Le 5 regole per capire se ti puoi fidare di una persona

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Le 5 regole per capire se ti puoi fidare di una persona BEST5.IT 2016-12-03 21:54:35
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Il corpo è un libro aperto: osservarlo attentamente è la chiave per decifrare le buone intenzioni e i comportamenti falsi di chi abbiamo di fronte.

Ecco dunque le 5 regole che ci aiuteranno a “leggere” le persone che ci circondano in famiglia, sul lavoro, nelle relazioni profonde e in quelle occasionali… una vera e propria grammatica dell’incontro che ci permetterà di comprendere quando fidarci di una persona:

COSÌ TI PUOI FIDARE
● Lo sguardo diretto
● Le mani aperte
● Le braccia sciolte
● Le gambe: la loro posizione comunica dettagli importanti, perché influenza la postura
● I piedi: tenere i piedi in una posizione o in un’altra cambia la percezione del nostro senso di stabilità e di relazione col mondo ma anche con gli altri..

Ci sono persone che al primo sguardo ci ispirano fiducia, ci danno la sensazione di conoscerle da sempre, eppure non ci abbiamo scambiato neppure una parola.

Che cosa dà questa sensazione immediata di familiarità, di rassicurazione? Il modo in cui si muovono, sorridono, gesticolano e occupano lo spazio, comunica l’assenza di segnali di tensione e di chiusura difensiva.

Dalle mani al volto, dalle gambe alla schiena… ogni dimensione fisica è un codice prezioso da studiare.

Vediamo quali sono i segni e i gesti di apertura che sciolgono la tensione e scopriamo come riuscirci.

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1. LO SGUARDO: come deve essere?

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Il modo in cui ci guardiamo comunica immediatamente qual'è il focus della nostra attenzione e concentrazione: siamo curiosi degli altri?

C'è qualcosa che ci attrae? Siamo interessati solo a noi stessi? Abbiamo i paraocchi e guardiamo le cose solo dal nostro punto di vista?

Chi ci guarda dritto negli occhi, con un espressione del viso rilassante o sorridente, vuole entrare in contatto con noi.

Guardare negli occhi vuol dire anche offrire all'altro a possibilità di leggere il proprio sguardo e di comunicare ad armi pari: siamo sullo stesso piano.

Attenzione che non siano troppo fissi, quasi statici: significa che sono forzati.

LO SGUARDO: TU USALO COSÌ

  • Sul lavoro: quando il tuo superiore si rivolge a te, sostieni sempre il suo sguardo senza guardare in basso o di lato. Gli comunicherai che su di te può contare e anche tu ti fidi di te stesso.
  • Con tuo figlio: devi rimproverarlo o fargli capire l’importanza di una regola? Parlagli lentamente e chiaro, usa poche parole e guardalo dritto negli occhi. È il modo migliore per fargli capire che il capo sei tu.
  • Con l’insegnante: uno studente che guarda negli occhi l’esaminatore mostra disponibilità al confronto e suscita un atteggiamento di fiducia che scoraggia l’accanimento di domande.

2. LE MANI: così sono “sincere”?

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Le mani possono accarezzare o colpire, prendere e dare.

Per i nostri antenati un palmo aperto era sinonimo di intenzioni non belligeranti.

Ebbene questa corrispondenza simbolica si è depositata nel nostro inconscio collettivo così che la vista di mani aperte evoca la sensazione della chiarezza e dell’amicizia.

Il nostro modo di comunicare mediterraneo è arricchito da un ampia gamma di gesti che sottolinea il discorso, lo rafforza o lo relativizza e a volte lo rimpiazza.

Basta una mano per dire a qualcuno di aspettare, di tornare dopo, di pagare, di fermarsi, di allontanarsi, che sta esagerando, che ci sta irritando... il modo con cui teniamo le mani, dichiara anche il nostro stato d’animo, soprattutto l’aggressività. Perciò occhio alle mani.

