Dalai Lama: 5 bellissime meditazioni

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Dalai Lama: 5 bellissime meditazioni BEST5.IT 2016-12-02 19:51:21
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Nato con il nome di Lhamo Dhondrub il 6 luglio 1935 in un piccolo villaggio chiamato Taktser, nel nordest del Tibet, da una famiglia di contadini, Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama del Tibet, è il capo temporale e spirituale del popolo tibetano.

All'età di due anni fu riconosciuto come la reincarnazione del suo predecessore, il 13° Dalai Lama e, secondo la tradizione buddista tibetana, come reincarnazione di Avalokitesvara, il Buddha della Compassione che scelse di tornare sulla terra per servire la gente.

Normalmente i tibetani si riferiscono a Sua Santità come Yeshe Norbu, cioè "La gemma che esaudisce i desideri", o semplicemente Kundun, "La presenza". All’età di cinque anni il Dalai Lama fu portato a Lhasa, la capitale del Tibet, e sottoposto al programma completo di addestramento monastico.

Nel 1950, quando aveva sedici anni, in seguito all’invasione del Tibet orientale da parte della Cina comunista, dovette improvvisamente assumere la guida del governo tibetano. Nel 1954 si recò a Pechino per avviare un dialogo pacifico con Mao Tse Tung e altri leader cinesi e suoi tentativi di soluzione pacifica del conflitto Sino-Tibetano furono vanificati dalla spietata politica perseguita da Pechino nel Tibet Orientale, politica che scatenò la sollevazione popolare e la resistenza.

Tentò di collaborare con gli invasori ma, nel momento in cui la sua vita apparve veramente in pericolo, fu costretto a fuggire in India. Era il 1959. Durante l’esilio è riuscito a fondare vari centri che mantengono viva la grande ricchezza della cultura tibetana.

Nei primi anni dell'esilio si appellò alle Nazioni Unite per una soluzione della questione tibetana. L'assemblea Generale, rispettivamente nel 1959, 1961 e 1965, adottò tre risoluzioni nelle quali si esortava la Cina a rispettare i diritti umani dei tibetani e la loro aspirazione all'autodeterminazione.

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Ha viaggiato moltissimo, in tutto il mondo, predicando – non soltanto ai buddhisti e ai fedeli di altre religioni, ma a ognuno di noi – l’importanza della gentilezza in quanto elemento basilare della società. Come riconoscimento del suo impegno incessante a favore dei tibetani e di tutti i popoli, ha ricevuto nel 1989 il premio Nobel per la pace.

Nel suo commento disse: "Questo premio costituisce un'ulteriore conferma delle nostre convinzioni: usando come sole arma la verità, il coraggio e la determinazione, il Tibet sarà liberato. La nostra lotta deve rimanere non violenta e libera dall'odio." 

Conduce la stessa vita dei monaci buddisti. Vive in una piccola casa a Dharamsala, si alza alle 4 del mattino per meditare, prosegue con un ininterrotto programma di incontri amministrativi, udienze private, insegnamenti religiosi e cerimonie. Prima di ritirarsi, conclude la sua giornata con altre preghiere e dice spesso: "Sono un semplice monaco buddista, niente di più e niente di meno”. 

1.

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Fin dal momento della nostra nascita, dipendiamo dalla cura e dalla bontà dei nostri genitori; al termine della nostra vita, quando siamo oppressi dalla malattia e dalla vecchiaia, di nuovo dipendiamo dalla benevolenza altrui. Dal momento che all’inizio e alla fine della nostra esistenza siamo così dipendenti dalla benevolenza degli altri, come è possibile che durante il suo corso trascuriamo di essere buoni verso di loro?

Se sei consapevole della morte, essa non arriverà come una sorpresa, non ne sarai preoccupato. Percepirai che la morte è esattamente come cambiarsi d’abito e, di conseguenza, in quel momento riuscirai a mantenere la tranquillità mentale.

Amo gli amici, voglio più amici. Amo i sorrisi, questo è un dato di fatto. Come moltiplicarli, allora? Esiste una gran varietà di sorrisi: alcuni sono sarcastici, altri sono artificiali, di circostanza. Questi sorrisi non sono fonte di soddisfazione, ma piuttosto di timore o sospetto, mentre quelli genuini infondono speranza, freschezza. Se vogliamo davvero un sorriso genuino, dobbiamo prima creare i presupposti perché possa sbocciare.

