano non avrebbe mai dovuto avvicinarsi alla scogliera.
    Aveva fatto navigare il veliero nonostante un forte vento, in piena notte, quando non poteva scorgere gli scogli contro cui la ciurma continuava a dirgli che sarebbero andati a finire. Alla sua dabbenaggine il capitano unì la vigliaccheria: abbandonò la nave e i passeggeri che stavano affondando per salire sull'unica scialuppa di salvataggio decente. Quando tornò sano e salvo in Portogallo, gli affidarono un altro veliero, che fece schiantare contro un'altra scogliera. Questa volta affondò anche lui. Se non lo avesse fatto, gli ufficiali della Marina responsabili di decisioni tanto nocive gli avrebbero sicuramente dato una terza possibilità.
  • Nel 1929 i lavoratori di una cooperativa sovietica decisero di festeggiare l'anniversario dell'abdicazione dello zar Nicola ubriacandosi e godendosi un film. Non avevano un cinema, ma requisirono la piccola stanza di una fabbrica, anche se il gestore del locale aveva detto che era troppo pericoloso stipare tante persone dove era stata versata benzina sul pavimento.
    Lo ignorarono. Il film era accompagnato da un fisarmonicista ubriaco, che gettò una sigaretta sulla pellicola infiammabile, accatastata sul pavimento perché il viceaddetto alla proiezione non sapeva come azionare il proiettore. La pellicola di nitrocellulosa prese fuoco, il che a sua volta incendiò il pavimento impregnato di benzina dove erano stipate le persone: 120 morti.
    Che ne fu del gestore del locale che aveva cercato di evitare la disgrazia? Venne linciato e picchiato a morte dai sopravvissuti.
  • Molti dei primi dirigibili crollarono miseramente, ma l'incidente più insensato è addebitabile ai politici che nel 1925 ordinarono allo Shenandoah di sorvolare una serie di città del Midwest. Il capitano del veicolo era contrario al decollo a causa delle pessime condizioni del tempo.
    Senonché, i politici locali convinsero il ministro della Marina a ordinare il volo, nonostante tutto, per impressionare gli elettori. Lo Shenondoah si schiantò al suolo e l'intero equipaggio (14 uomini) perse la vita.
  • Nel 1957 il pilota di un volo charter fece cadere l'aereo in picchiata, causando il decesso delle 77 persone a bordo. La cosa sconcertante è che, in precedenza, quel pilota era stato licenziato da un'altra compagnia aerea per disastro intenzionale:
    l'incidente non aveva miracolosamente causato morti. Dopo le cure psichiatriche, gli era stato vietato di volare ancora. Benché il suo curriculum fosse noto, la seconda compagnia aerea lo aveva assunto lo stesso.
  • Nel 1987 un traghetto è entrato in collisione con una petroliera nel mare delle Filippine. A causa dell'esplosione, morirono o annegarono circa 3.000 persone. Come ha fatto il capitano del traghetto a non vedere la petroliera in mare aperto? Aveva lasciato il ponte di comando a un marinaio generico perché voleva riposarsi un po' guardando una videocassetta e bevendosi una birra.



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