Ellebori: le piante sempreverdi che fioriscono in pieno inverno

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Ellebori: le piante sempreverdi che fioriscono in pieno inverno BEST5.IT 2017-11-23 07:12:45
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Helleborus è un genere appartenente alle Ranunculacee, famiglia la cui diffusione si concentra nelle regioni fredde dell’emisfero boreale e della quale fanno parte anche altri fiori precoci, come l’anemone hepatica e l’aconito.

Gli ellebori devono essere coltivati all’esterno, sia in vaso che in terra, dove resistono a temperature molto fredde arrivando anche quasi a -30 °C.

Sono piante del sottobosco, robuste e longeve, note per la loro resistenza alla siccità e… all’abbandono; temono solo il ristagno d’acqua.

Sono tra i fiori più durevoli, permanendo sulla pianta per tre mesi. Scopriamoli insieme!

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1. Com’è fatta la pianta

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L'elleboro è una pianta perenne erbacea, cespitosa, coriacea e resistente.

  • Gli steli sono lisci, elastici e robusti; anche in caso di nevicate restano eretti e non si danneggiano.
  • L'apparato radicale tende a svilupparsi in profondità più che in larghezza, (anche per questo sono molto resistenti alla siccità), è legnoso e parte da un rizoma nodoso.
  • Le foglie sono sempreverdi, palmate o pedate, per lo più solitarie; vanno rimosse quando emergono quelle giovani e fresche.
  • I fiori di elleboro, che già iniziano ad aprirsi in inverno, sono botanicamente molto speciali. A differenza di altri, il fiore non è formato dai petali, ma dai sepali, le foglie modificate che normalmente proteggono il fiore. Il fiore degli ellebori è ermafrodita; i veri petali sono i nettari (da cinque a venti, a seconda della varietà).
    Gli stami, che costituiscono l'apparato sessuale maschile, sono lunghi filamenti bianchi o rosa-porpora che producono il polline; l’apparato sessuale femminile del fiore è costituito dall'ovario e dai pistilli.
  • I veri petali nell'elleboro sono i nettari che attirano i pochi insetti presenti in un periodo dell'anno ancora freddo, impegnandoli nel momento della fioritura di queste piante.
    I nettari possono essere da cinque fino a venti, a seconda della varietà. I fiori di elleboro sono autofertili e non sono selettivi, di modo che tutti i tipi di insetti possono impollinarli efficacemente.
    I sepali rimangono fino alla maturazione del seme, dopo che i fiori sono stati fecondati. Sono semplici o doppi, a fiore di anemone, rivolti verso l'alto o il basso, piatti o a coppa, con petali a punta, ondulati o arrontondati, ecc. a seconda della varietà.
  • Gli stami sono lunghi filamenti bianchi o rosa-porpora in speciali varietà; in un fiore di elleboro possono esserci fino a 150 stami.
  • I carpelli sono gli elementi femminili del fiore, costituiti da foglie serrate sopra se stesse a formare una cavità: l'ovario. Essi contengono i semi dalla fine della primavera all'estate.

2. L’ambiente e il terreno adatti

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Helleborus è un genere appartenente alle Ranunculacee, famiglia la cui diffusione si concentra nelle regioni fredde dell'emisfero boreale e della quale fanno parte anche altri fiori precoci, come l'anemone hepatica e l'aconito.

Con i loro fiori appariscenti e molto durevoli, anche recisi, sono perfetti per ravvivare le zone d'ombra insieme ad altre piante perenni da sottobosco.

Gli ellebori devono essere coltivati all'esterno, sia in vaso che in terra, dove resistono a temperature molto fredde arrivando anche quasi a -30 °C.

Sono adatti per qualunque tipo di impiego in sottobosco o mezz'ombra luminosa (sole diretto solo in inverno), sia da soli per l'appariscente fioritura e le foglie sempreverdi, sia con altre piante perenni o alla base di arbusti e alberi.

Nelle aiole vanno collocati in posizione di primo piano o appena arretrati, dato che non superano i 60 cm di altezza in fioritura.

Gli ellebori non amano il terreno fradicio, impregnato e compatto, senza drenaggio, e la forte piovosità associata a caldo estivo.