Se si temono dolori o sofferenze, sarà necessario capire se si può fare qualcosa al riguardo. Se esiste un rimedio,non c’è bisogno di preoccuparsi; se non esiste, anche in questo caso non c’è bisogno di preoccuparsi.

Essere consapevoli di un unico limite presente all’interno di sé è più utile che esserlo di mille limiti di qualcun altro. Invece di criticare le persone e causando attriti e inquietudini nella loro vita, dovremmo praticare una percezione più pura di loro e, parlando degli altri, dovremmo parlare delle loro qualità. Se ti sorprendi a criticare qualcuno, immediatamente immagina che la tua bocca si riempia di escrementi: ti libererai in fretta da questa
abitudine.

Trovo che esistano due tipi di paura. Nel primo caso, essa insorge in circostanze piuttosto delicate, critiche, che richiedono una decisione da parte mia, che io sappia cosa fare o meno. Innanzi tutto, provo a consultarmi con i miei amici e a rifletterci sopra, quindi prendo una decisione e agisco e senza alcun rimpianto. In ultima analisi, questo atteggiamento è molto legato alla motivazione. Se non sono mosso da nessuna motivazione negativa ed egoista, dentro di me, in profondità, non avrò nessun senso di colpa. Nel secondo caso, la paura è basata sull’immaginazione. Per superarla, è necessaria la calma, in modo da poterla indagare più da vicino; quando la guardi nei particolari, la tua paura immaginaria si dissolve.

Le persone che combattono contro altri esseri umani a causa di rabbia, odio e forte emotività, anche se conseguono la vittoria in battaglia contro i loro nemici, in realtà non sono degli eroi. Ciò che stanno facendo è trucidare corpi, poiché gli uomini, essendo transitori, moriranno; che questi nemici muoiano o meno in battaglia è un’altra questione, ma essi a un certo punto moriranno. Essi, dunque, stanno in realtà trucidando coloro che sono già destinati a morire. Il vero eroe è colui che consegue la vittoria sull’odio e sulla rabbia.

Se fisicamente sei un essere umano completo, mentalmente sei incompleto. Una volta dotati di questa forma fisica, dobbiamo salvaguardare la nostra capacità mentale di giudizio. Infatti, non possiamo certo sottoscrivere un’assicurazione; la compagnia assicurativa è dentro di noi: disciplina, autoconsapevolezza e una chiara coscienza delle conseguenze negative dell’ira e degli effetti positivi della benevolenza.

Essere un individuo ‘“aperto’“ secondo me significa essere come una porta aperta: si può varcare molto facilmente, senza difficoltà. Anche ‘“libero’“ vuol dire la stessa cosa. La conseguenza di questo essere libero e aperto, è che quante più nuove idee ricevi, tanta più energia vuoi dare. In questo modo ognuno aiuta l’altro e ciò è molto utile e molto necessario, soprattutto al giorno d’oggi.

2.

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Per sviluppare la virtù della pazienza, abbiamo bisogno di qualcuno che ci offenda deliberatamente. Tali persone ci danno concrete opportunità di praticare la tolleranza, mettono alla prova la nostra forza interiore in un modo che neppure il nostro guru potrebbe fare. Fondamentalmente, la pazienza ci preserva dallo scoraggiamento.

In base alle apparenze, è difficile giudicare se un’azione è violenta oppure non lo è. É fondamentale conoscere la motivazione che sta dietro l’azione. Quando la motivazione è negativa, sebbene l’apparenza possa essere molto delicata e gentile, in profondità l’azione è molto violenta. Al contrario, azioni e parole dure, motivate in modo sincero e positivo, sono essenzialmente non violente. In altre parole, la violenza è una forza distruttiva, mentre la non violenza è costruttiva.

Essere semplicemente lodati non e di nessun aiuto: non incrementa la buona sorte e non fa vivere più a lungo. Se tutto ciò che si cerca è il piacere di un attimo, tanto vale assumere delle droghe. Eppure molta gente investe denaro e arriva persino a ingannare gli amici per farsi una posizione. Ciò è piuttosto stupido: lo status e la fama non aiutano davvero molto in questa vita e sono inutili per quelle future. Non esiste alcun rapporto tra l’essere felici e l’essere famosi, né si è infelici perché la gente parla male di noi.