LE MANI: COME FARLE “PARLARE”

  • Con i palmi aperti otterrai più sì: prova a chiedere un favore tenendo il palmo delle mani verso l’alto: la richiesta verrà interpretata in maniera meno ostile e otterrà collaborazione.
  • Se sono in vista calmano l’ansia: se non nascondi le mani otterrai sull’altro un immediato senso di rassicurazione, soprattutto se per diverse ragioni mostra di essere diffidente o impaurito.
  • Dai per primo la mano: così aumenti la tua visibilità rispetto all’altro: porgere la mano per primi o senza fare aspettare l’altro durante una presentazione o un primo contatto trasmette una sensazione di sicurezza e intraprendenza e consente all’altro di ricordarsi meglio di noi.
    Bisogna farlo in modo delicato, senza prevaricare e senza stringere troppo forte o troppo debolmente le dita e il palmo dell’altra persona.

3. BRACCIA SCIOLTE: cosa indicano

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“A braccia aperte” è un modo di dire per indicare favore, accoglienza, totale disponibilità con una sfumatura affettiva, dato che il gesto anticipa l’abbraccio.

Il modo in cui teniamo le braccia indica il grado di tensione o rilassatezza dell’intero corpo.

Portare le braccia avanti è un gesto del tutto riflesso quando ci sentiamo minacciati.

Anche questo è un retaggio del nostro passato ancestrale, le braccia in avanti o chiuse mimano uno scudo che protegge le aree vulnerabili: occhi e cuore.

LE BRACCIA: SONO L'AIUTO IN PIU'

  • Lasciale andare e ti rilassi subito: insieme alle spalle e al collo sono la parte del corpo che si irrigidisce quando siamo in tensione. Per questo lasciar andare le braccia portandole sulle ginocchia o ai lati del corpo ha l’effetto di alleggerirci e di mettere l’altro a suo agio.
  • Offri qualcosa per far sciogliere l’altro: il tuo interlocutore ha le braccia conserte? Un modo per farlo sciogliere è porgergli qualcosa: una tazza di caffè o un foglio o un’immagine da guardare... senza accorgersene sarà costretto ad aprirsi.

4. LE GAMBE: cosa possono trasmettere

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Tendiamo a guardarle poco ma anche la loro posizione comunica dettagli importanti, perché influenza la postura.

Il modo in cui camminiamo o stiamo in piedi è significativo soprattutto del rapporto che abbiamo con noi stessi, con la nostra autostima.

Ogni posizione indica dove abbiamo il nostro baricentro o punto di stabilità: può essere dentro di noi, o tutto spostato all’esterno, posizione tipica di chi inconsciamente chiede un supporto per stare in piedi sulle sue gambe.

LE TUE GAMBE: USALE ANCHE COSÌ

  • Se sono larghe e sei in piedi: questa postura trasmette decisione; occupiamo il nostro spazio sentendoci in diritto di farlo. Assumi questa posizione se la persona ti mette in soggezione.
  • In piedi, una gamba davanti all’altra: assumi questa posizione se non hai voglia di perdere tempo. È un chiaro segnale che vuoi muoverti e che sei proiettato verso un altro posto.
     da usare con i bimbi, per farli sentire sul tuo stesso piano.

5. I PIEDI: sono dei grandi indicatori

I PIEDI-300x180

Sono la nostra base, il contatto con la dimensione più concreta, non li degniamo di molta attenzione, eppure è un errore.

Tenere i piedi in una posizione o in un’altra cambia la percezione del nostro senso di stabilità e di relazione col mondo ma anche con gli altri.

I piedi inoltre indicano anche dove abbiamo la testa, dove siamo diretti.

I TUOI PIEDI, “TERMOMETRI” EMOTIVI

  • Tienili bene in terra ogni volta che ti senti in ansia: il contatto con il terreno è un ottimo aiuto quando ci sentiamo confusi, spaventati, in uno stato di forte ansia quale può essere quello di un attacco di panico.
    Concentrare l’attenzione sui piedi, meglio se scalzi poggiati sul terreno, agevola il contatto con la realtà e con il corpo.
  • Da seduto, piedi bene a terra e mantieni l’attenzione: sei a una riunione e non devi distrarti? Poggia i piedi bene a terra, inclina il busto e la testa verso avanti. Ti verrà più facile mantenere l’attenzione e trasmetterai l’idea che sei interessato e presente.



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