Il terreno che prediligono è neutro o leggermente acido (pH tra 5,5 e 7). Per la messa a dimora l'ideale è una miscela di torba bruna e pomice per il drenag­gio, in parti uguali.

Le condizioni ambientali adatte sono quelle del sottobosco di boschi decidui, con il sole in inverno e l'ombra dalla primavera fino all'autunno.

La collocazione ideale è quindi alla base o nella vicinanza di alberi e arbusti che perdono le foglie in inverno.

Piantarli vicino ad alberi e arbusti maturi, che eliminano naturalmente una grande quantità di umidità dal terreno, è la soluzione ideale per evitare che gli ellebori marciscano.

3. Le varietà più belle

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Gli ellebori sono divisi in due gruppi di base: caulescenti (foglie con steli) e acauli (foglie senza steli).

Le specie caulescenti includono Helleborus argutifolius, Helleborus foetidus e Helleborus lividus.

Le specie acauli includono Helleborus orientalis, Helleborus niger, Helleborus purpurascens, Helleborus viridis, Helleborus atrorubens e tutti gli altri.

Gli ellebori si trovano a Natale fioriti (per questo a volte sono chiamati la «Rosa di Natale») ma solo se ne viene forzato il ciclo di crescita: i primi a fiorire sono la specie Helleborus niger.

In realtà questa specie, così come le altre che si trovano in commercio per ornare vasi e aiuole (Helleborus x hybridus, Helleborus argutifolius, Helleborus foetidus), fioriscono a metà-fine inverno.

I fiori mantengono i colori tipici della varietà fino a fine aprile, o comunque fino all'inizio della primavera (per questo dagli appassionati botanici sono chiamati, invece, la «Rosa di Pasqua»).

Da inizio maggio o metà primavera, diventano verdi o, in alcune varietà di recente introduzione (come «Anna’s Red» o «Penny’s Pink») color viola scuro o nero, durando per mesi ancora belli e carnosi sulla pianta, in quanto vengono a svolgere la funzione di fotosintesi clorofilliana.

Per questo motivo e affinché si riseminino spontaneamente, il che avviene molto facilmente, è bene non tagliare i fiori sfioriti. Di seguito vi segnaliamo e descri­ viamo alcune delle varietà più diffuse.

  1. Helleborus x ballardiae «Pink frost»: foglie verdi-argentee con steli violacei-porpora. Fiori rosa tenue che invecchiando diventano gradualmente bordeaux-rosso. Si consiglia di evitare qualsiasi intervento di potatura che non sia la rimozione di parti morte o rovinate alla base della pianta.


  2. Helleborus niger «Doublé fashion»: pianta a fioritura precoce con fiori doppi, bianco puro, con stami gialli appariscenti.


  3. Helleborus orientalis «Anemone red»: elleboro a fiore di anemone, color porpora-rosso scuro, caratterizzato da un collare centrale increspato.


  4. Helleborus orientalis «Anemone white»: elleboro a fiore di anemone, caratterizzato da un collare centrale increspato semidoppio, di colore bianco con carpelli e stami evidenti.


  5. Helleborus orientalis «Apricot»: varietà a fiore semplice di un insolito colore albicocca chiaro, con venature e margini più accentuati.


  6. Helleborus orientalis «Cremewith red center»: elleboro a fiore semplice, di colore bianco puro con centro porpora, con stami e carpelli dorati appariscenti.


  7. Helleborus orientalis «Doublé black»: varietà a fiore doppio, di un colore viola molto scuro e vellutato, che sembra nero, in netto contrasto con gli appariscenti stami e carpelli dorati.


  8. Helleborus orientalis «Doublé Ellen pink»: elleboro a fiore doppio, con sepali di colore rosa carico, puntinati di porpora in modo variabile.


  9. Helleborus orientalis «Doublé picotee»: varietà con fiori doppi con sepali ondulati e sfumati sui margini.


  10. Helleborus orientalis «Doublé pink»: varietà con fiori doppi, di colore rosa medio.


  11. Helleborus orientalis «Picotee anemone»: elleboro a fiori di anemone, con sepali ondulati di colore bianco sfumato di rosa verso i margini e puntinato di porpora verso il centro.


  12. Helleborus orientalis «Pretty Ellen spotted»: a fiore semplice dalla foggia elegante, leggermente a coppa, di colore rosa pallido con puntini magenta con carpelli e stami evidenti.