La vera compassione non è semplicemente una risposta emotiva, ma un fermo impegno basato sulla ragione. Perciò, un atteggiamento sinceramente compassionevole verso gli altri non cambia, anche se essi si comportano male. Attraverso l’altruismo universale, si sviluppa un senso di responsabilità verso il prossimo: il desiderio di aiutare supera attivamente i problemi.

Per scoprire la tua vera natura interiore, penso che tu debba trovare tempo, con tranquillità e rilassamento, per pensare in modo più raccolto e per investigare il tuo mondo interiore. Questo può aiutarti. Nei momenti in cui sei molto turbato dall’odio o dall’attaccamento, se vi è il tempo o la possibilità, prova semplicemente a guardarti dentro e chiediti: “Che cos’è l’attaccamento? Qual è la natura dell’ira?’“.

Se la natura umana fosse fondamentalmente aggressiva, saremmo nati con artigli ferini e grossi denti, (ma i nostri sono corti, graziosi e deboli!). Questo significa che non siamo equipaggiati da esseri aggressivi; perfino la dimensione della nostra bocca è molto piccola. Pensa quindi che la natura umana debba essere fondamentalmente gentile.

Durante il concepimento, persino la sostanza fisica di cui il sé è composto, l’ovulo e lo sperma, appartiene a qualcun altro, i genitori; tuttavia si può dire che essa appartiene anche al sé. Il corpo proviene da qualcun altro, ma, non appena la coscienza vi penetra, diventa quello di una nuova persona embrione, feto o comunque la si chiami anche se prima di allora non esisteva. Così, i costituenti fisici dell’embrione vengono da due persone diverse, ma non appena la coscienza penetra nella cellula unita, quella cellula appartiene alla coscienza.

3.

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La pigrizia arresterà il tuo progresso nella pratica spirituale. Si può venire ingannati da tre tipi di pigrizia: quella dell’indolenza, che è il desiderio di procrastinare; quella dell’inferiorità, che consiste nel dubitare delle proprie capacità; infine, quella radicata nell’attaccamento alle azioni negative o nell’investire grandi sforzi in azioni non virtuose.

L’ideale sarebbe possedere grande coraggio e forza, senza vantarsene o esibirli. Poi, nel momento del bisogno, mostrarsi all’altezza della situazione e combattere strenuamente per la giusta causa.

Lo stato mentale gioca un ruolo predominante nelle esperienze quotidiane, tanto quanto il benessere fisico e psicologico. Una mente calma e stabile influenza la disposizione di una persona e il suo comportamento in relazione agli altri. Se si rimane in uno stato mentale sereno e tranquillo, quindi, gli eventi esterni non possono che causare un disturbo limitato.

Quasi tutti noi riceviamo la nostra prima lezione di pace da nostra madre, perché il bisogno di amore giace proprio alla radice dell’esistenza umana. Fin dai primissimi stadi della nostra crescita, dipendiamo completamente dalla cura di nostra madre ed è molto importante per noi che ella esprima il suo amore. Se i bambini non ricevono il dovuto affetto, nel futuro troveranno spesso difficile amare gli altri.

Ogni nobile azione è destinata a scontrarsi con problemi e ostacoli. È importante verificare completamente la propria meta e la propria motivazione, così come si deve essere molto sinceri, onesti e ragionevoli. Le azioni dovrebbero risultare buone per gli altri e perse stessi. Una volta che si sia scelta una meta positiva, bisogna decidere di perseguirla fino in fondo; anche se non la si realizzasse, almeno non riproverà rimpianto.

Ciò che in primo luogo ci irrita è il fatto che i nostri desideri non vengano esauditi, ma il turbamento non aiuta affatto a realizzarli. In questo modo, non esaudiamo i nostri desideri né recuperiamo la nostra allegria! Questo stato di turbamento, dal quale può sorgere la collera, è quanto mai pericoloso. Non dovremmo mai lasciare che la nostra felice disposizione mentale venga disturbata; sia che stiamo soffrendo al presente sia che abbiamo sofferto in passato, non c’è ragione di essere infelici.

Una buona motivazione genera una buona azione. La bellezza dell’azione risiede nel metodo e la buddhità è la bellezza del risultato. Generalmente la bellezza ha un significato positivo, ma se tu sei soggettivamente troppo attaccato a essa e se la amministri in modo errato, può condurre alla distruzione. Mi interrogo allora sulla definizione di bellezza. Riesci a considerare bellezza l’arte di uccidere, specialmente quella indolore? O l’arte della guerra, poca spesa, ma enorme distruzione? Forse è considerata in tal modo.

Attraverso l'ascolto, la tua mente si trasformerà con fede e devozione, sarai in grado di coltivare la gioia al suo interno e di renderla stabile. Attraverso l’ascolto sarai in grado di coltivare la saggezza e di rimuovere l’ignoranza. Perciò, vale la pena impegnarsi ad ascoltare, anche a costo della vita. L’ascolto è come una torcia che dissipa le tenebre dell’ignoranza. E se sei in grado di arricchire il tuo continuum mentale attraverso l’ascolto, nessuno potrà rubarti quella ricchezza. É la ricchezza suprema.

4.

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Se vuoi cambiare il mondo, prova prima a migliorare e a trasformare te stesso. Questo aiuterà la tua famiglia a cambiare e da qui la cosa semplicemente si allargherà sempre di più. Tutto ciò che facciamo ha qualche effetto, qualche impatto.

In questo mondo sempre mutevole, due cose importanti dovremmo tenere a mente. La prima è l’autoesame: riesaminare la nostra condotta verso gli altri e verificarci costantemente per vedere se stiamo agendo bene. Prima di puntare il dito contro il nostro prossimo dovremmo puntarlo verso noi stessi. La seconda è questa: dobbiamo essere preparati ad ammettere le nostre colpe e ad accettare una correzione.

La tua esperienza ti permetterà di capire che cosa implichi e che cosa sia la ‘“consapevolezza’“. Essa è un fenomeno non ostruttivo, immateriale e ha la qualità della luminosità, riflette, cioè, ogni oggetto manifestandosi nell’aspetto dell’oggetto stesso. La consapevolezza è come una pietra di cristallo; finché un cristallo è posato su una superficie colorata, non puoi vedere la sua reale chiarezza trasparente, ma una volta tolto dalla superficie, puoi percepire la sua vera luminosità.

Un fastidioso senso di scontento, la sensazione di essere insoddisfatti o che qualcosa non stia andando bene è la scintilla che fa esplodere la collera e l’odio. Questo scontento sorge quando sentiamo che noi stessi, qualcuno che amiamo o i nostri amici intimi vengono trattati iniquamente o minacciati e che la gente è ingiusta. Ancora, quando gli altri ci ostacolano in qualche modo nel perseguire un obiettivo, ci sentiamo calpestati e ci arrabbiamo. In questo caso, l’approccio corretto consiste nell’andare alla radice, rendendosi conto del nesso causale, della catena che alla fine esploderà in uno stato emotivo di collera o di odio.

Il mondo è a tal punto sommerso da conflitti e sofferenze che tutti aneliamo alla pace e alla felicità, ma questa aspirazione ci ha sfortunatamente indotti a lasciarci trasportare dalla ricerca dei piaceri effimeri. Esistono poche persone edotte che, scontente da quanto si vede o si sperimenta ordinariamente, riflettono più profondamente e cercano la felicità vera. Credo che la ricerca della Verità continuerà e diverrà persino più intensa via via che aumenterà il progresso materiale.

Ogni uomo dispone dello stesso potenziale. La tua sensazione di non valere nulla è sbagliata, assolutamente sbagliata. Ti stai ingannando da solo. Dal momento che tutti abbiamo la capacità di pensare, che cosa ti manca? Se hai forza di volontà, puoi fare qualsiasi cosa. Si è soliti dire che sei tu il maestro di te stesso.

Il fatto che una persona non abbia mai incontrato amore da nessuna parte è molto triste. Ma se costui incontrerà anche solo una persona che gli dimostrerà amore incondizionato (pura accettazione e compassione), il sapere di essere l’oggetto dell’affetto e dell’amore di qualcun altro avrà necessariamente un impatto e sarà apprezzato. Dato che esiste un seme dentro di lui, l’atto d’amore inizierà a catalizzare o a far maturare questo seme.