  13. Helleborus orientalis «Red spotted»: elleboro con fiori rosso-porpora molto appariscenti, i sepali ornati da puntini rossi evidenti.


  14. Helleborus orientalis «Tutu»: fiori rosa scuro, portati su steli molto lunghi, e con nettari piatti, aperti e appariscenti, molto numerosi e arricciati a spirale, tanto da sembrare un tutù di danza.

4. La preparazione del terreno e la messa a dimora

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Se acquistati coltivati in vaso gli ellebori possono essere messi a dimora in qualsiasi periodo dell'anno.

Il periodo migliore per piantarli però è l’autunno, perché in tal modo non avranno bisogno di irrigazioni supplementari (in particolare se acquistati a radice nuda).

Se piantati in terra, è necessario preparare una buca larga 50 cm e profonda altrettanto.

A una parte del terreno prelevato dalla buca (30%) va incorporata la pomice (50%) e della torba bruna (20%). L'unica cosa che l'elleboro teme è il ristagno idrico, sopratutto in estate.

Al momento della piantagione bisogna incorporare al terreno dello stallatico pellettato (100 grammi per metro quadrato).

Importante è mantenere il colletto ben evidente alla base, coprirlo con la terra, anzi leggermente esposto o pintando su un piccolo rialzo del terreno per favorire l'allontanamento dell'acqua in eccesso affinché non marcisca.

In caso vengano coltivati in vaso è necessario usare vasi di 40 cm di diametro.

5. Le poche cure necessarie

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Gli ellebori sono piante estremamente resistenti che allargano in modo esponenziale il loro cespo.

Se offriamo loro il giusto spazio sono estremamente facili da coltivare, insieme a felci, begonie, Carexy Hosta, Cyclamen, Dicentra e altre piante da sottobosco.

Sono piante molto longeve che necessitano di pochi mirati interventi di manutenzione. 

  • Irrigazione
    Per i primi tre anni dopo la piantagione gli ellebori necessitano solo di un'eventuale irrigazione di soccorso in estate, in caso di siccità prolungata.
    Dal quarto anno in poi, in genere sopravvivono solo con la pioggia e crescono in modo spontaneo, purché si offrano loro le condizioni adatte, che sono quelle del sottobosco.
  • Concimazione
    Gli ellebori si possono concimare a fine estate e a fine inverno (periodi di ripresa vegetativa, non in estate quando la pianta è a riposo) con 100 grammi per metro quadrato di stallatico maturo, normale o pellettato.
  • Eliminazione delle foglie rovinate
    Un lavoro necessario è la rimozione di eventuali foglie vecchie e danneggiate alla base che possono essere ricettacolo di muffe e funghi, intervento da effettuare ogni anno a metà inverno, o comunque quando ricacciano i nuovi getti.
  • Si propagano in autunno dividendo i rizomi
    L’appassionato può propagare gli ellebori dividendo in autunno, ogni 2-3 anni, i rizomi delle piante madri. Le piantine che si otterranno presenteranno le stesse caratteristiche della pianta madre e inizieranno a fiorire (anche se non tutte) l’anno successivo.
    Ecco come procedere:
    Dopo aver legato assieme le foglie (1 ), scalzate la pianta dal terreno utilizzando una forca (2). Sbriciolate con le mani il pane di terra che avvolge le radici (3), facendo attenzione a non spezzarle.
    Lavate accuratamente l'apparato radicale sotto un getto d’acqua (4), in modo da rendere ben visibili i rizomi che lo costituiscono.
    A questo punto, utilizzando un coltello ben affilato, suddividete i rizomi in tante porzioni (5), ognuna delle quali deve presentare almeno due foglie, uno-due occhi (gemme dormienti che daranno origine alla nuova vegetazione e/o ai fiori) ben sviluppati (vedi frecce), un buon numero di tenere radici, riconoscibili per il loro colore chiaro, oltre a un discreto numero di vecchie radici, di colore scuro, che vanno accorciate se sono troppo lunghe (6).
    La parte più legnosa - cioè quella vecchia - dei rizomi va buttata. Mettete a dimora le singole porzioni nell’aiola o nella bordura precedentemente lavorata e concimata.



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