La rabbia e l'odio non possono portare armonia. Il nobile proposito del controllo degli armamenti e del disarmo non può essere raggiunto tramite il conflitto e la condanna. Gli atteggiamenti ostili servono solo a surriscaldare la situazione, mentre un sincero senso di rispetto raffredda gradualmente ciò che altrimenti diverrebbe esplosivo. É indispensabile riconoscere le frequenti contraddizioni tra un vantaggio a breve termine e il male a lungo termine.

5.

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Compassione, tolleranza e altruismo creano felicità e calma e perciò sono virtù essenzialmente spirituali. La religione viene dopo. In realtà, essa è destinata alla soddisfazione ed è l’ultima fonte di felicità. La religione prova semplicemente a rafforzare la felicità mentale. Forse il mio concetto di spiritualità coincide con il pensiero positivo.

Abbiamo attraversato e stiamo tuttora attraversando infinite sofferenze senza trarne alcun beneficio. Ora che abbiamo promesso di essere buoni di cuore, dovremmo provare a non arrabbiarci quando gli altri ci insultano, sebbene la pratica della pazienza potrebbe risultare difficile perché richiede una considerevole concentrazione. Ma il risultato ottenuto sopportando queste difficoltà sarà sublime e di ciò si deve essere felici!

L’aggressività è una componente profonda di noi stessi che dobbiamo combattere. Uomini cresciuti in un ambiente rigorosamente non violento sono divenuti i più orribili aguzzini. Questo dimostra che la più insana aggressività
continua a vivere nei nostri abissi, a dispetto della nostra vera natura che è tranquilla. Noi tutti sappiamo che la mente umana è agitata, soggetta a fremiti spaventosi, ma questa agitazione non è la forza dominante. È possibile e necessario sottometterla.

Nel momento in cui sorgono intensi sentimenti di ira, non importa con quanto sforzo uno cerchi di assumere un atteggiamento dignitoso, il suo volto appare piuttosto sgradevole. La vibrazione emanata dalla persona è molto ostile e la si può percepire come una corrente che esce dal corpo di quell’ individuo. Non solo gli esseri umani sono capaci di sentirla, ma addirittura gli animali, domestici e non, i quali cercano di evitare quella persona in quel momento.

La felicità è una condizione mentale. Se la tua mente è ancora in uno stato di confusione e di agitazione, pur in presenza di benessere fisico, questa non è felicità. Felicità significa calma mentale.

Il desiderio sessuale, per definizione, vuole qualcosa: la sua soddisfazione attraverso il possesso dell’altro. In larga misura, questa è una proiezione mentale originata da una certa emozione: noi immaginiamo di possedere l’altro. Nel momento del desiderio ogni cosa sembra piacevole e desiderabile. Non si vedono ostacoli, né ragioni per contenersi. L’oggetto desiderato sembra privo di difetti e degno di ogni lode. Poi, però, ogni cosa cambia con il possesso. Una volta scomparso il desiderio vuoi che si consideri soddisfatto, vuoi che il trascorrere del tempo lo affievolisca, non guardiamo più l’altro nello stesso modo. Ciascuno scopre la vera natura dell’altro; ecco perché ci sono così tanti matrimoni spezzati, litigi, cause legali e tanto odio.

La sofferenza è originata da varie cause e condizioni, ma la prima radice del dolore e della sofferenza risiede nel nostro stato mentale ignorante e indisciplinato. La felicità che ricerchiamo può essere conseguita solo attraverso la purificazione della mente.

L’osservazione che i buoni soffrono e i malvagi continuano a godere di vantaggi e riconoscimenti è miope. Inoltre, questo tipo di conclusione potrebbe essere stato raggiunto in modo frettoloso. Analizzando scrupolosamente, si scopre che i piantagrane non sono affatto felici. È meglio comportarsi correttamente, assumendosi la responsabilità delle proprie azioni, e condurre una vita positiva.

Ho scoperto che il massimo grado di tranquillità interiore deriva dalla crescita dell’amore e della compassione. Quanto più ci preoccupiamo della felicità altrui, tanto più grande è il nostro senso di benessere. Coltivare un sentimento intimo e affettuoso verso il prossimo pone di conseguenza la mente a suo agio. Questa è la definitiva fonte di successo nella vita.



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